Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Diventare santi è una grazia, non una fatica

abbragente

Nella festività di Ognissanti, i santi ci dicono che Dio è fedele. Ci danno speranza, hanno percorso la via di Dio e hanno raggiunto il paradiso e a questo dobbiamo credere, come a uno spazio di anime buone.
È più sensazionale la moltitudine di santi in paradiso, che di malvagi sulla Terra.
Abbiamo speranza che anche la nostra vita raggiungerà il suo compimento nel cielo e che gli inferi non prevarranno perché la presenza di Dio è reale nella storia e nella nostra vita.

 


Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati Figli di Dio?
Noi siamo divenuti Figli suoi attraverso il battesimo iniziando così il nostro cammino di santità che viene progettato da Dio in noi, non è merito nostro.
Noi partecipiamo a quello che Dio predispone per noi attraverso la vita che ci dona, concretamente con le azioni di tutti i giorni.
Con il battesimo creiamo alla comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che sarà piena e totale quando raggiungeremo il paradiso.
Non importa se in vita siamo portati in trionfo sugli altari e se gli altri ci riconosceranno, quello che conta è che noi aderiamo al disegno di Dio sulla nostra santificazione.

Diventare santi è frutto della grazia e della collaborazione con Gesù.
La santità dipende dunque dal nostro stretto rapporto con il Signore.
Più la relazione è viva, più il cammino di santità procede. Non rientra nelle grandi opere e nelle terrene glorie, ma nei pensieri di Dio sulla nostra vita.
Ogni gesto quotidiano, anche il più semplice, ci porta alla santità.
Se il Signore ci chiede di stare in quel posto, quello è il passo che porta alla santificazione e al paradiso.
Fate questo passo per amore di Gesù.

Le beatitudini evangeliche appartengono a persone normali che vivono e sperimentano la compassione di Dio. Semplifichiamo allora la nostra vita quotidiana senza pensare di arricchirla con azioni straordinarie, ma scegliendo di essere persone ordinarie che mettono Gesù al primo posto.
È possibile che questa solennità sia anche la nostra, come adesione piena a Gesù Cristo.
Abbiamo bisogno della compagnia dei nostri santi, quei nostri cari che ci hanno portato alla vita cristiana.
Sono in cielo, invochiamoli, chiediamo aiuto perché così lavora la comunione dei santi: loro vegliano su di noi. Chiediamo a uno di loro di essere il nostro compagno di cammino, con il quale parlare e superare le angosce quotidiane.
I santi ci vengono assegnati perché ciascuno di noi abbia un angelo che conduce al Signore anche attraverso le vie tribolate dei giorni.
Dobbiamo essere rincuorati da questa presenza che non smette di venire in nostro aiuto.

Estratto dalla Lectio mattutina
di madre Maria Emmanuel Corradini,
abbadessa del Monastero benedettino di San Raimondo,
del 1° novembre 2020, solennità di Tutti i santi

Ascolta l'audio

Barbieri a Conte: «Le chiusure indiscriminate affossano l’economia»

 Barbieri sindaco piacenza

“Signor presidente del Consiglio, nella mia qualità di sindaco di Piacenza, ritengo doveroso evidenziarle la grave situazione in cui versano i gestori di palestre, scuole di danza e impianti sportivi in genere». Inizia così la lettera che il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha inviato al premier Giuseppe Conte, per evidenziare i problemi dei più recenti decreti relativi alla pandemia. «In un recente confronto avuto dalla scrivente con una delegazione di titolari delle sopra indicate attività, è infatti emerso chiaramente che la maggior parte di loro non beneficerà (come non ha potuto beneficiare nei mesi precedenti) di ristori per mancati introiti o di sostegni per il rilancio. Di contro hanno sostenuto costi notevoli per adeguarsi ai protocolli, le cui misure sono però state travolte dal Dpcm 24 ottobre”.
“Vorrei far presente – prosegue Barbieri nella missiva - che le attività legate alle palestre e ai centri sportivi in generale, rivestono un ruolo fondamentale non solo per il benessere fisico ma anche per la funzione sociale ed educativa da sempre riconosciuta all’attività sportiva. Partendo dal principio condiviso che chi non è in regola e non osserva le prescrizioni deve essere passibile di chiusura, è emerso chiaramente come in realtà sul nostro territorio molti gestori stavano svolgendo l’attività in piena sicurezza al punto da aver superato i più stretti controlli dei Nas. Non da meno è grave la situazione in cui versano altre attività (bar, ristoranti, teatri ecc), che si sono in questi mesi adattati ai rigidi protocolli di sicurezza e sanitari con sforzi economici importanti, e che ora vedono irrimediabilmente compromesso il loro lavoro”.
“Quello che voglio evidenziarle è che le chiusure non possono essere indiscriminate, ma mirate ed orientate là dove vi sono aggregazioni e dove non si è in grado di assicurare i dovuti controlli finalizzati ad accertare il rispetto dei protocolli. In caso contrario la chiusura è solo un modo per affossare l’economia di un territorio senza produrre alcun beneficio per la tutela della salute. Chiedo quindi la giusta attenzione per i settori colpiti con le prescrizioni del Dpcm 24 ottobre e per tutte le attività che, a vario titolo, subiscono restrizioni a causa dei provvedimenti conseguenti al Covid – 19, affinché sia loro riconosciuto il giusto e doveroso sostegno economico che dovrà essere immediato ed efficace per garantire il proseguo della loro attività. Il fattore tempo è determinante non solo per sconfiggere il virus ma anche per la tenuta del sistema economico”.

