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Il Festival del Teatro Antico di Veleia protagonista con Barbero su La7

Alessandro Barbero a Veleia estate 2023 


Il viaggio in macchina di Alessandro Barbero verso i colli piacentini, passando per le Langhe, mentre si discute di quale sia, oggi, il contrario di “democrazia” e di come sia nata la passione per la storia. E’ iniziato così in prima serata di lunedì 11 l’appuntamento speciale su La7 di Alessandro Barbero “In viaggio con Barbero - Democrazia e dittatura”, poi l’arrivo nell’area archeologica, dove si tiene il Festival di Teatro Antico di Veleia e l’ironico scambio di battute con la direttrice artistica, Paola Pedrazzini che lo accoglie: -“quante sedie ci sono stasera?” “saranno 900 sedie” “più dell’anno scorso!” “e abbiamo una lista d’attesa di quasi 200 persone”“sei una rock star!”-.

“È l'effetto Barbero  – commenta Pedrazzini –un intellettuale, accademico e coltissimo che senza rinunciare al rigore scientifico è riuscito a rendere pop  la Storia, un’operazione (che Alessandro fa con la spontaneità che lo contraddistingue) simile a quella che abbiamo cercato di realizzare in questi anni con il Festival di Veleia con progetti che portassero il pubblico ad “innamorarsi” del teatro antico e del patrimonio culturale classico”.
E la platea virtuale della trasmissione dell'11 del festival di Veleia si è allargata a 977.000 persone (tanti gli spettatori sintonizzati ieri sera in diretta su La7 per seguire “In viaggio con Barbero - Democrazia e dittatura”) perché insieme a Barbero, senza dubbio lo storico più amato d’Italia, i protagonisti della serata sono stati proprio il Festival di Teatro Antico e l’area archeologica di Veleia.
Le immagini che scorrevano sullo schermo, inquadrando Barbero tra le colonne romane del foro veleiate, erano state registrate proprio in occasione della conferenza scenica “La democrazia nei secoli” ospitata all’interno del programma del Festival lo scorso luglio.
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Nella foto, Alessandro Barbero con Paola Pedrazzini a Veleia Romana.


Barbero con il suo stile inconfondibile ha raccontato la storia della democrazia, le sue articolazioni e le sue derive, dando vita ad una avvincente lezioni-spettacolo, raccontando al pubblico come il concetto di democrazia e i suoi pilastri si sono evoluti tra i popoli per arrivare alla concezione del mondo moderno in cui viviamo. Ad arricchire lo speciale, le interviste con alcuni spettatori del Festival di teatro Antico, arrivati anche da fuori regione per poter assistere allo spettacolo del Professore al Festival di Veleia, in un contesto così speciale e suggestivo, e le immagini del pubblico entusiasta e numerosissimo.
Il Festival di Teatro Antico di Veleia diretto da Paola Pedrazzini è realizzato nell’area archeologica di Veleia romana sui Colli piacentini, in partnership con la Direzione regionale dei Musei dell’Emilia-Romagna e con il Comune di Lugagnano Val d’Arda, è sostenuto da Ministero della Cultura (attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo), Regione Emilia-Romagna, Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Nella foto, Alessandro Barbero nel suo intervento a Veleia Romana trasmesso in prima serata su La7.
Pubblicato il 13 settembre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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