L’associazione Polisportiva San Nicolò festeggia i 35 anni di attività. Venerdì 14 settembre con inizio dalle ore 18 è in programma "PSN in festa”. In occasione dei 35 anni di attività dell’associazione, si terranno partite dimostrative di pallavolo e la presentazione delle Squadre che scenderanno in campo coi colori della PSN nella prossima stagione agonistica. L’appuntamento è presso la Pista Polivalente di Piazza Togliatti a San Nicolò o in caso di pioggia nella palestra delle Scuole Medie.
Dopo la pausa estiva riprende il ciclo di incontri informativi per i familiari di persone disabili, promosso dalla Fondazione Pia Pozzoli – Dopo di Noi, in collaborazione con il Distretto di Ponente. “Dopo di Noi e istituti giuridici di tutela” è l’argomento affrontato in due giornate, il 18 settembre a Castel San Giovanni dalle ore 10 alle 11 e 30 presso il Centro Culturale di via Mazzini, e il 19 settembre a Travo dalle ore 10 alle 11 e 30 presso la Sala comunale polivalente di via Anguissola. Il notaio Eloisa Alessandra Luini presenterà gli istituti giuridici che possono aiutare la famiglia a decidere serenamente per il “Dopo di Noi” a tutela della persona disabile. Il prossimo e ultimo ciclo di incontri tratterà de “Il Monitore come prosecuzione dello sguardo genitoriale”. La psicologa Ilaria Fontana, collaboratrice della Fondazione Pia Pozzoli, parlerà della tutela della persona disabile nell’arco della vita attraverso la figura del “monitore”, trait d’union tra famiglia d’origine e servizi. Gli incontri si terranno il 16 ottobre a Gragnano dalle ore 10 alle 11 e 30 presso il Municipio e il 17 ottobre a Bobbio dalle ore 10 alle 11 e 30 presso la Sala Riunioni dell’Unione Montana in via Garibaldi, 48. L’avvio di un’attività di informazione, rivolta alle famiglie, è previsto dalla legge 112 sul “Dopo di Noi” e rappresenta l’attuazione di quanto disposto in merito dal Piano Sociale e Sanitario 2017-2019.
Un gruppo di pellegrini, di cui fa parte Mauro Steffenini, presidente dell’Associazione “Amici di San Colombano per l’Europa, è in cammino verso Bobbio nel nome di San Colombano. Il cammino di 82 chilometri si farà in cinque tappe: la partenza è da San Colombano al Lambro e l'arrivo a Orio Litta, prima tappa; da qui si parte il 13, seconda tappa è Corte Sant’Andrea; arrivo a Sarturano (attraversamento del fiume Po mediante traghetto) e partenza il 14 settembre per Bobbiano; da Bobbiano il 15 partenza per Mezzano Scotti e il 16 arrivo a Bobbio per la messa delle 11. Il rientro a San Colombano al Lambro è previsto con la navetta.
"Conto Cento, Canto Pace",anche il Coro Vallongina di don Roberto Scotti ha partecipato all'evento promosso da Asac Veneto, l'organismo che associa le corali della Regione, per ricordare la immane tragedia della Prima guerra mondiale ma sottolineando l'inutilità delle guerre e la forza della fraternità, della solidarietà e della pace. Tremila voci fra pubblico e circa cinquanta corali, provenienti da varie province italiane, hanno cantato al concerto di chiusura del progetto iniziato il 24 maggio di tre anni fa all'Arena di Verona. Teatro di quella storia di sofferenze e drammi dalle conseguenze annose soprattutto il territorio Bellunese e la cittadina di Agordo in particolare, che domenica 9 settembre ha sfoggiato il nuovissimo Palaluxottica, per la prima volta aperto ad una iniziativa pubblica, mostrando tutta la sua bellezza in legno e ampie vetrate e le sue versatili potenzialità. Il Vallongina di Alseno ha aderito con passione al progetto partecipando ai vari appuntamenti iniziati a Vicenza, proseguiti a Venezia, infine domenica 9 settembre, nella mattinata ha accompagnato la messa nella chiesa parrocchiale di Taibon Agordino e nel pomeriggio, dalle 17,30 alle 21, si è esibito nella megastruttura voluta dalla Luxottica ad Agordo. Insieme alle formazioni dei cori misti, complessivamente 250 cantori, si è esibito nella "Missa Brevis", del compositore olandese Jacob De Haan. Di notevole suggestione i brani eseguiti con la partecipazione del pubblico: "L'inno nazionale", "Signum", "Le leggenda del Piave", "Ta pum", "Signore delle cime", "Canone della Pace" e "Va' Pensiero".
