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Notizie Varie

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Gragnano ha un nuovo sindaco dei ragazzi

 Ragazzi Gragnano Consiglio

È stata un’elezione all’ultimo voto quella del nuovo sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi a Gragnano che anche quest’anno sarà rappresentato da una figura femminile. Le due candidate, Alessia Varesi e Nicole Petonjic, infatti alla prima votazione sono risultate in perfetta parità. Dunque solo la seconda votazione, che ha scongiurato il ricorso al sorteggio come da regolamento, ha sancito l’elezione di Alessia Varesi per un solo voto di vantaggio. Ad entrambe le candidate sono arrivati i complimenti della sindaca Patrizia Calza, dell’assessore all’istruzione Francesca Grignano e del consigliere comunale Matteo Provini, presenti all’insediamento. La giovane sindaca ha poi nominato quale vice Anna Timoni, sindaca uscente, e assessori Noemi Chiesa e Eleonora Schiavi.

Alla seduta avvenuta presso la sala consiliare del municipio erano presenti anche tutti i giovani consiglieri eletti nelle classi prime, seconde e terze medie: Francesca Borgonovi, Aida Benjedda Prati, Maira Borgo, Tommaso Cattivelli, Antonio Bracchi, Giulia Caritatevoli, Davide Santangelo, Nicole Petonjic. I ragazzi hanno esposto le loro richieste che si sono orientate soprattutto sugli spazi sportivi e aree verdi. In particolare verrebbero graditi uno spazio libero per la pallavolo e l’organizzazione della Giornata dello sport con la possibilità di provare a praticare discipline ad oggi non ancora avvicinate da alcuni studenti. In proposito è stato fatto presente che questa giornata proposta dall’assessore è preferibile venga organizzata all’inizio dell’anno scolastico, quando è più facile trovare allenatori e volontari delle varie discipline. Spostandola a fine anno scolastico, come desiderato dalla scuola, si riduce notevolmente il numero di sport presenti. Si cercherà un miglior coordinamento con il personale scolastico per tornare a riproporre l’iniziativa anche a Gragnano.

Altri interventi hanno riguardato gli immobili scolastici che , come è noto, sono stati oggetto di numerosi importanti interventi negli ultimi anni. Il sindaco ha poi ricordato ai ragazzi i prossimi appuntamenti che coinvolgeranno il parlamentino: dalla Giornata del dono del 16 ottobre, alle cerimoni ufficiali con la prima il 4 novembre, poi la Giornata della Memoria con la scelta del Giusto delle Nazioni e l’organizzazione del ventennale del Consiglio comunale dei ragazzi che a Gragnano fu istituito ormai venti anni fa , quando la sindaca ricopriva il ruolo di assessore all’Istruzione. Verranno coinvolti anche i professori che non corso del tempo si sono succeduti e che con la loro collaborazione fattiva, hanno reso possibile il funzionamento di questo importante strumento di educazione alla partecipazione attiva e alla cittadinanza.

Nella foto, il nuovo Consiglio Comunale dei ragazzi a Gragnano con il sindaco Patrizia Calza.

Pubblicato il 14 ottobre 2025

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Servizi educativi infanzia, rette abbassate per 5mila famiglie

Asili e rette nuovo anno 

L’Emilia-Romagna rilancia ancora la sua vocazione più profonda: essere la terra del welfare e del diritto all’educazione, a partire dalla primissima infanzia. Con 38 milioni 454mila euro di risorse investite solo per l’anno educativo 2025-2026 (fondi europei del Programma FSE+) la Regione, che già guida la classifica italiana della copertura degli asili nido, compie un ulteriore salto di qualità, moltiplicando le opportunità e abbattendo le barriere economiche. In questo anno educativo saranno disponibili 727 nuovi posti nei nidi e nei servizi 0-3 anni, confermati gli 831 nuovi degli ultimi anni e abbassate le rette di iscrizione per oltre 5.000 famiglie (esattamente 5.528); in totale vengono finanziati 7.086 posti in 231 Comuni e Unioni, di cui 2.548, quindi oltre un terzo, nei territori montani e nelle aree interne. L’intervento regionale, che si è concretizzato con un bando per l’ampliamento dell’offerta dei servizi educativi per l'infanzia 0-3 anni (con una prima scadenza a luglio e l’altra a settembre) agisce su due assi strategici e complementari: da un lato amplia l’offerta educativa, aumentando i posti disponibili e quindi contrastando le liste d’attesa; dall’altro riduce il peso economico dei servizi, estendendo l’accessibilità al nido attraverso la riduzione o l’azzeramento delle rette. Per i territori montani e le aree interne è infatti prevista la gratuità del servizio per le famiglie con Isee fino a 40.000 euro. Nei restanti Comuni, la Regione garantisce una significativa riduzione degli oneri per le famiglie con Isee fino a 26.000 euro. Il contributo va ad unirsi anche ad altre forme di sostegno, in modo da utilizzare al meglio le risorse disponibili e non disperdere fondi: nei territori montani e nelle aree interne, ad esempio, sommando le varie forme di finanziamenti disponibili viene ampliato il sostegno anche a chi, per motivi di Isee, non avrebbe copertura totale. In questo modo tutti i bambini e le bambine possono accedere ai servizi educativi, indipendentemente dalla situazione economica della famiglia.

Un impegno, quello della Regione sulla prima infanzia, che soltanto considerando gli ultimi tre anni ha permesso di creare complessivamente 4.449 nuovi posti nei servizi educativi 0-3 anni, anche grazie all’aumento costante dei fondi messi a disposizione. La sintesi è stata fatta oggi in conferenza stampa a Bologna dall’assessora al Welfare, Politiche per l’infanzia, Scuola e Terzo settore, Isabella Conti. “Questo doppio investimento- spiega Conti- rafforza l’accesso ai servizi e garantisce opportunità educative diffuse e di qualità per tutti i bambini, indipendentemente dal contesto territoriale e socioeconomico di provenienza. La risposta di così tanti Comuni e Unioni ai nostri bandi è la conferma che la scelta è stata giusta. Vogliamo aprire le porte dell’educazione ovunque: nelle grandi città come nelle zone montane e nelle aree interne, a cui andrà quasi un terzo dei finanziamenti”. “Sappiamo ormai con certezza grazie a numerose ricerche internazionali- aggiunge l’assessora- che la frequenza precoce dei servizi educativi ha effetti positivi duraturi sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale, promuove autonomia, autostima e capacità relazionali. Ed è per questo che, insieme agli enti territoriali, vogliamo garantire la più ampia partecipazione possibile affinché ogni bambina e ogni bambino, a prescindere dal contesto di partenza, possa contare su pari opportunità di crescita e di futuro. Sostenendo al contempo la conciliazione tra vita e lavoro e l’occupazione femminile, con benefici che riguardano l’intera comunità”. “Qui, dove l’educazione 0-3 anni è da sempre il pilastro di un modello sociale riconosciuto in tutta Europa, nessun bambino deve rinunciare al nido perché non c’è posto o perché è troppo caro. È questa - conclude l’assessora Conti - la direzione che ci siamo dati e su cui continueremo ad investire, e lo abbiamo già fatto in questo primo anno di legislatura incrementando in modo significativo le risorse da destinare ai nidi. Contiamo di raggiungere e di superare l’obiettivo di copertura ben prima del 2030 fissato dall’Unione europea”.

L’impegno finanziario della Regione, infatti, è cresciuto costantemente negli ultimi anni: i fondi per l’abbattimento delle rette sono passati da 18,25 milioni di euro nel 2022 a 29,79 milioni nel 2025 - con un incremento di oltre il 60% - di cui 13,6 milioni dedicati specificamente ai Comuni montani e alle aree interne. A queste risorse si aggiungono poi 8,65 milioni di euro destinati per l’anno educativo 2025-2026 al consolidamento e all’ampliamento dei posti. Una strategia che nell’ultimo triennio ha permesso di creare 4.449 nuovi posti nei servizi educativi dell’Emilia-Romagna, che oggi può contare su una rete di 1.292 servizi pubblici, convenzionati e privati, distribuiti su tutto il territorio regionale. Nell’anno anno educativo ‘24-‘25 sono stati oltre 38.800 i bambini e le bambine sotto i tre anni che hanno frequentano i servizi educativi, ovvero il 44,2% rispetto a quelli in età. Il futuro conferma questa traiettoria di crescita: già nel 2026 l’Emilia-Romagna raggiungerà e supererà l’obiettivo europeo del 45% per la copertura dei servizi per la prima infanzia fissato per il 2030, mentre l’apertura di nuove strutture finanziate con il Pnrr consentirà di ampliare ulteriormente l’offerta.

Pubblicato il 14 ottobre 2025

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Associazioni datoriali e sindacati uniti per lo sviluppo di Piacenza

Sviluppo economico associazioni Pc

“Per un territorio di lavoro e impresa”. È questo il cuore del messaggio che le associazioni datoriali piacentine, insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del territorio, hanno voluto rilanciare con forza alle istituzioni, chiedendo una politica industriale europea e nazionale realmente a misura di Pmi. Ad un anno esatto dalla presentazione del documento condiviso “Verso la Piacenza del futuro” avvenuta il 7 ottobre a Piacenza Expo, il tavolo di confronto torna oggi a ribadire l’urgenza di un’azione concreta. Le linee guida allora tracciate, che avevano indicato con chiarezza una rotta di sviluppo, vengono aggiornate all’interno di una nuova campagna di comunicazione: “Per un territorio di lavoro e impresa”. Sette punti, chiari e condivisi, che rappresentano non solo richieste alle istituzioni, ma soprattutto una proposta organica per rendere la provincia di Piacenza un territorio produttivo, competitivo e pronto ad affrontare le sfide del futuro. Si tratta di misure che vanno dal sostegno all’innovazione tecnologica alla valorizzazione delle competenze giovanili, dalla semplificazione amministrativa al rafforzamento delle reti di internazionalizzazione, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale.
“Un anno fa - ricordano le sigle promotrici – chiedevamo ai Comuni piacentini di costituire un tavolo provinciale tra enti e soggetti firmatari del documento, per elaborare strategie e individuare per ciascun comune sopra i 5.000 abitanti un referente per lo sviluppo economico con cui interloquire. Prendiamo atto della sostanziale passività del mondo della politica di fronte a tali richieste, provenienti da tutte le associazioni datoriali e sindacali del territorio. Realtà espressione di sensibilità e prospettive differenti, talvolta lontane, che hanno comunicato all’unisono con un solo interesse: lo sviluppo economico di Piacenza, per cittadini, lavoratori e imprese”.
La volontà è chiara: parlare insieme per il bene comune del territorio. Da qui l’annuncio della campagna social congiunta “Per un territorio di lavoro e impresa”, online nella mattinata di martedì 7 ottobre, che diffonderà attraverso tutti i canali digitali dei firmatari le sette proposte concrete rivolte alle istituzioni. Un messaggio unitario, forte e corale che punta a rimettere al centro dello sviluppo la provincia di Piacenza, nella convinzione che solo investendo sulle imprese, sul lavoro di qualità e sulle nuove generazioni si potrà garantire al territorio un futuro di crescita stabile, sostenibile e inclusiva.
Le associazioni che aderiscono sono Cia Piacenza, Cgil, Cisl e Uil Piacenza, Cna Piacenza, Coldiretti Piacenza, Confagricoltura Piacenza, Confapindustria Piacenza, Confcooperative Piacenza, Confesercenti Piacenza, Confindustria Piacenza, Lega Coop Emilia Ovest, Libera Associazione Artigiani Piacenza, Unione Commercianti Piacenza e Upa Federimpresa Piacenza.

Pubblicato il 10 ottobre 2025

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Al via la campagna antinfluenzale anche per i sanitari

vaccino
Prendersi cura degli altri parte dal prendersi cura di sé. È questo il messaggio che accompagna l’avvio della campagna antinfluenzale 2025 rivolta a tutto il personale dell’Azienda Usl di Piacenza.
La vaccinazione, soprattutto per chi lavora in ambito sanitario, rappresentanon solo una misura di protezione personale, ma unimpegno di responsabilità verso i pazienti, i colleghi e la comunità. Significa ridurre la diffusione del virus influenzale e tutelare le persone più fragili, che ogni giorno si affidano alle cure dei professionisti della salute.
«L’influenza è una malattia diffusiva a elevata incidenza – spiegaGiampiero Scaglione, direttore del Servizio Prevenzione e protezione aziendale – e può comportare conseguenze anche gravi per i soggetti più vulnerabili. Lavaccinazione è un atto di responsabilità personale e professionale: chi si prende cura deve proteggersi per continuare a proteggere gli altri. Per favorire la più ampia adesione possibile, l’Azienda ha programmato diverse modalità di accesso. 
Oltre agli open day vaccinali nelle sedi principali — ospedali di Piacenza, Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Bobbio e la sede amministrativa di via Anguissola — saranno organizzate sessioni dedicate direttamente nei reparti, così da conciliare la tutela della salute con gli impegni lavorativi e non interferire con il normale svolgimento delle attività assistenziali. Questa modalità sarà applicata in particolare nei reparti di Oncologia ed Ematologia, Pediatria e Pronto soccorso, dove la continuità delle cure e la presenza costante degli operatori rendono necessario un approccio più flessibile".
Novità di quest’anno è l’attenzione particolare ai dipendenti con necessità specifiche di tutela della salute. Per loro, è previsto un invitoad personam da parte del medico competente, che contatterà direttamente gli interessati in totale riservatezza, instaurando un rapporto fiduciario volto a garantire la massima protezione possibile in base alle condizioni individuali.
«Abbiamo volutocostruire una campagna vicina alle persone – aggiunge Scaglione – offrendo opportunità diversificate per agevolare l’adesione e raggiungere tutti i nostri operatori, in qualunque sede o reparto. L’obiettivo è unico:proteggere la salute dei nostri dipendenti, perché la sicurezza di chi lavora è il primo passo per la sicurezza dei cittadini. Ilprimo open day previsto è per il 15 ottobre dalle 12 alle 15nella consueta location dell’atrio del Polichirurgico, spazio che ci consente di intercettare tutti i colleghi in pausa pranzo e ci offre la possibilità di creare uno spazio completamente riservato per tutelare la privacy delle persone».
Il Servizio Prevenzione e protezione effettua inoltre le vaccinazioni durante gli orari di apertura degli ambulatori, per garantire la massima flessibilità.
I lavoratori potranno aderire tramite invito del medico competente, richiesta collettiva da parte dei coordinatori all’indirizzoVaccinoSPP25-26 [AT] ausl [DOT] pc [DOT] it
oppure prenotare individualmente. Un gesto semplice ma fondamentale, che ribadisce un principio chiave della sanità pubblica: chi cura deve proteggere sé stesso per continuare a prendersi cura degli altri.
Pubblicato il 13 ottobre 2025

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Cisl illustra il suo impegno nella contrattazione con i Comuni

 Cisl contrattazione Comuni

Quando capita di leggere di un accordo siglato tra il sindacato e un Comune della nostra provincia, potrebbe non essere chiara la portata di quel fatto. Non si tratta di una semplice stretta di mano con il sindaco ma del cuore pulsante di una costante azione sindacale: la contrattazione sociale e territoriale. È questo lo strumento con cui il sindacato pensionati supportato dal lavoro delle tre confederazioni, cerca quotidianamente di rendere più equa e sostenibile la vita delle nostre comunità, a partire dalle famiglie più fragili e dei pensionati.
I dati recenti presentati nel rapporto nazionale della Fnp Cisl parlano chiaro sulla mole di lavoro che svolgiamo. A livello nazionale, nel triennio 2022-2024, sono stati firmati ben 1.726 accordi, coinvolgendo una media di 740 Comuni ogni anno e interessando la vita di 13,4 milioni di persone. Vorrei ancora sottolineare che questi non sono numeri astratti ma cittadini, famiglie, anziani e giovani che hanno beneficiato di interventi concreti, magari senza saperlo.

“La nostra regione - spiega Aldo Baldini, segretario generale aggiunto Fnp Cisl Parma Piacenza -emerge dal rapporto come una delle aree più dinamiche in questo campo, appena dopo la Lombardia, a testimonianza di un radicamento profondo della pratica concertativa. Questo ci sprona a fare sempre meglio anche a livello locale. Ogni intesa che firmiamo con le amministrazioni comunali piacentine mira a salvaguardare le politiche esistenti ma soprattutto, come evidenzia il report, a introdurre azioni incrementali rispetto a quello che già esiste nel sociale. Noi pensionati non siamo più solo i destinatari di queste politiche, ma ne siamo i promotori attivi. Siamo sentinelle del territorio, conosciamo i bisogni reali dei nostri quartieri e dei nostri paesi. Mettiamo questa esperienza al servizio di tutti, per costruire comunità più forti, contrastare la piaga della solitudine e rafforzare il welfare locale. La nostra azione sindacale diventa così un motore di sostenibilità sociale che si traduce in progetti, servizi e diritti per un futuro più giusto”.

“Questi accordi, che a Piacenza e in diversi comuni della provincia portiamo avanti, toccano materie delicate. Parliamo di welfare sociale – aggiunge ancora Baldini - per gli anziani, di sostegno a famiglie e minori, di equità nel fisco locale, di politiche per la sostenibilità e la coesione del nostro territorio, di sanità di prossimità, di sostegni per la non autosufficienza e del tema della casa con affitti equi. Dal 2022 ad oggi, come sindacato e unitariamente, ne abbiamo sottoscritti 44 che hanno portato risposte concrete alle esigenze dei cittadini dei Comuni della nostra provincia. Con il Comune di Piacenza, per esempio, va ricordato l’accordo sottoscritto riguardo alle 100.000 ore di assistenza domiciliare per continuare a promuovere la scelta della domiciliarità che riteniamo sia importantissima nella cura e nel sostegno alle persone. Grazie alla pressione del sindacato confederale e di noi pensionati, sono anche aumentate notevolmente le risorse recuperate dell'evasione fiscale. Questo è un dato importante per tutta la nostra comunità. Insomma, la contrattazione sociale è la «chiave per rispondere ad una delle più grandi sfide del nostro tempo»: ridurre le disuguaglianze e stabilire un rapporto più corretto tra etica ed economia. È il nostro modo di dare risposte concrete a chi vive del proprio salario o della propria pensione”.

Pubblicato il 10 ottobre 2025 

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