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Notizie Varie

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La Guida Essenziale ai Vini D’Italia 2021 premia la Cantina Valtidone

faccino doctor wine

La Vendemmia 2020 è incominciata sotto il miglior auspicio per l’azienda vitivinicola di Borgonovo. E’ di pochi giorni fa la notizia che la nota guida fondata e diretta da Daniele Cernilli conosciuto da molti con lo pseudonimo di “ DoctorWine ”, ha comunicato che per l’edizione 2021 il “BOLLO ROSSO” Gutturnio Riserva vendemmia 2016 ha ricevuto l’ambito premio del “Faccino ” con un punteggio di 95/100.
Il “BOLLO ROSSO” etichetta ormai trentennale è la punta di diamante dei vini rossi invecchiati prodotti da Cantina Valtidone e rappresenta la tradizione vitivinicola piacentina essendo vinificato unendo Barbera e Croatina (localmente detta Bonarda).

Il Consiglio d’Amministrazione della cooperativa valtidonese ha accolto con grande entusiasmo questo riconoscimento che corona il profondo lavoro di rinnovamento cominciato nel maggio 2014. Tale risultato dimostra quanto sia importante il saper valorizzare il potenziale territoriale “LA VALTIDONE”, partendo appunto dal lavoro dei nostri soci viticoltori in vigna e continuando in cantina grazie ai nostri tecnici e cantinieri.
"L’aver conquistato, questo riconoscimento è motivo di grande soddisfazione, e soprattutto ci fa capire che il cambiamento intrapreso anni fa è quello giusto, inoltre ringraziamo i due enologi, Francesco Fissore dipendente della cantina e Beppe Caviola, consulente esterno, che hanno lavorato in sinergia su questo vino riserva". - commenta il Presidente di Cantina Valtidone, Gianpaolo Fornasari.

Pubblicato il 21 settembre 2020

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Il Comune di Cadeo a fianco degli agricoltori. Il ricordo di Zermani

zermani

A Cadeo è stata approvata una delibera a favore del mondo dell’agricoltura: il Comune compartecipa al pagamento del contributo per la bonifica al Consorzio di Bonifica di Piacenza. Uno dei tanti aiuti dati per fronteggiare l’emergenza socioeconomica attuale ma che in questo caso ha un “profumo” speciale: l’iter per rendere concreto il sostegno al mondo dell’agricoltura ha preso vita dalla sinergia tra Amministratori e Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, morto improvvisamente nei giorni scorsi.
“Il Comune si fa carico della quota fissa del Consorzio di bonifica anno 2020 per tutti i proprietari e affittuari agricoli residenti a Cadeo – spiega Marco Bricconi, primo cittadino -. Un’idea nata e realizzata grazie alla collaborazione di Fausto Zermani che si è sempre speso per dare impulso all’attività economica e che in questi ultimi mesi ha condiviso con noi il forte desiderio di mitigare il disagio socioeconomico conseguente all’emergenza Covid”.
“Abbiamo assegnato al settore agricolo un contributo economico pari a 52.720 euro – sottolinea l’assessore Donatella Amici –. Agli agricoltori che pagano anche la quota irrigua la quota viene decurtata alla prima bollettazione utile, per gli altri agricoltori sarà decurtata all’interno della bolletta del pagamento di bonifica 2021. Il rimborso sarà effettuato a cura del Consorzio di bonifica e sarà riconoscibile in bolletta dalla dicitura rimborso da parte del Comune di Cadeo Bonifica 2020”.
“Vitale è la simbiosi tra Consorzio e territorio, attraverso un’azione continuativa, solo così gli interventi sono efficaci, mi diceva Fausto in occasione della conferenza stampa realizzata insieme a Cadeo lo scorso 2 luglio – conclude Bricconi -. Un’azione che punta al bene comune e che non dobbiamo arrestare ma rendere capillare sull’intero territorio”.

Nella foto, Fausto Zermani,  il sindaco Marco Bricconi, il vicesindaco Toma e l'assessore Amici scattata a Cadeo il 2 luglio scorso in occasione di una conferenza stampa in Municipio.

Pubblicato il 21 settembre 2020

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«Poltrona Edition», l'Avis Piacenza premia 322 donatori

