Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

UN LIBRO AL GIORNO/4 Le ali del Piccolo Principe

le ali del piccolo principe libro

"Le ali del Piccolo Principe”

Ci sono scrittori che volano con la fantasia. Ed altri che si servono della realtà per farci volare nelle storie che raccontano. Gabriele Dadati è uno di questi. Lo conferma il suo ultimo lavoro, “Le ali del Piccolo Principe”, uscito per i tipi di Solferino, dove ricostruisce l’incredibile avventura di Antoine de Saint-Exupéry sul finire del 1935, quel fortunoso atterraggio nel deserto libico dal quale avrebbe avuto origine il suo libro più noto, tradotto in ben 250 lingue, “Il Piccolo Principe”.


Presente e passato. Il Sahara e Parigi. Si gioca in un viaggio nel tempo e nello spazio il romanzo di Dadati, che parte con il sapore dell’avventura tra i flash dei fotografi - la trasvolata Parigi-Saigon da concludersi a tempo di record - e si dipana tra i silenzi del deserto e i pensieri del pilota Saint-Exupéry e del suo meccanico Prévot. Tutti li danno per morti. La notizia dello schianto del Simoun finisce sulle prime pagine dei quotidiani, incluso il Corriere della Sera. Non meravigli. L’aviatore-scrittore si era già fatto un nome. Nel 1931, per il suo “Vol de Nuit”, aveva vinto il Prix Femina.
Eppure, per uno strano gioco della storia, la fama di Saint’Exupéry è stata progressivamente offuscata da quella del suo capolavoro. A ottant’anni dalla morte - l’aereo che pilotava fu abbattuto il 31 luglio del 1944 - Dadati ci dà l’opportunità di riscoprirne non solo la personalità contraddittoria, ma anche la profondità di un uomo sempre in ricerca, sempre proiettato verso un “oltre”.
Una prosa essenziale che va in profondità
Del resto, è proprio una ricerca - e non un progetto letterario a tavolino - che ha mosso Dadati verso il nuovo romanzo, complice l’ammirazione di Daniele del Giudice - “autore che ho molto amato” - per il francese. Come mai il colto e “alto” Del Giudice apprezzava uno scrittore all’apparenza così popolare?
“Ho cominciato a leggere tutto di Saint’Exupéry: i tre libri dedicati al volo, la corrispondenza privata, le recensioni, gli articoli, le presentazioni, i cataloghi fotografici, fino all’ultima opera, «La Cittadella», monumentale, ricca di riflessioni, di rimandi a parabole. Mi ha conquistato”. È la scoperta di un “felice possessore di una prosa esatta”, lo definisce Dadati, che si cala dentro il suo stile essenziale, preciso, influenzato dall’abitudine di comunicare col meccanico, a bordo, attraverso bigliettini.
È sfogliando un libro, una sera, che resta colpito dalla foto del fratello minore François, morto a 15 anni per polmonite, a cui Antoine era legatissimo. Indossa una vestaglia; al collo ha una sciarpetta. “Ma questo - esclama - è il Piccolo Principe!”. Da quest’illuminazione prende forma “Le ali del Piccolo Principe”. Nessuna invenzione, puntualizza Dadati, bensì un romanzo-mosaico che unisce i tasselli delle molteplici fonti su Saint’Exupéry per raccontare di “una presenza amata” difficile da lasciar andare.


Barbara Sartori

Le ali del Piccolo Principe

di Gabriele Dadati

Solferino Libri

Pagine 288 - euro 18,50

Pubblicato il 28 luglio 2024

Ascolta l'audio

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente