«A Lourdes ho ricevuto una grande grazia»
Storia di Emanuela, affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni
Paolo e Lella sono un corpo e un’anima sola. Le loro mani si sfiorano con tenerezza, i loro sguardi sono complici, il loro amore si rinnova ogni giorno: anche se Lella non ci vede quasi più, gli occhi di Paolo vedono per lei, le sue gambe da ex-atleta corrono per lei.
I coniugi Garattini raccontano all’unisono la loro storia fatta di grandi gioie e di immense prove, una storia recentemente illuminata dalla grazia che Lella Crestani, affetta da sclerosi multipla, ha ricevuto durante un pellegrinaggio a Lourdes con i frati francescani di S. Maria di Campagna.
“Il 3 giugno scorso, poco dopo le 9.30 di mattina, mi hanno immerso con la lettiga in una delle vasche di acqua benedetta di Lourdes – racconta Lella -, e lì è avvenuto qualcosa di straordinario: ho sperimentato una gioia, una pace interiore senza precedenti, e una volta uscita il dolore neuropatico termico, uno dei sintomi più tremendi della mia patologia, era sparito. Sono ormai passati quattro mesi da quel giorno e la malattia sembra aver rallentato la sua frenetica corsa. La Madonna mi ha fatto una grazia immensa, una grazia che non avevo chiesto ma che ho accolto come un dono speciale”.
Due ragazzi temerari e innamorati
Paolo ed Emanuela, detta “Lella”, si sono conosciuti ad Aosta quando avevano solo diciotto anni: lui era un calciatore professionista, spavaldo come solo i giovani atleti del mondo del pallone sanno essere, lei una ragazza valdostana concreta e brillante, l’unica che sembrava non degnarlo di uno sguardo.
La scintilla fra i due scatta quasi subito e nel 1984 si sposano a Portoferraio: “Eravamo due ventenni entusiasti e un po’ folli – racconta Paolo -, certi di volere un futuro insieme”.
Di lì a poco nello scenario incantevole dell’isola d’Elba nasce il primogenito Massimiliano, tutto sembra perfetto fino a quando, in cerca di un secondo figlio, Emanuela inizia a manifestare seri problemi di salute. “La nascita di Beatrice a Pavia nel 1994 è stata prodigiosa – spiega -, perché prima di averla ho dovuto affrontare due aborti, un tumore uterino e la toxoplasmosi in gravidanza. Eppure tutto è andato bene”.
Sempre più maturi e coesi i coniugi Garattini non immaginano che la prova più grande sta per scuoterli come un gelido vento invernale. Mentre Paolo continua il suo girovagare frenetico legato all’attività calcistica (giocando nelle fila del Piacenza e dell’Atalanta), nel 1995 Lella comincia inspiegabilmente a perdere la vista; è il primo sintomo concreto della malattia e la sentenza dei medici non si fa attendere: sclerosi multipla allo stadio iniziale.
“Della patologia si conosceva ancora poco – racconta Paolo -, ma non ci volle molto per capire che ci avrebbe cambiato la vita. Come non bastasse in quel periodo Lella subì anche un ictus che la costrinse sulla sedia a rotelle. Io ero tremendamente spaventato e disorientato, provavo a fuggire da tutta quella sofferenza, ma nei momenti più bui Lella è stata il mio angelo, il porto sicuro della famiglia, un raro esempio di coraggio e di abbandono a Dio”.
“La mia sofferenza non è inutile”
Dalla croce nascono frutti di speranza inimmaginabili: Emanuela non rinuncia al ruolo di moglie e di madre forte, e trasforma la sua testimonianza di resilienza e di fede nel motore della conversione famigliare. “Nel momento della massima prova mi sono abbandonata totalmente a Colui che può tutto – sottolinea con commozione -, Lui ha scritto la mia storia, ha tracciato per me una strada che io intendo seguire fino alla fine. Nel tempo ho riconosciuto in questo calvario un dono da offrire per aiutare gli altri, la mia sofferenza non è inutile innanzitutto perché ci ha rinnovati e salvati come famiglia”.
Il suo esempio cambia profondamente Paolo, e porta entrambi a percorrere un intenso cammino di fede sulle orme del Santo di Assisi: “Il carisma di Francesco ci ha attratto con una forza irresistibile e ha ribaltato le nostre prospettive, ha sovvertito le nostre priorità, facendoci nascere a vita nuova”.
Da diversi anni ormai i coniugi Garattini fanno parte dell’Ordine Secolare Francescano di Santa Maria di Campagna, ed Emanuela è stata la prima donna a Piacenza a servire messa insieme ai frati.
A Lourdes per dire grazie
Nel 2011 i sintomi della sclerosi multipla cominciano a farsi sempre più pesanti, la progressione è inesorabile e oltre agli spasmi crampiformi porta con sé anche un devastante dolore neuropatico termico. Lella ormai si alimenta e si idrata solo tramite Peg, e a inizio 2016 è quasi giunta all’ultimo stadio della malattia, quello in cui si può solo controllare il dolore con l’ausilio della morfina restando allettati.
“In primavera mia madre ha voluto a tutti i costi regalarmi un pellegrinaggio a Lourdes per il compleanno, ha insistito tanto: ci devi andare! Così nonostante le mie pessime condizioni ho affrontato la trasferta in bus di quindici ore insieme ai francescani guidati da padre Secondo Ballati. Io e Paolo siamo partiti avendo nel cuore un grande desiderio di ringraziare la Madonna per il dono della vita e per questo nostro amore che vince ogni sfida”.
Quando il 3 giugno scorso Lella è uscita dall’area delle vasche accompagnata dall’amica Maria Luisa, Paolo, i compagni di viaggio, i volontari, tutti sono rimasti a bocca aperta: il suo volto, contratto e sofferente fino a mezz’ora prima, era trasfigurato da una gioia assoluta, luminoso, sereno oltre ogni immaginazione. “Nell’acqua non ho pregato per me, ma per la mia famiglia, affinché abbia forza e fede, e fin da subito ho sperimentato un benessere e una pace interiore che non so descrivere e che ancora porto dentro. Una volta uscita ho guardato Paolo, tutti e due abbiamo capito di aver vissuto un’esperienza spirituale travolgente”.
Da quel giorno il dolore termico di Lella è scomparso, così come la tosse convulsiva che rischiava di soffocarla.
Padre Secondo Ballati ha detto di aver assistito a una grande grazia, e il neurologo che ha in cura Lella all’ospedale di Piacenza ha riconosciuto in un referto medico del 29 giugno alcuni miglioramenti non riconducibili alle terapie, progressi scientificamente inspiegabili. Quel documento, trasmesso alla commissione medica di Lourdes, è stato anche consegnato personalmente dai coniugi Garattini a Papa Francesco in quel di Assisi.
”Questa grazia si inserisce, inattesa e grandissima, in un lungo percorso di ricerca, di discernimento e di abbandono al Signore. Lui mi ha donato un marito e due figli straordinari, mi ha salvato da situazioni che sembravano disperate, e io non posso fare altro che restare aggrappata alla sua Croce. Ogni giorno sperimento che è Lui a sostenermi con la pazienza di un padre, mentre la Madonna mi consola con tutta la tenerezza di una mamma”.
Annalisa Gobbi
Pubblicato a pag. 13 dell’edizione di venerdì 28 ottobre 2016