Pubblicato il 3 novembre 2020

Ascolta l'audio   

Glucagone in versione spray per gli alunni diabetici, avviato l’iter

 diabete controlli

Da un’iniezione intramuscolo a uno spray, più semplice da somministrare e da conservare. Anche di questo si è parlato nel corso dell’incontro (in modalità online) tra l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, e una rappresentanza di Fe.D.ER ODV, Federazione Diabete Emilia-Romagna ODV, con la presidente Lidia Stara. Somministrare ai bambini medicine necessarie alle cure durante l’orario scolastico - e a maggior ragione i farmaci salvavita - è previsto dalla legge, anche se purtroppo spesso costituisce un problema. Nel corso dell’incontro con Fe.D.ER ODV, infatti, è emerso come, per quanto riguarda il diabete in età pediatrica, dopo il lockdown si siano verificate alcune difficoltà legate al rientro a scuola, in particolare nella formazione del personale scolastico. Una delle problematiche più complesse da superare riguarda la somministrazione del Glucagone, il farmaco salvavita necessario in caso di ipoglicemia grave. Finora l’unico disponibile era un farmaco da iniettare intramuscolo, che peraltro dev’essere conservato in frigorifero. Da pochissimo però è disponibile il Glucagone spray, molto più semplice da somministrare e che non necessita di frigorifero. Si tratta però di un farmaco non ancora disponibile a carico del Servizio sanitario. F
e.D.ER ODV ha chiesto pertanto che la Regione si attivi per renderlo disponibile nelle scuole dell’Emilia-Romagna (dove ci sono alunni con diabete). Questo aiuterebbe sia a superare la paura delle famiglie che le resistenze del personale scolastico nella somministrazione. “Siamo disponibili a valutare con molta attenzione le notevoli prospettive di miglioramento che potrebbe aprire questo farmaco- ha sottolineato l’assessore-. Naturalmente dovremo compiere tutta una serie di passaggi per dare una risposta a questa richiesta. Come Regione, comunque, accogliamo e condividiamo pienamente la necessità di definire specifiche indicazioni per il trattamento in emergenza delle crisi ipoglicemiche gravi nei bambini e nei ragazzi con il diabete nei contesti extra-familiari, nell’ambito dei percorsi già declinati e operativi sulla somministrazione di farmaci a scuola”. “È nostra piena intenzione - conclude Donini - fare tutto il possibile per migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi che soffrono di questa patologia”.

Pubblicato il 3 novembre 2020

Ascolta l'audio   

Cadeo, misure anti covid alla Scuola dell'Infanzia

scuola infanzia cadeo 

 

