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Notizie Varie

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«Lultimaprovincia», il primo spettacolo a Cerignale

 Manifesto lultimaprovincia 2020

“Abbiamo voluto tornare, dopo l’emergenza sanitaria, con qualcosa di vero, di vivo… con il corpo, la voce, la musica, i suoni…” Sono le parole di Mauro Mozzani, Presidente di Manicomics Piacenza, che ha presentato, nella sede della Compagnia teatrale, in via Scalabrini 19, la 29esima edizione di LULTIMAPROVINCIA, il festival di teatro e di circo che si svolgerà in 15 comuni del territorio piacentino.
“Nonostante tutte le difficoltà di organizzazione dovute al Covid 19, - ha aggiunto - ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso che non potevamo fermarci e siamo partiti con questi eventi”.
Mozzani, coadiuvato da Agostino Bossi, Mauro Caminati, Paolo Pisi, Allegra Spernanzoni e Rolando Tarquini, membri della direzione artistica di Manicomics, si è chiesto, insieme al suo staff, come poter realizzare un evento itinerante in una situazione nuova e sicuramente complicata in cui stiamo vivendo il post-emergenza.
“Il teatro è vivo - ha commentato Mozzani - ha sempre resistito a guerre, epidemie, calamità e continuerà ad andare avanti. Noi di Manicomics, siamo un piccolo ingranaggio che però aiuta a muovere il tutto”.
Quindici i Comuni che aderiscono all’iniziativa: Agazzano, Bobbio, Carpaneto, Castel San Giovanni, Cerignale, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Gragnano Trebbiense, Morfasso, Podenzano, Rivergaro, Rottofreno, San Giorgio, Travo e Vigolzone.
Notevole il lavoro organizzativo che, oltre ai componenti della direzione artistica, è supportato da Samantha Oldani, Agostino Bossi, Matteo Ghisalberti, Fabio Piazzi, Maria Cristina Tarquini, Graziella Trecordi, Mario Susani, Carlo Agosti, Francesco Benzi, Luigina Sverzellati, Claudia Iavarone, Renato Maserati e Alessandra Neve.
Artisticamente la 29esima edizione del Festival Lultimaprovincia traccia un interessante percorso nell’arte del clown e nel mondo del circo contemporaneo, essenzialmente dedicato ad artisti e compagnie nazionali.
“Come una vetrina, - ha sottolineato lo staff della direzione artistica - il festival mostrerà in primo piano tutte quelle commistioni di linguaggi che hanno segnato la storia del Festival e che rispecchiano le esperienze della compagnia e le hanno permesso di essere inserita nell’elenco delle compagnie riconosciute dal MIBAC, Ministero per le attività culturali”.
Il tracciato artistico della manifestazione si svilupperà attraverso 15 paesi ospitanti, 15 location differenti, 19 spettacoli di cui una coproduzione del festival, 14 compagnie ed un finale con ospiti internazionali a Piacenza in Open Space 360º, casa di Manicomics Teatro.
“LULTIMAPROVINCIA - concludono gli organizzatori - apre il 16 agosto a Cerignale, sulle montagne della nostra provincia  per poi scendere e spargersi nelle quattro valli  con spettacoli comici, acrobatici e poetici, per un divertimento lungo un mese”.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 16 agosto 2020

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«La Settimana della Letteratura» a Bobbio

loggiato

Dal 23 al 29 agosto a Bobbio si terrà come ogni anno la manifestazione culturale "La Settimana della Letteratura".
Sei giorni di presentazioni di libri con gli autori, musica, mostra libraria, approfondimenti, proiezioni e la premiazione del 'Piacentino dell'anno 2020'.
Quest'anno per ottemperare alle norme di distanziamento sociale vi aspettiamo nei giardini dell’Auditorium in piazzetta Santa Chiara; in caso di maltempo la manifestazione si terrà nei locali dell’adiacente Auditorium.


Il calendario:
Domenica 23 agosto dalle ore 18 Gaetano Rizzuto, già direttore di Libertà e Roberto Pasquali, sindaco di Bobbio, presentano il libro "Bani la melodia del tarassaco" curato da Bruna Boccaccia. Intervento musicale con  I Museta.

Martedì 25 agosto
ore 21: in occasione del centenario della nascita del Ballonaio, il famoso capo della Resistenza piacentina, lo storico Ermanno Mariani presenta documenti inediti raccolti nel suo ultimo libro “La beffa di Verona” (Edizioni Pontegobbo). Dialoga con lui Anna Leonida.
 A seguire Bani eseguirà La canzone del Ballonaio.
- Ore 21:30 lo storico dell’arte Luca Maffi dialoga con Ermanno Mariani che presenta la nuova edizione de  “Il mistero del doppio ritratto di Klimt” (Ed.Pontegobbo).  Ore 22: Luca Maffi terrà una conferenza dal titolo ”Raffaello e Piacenza: un dialogo a distanza fra storia e modernità”, nell’anniversario dei 500 anni dalla morte del genio del Rinascimento.

Mercoledì 26 agosto
Ore 21,00: Gianni Rodari: 100 anni di fantasia hanno ispirato insegnanti e studenti del Gruppo di lavoro Biblioteca Bibloh - Sotto il Ponte. Istituto Comprensivo Bobbio;
Ore 21,45: Eliana Ferioli e Ettore Zerbarini presentano “Sei mesi in Appennino - Nelle terre di San Colombano” di Margaret Stokes (Edizioni L’Erta)

Giovedì 27 agosto
Ore 21: la giornalista Barbara Belzini dialoga con Monica Giafusti che presenta il suo libro Cinema Le Grazie Bobbio. 100 anni di storia” (Edizioni Pontegobbo);
Ore 21,45 Barbara Belzini terrà la conferenza “Fellini nostro contemporaneo” nel 100° anniversario della nascita del grande regista italiano

Venerdì 28 agosto
Ore 21: Alberto Fermi, dialoga con Andrea Vitali, che presenta il suo ultimo libro “Un uomo in mutande - I casi del maresciallo Ernesto Maccadò(Garzanti).
Ore 22: Gaetano Rizzuto dialoga con Giusy Cafari Panìco che presenta il suo libro “Poesie della luce e dell’ombra” (Tipleco editore). Letture di Corrado Calda. L’incasso della vendita dei libri sarà devoluto tramite AMOP a favore dell’équipe onco covid del dott. Luigi Cavanna che interverrà alla serata.

Sabato 29 agosto
dalle ore 21 Premiazione PIACENTINO DELL’ANNO 2020 ex aequo Giovanna Covati, notaio, e Marco Stabile, primario di Chirurgia plastica all’ospedale di Castel San Giovanni. Musica di Betty Blue.

Pubblicato il 14 agosto 2020

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Rocca d’Olgisio e il legame con le Sante Liberata e Faustina

Ricca d'olgisio in alta val tidone

Incastonata nella roccia, a 570 metri d’altitudine, sopra Pianello Val Tidone a pochi chilometri da Vicobarone, è una delle più antiche e suggestive rocche piacentine. Cinto da sei ordini di mura, il complesso architettonico, fondato attorno all'anno Mille, è articolato in vari locali intercomunicanti che terminano con un piccolo loggiato cinquecentesco. Il giardino ospitamisteriose grotte naturali ed è ornato da orchidee e amarilli gialli. Secondo alcune leggende, il castello sarebbe stato fondato nel VI secolo da Giovannato Miles, padre delle Sante Liberata e Faustina. La prima notizia scritta, riportante l’esistenza della fortezza, risale al 1037 in alcuni documenti dell’Archivio della Curia Vescovile che ne attestano la cessione ai monaci di San Savino. Nel 1378, il feudo venne ceduto da Gian Galeazzo Visconti al cavaliere Jacopo Dal Verme. Tale famiglia ne rimase proprietaria fino a metà Ottocento, salvo brevi periodi di interruzione. I Dal Verme conservarono il fortilizio fino all’estinzione della famiglia, avvenuta a metà Ottocento quando Lucrezia Dal Verme sposò Giulio Zileri. Durante la seconda guerra mondiale, la Rocca fu sede del comando della II divisione partigiana di Piacenza. Dal 1979, il complesso è di proprietà della famiglia Bengalli di Pianello, che con notevoli sforzi, un continuo impegno e un attento restauro è riuscita a salvare quello che viene oggi definito il più leggendario castello della provincia.

Visite e orari

Le visite, dopo l’interruzione dovuta al corona virus, sono ripartite. Si effettuano con guida e durano un’ora, comprendendo le mura, i giardini, le cantine e l’intero mastio.
Gli orari sono i seguenti: sabato alle ore 15.00 e 16.00 (inizio dell’ultima visita); domenica e festivi: dalle ore 9.30 alle 11.30 (inizio dell’ultima visita) e dalle 14.30 alle 17.45 (inizio dell’ultima visita).
I prezzi: adulti Euro 10,00; bambini (6-14 anni) Euro 7,00; gruppi (15 persone) Euro 8,00; card Castelli del Ducato Euro 8,00. Per fissare una visita di gruppo o per avere ulteriori informazioni contatti: tel. 0523 99 80 45; 0523 99 80; mail: info [AT] roccadolgisio [DOT] it.

Riccardo Tonna

 Pubblicato il 13 agosto 2020

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Fiorenzuola, record di partecipanti al corso per operatori socio-sanitari

corso oss fiorenzuola

Con un numero record di partecipanti è cominciato nelle aule di Tutor Fiorenzuola il corso formativo della durata di 1000 ore (di cui 450 di stage) che consente di ottenere il certificato di qualifica professionale di operatore socio-sanitario. L’o.s.s. è una figura professionale che opera sia nel settore sociale che in quello sanitario svolgendo un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona in contesto sociale e sanitario e a favorirne il benessere e l’autonomia. Sono trenta quindi le corsiste che fino a metà 2021 studieranno, in piena sicurezza, grazie anche alle grandi dimensioni dei locali della sede Tutor, come gestire i servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, residenziale o semiresidenziale, in ambiente ospedaliero e al domicilio dell’utente. I contenuti del corso riguardano: area socio-culturale, istituzionale e legislativa; area psicologica e sociale; area igienico-sanitaria; area tecnico-operativa.
“Da diversi anni organizziamo questo corso per dare risposta alle numerose richieste provenienti dai servizi socio-sanitari e socio-assistenziali del territorio soprattutto in questo periodo Covid – precisa Grazia Marchetta, responsabile della sede fiorenzuolana di Tutor e coordinatore del corso -. Abbiamo anticipato l'inizio del corso in questo periodo perché le richieste sono state tantissime. Pensate che le o.s.s. che hanno terminato a luglio il corso precedente hanno tutte un lavoro".

Pubblicato il 13 agosto 2020

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Gramizzola, la chiesa ritorna ai suoi splendori originali

la chiesa di gramizzola comune ottone


Gramizzola, in comune di Ottone, ai confini con la provincia di Genova  è un antico borgo, rifiorente tra fasce amene e vaste; prati, pascoli; generosi castagneti. Il monte Dego tutto e tutti abbraccia affettuoso: mitiga l’inclemenza dei venti, dona abbondanza di acque, limpide e feconde. Protegge, asseconda, sostiene. Il fiume a valle, pigro e tortuoso, nei suoi tranquilli laghetti, rispecchia il verde intenso di quella terra benedetta; esalta cieli azzurri; sereni, soavi, che la sovrastano; la incoronano. Il duro lavoro dei campi ripagava le famiglie con un mare di grano, oro flessibile, biondo; vigneti gentili, delicata fragranza d’uve. Eccellente raccolta di tuberi, molto apprezzati.

Dalla chiesa, dedicata a San Martino, massima espressione dell’accoglienza e della condivisione, ogni giorno, salivano al cielo preghiere di cristianità compatta e coerente. Esemplare. Salivano e si diffondevano intorno, lieti e gioiosi, i canti di lode e gloria a Dio, guidati e sostenuti dall’indimenticabile parroco don Attilio Biggi (1919/2006), tenorile voce di noto pregio. Il paesaggio di Gramizzola incanta e commuove. Rasserena l’animo; lo predispone al trascendente; lo indirizza ai “Massimi Problemi”. Suggerisce e orienta verso soluzioni in cristiana prospettiva e fatto. La gente del luogo può, a pieno titolo, salire su alta cattedra di lavoro instancabile e grande umanità. Profondità di pensiero ed azione.

La grande generosità dei fratelli Carraro
Tra i figli di un ambiente tanto prodigioso vengono particolarmente ricordati i quattro fratelli Carraro: Maria Grazina (1907/2011), Vittorio (1910/2010), Luigi (1911/2012), Maria Rosa (1913/2003). Dopo una vita dedicata al lavoro nei campi o in lontane sofferte città, ultracentenari o quasi, hanno lasciato Gramizzola,  pienamente ritrovato dopo la pensione, chiamati in Cielo al premio eterno. Le loro ultime volontà, stabilite per unanime, convenuta decisione, hanno reso disponibile somma cospicua, destinata alla chiesa, per indispensabili lavori di manutenzione al tetto e all’edificio nel suo complesso.  Un’epigrafe, pubblico riscontro, sarà presto affissa nel piano plebano della chiesa. I fedeli, nei secoli, elevino grata prece e mai sia dimenticato il nome di questi generosi. Con il forte contributo dei fratelli Carraro la chiesa di San Martino è tornata splendida e sicura, come gli “Antichi Padri” l’avevano concepita.
La chiesa di S. Martino vescovo, ricostruita nel XX secolo, ha la facciata in stile settecentesco, interno ad unica navata con decorazioni di Vittorio Pittaco del 1912.
Sul monte Dego (1427 mt.) si trova l'oratorio della B.V. Immacolata del 1920, costruito su un antico lazzaretto.

Attilio Carboni

Pubblicato il 13 agosto 2020

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