“Invasioni Natalizie” delle vie del paese da parte degli alunni della Scuola dell’Infanzia. E’ accaduto a Roveleto grazie all’iniziativa organizzata dalla scuola dell’infanzia “Barbattini”: i piccoli guidati dalle loro insegnanti hanno festosamente invaso il Municipio per presentare i doni da loro preparati da consegnare a tutti i commercianti del territorio comunale. Ad accoglierli la sindaca Marica Toma e l’assessore alla cultura Davide Pappalardo.
“I bambini guidati dalle loro insegnanti hanno realizzato 90 ghirlande da donare ai commercianti – spiega l’assessore Pappalardo - che i bambini hanno iniziato a distribuire accompagnati anche da noi amministratori. Il loro vociare festoso nelle vie del centro, le espressioni emozionate dei negozianti, davvero un bel modo per fare festa insieme”. Ora sulle porte di diversi negozi sono già state appese le ghirlande, la cui consegna da parte dei bambini sta proseguendo in questi giorni. “Questo è splendido, semplice e concreto modo per fare comunità – sottolinea la sindaca Toma -. Un modo per portare la vera atmosfera del Natale, del dono gratuito, della condivisione e della gioia. Ringrazio l’Istituto Comprensivo e le insegnanti per la splendida iniziativa e per l’allegria che i bambini hanno portato e porteranno in paese”.
Il 16 dicembre si è tenuta la messa per i malati ematologici nella basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza presieduta dal vescovo mons. Adriano Cevolotto.
Chi è a diretto contatto con la malattia - sintetizziamo le parole del Vescovo nell'omelia - sa che cosa significhi attendere e sperare perché ha fatto esperienza della precarietà. Tutto il nostro vissuto ci invita ad aprirci, secondo il cammino dell'Avvento, a metterci in relazione con il Mistero.
La promessa di Dio - ha aggiunto - ci aiuta a non rassegnarci perché Lui è fedele. Nella vita può accadere di sentirci abbandonati e di pensare di non farcela. Gesù stesso sulla Croce ha pregato il Padre con le parole del salmo 21: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” . Nell'uomo, in una situazione di malattia, scatta una domanda: “Cosa ho fatto di male? Non me lo merito”. Sembra che tutti, perfino Dio, ci abbiano abbandonato. Dio però non è lontano, si fa vicino a ogni nostra situazione per donarci innanzitutto la speranza. Ci è chiesto il coraggio di alzare lo sguardo e metetrsi in ascolto della sua voce.
Al termine della celebrazione i presenti hanno fatto potuto ammirare i presepi artigianali della mostra “Presepando” collocati nella Sala del Duca a fianco della basilica, realizzati dai pazienti del reparto di ematologia dell'ospedale di Piacenza. L’obiettivo dell'iniziativa è raccogliere fondi a scopo benefico a favore dell'APL, associazione piacentina nata nel 1987 per lo studio e la cura delle leucemie e altre malattie del sangue.
Emanuela Strini
Pubblicato il 17 dicembre 2021
Nella foto, il vescovo mons. Cevolotto alla messa per i malati ematologici nella basilica di Santa Maria di Campagna.
Nella casetta di Campagna Amica ai mercatini natalizi di piazza Cavalli di mercoledì 15 dicembre, la cooperativa agricola sociale I Perinelli ha presentato il nuovo nato della sua produzione vitivinicola: lo spumante metodo classico Perbolla. Per i Perinelli erano presenti la responsabile Beatrice Rebecchi con Davide Reggi, il responsabile di Campagna Amica di Coldiretti Valerio Galli, l’assessore al Commercio Stefano Cavalli e il giornalista ed esperto di vini Giorgio Lambri. Il Perbolla, è stato spiegato nel corso della presentazione, nasce da uve Chardonnay e Pinot nero da coltivazione biologica raccolte dai vitigni dell’azienda agricola esposti a ovest, e si è poi affinato sui lieviti per 36 mesi. Tutti i passaggi della produzione - dalla coltivazione dell’uva alla pressatura, dalla fermentazione al remuage, dalla sboccatura fino all’etichettatura – sono state realizzate dai lavoratori e dalle lavoratrici dei Perinelli sotto la guida di un enologo esperto.
«Ci stiamo specializzando in ogni fase della produzione perché la qualità dei nostri prodotti è per noi fondamentale», riferiscono gli operatori de I Perinelli, una cooperativa nata da un progetto di Cascina Clarabella in collaborazione con l’Ausl di Piacenza, che ha l’obiettivo di offrire opportunità di lavoro di qualità a persone con disagio psichico. «Noi siamo una cooperativa sociale ma vogliamo vendere questo vino e gli altri nostri prodotti perché sono buoni e realizzati nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Solo così il nostro lavoro assume per noi un significato compiuto».
Alla cooperativa sociale agricola attualmente lavorano, a tempo indeterminato, sette operatori, una decina di persone in carico all’Ausl o ai Servizi territoriali e diversi tirocinanti.
Oltre al Perbolla, pensato per celebrare momenti conviviali e anche come proposta per un regalo di Natale solidale, I Perinelli produce altri tre vini: i frizzanti da tavola Abota bianco e Abota rosso, il primo da vitigno ortrugo e il secondo barbera e bonarda, e poi l’Amistà, il vino fermo della tradizione, con barbera e bonarda. Presso l’azienda agricola si produce inoltre miele di tiglio, acacia e castiglio (castagno e tiglio) e si svolgono iniziative culturali e conviviali – laboratori didattici, degustazioni in musica, incontri – per promuovere la cultura dell’integrazione e combattere lo stigma sulla malattia mentale.
Per acquistare Perbolla e gli altri prodotti de I Perinelli si può chiamare la cooperativa al numero 345 6261518 o allo 0523 860159 e ritirare i prodotti presso la sede di Pontedellolio oppure richiedere la consegna al proprio domicilio. Chi è di Piacenza trova i vini dei Perinelli anche nella casetta di Campagna Amica (Coldiretti) presente in piazza Cavalli ai mercatini di Natale, e sul banco sul Mercato contadino di piazza Duomo a Piacenza il lunedì e il venerdì.
Confindustria Piacenza aumenta la sua partecipazione nell’ente fieristico di Le Mose. Gli industriali detenevano l’1 per cento di quote di “Piacenza Expo”, ma ora investiranno altri 120mila euro. L’accordo è stato suggellato nella sede dell’associazione il 16 dicembre. “Quello di oggi - ha spiegato il presidente Francesco Rolleri – è un momento importante, partecipiamo all’aumento di capitale proposto dall’ente fiere. Lo sforzo economico di 120mila euro è importante e adeguato alla situazione. Volevamo dare un segnale forte di vicinanza all’attuale gestione, per volare alto e migliorare nell’attività quotidiana”.
“Un grazie enorme al presidente Rolleri e a Confindustria – ha detto l’amministratore unico di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli – perché hanno intuito e capito e immediatamente appoggiato il nostro piano industriale. Piacenza Expo è una portaerei economica, può dare un grande sviluppo alla città, si pensi agli oltre 100mila visitatori arrivati per le fiere organizzate nella seconda parte del 2021. Siamo tra le fiere di nicchia in Italia, rappresentiamo una realtà medio-piccola, ma per la nostra ubicazione e la struttura abbiamo una grande capacità di adattamento e di richiamo per espositori e visitatori”. Piacenza Expo sta affrontando altre trattative per l’ingresso di nuovi soci e per un maggiore impegno di quelli già presenti nella compagine societaria. L’obiettivo è ottenere 2,5 milioni di euro per effettuare importanti investimenti sulla struttura.
“Siamo convinti che gli oggetti abbiano diritto ad una seconda chance. Per questo il progetto si chiama «C’ero due volte», l’idea è di risvegliare le coscienze sull’utilizzo degli oggetti che buttiamo via”. Così Rosita Folli di “Des Tacum” ha presentato l’iniziativa, selezionata dal bando “AmbientAzioni” di Iren”.
Gli oggetti scartati avranno una seconda vita: verranno recuperati (attraverso azioni di riparazione o rigenerazione creativa) e rimessi in circolazione, anche con valenza sociale, grazie al lavoro di persone svantaggiate che, attraverso percorsi formativi, troveranno una prospettiva di green job. La cultura del riuso, veicolata dagli spot pubblicitari realizzati dagli studenti, potrà raggiungere i più giovani e le famiglie, inoltre verrà creato un network con realtà analoghe in Italia e non solo. L’obiettivo è di promuovere il riuso, riducendo così il quantitativo di rifiuti prodotti: questo avverrà sia attraverso iniziative di promozione nelle scuole, sia attraverso il coinvolgimento di soggetti svantaggiati che daranno una nuova vita a oggetti dimenticati, messi poi in vendita a prezzi calmierati. Il progetto “C’ero due volte” si avvale di una struttura già oggi esistente – il magazzino di Des Tacum in via Croce Rossa a Piacenza – che raccoglie oggetti usati in buono stato.
“L’opzione migliore – ha ribadito Folli - è quella della riduzione dei rifiuti. Dobbiamo riutilizzare gli oggetti. Se proiettassimo i nostri comportamenti su tutti gli abitanti del mondo, ci vorrebbero tre Terre per soddisfarli. Ma ne abbiamo solo una”. “La cultura dell’usa e getta e dell’obsolescenza programmata – ha proseguito - sono recenti. I nostri nonni praticavano la cultura di riuso. Sembra che utilizzare un oggetto appartenuto ad un altro riporti ad un momento di difficoltà e penuria, invece nelle città «smart» è un’attività intelligente”. L’iniziativa coinvolgerà anche gli studenti delle scuole per realizzare degli “istant spot” da diffondere sui social per aumentare l’impatto di questa campagna.
L’obiettivo è creare e allargare una “rete” del riuso a livello locale. “Des Tacum – ha aggiunto Luca Cattanei di Confcooperative - è una nostra associata, che impiega anche lavoratori che hanno avuto difficoltà nella loro vita. Quest’attività aggiunge valore all’impegno per la sostenibilità e al riuso”. Partecipa anche l’associazione “Fabbrica e nuvole” di Bernardo Carli. “Il riciclaggio, noi di Fabbrica e Nuvole, ce l’abbiamo nell’anima, perché recuperiamo i libri da tempo. Presenteremo due attività di formazione all’interno del progetto: una sul riuso di materiali per installazioni con un’artista, l’altra è un laboratorio per bricolage”. “Nelle nostre organizzazioni – ha precisato Chiara De Paoli di Aps Energetica - coltivavamo già queste buone pratiche, abbiamo persone che si dedicano per questi scopi. Partecipiamo al percorso di un anno con gli altri per promuovere una ristrutturazione delle attività legate al riuso. Vogliamo formarci ancora di più”. Per fare un esempio della potenza dell’attività legata al riuso Samuele Bertoncini di Des Tacum ha raccontato che proprio nel giorno della presentazione del progetto, “un ragazzo che lavora con noi, ha ottenuto la casa e attualmente la stiamo riempiendo di oggetti. Da formichine avevamo acculato gli arredi scartati da altri”.
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