“La progettazione dei lavori di ampliamento di due aule didattiche è stata avviata ma abbiamo anche voluto investire tempestivamente sugli spazi già presenti per renderli ancora più accoglienti in questo tempo segnato dalle tante disposizioni anti Covid”. Così il primo cittadino di Cadeo, Marco Bricconi presenta i nuovi arredi interni ed esterni della scuola dell’Infanzia “Barbattini” di Roveleto. “Attenersi ai protocolli è doveroso – prosegue Bricconi – ma altrettanto doveroso è far vivere con serenità ai piccoli le giornate all’asilo che ora trascorrono con modalità nuove e in piccoli gruppi. Per questo abbiamo destinato parte del contributo Covid ricevuto per la messa in sicurezza degli edifici scolastici per introdurre nuovi arredi funzionali alle misure anti-contagio”.
“Abbiamo introdotto arredi che hanno anche funzione pedagogica – prosegue la vicesindaca Marica Toma – nel salone centrale della scuola sono stati ricavati più spazi destinati ad accogliere i diversi gruppi attraverso l’introduzione di distanziatori a forma di onde che danno l’idea di essere immersi in un grande gioco”. Anche il dormitorio ha subito modifiche: “Ora grazie a delle tende abbiamo creato due nuovi spazi ricavati dall’area mensa in modo che l’area della nanna non sia un ambiente unico e quindi potenzialmente più a rischio contagio”.
Anche il giardino esterno è stato protagonista di restyling: “Abbiamo collocato delle simpatiche staccionate divisorie che permettono ai gruppetti di bambini di vivere il più possibile attività all’aperto, proprio come le nuove linee guida raccomandano, meteo permettendo”, ricorda Toma.
“Siamo soddisfatti del servizio educativo offerto, reso possibile grazie al prezioso lavoro del corpo docenti dedicato ai piccoli in età prescolare– conclude Bricconi –. Ora siamo impegnati sul fronte della prima infanzia: la società Ad Personam, che guida il nido di Aemilia e che in questi anni ha prestato servizio sul nostro territorio, a gennaio 2021 chiuderà i suoi servizi. Siamo stati informati dei contatti presi da Ad Personam con un’altra realtà educativa privata, che pare interessata a rilevare l’attività. Questo passaggio di consegne andrebbe a minimizzare il disagio per le famiglie i cui figli sono attualmente iscritti al nido”.

Pubblicato il 3 novembre 2020

Ascolta l'audio   

Un bando per aiutare le imprese a promuovere i vini fuori dall’Europa

vini 

Lambrusco, Pignoletto, Sangiovese, Albana, Bonarda e Gutturnio, solo per citare alcune delle più note etichette made in Emilia-Romagna, alla conquista dei mercati extracomunitari. Proprio per promuovere i vini regionali di qualità nei Paesi terzi, la Giunta regionale ha approvato un bando con una dotazione di oltre sei milioni di euro indirizzato alle imprese vitivinicole del territorio. Rivolto a imprese singole o associate, il bando rientra nell’ambito del programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo per la campagna 2020-2021 e finanzia con contributi che arrivano fino al 60% i progetti per favorire la conoscenza e la penetrazione commerciale sui mercati dei Paesi al di fuori dell’Unione europea delle più famose bottiglie che escono dalle cantine dell’Emilia-Romagna a marchio Docg, Doc o Igt. Le domande di aiuto vanno presentate entro il 30 novembre prossimo.
“In Emilia-Romagna- commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- il settore vitivinicolo è molto importante sotto il profilo economico. I numeri della vendemmia 2020, elaborati proprio in questi giorni da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, ci dicono che dalle colline piacentine a Rimini la raccolta è aumentata del 10%. Un dato estremamente significativo che ci racconta di un settore in crescita: siamo la terza regione italiana per volume di produzione”. “Come Regione- prosegue l’assessore- offriamo supporto e finanziamenti alle imprese non solo per gli investimenti, ma anche per la promozione, sia sui mercati europei che nei Paesi extra Ue, che stanno dimostrando di gradire molto le nostre etichette. Il vino è un importante biglietto da visita del made in Emilia-Romagna nel mondo. I nostri principali mercati di riferimento sono Usa, Russia, Cina e Giappone- chiude Mammi-, dobbiamo continuare a investire sulla promozione, soprattutto nei mercati emergenti, perché attraverso il vino possiamo aprire grandi opportunità per altri comparti dell’agroalimentare”.
Oltre all’aumento della percentuale di aiuti dal 50 al 60%, l’altra grande novità del nuovo bando è la possibilità di finanziare progetti multiregionali, cioè che vedono insieme imprese di diverse regioni, a partire da un minino di due partecipanti. A questi progetti sarà destinata una quota di 250mila euro del budget complessivo. Ogni impresa partecipante al bando può presentare fino a due progetti distinti di promozione, purché si riferiscano a Paesi diversi. L’importo minimo dell’aiuto finanziario pubblico è fissato in 50mila euro per ciascun Paese interessato, importo che sale a 100mila euro se invece il progetto riguarda un solo Paese.
Per ciascuna impresa partecipante è stato fissato anche un quantitativo minino di vino imbottigliato/confezionato, che deve essere superiore ai 50 ettolitri. I progetti possono essere presentati entro la scadenza del 30 novembre tramite posta elettronica certificata al seguente indirizzo: . In alternativa vanno consegnati a mano esclusivamente tramite corriere espresso o a mezzo raccomandata al seguente indirizzo: Regione Emilia-Romagna - Direzione Generale Agricoltura, caccia e pesca - Servizio Innovazione, qualità, promozione e internazionalizzazione del sistema agroalimentare. Viale della Fiera 8 - 40127 Bologna.

Pubblicato il 3 nobembre 2020

Ascolta l'audio   

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente