Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Tre bicchieri Cantina Valtidone, riconoscimento di Gambero Rosso ad Arvange Metodo Classico Pas Dosé

Presidente Gianpaolo Fornasari Ritratto OK 


Arvange Metodo Classico Pas Dosé di Cantina Valtidone ha ricevuto per la terza volta il riconoscimento dei Tre bicchieri nella prestigiosa Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso –- Edizione 2026. Dopo le premiazioni del 2020 e del 2021, anche quest’anno il massimo riconoscimento va a Cantina Valtidone con l’enologo Francesco Fissore, che si conferma capace di interpretare le grandi potenzialità del terroir delle colline della Val Tidone. “Un traguardo raggiunto - precisa un comunicato - grazie alla costante ricerca di qualità e l’impegno nel dare vita a spumanti che raccontino il territorio con eleganza e autenticità; un riconoscimento a livello internazionale di elevato prestigio. Arvange Pas Dosé millesimato 2020 è Pinot Nero in purezza dai vigneti più vocati della Val Tidone. L’affinamento sui lieviti è di almeno 48 mesi, per uno spumante metodo classico che rappresenta l’eccellenza del territorio”.
“È indubbiamente una notizia che ci ha emozionato - commenta il presidente Gianpaolo Fornasari interpretando il sentimento di tutta l’azienda -. I tre bicchieri conquistati nuovamente da Arvange Pas Dosé sono un motivo di orgoglio per i nostri soci e tutti i nostri dipendenti che vogliamo condividere con i clienti ed i tanti amici di Cantina Valtidone. Voglio ringraziare tutti i collaboratori della Cantina, a cominciare dal dott. Fissore, e tutti i soci per la grande qualità delle uve conferite senza le quali non potremmo produrre i nostri eccellenti vini. Abbiamo sempre fatto sul serio: il nostro obiettivo fondamentale è la creazione di valore per i nostri soci conferenti, la nostra Azienda, l’ambiente e le comunità del nostro territorio”.

Nella foto, il presidente Gianpaolo Fornasari.

Pubblicato il 2 ottobre 2025

Ascolta l'audio

Africa Mission alla Settimana del Dono in Cattolica

 raccolto nella giara

Anche quest’anno Africa Mission Cooperazione e Sviluppo aderisce alla Settimana del Dono, la significativa iniziativa promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Grazie alla consolidata collaborazione con la sede di Piacenza, l'organizzazione sarà protagonista di tre incontri che mirano a sensibilizzare e informare su volontariato, cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile in Africa.

Gli incontri

Lunedì 6 ottobre: Focus su Agronomia e Sviluppo in Uganda
Il ciclo di appuntamenti prenderà il via lunedì 6 ottobre dalle 10.45 alle 12.30 con l'incontro intitolato ''Africa in campo: volontariato e sviluppo agricolo in Uganda''. L'evento si terrà nell'ambito del corso di Agronomia Generale e vedrà la partecipazione di esperti e testimoni diretti. Interverranno il professor Vincenzo Tabaglio su ''Agronomia e sviluppo sostenibile nell'Africa tropicale'', il direttore di Africa Mission, Carlo Ruspantini, che illustrerà ''I progetti di Africa Mission in Uganda'', il responsabile Paese, Pier Giorgio Lappo, con un approfondimento su ''Agrozootecnia sostenibile nel nord Uganda'', volontari Tommaso Reghitto (Servizio Civile) e Giulia Milcovich (Charity Program), che condivideranno le loro esperienze sul campo rispettivamente con ''Volontariato e sviluppo rurale ad Alito (Uganda)'' e ''La mia esperienza ad Alito (Uganda)''.

Martedì 7 ottobre: Presentazione del "Progetto Vieni, Vedi, Cambia"
Si prosegue martedì 7 ottobre alle 20.30 al Collegio Sant'Isidoro con la presentazione del ''Progetto Vieni, Vedi, Cambia: le voci dei protagonisti'': sarà un'occasione per ascoltare direttamente coloro che hanno vissuto l'esperienza, approfondendo l'impatto e il significato del progetto.

Venerdì 10 ottobre: Testimonianze Studentesche e Ecologia Integrale
L’ultimo incontro è in programma venerdì 10 ottobre dalle 10.45 alle 12.30 e si svolgerà all'interno del corso di Progettazione per l'Ecologia Integrale tenuto dalla professoressa Alessandra Augelli, parte del corso di laurea in Management per la Sostenibilità. Il focus sarà nuovamente sul progetto ''Vieni, Vedi, Cambia'', ma questa volta arricchito dalle testimonianze dirette degli studenti che vi hanno partecipato, offrendo una prospettiva universitaria e un collegamento concreto tra studio, sostenibilità e cooperazione.

Pubblicato il 2 ottobre 2025

Ascolta l'audio

La storia dell'Eremo di Sant'Espedito al TG2 Rai

eremocarpa
L'Eremo di Sant’Espedito di Badagnano, frazione di Carpaneto, è un luogo silenzioso, immerso nel verde dei boschi e lontano dal traffico di tutti i giorni. Il Santo è poco conosciuto in Italia; si sa che era un guerriero romano ucciso per combattere gli ideali della fede cristiana ed è  molto famoso in America Latina, Brasile, Argentina e persino in Belgio.  È il protettore della gioventù studiosa e delle cause urgenti e disperate; in questo momento così difficile che stiamo vivendo sono tanti i fedeli che raggiungono l'Eremo per affidarsi a lui.
Del caratteristico borgo di Badagnano si è parlato al Tg2 della Rai nei giorni scorsi nel servizio a cura di Daniela Bisogni. La località rientra nei luoghi del FAI. 
eremomessagiovanni
A Badagnano vicono cira cinquanta persone di cui una ventina si occupano della cura dell'Eremo promuovendo anche diverse iniziative.  È anche il luogo dove abitualmente il coro si riunisce per fare le prove, da dove prende il nome e da dove è nato.
La messa viene celebrata una volta al mese da don Roberto Isola, parroco di Carpaneto o da don Giuseppe Frazzani.
pregano

Si può visitare la chiesa di Badagnano, aperta la quarta domenica di ogni mese, oppure durante i tre eventi celebrati nel piccolo borgo: la festa del patrono il 24 giugno, quella di Sant’Espedito che ricade la prima domenica di maggio, e l’ultima domenica di novembre, per rendere omaggio alla Madonna della medaglia miracolosa

Nelle foto, l'Eremo di Sant'Espedito a Badagnano di Carpaneto e alcune immagine del servizio trasmesso al Tg2 della Rai.

Pubblicato il 1°ottobre 2025

Mezzano Scotti, studenti irlandesi e bobbiesi insieme nel nome della pace

gepezzano

A Mezzano Scotti, borgo a sei chilometri da Bobbio, un tempo sede dell’Antica Abbazia di San Paolo gemellata con l'abbazia di San Colombano, si è svolta, grazie al “Progetto Peregrinus” dell’Associazione Greenbutterflies, guidata da Manuela Bertoncini, l’XI edizione delle GEP, Giornate europee del patrimonio. Dal 2015 Mezzano è sempre stato presente nelle Giornate Europee del Patrimonio (live o, in pieno covid, on line). Anche quest’anno non è mancato all’appello. “Peregrinus” lo ha infatti inserito nell’ampio quadro celebrativo, esteso a quattro Regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna), cui è stato concesso l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, accordato dalla Presidente Roberta Metsola.
Accolti da una bellissima fioritura di piccoli ciclamini rosa che in questa stagione tappezzano il sottobosco, gli intervenuti, soprattutto studenti bobbiesi dell’Istituto San Colombano e irlandesi dell’Academy School di Bangor coi relativi insegnanti, hanno fraternizzato e lavorato insieme nel workshop a produrre cartelloni ispirati alla “pace”.

mezzano scotti


L’intensa attività svolta da “Peregrinus” messa in mostra e le significative frasi di Colombano hanno dato un senso a tanto … daffare.

In linea col tema 2025 “Architettura: l’arte di costruire” sono stati ricordati i segni tuttora presenti di strutture medievali, autentiche. Un esempio: le antiche mura che ancora incorporano grossi sassi sporgenti in funzione di scale. E’ stato pure ricordato l’incendio del borgo di Mezzano ordinato da Napoleone a punizione dei montanari insorti contro l’arruolamento obbligatorio. Ancora ne rimangono segni.

Luisa Follini

frasicolombano

Nelle foto, il gruppo di studenti irlandesi e bobbiesi a Mezzano Scotti, una panoramica del borgo della val Trebbia nel Comune di Bobbio e in mostra le significative frasi di San Colombano.

Pubblicato il 2 ottobre 2025

Ascolta l'audio

Fiorenzuola, il San Fiorenzo a Piero Carolfi

 Carolfi piero insieme a Marco Corradi FotoDELPAPA 1

Dal 17 al 19 ottobre Fiorenzuola celebra il patrono San Fiorenzo. Ogni anno la parrocchia conferisce il premio San Fiorenzo il cui scopo culturale è quello di additare valori sociali, religiosi, civili, economici, umanitari, a persone che li hanno espressi nella loro vita e nelle loro opere onorando la città. Nel 2024 il premio è stato assegnato all’associazione “Fiorenzuola oltre i confini”.
Nella riunione del 29 settembre scorso la Commissione per l’assegnazione del Premio San Fiorenzo, composta da due membri nominati dalla parrocchia, da due nominati dall’Amministrazione comunale, dal rappresentante del periodico L’Idea, dal segretario e dal delegato del parroco che la presiede, ha deliberato all’unanimità di conferire il premio San Fiorenzo 2025 al dottor Piero Carolfi. La cerimonia di consegna sarà sabato 18 ottobre alle ore 21 durante il concerto in Collegiata alla presenza del sindaco Romeo Gandolfi.

La motivazione
Il premio San Fiorenzo è stato attribuito a Piero Carolfi per l’esemplare dedizione teorica e pratica alla cultura agricola e contadina - così recita la motivazione -; per la competente cura del benessere degli animali, per l’abituale rievocazione di tradizioni e mestieri, per il contemplativo e religioso rapporto con la natura e per il felice collegamento con l’ecologia integrale, tema dell’Anno pastorale parrocchiale e urgente sfida planetaria.

Esperto in clinica veterinaria 
Piero Carolfi è nato a San Protaso l’11 agosto 1951 da Ettore Lucia Santi, da famiglia contadina. Piero si laurea in medicina veterinaria all’Università di Parma, segue l’abilitazione alla professione e l’iscrizione nell’ordine dei Veterinari di Piacenza. Consegue poi diverse specializzazioni all’Università di Milano: clinica delle malattie dei piccoli animali, igiene e ispezione degli alimenti, clinica bovina, fecondazione artificiale. Dal 1981 al 1983 frequenta corsi di specializzazione sul trapianto degli embrioni bovini in Canada, in California e in Francia. Il primo veterinario in Italia ad effettuare il trapianto di embrioni bovini. Dal 1975 esercita la professione di medico veterinario libero professionista in tutta la provincia di Piacenza, in particolare in aziende agricole dei Comuni di Castell’Arquato, Lugagnano, Vernasca, Morfasso. Nel 1979 sposa Maria Rosa Bassi, titolare dell’azienda agricola Ronchi a Baselicaduce e con animali di questa azienda partecipa a numerose fiere vincendo molteplici premi. Da 50 anni esercita la professione di medico veterinario libero professionista con particolare attenzione al benessere animale.
Nell’aprile 2017 viene chiamato a entrare a far parte della prestigiosa Accademia dei Georgofili di Firenze, diventando il primo accademico nativo di Fiorenzuola. L’Accademia dei Georgofili si occupa di agricoltura, ambiente, alimenti. 

L’amore per la cultura contadina
Conoscitore e appassionato della cultura contadina e delle tradizioni legate all’agricoltura, organizza e partecipa a diverse iniziative: come taglialegna e mulattiere alla rievocazione di antichi mestieri;     con calesse, cavallo e gabbie per i polli al “mercato dei polli; in collaborazione con Terre Traverse è banditore dell’asta contadina “L’incanto dell’incanto”; da 33 anni compie il pellegrinaggio con il mulo la sera della vigilia di Natale con arrivo alla Collegiata di Castell’Arquato per la messa di mezzanotte; fonda il gruppo degli Amici del Tabarro.

È spesso il sosia di Verdi
Carolfi spesso interpreta il personaggio di Giusepe Verdi in varie manifestazioni verdiane; tra queste anche nel docufilm “Le Stanze di Verdi” diretto da Riccardo Marchesini, a cura di Pupi Avati,  che ha avuto un anteprima a Piacenza al The Screen Cinemas il 25 settembre scorso e che sarà al cinema da lunedì 6 ottobre. 
Carolfi ha anche impersonato il santo patrono Fiorenzo che arriva a cavallo nella piazza grande di Fiorenzuola accolto sul sagrato della Collegiata dal cardinal Ersilio Tonini.

Nella foto di Del Papa, Piero Carolfi, a destra, con Marco Corradi all'anteprima del docufilm “Le stanze di Verdi”.

Pubblicato il 1° ottobre 2025

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente