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Fiorenzuola, inizia la stagione teatrale con l'opera «Attila»

Comunicato stampa. Teatro stagione 2023 2024 al via con Attila

 
Sarà una storica “prima”, nel programma della stagione 2023-2024, quella per il Teatro “Giuseppe Verdi” di Fiorenzuola d’Arda, che ospiterà infatti, domenica 8 ottobre dalle 20.45, la rappresentazione verdiana “Attila”: la stessa che l’8 ottobre del 1853, esattamente centosettanta anni prima, segnò l’inaugurazione del Teatro fiorenzuolano.
Il concerto comprenderà le arie più famose dell’opera verdiana; appositamente ideato da Paolo Bosisio e diretto dalla pianista Angiolina Sensale, vedrà la presenza di quattro grandi cantanti internazionali nei ruoli di Attila (basso), Odabella (soprano), Foresto (tenore) e Ezio (baritono).

Anche una mostra fotografica

La rappresentazione operistica, sostenuta dalla Banca di Piacenza, sarà ad ingresso libero e su prenotazione obbligatoria, e chiuderà un vero e proprio evento: “Attila” verrà infatti anticipato, alle 18, dalla presentazione ufficiale della stagione 2023-2024 del Teatro “Giuseppe Verdi”, mentre dalle 19.15, grazie alla presenza dell’azienda di ristorazione Troni’s Events, partner dell’iniziativa e dell’intera stagione teatrale, sarà allestito un apericena aperto al pubblico presente in Teatro.
Nel corso della serata, il pubblico potrà inoltre visitare la mostra fotografica “Gli immortali”, allestita nell’area tra l’atrio e lo scalone di accesso al ridotto del Teatro, e in cui saranno presentati gli scatti più belli e suggestivi realizzati dal fotografo Pier Marra durante la scorsa stagione teatrale: la mostra sarà visitabile per tutto il mese di ottobre.

Per presentare l’evento, proprio nella magnifica cornice del Teatro fiorenzuolano, sono intervenuti Mino Manni, direttore artistico del “Verdi”; il sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Romeo Gandolfi; il vicesindaco Paola Pizzelli; l’assessore alla cultura, Massimiliano Morganti, ed il Responsabile del Settore cultura del Comune Enrica Pagliari.
Presenti anche gli Assessori Elena Grilli e Franco Brauner; il Presidente del Consiglio comunale di Fiorenzuola Federico Franchi; il Capogruppo di maggioranza del Comune Martina Binelli; il fotografo Pier Marra e Marco Troni, in rappresentanza dell’azienda Troni’s Events.

L’opera “Attila”
L’opera “Attila” – presentata per la prima volta il 17 marzo 1846 alla “Fenice” di Venezia - venne composta da un giovane Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera, sostituito in corso d’opera da Francesco Maria Piave. Il successo dell’”Attila” fu inizialmente modesto: l’opera ebbe quindi una stagione ricca di rappresentazioni negli anni successivi, quelli della grande onda risorgimentale italiana, “scaldando” il pubblico che nell’opera leggeva un invito a ribellarsi alla dominazione straniera.


La Stagione teatrale 2023-2024
“Ritorno a Itaca”, la stagione 2023-2024 del Teatro “Giuseppe Verdi” vede la direzione artistica di Mino Manni; l’organizzazione dell’Amministrazione Comunale e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Piacenza e Vigevano.
È possibile prenotare la propria partecipazione alla rappresentazione di domenica 8 ottobre presso Inform’Art, l’ufficio del Teatro, aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30, e dalle 19 nei giorni degli spettacoli; agli indirizzi mail o , o al numero di telefono 0523-985253.

 Per ricordare i 170 anni del Teatro

“Riteniamo giusto – ha esordito Mino Manni – inaugurare la stagione teatrale 2023- 2024 con l’opera che celebrò l’inaugurazione del Teatro, centosettanta anni fa: saremo onorati della presenza di Paolo Bosisio, autore di tantissime opere a livello internazionale, e che per questa occasione ha ideato un concerto cameristico con una sua narrazione interna, alla presenza di quattro cantanti internazionali, che canteranno le arie più famose dell’opera verdiana. “Attila” è un’opera riprodotta poche volte, a causa della sua complessità: noi ospiteremo un concerto ideato appositamente per Fiorenzuola d’Arda e per questa serata, solo il primo appuntamento di una stagione teatrale particolarmente ricca di eventi e per la quale abbiamo lavorato duramente con l’Assessore alla cultura, la Responsabile del Settore cultura e l’intera Amministrazione comunale”.

“Celebrare questo appuntamento rappresenta per l'Amministrazione una sfida prioritaria, sia per il suo alto valore simbolico, sia per la scelta artistica operata nel solco della tradizione verdiana”, ha proseguito l’Assessore alla cultura del Comune di Fiorenzuola d’Arda, Massimiliano Morganti.
“La proposta di una celebrazione per il 170° anniversario dell’inaugurazione del Teatro “Verdi” parte da lontano”, ha quindi spiegato il Sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Romeo Gandolfi: “Dedicheremo questa giornata a Corrado Sforza Fogliani, storico patron della Banca di Piacenza recentemente scomparso, perché era forte in lui la volontà di sostenere questo evento di grande importanza per la nostra città, e ringraziamo nel contempo l’attuale dirigenza della Banca di Piacenza per aver mantenuto la volontà del compianto Corrado sostenendo questo concerto. L’”Attila” è un’opera poco conosciuta: approfitteremo di questa serata per farla conoscere al pubblico di Fiorenzuola d’Arda e del territorio”.
“Sarà una stagione teatrale ricca e variegata: speriamo di incontrare l’apprezzamento del pubblico”, sono state le parole di Enrica Pagliari. “Il tema della stagione, “Ritorno ad Itaca”, è particolarmente suggestivo: come le due stagioni precedenti, sono certa che anche questa si rivelerà un successo”, ha concluso il Vicesindaco Paola Pizzelli.

Nella foto, la presentazione della rassegna teatrale a Fiorenzuola: da sinistra, Federico Franchi, Elena Grilli, Martina Binelli, Franco Brauner, Massimiliano Morganti, Romeo Gandolfi, Mino Manni, Paola Pizzelli, Enrica Pagliari, Marco Troni e Pier Marra.

Pubblicato il 27 settembre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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