Al seminario nazionale di studi e formazione del Movimento Cristiano Lavoratori a Senigallia emerge forte il tema delle associazioni, dei “corpi intermedi” come argine contro il dilagare della disintermediazione che riduce le persone a semplici individui, soli in balia di poteri più grandi di loro e, ormai, più grandi persino di interi stati. Nel mondo dei cinque giganti Microsoft, Google, Facebook, Apple e Amazon, le persone si sentono sperdute. In particolare sono i giovani a sentire tutto il peso della disillusione, la percezione di un vuoto in cui nessuno ascolta e dove niente sembra a portata. I corpi intermedi, di cui fa parte MCL e in cui possono rientrare sindacati e associazioni, non devono essere visti come ostacoli. “L’ostilità contro i corpi intermedi risale alla rivoluzione francese, che tolse alle associazioni del tempo ogni rilevanza pubblica, in favore di una società in cui esistono solo l’individuo e, all’altra estremità della scala, lo stato”, ha spiegato il professor Michele Rosboch, docente di storia del diritto medievale e moderno all’Università degli studi di Torino, parlando alla vasta platea. “Oggi più che mai c’è un’ostilità radicata contro i corpi intermedi, che gli ultimi governi hanno cercato di indebolire e cancellare. L’Europa stessa, con il suo modello economico attuale, li sta distruggendo, nonostante i padri fondatori – De Gasperi, Adenauer, e Schuman – ne avessero invece ben chiaro il ruolo e l’importanza centrale”. Il recupero dei corpi intermedi è fondamentale per aiutare le persone a far fronte al mondo globalizzato e al mondo del lavoro del ventunesimo secolo, in cui la certezza del posto fisso è perduta e destinata a non tornare. “Abbiamo un grande bisogno di queste “polis parallele”, gruppi di uomini liberi capaci di porre domande, anche scomode. Non dobbiamo vergognarci di fare gruppo attorno ad un interesse particolare, purchè il gruppo rimanga aperto all’universale. Storicamente, le associazioni sono state promotrici della tradizione e rappresentanti di valori eterni e naturali. Nel tempo molti corpi intermedi si sono lasciati corrompere, omologandosi alla ricerca del profitto ad ogni costo, in questo replicando altri e più grandi organismi. Bisogna ritrovare l’originaria idealità dell’associazionismo”. Sul tema si è espresso anche Piero Ragazzini, segretario confederale CISL, che ha osservato: “i corpi intermedi legittimano le istituzioni pubbliche, non il contrario. Non facciamoci sempre intimorire dallo statalismo imperante. Dobbiamo far capire, anche in sede europea, che i corpi intermedi sono fondamentali”. Per far fronte al mondo del lavoro che cambia serve “passare dalla tutela del posto di lavoro a quella della persona che lavora. Non è più possibile ragionare in termini di posto fisso e nemmeno di epoche ben precise della vita, una per lo studio, una per il lavoro, una per la pensione. Occorre flessibilità, ma da costruire mettendo fine all’antagonismo fra impresa e lavoratori. I lavoratori devono essere parte integrante della vita d’impresa, con voce in capitolo”. Ragazzini ha ammonito che l’occupazione non si crea per decreto legge. L’Italia sta facendo bene per quanto riguarda l’export, ma a preoccupare è il mercato interno, dove la domanda è ai minimi termini. “L’unico modo per far ripartire la domanda interna è mettere un po’ di soldi nelle tasche di quell’85% della popolazione che lavora, produce, ma non arriva alla terza settimana del mese. Serve una vera riforma fiscale”. Quanto al welfare, il segretario ha ribadito che misure di puro assistenzialismo, come il proposto reddito di cittadinanza, non sono la soluzione. “Dobbiamo continuare a garantire assistenza a chi ne ha bisogno, ma dobbiamo farlo in modo sostenibile, tramite misure di welfare integrativo inserito per contratto in ambito lavorativo, con l’aiuto di corpi intermedi come MCL. Il welfare non deve essere un costo, ma un investimento: può essere volano di crescita per un intero settore di servizi per la persona”. Parlando di come i corpi intermedi possono aiutare a porre un freno allo smarrimento dell’uomo contemporaneo, il professor Rosboch ha invitato a far sì che le attività locali delle associazioni siano segno di speranza per i giovani scoraggiati. Nel suo intervento ha sottolineato che è importante coinvolgere i giovani e far loro vedere che c’è qualcosa che funziona e che li può aiutare. L’attività locale è tanto più importante quanto più il territorio è in difficoltà ed esposto al rischio di fuga verso l’estero dei giovani. Durante il dibattito seguito agli interventi è emerso chiaramente il problema della trasmissione delle competenze per il lavoro. L’istruzione pubblica e l’università stanno purtroppo fallendo in questo aspetto, creando giovani non pronti per trovare un impiego. Le associazioni sono fondamentali per chiudere questa voragine. Maria Pangaro, delegato nazionale giovani MCL, ha mostrato come MCL già operi per donare quelle speranze, quegli esempi di attività sul territorio. Elisabetta, parlando a nome del gruppo giovani MCL Lombardia, ha esposto il progetto di studi sulle figure dei santi e beati “sociali” che si sono spesi a favore del mondo del lavoro, da Nicolò Rezzara, fondatore di cooperative agricole, a santo Luigi Guanella, senza dimenticare i Papi Paolo VI e Giovanni XXIII. Valentina, da Bari, ha portato l’esempio di un’attività di alternanza scuola / lavoro che ha visto i ragazzi organizzare una cena con la grande comunità di immigrati della città. Ogni tavolo si è auto-organizzato ed è diventato esposizione di costumi e piatti tipici dei diversi paesi. Vincenzo, da Palermo, ha raccontato di un’iniziativa per portare luce in tutti gli angoli della città, sui posti di lavoro. La luce è stata simboleggiata dalla torcia degli Scout. Il messaggio forte uscito dal convegno giovani è stato un invito a coinvolgere i ragazzi e a offrire loro sfide ambiziose, difficili. I progetti devono essere, certamente, realistici, ma non privi d’ambizione: i giovani hanno bisogno di proposte forti, radicali, che richiedano impegno e che diano prova tangibile di quello che può essere fatto lavorando insieme.
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