premiazioni avis Arianna Valverde

Sono arrivati pochi per volta a ritirare il distintivo, in osservanza delle norme di distanziamento sociale. Ad accoglierli, nel cortile della sede dell'Avis Comunale di Piacenza in via Campagna 39, il Presidente della sezione cittadina Giovanni Villa, i Consiglieri e la Segretaria. Tutti veterani Avis con alle spalle più di 30 anni di donazione. Le benemerenze sono state consegnate nell'arco dell'intera giornata di sabato 19 settembre, mentre i relativi attestati erano stati preventivamente spediti per posta.
Una “Festa del donatore” condizionata dall'emergenza sanitaria e ribattezzata “Poltrona Edition”, per l'inedita modalità di svolgimento. Per il donatore, la poltrona di cui si fa menzione è quella di casa, fedele compagna in tempi di confinamento “ma è anche quella del centro prelievi dove le persone si accomodano per donare il sangue”, specifica Giovanni Villa. Quest'ultimo ha inaugurato la giornata presentando i dati relativi alle donazioni e alle adesioni in seno alla sezione cittadina. Nel 2019 si contano 212 nuovi soci per un totale di 2555 volontari ovvero 200 in più rispetto al 2018 mentre 4742 sono state le donazioni, fra sangue e plasma. 87 in più dell'anno precedente. I numeri indicano anche l'eterogeneità dei donatori. Le distinzioni di genere, di cultura e di etnia non contano: tutti possono offrire. La fascia di età più rappresentata è quella fra i 36 e i 55 anni. Quasi un terzo delle donazioni sono femminili e circa il 10% del sangue donato è straniero.
In rame, in argento, in argento dorato, in oro, in oro e rubino, in oro e smeraldo e in oro e diamante. Sono diverse le benemerenze assegnate ai soci in base al numero di donazioni. Esemplari, per comprendere le qualità umane dei premiati, sono le storie di Arianna Valverde e Ivanoe Mazzocchi, due generazioni a confronto unite dalla stessa motivazione. La prima è una giovane educatrice che ha superato il primo traguardo, conquistando il contrassegno in rame dopo 3 anni di iscrizione e 6 donazioni. “Per me è solo un inizio. Voglio aiutare le persone più fragili come per esempio mia nonna che ha problemi di salute e ha bisogno di trasfusioni”. Mazzocchi, invece, è stato premiato con il distintivo in oro e smeraldo per i suoi 36 anni di affiliazione e più di 100 donazioni all'attivo. “Sono entrato in Avis a 17 anni. Un mio caro amico si è ammalato di leucemia e aveva bisogno di sangue. All'epoca, ho dovuto chiedere il consenso dei genitori perché ero ancora minorenne”.

In videomessaggio il saluto delle Istituzioni
La “Festa del donatore 2020” si è aperta in mattinata, con una diretta Facebook che ha consentito alle Istituzioni di porgere i propri saluti in video messaggio. Daniela Lupo, Prefetto di Piacenza, ha messo in luce la forza e il radicamento dell'Associazione sul territorio sottolineando che “quanto più è stata difficile la situazione, tanto più forte si è dimostrata la solidarietà dei donatori”. Il Sindaco, avv. Patrizia Barbieri, ha ricordato “il debito di tutta la comunità nei confronti dell'Avis, organizzazione che svolge un ruolo sociale verso il prossimo e trasmette alla società messaggi di speranza”.
Il Col. Paolo Abrate, Comandante Provinciale dei Carabinieri, ha evidenziato “il valore civico della donazione”.
La dott.ssa Maria Mariano, Direttrice del Centro Trasfusionale dell'Asl di Piacenza ha precisato che “il sangue non si compra e non si vende ma si dona. E donare è un gesto di civiltà e progresso. La solidarietà umana è superiore alla paura della malattia”.

Dello stesso segno l'intervento del dott. Marco Ravarani, Responsabile dell'Unità di Raccolta dell'Avis Provinciale di Piacenza, che ha aggiunto: ”Durante il lockdown siamo riusciti a garantire la disponibilità di sangue di cui c'era bisogno grazie al nostro sistema di pianificazione e prenotazione degli interventi”. Infine, i saluti del Presidente dell'Avis Provinciale di Piacenza, Leonardo Fascia, e le parole di Maruska Fusini, Segretaria dell'Avis Provinciale e Consigliera Nazionale. “Il mondo è cambiato e ci pone nuove sfide. Abbiamo l'opportunità di continuare a crescere e di costruire una società migliore”.

Pubblicato il 21 settembre 2020

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L’Auditorium Coni Point dedicato a Roberto Gentilotti

roberto gentilotti ex presidente del coni piacenza

La sede del CONI Point Piacenza, da anni casa delle Federazioni sportive provinciali, avrà uno spazio dedicato alla memoria di Roberto Gentilotti. All’ex Presidente provinciale del comitato olimpico, infatti, verrà intitolato l’Auditorium del Palazzo CONI di via Calciati con una cerimonia che, nel rispetto delle attuali disposizioni sul distanziamento interpersonale, si svolgerà sabato 3 ottobre alle 11 alla presenza delle massime autorità sportive provinciali e regionali, nonché del Sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri.
Dirigente sportivo con una carriera lunga più di sessant’anni, Gentilotti entrò a far parte del CONI provinciale negli anni Settanta, durante la presidenza dell’avv. Edgardo Franzanti, dopo l’esperienza maturata inizialmente nella Federazione cronometristi e successivamente nel Centro sportivo italiano. Dopo la scomparsa di Franzanti, la cui opera fu continuata da Franco Bargazzi, Gentilotti divenne vicepresidente del Comitato olimpico piacentino, ente di cui in seguito fu eletto alla massima carica che conservò per tre quadrienni olimpici fino al 2004, quando passò il testimone a Stefano Teragni. All’incarico di Presidente provinciale, Gentilotti affiancò anche l’impegno nel CONI regionale dell’Emilia Romagna, in cui operò soprattutto nell’interesse e per la tutela dello sport piacentino.
Un impegno unanimemente apprezzato che, non a caso, fu riconosciuto e premiato dal CONI nazionale con la Stella d’oro al merito sportivo, massima benemerenza attribuita ai dirigenti sportivi dall’ente a cinque cerchi. Gentilotti, che nel 2013 divenne Presidente onorario del CONI Point Piacenza, fu anche insignito, sempre per meriti sportivi, dell’onorificenza di Grand’Ufficiale.
“Ho avuto la fortuna di conoscere Roberto - ricorda il Delegato provinciale CONI, Robert Gionelli - durante gli ultimi anni della sua presidenza, appena prima del passaggio di consegne con Stefano Teragni. Nonostante avesse quasi ottant’anni, era attivissimo, pieno di interessi e desideroso di realizzare sempre qualcosa di nuovo per lo sport piacentino. Ha lasciato molte testimonianze del suo impegno e del suo lavoro, tra cui anche l’attuale sede del CONI Point, per cui si spese tantissimo all’inizio degli anni Novanta. Il suo obiettivo, infatti, era quello di dotare il Comitato provinciale di una sede prestigiosa in grado di rispondere alle esigenze di tutte le Federazioni, che ancora oggi vi sono ospitate. Anche per questo abbiamo ritenuto doveroso ricordarlo per sempre nella “casa dello sport piacentino” nata, appunto, grazie al suo impegno e alla sua lungimiranza”.

Pubblicato il 21 settembre 2020

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La beatitudine cos'è?

bea

La parola “beatitudine” che cos’è? Quella gioia così difficile da avere, che disperatamente cerchiamo, che non possiamo comprare o costruire.
Il mondo pare dirci che chi si può permettere di più, sarà più felice.
Davvero, non è così. Paradossalmente la vita così può diventare un peso.
Quando un’esistenza diventa beatitudine anche nella difficoltà? Quando c’è amore e carità.
Nella logica della croce l’amore è più forte della morte e il perdono è più forte della vendetta. Nella croce Dio si dà tutto, si esprime in maniera suprema. Gesù crocifisso e risorto rivela chi è Dio, chi siamo noi, e unisce entrambi in un unico amore. E il “sì” di Dio è all’uomo, anche quello più lontano a Dio.
L’amore non sarà mai distrutto, ma rimane.
Gesù oggi ci vuole insegnare, dove trovare quest’amore per rimanere beati, vale a dire trovare quello che nella propria vita dà senso e significato a tutto.

Che cosa faceva Gesù sul monte?
Pregava, era a colloquio con il Padre cui andava per ricevere grazia.
In questo situazione chiama sei discepoli e li dice “beati”.
La beatitudine viene da Dio, che non è contrario alla nostra felicità, non si compiace del nostro dolore.
Quando siamo poveri e afflitti, lì nel fondo del nostro cuore ci aspetta chi ci può dare speranza e beatitudine, la pace che il mondo non può regalare e che si fonda su quella relazione profonda e intima che supera ogni malizia e tradimento.
È guardando i propri discepoli che Gesù vede i poveri, gli affamati, i sofferenti, i perseguitati. Non è una lezione che sta dando a noi, ma una consapevolezza che sta chiedendo a ciascuno di noi. Gesù è colui che vede la povertà, la fame, la sofferenza, l’ingiustizia. E proprio perché la vede, può anche riempirla di significato e trasformarla, così, in beatitudine.
Signore, insegnaci a pregare.
Bastare a se stessi è il grande motto dell’inferno, perché chi basta a se stesso, è solo, e chi è solo, è all’inferno anche se non lo sa.
Signore, nella preghiera e nella relazione con te nascerà la mia vera gioia.
Perché le Chiese sono vuote? Forse non ci interessa la fonte della gioia.
Solo la preghiera richiama gli altri a Dio e il suo amore implica l’accettazione di un bisogno che ci abita e che riguarda tutti, ricchi e poveri: è il bisogno di essere amati.

Estratto dalla Lectio mattutina
di madre Maria Emmanuel Corradini,
abbadessa del Monastero benedettino di San Raimondo,
del 9 settembre 2020, Vangelo secondo Luca 6,20-26

a cura di
Gaia Leonardi


Pubblicato il 21 settembre 2020

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