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XNL, cinque atelier per le scuole dedicati a «Sillabari d’Appennino»

enrica

Sono aperte per scuole le iscrizioni alle nuove proposte didattiche della sezione Arte di XNL, in programma dal 9 al 20 febbraio e dedicate alle scuole di ogni ordine e grado. Progettate appositamente per realizzare un’esplorazione attiva dello spazio e delle opere, e per avvicinarsi alle tematiche proposte dagli artisti in mostra, le attività sono ideate e condotte da Enrica Carini, coordinatrice dell’attività Educational, e ispirate a Sillabari d’Appennino, di cui Carini è anche curatrice. L’attuale mostra di XNL - inaugurata nel dicembre scorso e allestita fino al 22 febbraio - presenta le opere fotografiche di Alessandra Calò, intrecciate dalle poesie di Mara Redeghieri, e i ritratti delle persone e dei paesaggi dell’Appenino piacentino di Sergio Ferri. Gli Atelier si svilupperanno intorno alla necessità di risvegliare il “senso di meraviglia” che la biologa Rachel Carson auspicava per ogni individuo, senza distinzione di età, nella convinzione che solo tenendo in vita questo “sesto senso” sia possibile per ciascuno di noi conoscere, essere consapevoli e desiderare di avere cura dell’ambiente e dei territori.

Gli atelier per le scuole sono gratuiti fino a esaurimento posti; i materiali verranno forniti da XNL.
Per concordare date e prenotare è necessario scrivere a .

«Proseguiamo nel solco della didattica e dell’arte - sottolinea Mario Magnelli, vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano che ha in XNL il proprio polo culturale -, come è nel Dna stesso del nostro Centro. Sillabari d’Appenino si coniuga appieno con la necessità di fare comprendere ai nostri giovani, fin dalla più tenera età, l'importanza di preservare e vivere le aree montane. La trasversalità della mostra, le sue sezioni naturalistiche dedicate agli erbari insieme alla riflessione sulle terre alte, offre un percorso perfetto per iniziative didattiche che avvicinino i giovani al tema con una modalità intima e priva di retorica, che passa per la pratica laboratoriale, l’abitare lo sguardo degli artisti, la condivisione».

Il programma degli Atelier

Pensare la montagna, le case, i prati, i boschi, gli animali

Infanzia (dai 5 anni) e Primaria I ciclo

Durata 1,5 ore circa comprensive di visita e atelier

Come pensiamo le cose e come sono quando le attraversiamo e le viviamo?
Come pensiamo la montagna, le case, i prati e gli animali e come sono quando li incontriamo? Utilizzando carte da lucido colorate, forme trasparenti, acetati su cui disegnare, proveremo a rappresentare come pensiamo la montagna e tutti i suoi luoghi per poi sovrapporre, grazie a una proiezione luminosa, i nostri pensieri alle immagini fotografiche dell
Appennino e accendere insieme un nuovo sguardo e un nuovo modo di raccontare le terre alte.

Toccare la montagna

Infanzia (dai 5 anni) e Primaria I ciclo

Durata 1,5 ore circa comprensive di visita e atelier

Toccare per meravigliarci, conoscere e orientarci nel paesaggio di montagna. Troppo spesso gli occhi sono i protagonisti della nostra esperienza, anche quando siamo immersi nelle montagne e nei loro tanti paesaggi. Dopo aver visto insieme lesposizione con gli occhi, proveremo allora a chiuderli ed esplorare con le mani un catalogo di cose” naturali, nascoste alla vista, per provare a riconoscerle e a dirle, costruendo così insieme un sillabario vivo delle nostre montagne.

Ascoltare il bosco

Primaria II ciclo e Secondaria I grado

Durata 1,5 ore circa comprensive di visita e atelier

Ascoltare per incantarci, perderci e ritrovarci nei boschi. Anche ludito spesso viene messo da parte, ma il respiro del bosco è fatto da tanti suoni che ci possono non solo accompagnare nel nostro cammino, ma anche permetterci di orientarci e conoscere il luogo in cui siamo. Dopo aver visitato insieme lesposizione con gli occhi, proveremo ad ascoltare suoni e rumori del bosco, presenze del paesaggio, umane, animali, e a tracciarle su di un piccolo libro a Leporello per raccontare le storie che ognuno di noi ha sentito o immaginato durante il percorso.

Guardare il sottobosco

Primaria II ciclo e Secondaria I e II grado

Durata 1,5 ore circa comprensive di visita e atelier

Guardare significa osservare con cura ciò che incontriamo sui nostri passi. Il sottobosco è profondamente ricco di vita vegetale, che, se guardiamo con attenzione, ci regala nomi, storie, connessioni, conoscenze e cura. Dopo aver visitato lesposizione anche noi proveremo a guardare le fragili piante di un erbario a nostra disposizione, per cercare di riconoscerle in base a luoghi e stagioni, incontrare le loro storie e curiosità e infine stamparle a contatto, tramite la tecnica della cianotipia (lantica tecnica fotografica per cui, esponendo ai raggi UV la carta precedentemente trattata, si può stampare a contatto negativi fotografici o corpi come le raccolte vegetali).

Sentire lAppennino

Secondaria II grado

Durata 1,5 ore circa comprensive di visita e atelier

Quando sentiamo, quando siamo senzienti, usiamo tutti i sensi conosciuti, come il tatto, la vista, ludito, lolfatto, il gusto, ma anche il senso del corpo, il senso dellequilibrio, del tempo, dellorientamento che ci permettono di essere completamente presenti e attenti in un ambiente. Dopo aver visitato lesposizione proviamo insieme a trovare parole, cercando tra i frammenti di un poema botanico” che avremo a disposizione, che, come semi, possano aiutarci a dire che cosa sentiamo quando abitiamo, attraversiamo o immaginiamo le terre alte e a scrivere che cos’è per ognuno di noi lAppennino, in tutti i suoi molteplici aspetti. Ogni incontro prevede la visita dell’installazione, mirata a seconda dell’età dei partecipanti e dell’attività che verrà svolta in seguito, e un atelier pratico per fare arte insieme. Visita e atelier sono gratuiti fino a esaurimento posti; i materiali verranno forniti da XNL.

Per informazioni e prenotazioni
Il programma Arte di XNL è promosso da Rete Cultura Piacenza, che comprende Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio dell'Emilia e Diocesi di Piacenza-Bobbio.

Pubblicato il 14 gennaio 2026

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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