Quando si desidera il figlio d’altri?
di Cecilia Galatolo  
19 Ottobre 2026
I 10 comandamenti in famiglia - 9°: Non desiderare la donna d’altri

Quando si desidera il figlio d’altri?

Il nono comandamento recita “Non desiderare la donna d’altri”. Vediamo come può essere coniugato in famiglia.

Come genitori

Il nono comandamento letteralmente recita:
“Non desiderare la donna d’altri”,
che oggi leggiamo naturalmente anche come
“Non desiderare l’uomo d’altri”.
Tuttavia, se siamo genitori, possiamo lasciarci provocare

da questo comandamento anche in un altro modo:
imparare a non desiderare i figli degli altri,
a non vivere confrontando continuamente i nostri figli
con quelli altrui, quasi fossero “più riusciti”,
più facili, più brillanti o più amabili.

Non si tratta di modificare i Dieci Comandamenti,
ma di lasciarli entrare nella nostra esperienza quotidiana
di madri e padri. Se Dio ci chiede fedeltà nel matrimonio,
nelle amicizie, nelle relazioni importanti della vita,

perché non dovrebbe esserci chiesta anche
una fedeltà profonda alla missione educativa che ci è stata affidata?

 

“Desiderare i figli degli altri”: accade molto più spesso di quanto immaginiamo.
Succede ogni volta che il confronto prende il posto dello sguardo amorevole. Quando vediamo il figlio di un’altra famiglia e pensiamo: “Perché il mio non è così?”. Magari più ordinato, più studioso, più sportivo, più educato, più equilibrato, più credente, più socievole. E lentamente il nostro sguardo si appanna: non vediamo più il dono che abbiamo davanti, ma soltanto ciò che manca rispetto a un modello ideale.

 

Sotto il peso dei paragoni

Ricordo la vicenda di una ragazza che viveva costantemente sotto il peso dei paragoni. Sua madre la confrontava continuamente con la figlia di una collega, sua coetanea: “Martina è più magra, più brava a scuola, più responsabile, più rispettosa”.
Col tempo, Martina è diventata per quella ragazza una presenza ingombrante, quasi un giudice invisibile sempre accanto a lei. Il risultato non è stato un miglioramento, ma una ferita: ha iniziato a detestare Martina e, soprattutto, a sentirsi inadeguata, mai abbastanza.

 

Se i confronti umiliano

I confronti raramente fanno crescere; molto più spesso umiliano e scoraggiano.
Ogni figlio ha tempi, fragilità, risorse e talenti diversi. Il compito di un genitore non è costruire una copia perfetta di qualcun altro, ma aiutare ciascun figlio a diventare pienamente sé stesso. E questo richiede uno sguardo libero dall’invidia e dall’amarezza. Perché, a volte, dietro il confronto si nasconde proprio questo: una forma sottile di invidia. Vorremmo che nostro figlio fosse diverso. Più facile da gestire. Più vicino alle nostre aspettative. Più capace di farci sentire genitori “riusciti”.
Il problema, allora, non è il figlio: è il nostro cuore. Questa consapevolezza, anche se può far male, è liberante. Perché ci permette di lavorare su noi stessi invece di scaricare sui figli il peso delle nostre delusioni.

 

Amare il “figlio difficile”

Nessun figlio è un errore. Nessun figlio ha “difetti di fabbrica”.
Certo, ci sono caratteri difficili, crisi, ribellioni, fragilità che mettono a dura prova. Ci sono figli che sembrano chiusi, aggressivi, disinteressati, oppositivi.
Eppure proprio lì, dentro quella storia concreta, Dio ci chiama ad amare. Non un figlio ideale, ma quel figlio reale. Non il bambino immaginato nei nostri sogni, ma quello che cresce davanti a noi, con le sue luci e le sue ombre.

La vocazione di un genitore consiste anche in questo: imparare a scorgere il progetto unico di Dio nascosto dentro ogni figlio, anche quando è difficile da comprendere.
Spesso il Signore non ci affida figli “perfetti”, ma figli attraverso i quali Lui desidera convertire anche noi, renderci più pazienti, più umili, più capaci di amare gratuitamente.

Ecco una preghiera che potremmo fare: “Dio, insegnami ad amare questo figlio come Tu lo ami”.
Perché un figlio cresce davvero non quando si sente continuamente misurato, ma quando si sente accolto.
E spesso è proprio dall’amore fedele, paziente e concreto di un padre e di una madre che nasce il coraggio di diventare se stessi.

 

 

E gli altri comandamenti coniugati in famiglia?
Quelli già pubblicati li trovi qui: https://www.ilnuovogiornale.it/categoria/rubriche/genitori-e-figli/

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