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I padri e le madri della Repubblica: un corso on line con «Città Nuova»

degasperi


Il 2026 è un anno importante per l’Italia, e per la nostra Repubblica democratica, perché celebriamo l’80° anniversario di tre eventi importanti: 1) l’introduzione del suffragio universale, con il riconoscimento del diritto di voto alle donne, che votano per la prima volta nel marzo 1946; 2) la nascita della Repubblica (2 giugno 1946); 3) l’elezione dell’Assemblea Costituente, che si riunisce il 25 giugno 1946 e, in un anno e mezzo, approva una delle più belle Costituzioni del mondo.
Per tale occasione, “Città Nuova” promuove un corso di formazione agile (on-line) - a cura del prof. Leonardo Brancaccio, docente della Scuola di Economia Civile dell’Istituto Universitario Sophia - dal titolo: “Democrazia: bene da tutelare. La lezione dei padri e delle madri della Repubblica, nel suo 80° anniversario”.

La struttura del corso

Il corso si svilupperà nei seguenti quattro incontri serali (ore 20.30 - 21.30 on-line): martedì 19 maggio 2026, “Alcide De Gasperi”; martedì 26 maggio 2026, “Aldo Moro”; martedì 9 giugno 2026, “Nilde Iotti”; martedì 16 giugno 2026, “Tina Anselmi”.
“La democrazia non è mai conquistata per sempre. Anzi, il succedersi delle diverse condizioni storiche e delle loro mutevoli caratteristiche ne richiede un attento, costante inveramento”: sono le parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 3 luglio 2024 a Trie­ste, in occasione della cerimonia di apertura della 50^ edi­zione della Settimana sociale dei cattolici in Italia.

La storia della Repubblica

Il presidente Mattarella ricorda che la Repubblica ha sa­puto percorrere molta strada, e che il compito di far sì che tutti prendano parte alla vita della sua società e delle sue Istituzioni non si esaurisce mai: “ogni generazione, ogni epoca, è attesa alla prova dell’alfabetizzazione, dell’in­veramento della vita della democrazia”. La Repubblica italiana ha dei padri e delle madri che hanno lottato e lavorato per l’inveramento della democrazia, dopo il ventennio fascista, e la loro lezione (di vita) è di grande attualità.

Le parole di De Gasperi

L’11 maggio 1946 a Roma nella Basilica di Massenzio, Alcide De Gasperi pronuncia il discorso di apertura della campagna elettorale per il Referendum istituzionale del 2 giugno, e afferma: “la premessa indispensabile, la condizione basilare è la vostra risposta personale al referendum. La repubblica libera e popo­lare non nasce da uno statuto, nasce e matura nella coscienza di ciascuno. Se non c’è la convinzione personale, se non c’è il vostro impegno di assumere la parte nuova di responsabilità che vi tocca, se non c’è la vostra personale maturata collaborazione, ingaggiata per l’avvenire, la repubblica non diventa; [...] Amici miei, dobbiamo volere la democrazia sul serio”.
Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Nilde Iotti e Tina Anselmi, negli anni del loro impegno sociale e politico - svolto come servizio per il bene co­mune -, hanno offerto un contributo significativo in favore dell’alfabetizzazio­ne e dell’inveramento della vita democratica, e per la crescita e sviluppo della Repubblica.
Per informazioni e iscrizioni: https://www.cittanuova.it/prodotto/formazione-agile-democrazia-un-bene-da-tutelare

Nella foto, Alcide De Gasperi, uno dei padri della Repubblica italiana. (foto Ansa/SIR)

Pubblicato il 12 maggio 2026

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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