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Al cinema Fox di Caorso il film «Solo cose belle». La proiezione anche su Rai 5

Solo cose belle

Lunedì 11 settembre, a conclusione dei festeggiamenti dei 30 anni della Casa Famiglia Santa Lucia, alle ore 21 al Cinema Fox di Caorso verrà proiettato il film “Solo cose belle”. Seguirà un dibattito condotto da Mauro e Lodovica Carioni, responsabili della Casa caorsana.

Il film in prima serata lunedì 11 settembre su Rai 5

Solo Cose Belle, il film ispirato alle case famiglie di don Oreste Benzi, andrà in onda su Rai 5, canale 23 del Digitale Terrestre, lunedì 11 settembre alle 21.15.
Benedetta (Idamaria Recati), figlia sedicenne del sindaco (Giorgio Borghetti) di un paese dell'entroterra di Rimini, viene attirata dai componenti di una rumorosa e stravagante casa famiglia, appena arrivata nel suo comune. Una commedia dal tono leggero, che diverte emozionando, in cui si affrontano con delicatezza e rispetto temi difficili e attuali come l'accoglienza di migranti, carcerati, disabili, vittime di tratta. Personaggi dalle storie difficili, ma aperti alla speranza del cambiamento, proprio come insegnava don Oreste Benzi, il prete degli ultimi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Il film, prodotto e distribuito da Coffee Time Film e da Sunset Produzioni, è uscito nelle sale italiane nel maggio 2019. La regia è di Kristian Gianfreda.
La Commedia era stata presentata il 7 dicembre 2018 in visione straordinaria al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato visto da 90.000 spettatori riscuotendo il favore della critica cinematografica e numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Festival di Brooklyn per la miglior colonna sonora, lo Shangai Film Festival, il Festival di Calcutta e il Rome Indipendent Film Festival.

Pubblicato il 6 settembre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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