Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Piacenza da scoprire: la Cappella di Santa Caterina in San Giovanni in Canale

cappella





Continuando il nostro percorso tra le bellezze artistiche di Piacenza, ritorniamo nella chiesa di San Giovanni in Canale a Piacenza dove, nella navata sinistra, troviamo la Cappella di Santa Caterina. Caratterizzata da una struttura architettonica di sapore cinquecentesco, la cappella ha subito nel corso dei secoli rimaneggiamenti e aggiunte di decorazioni barocche, che le conferiscono un fascino tutto speciale.


Monumento a Orazio Scotti

Al suo interno si può ammirare il Monumento al Marchese Orazio Scotti, del ramo di Montalbo, morto nel 1629. Quest'opera maestosa, collocata nella cappella nel 1655 dai figli del marchese, mostra un sarcofago e una lapide dedicatoria in marmo nero, fiancheggiati da colonne e lesene di ordine composito. Sopra di essi si trova un timpano spezzato, che incornicia un'edicola con il busto del nobile personaggio. Ad arricchire ulteriormente il monumento sono collocati, ai lati su alti plinti, due putti dalle espressioni vivaci e commoventi. Il monumento è stato a lungo attribuito ad Alessandro Algardi, scultore bolognese del XVII secolo, ma recenti ricerche hanno rivelato che l'opera è stata realizzata dallo scultore carrarese Giuliano Finelli (1601 - 1657).

cappella2

Nella foto, il monumento a Orazio Scotti in San Giovanni in Canale.


Lapide funeraria

Al centro dell'abside della cappella si erge un altare seicentesco in stucco, con un tondo a rilievo raffigurante il volto di Santa Caterina. Nella parete sinistra della cappella si trova la lapide funeraria di Bianca Pallavicino Scotti, vedova del conte Ferdinando degli Scotti di Sarmato. Questo monumento è caratterizzato da una grande cornice sorretta da una mensola con modiglioni, incorniciata dall'iscrizione lapidaria e dallo stemma della casata.

lapide

Nella foto, lapide funeraria di Bianca Pallavicino Scotti.


Scene di vita della Santa

La volta a botte della cappella è decorata con raffinati stucchi del XVII secolo che circondano gli affreschi monocromi settecenteschi, assegnati ad un ignoto artista emiliano. Questi dipinti ritraggono, nelle fasce laterali, putti con simboli e, nella fascia centrale, delle scene legate alla vita di Santa Caterina che raffigurano due visioni e l’estasi della Santa. In definitiva, la Cappella di Santa Caterina nella Chiesa di San Giovanni in Canale a Piacenza rappresenta un tesoro artistico di valore storico e culturale, che testimonia la ricchezza dell'arte e dell'architettura italiana del Rinascimento e del Barocco piacentino.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 19 agosto 2024

Ascolta l'audio

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente