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Notizie Varie

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I Maestri della «piccola tinta», laboratorio per tutti

 tintura

Mercoledì 8 dicembre alle ore 16 per il ciclo di incontri “LA MACCHINA DEL TEMPO” nell’ambito delle celebrazioni dei 900 anni della cattedrale, Kronos – Museo della Cattedrale presenta un esclusiva attività laboratoriale per tutte le fasce di età: un workshop tenuto da Tiziana Benzi, esperta restauratrice di tessile antico, che insegnerà a rievocare il passato avvicinandoci  alle erbe tintorie, scoprendole e toccandole con mano, proprio come faceva Ugo Tinctor, in una delle celebri formelle dei paratici.

Attraverseremo il processo per estrarre i principi coloranti e tingere in modo naturale le fibre di lana e seta. Un viaggio che partirà dall’osservazione delle materie prime, alla macinazione delle erbe in mortaio, sino alla preparazione del bagno di tintura con il cavolo rosso, il melograno e il mallo di noce. Un evento rivolto a tutte le generazioni che condividono l’esperienza del presente e la prospettiva del futuro con l’entusiasmo di rievocare l’antico passato artigiano, nel rispetto dell’ecosostenibilità. Il laboratorio prevederà diverse postazioni dove bambini, studenti ed adulti  scopriranno i segreti delle tecniche tintorie utilizzando frutti e erbe naturali.

Infine,  i partecipanti potranno portare con sé i propri filati o tessuti tinti durante l’evento.
Tutti i materiali sono messi a disposizione dal laboratorio di restauro.

Prenotazione obbligatoria:  | 331 4606435
Green Pass obbligatorio dai 12 anni

Partecipazione gratuita
Evento a numero chiuso e con prenotazione obbligatoria.
Obbligatorio il Green Pass per i maggiori di anni 12.
Info e prenotazioni: 3314606435

Pubblicato il 7 dicembre 2021

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Mercato della Terra e brindisi Slow Food

mercato

“Per un 2022 buono, pulito, giusto e sano”: è questo l’augurio che l’Associazione Contadini Resistenti e Slow Food Piacenza fanno a tutti, invitando la cittadinanza a festeggiare con loro durante il prossimo Mercato della Terra, che si terrà domenica 5 dicembre a Spazio4.0 di via Manzoni 21, dalle 9 alle 13.
Durante la mattinata si potrà festeggiare con i Contadini: Slow Food Piacenza offrirà infatti un brindisi di auguri, allietato dalla musica dal vivo di Erica Opizzi e Antonio Amodeo.
E come tutte le domeniche dedicate al Mercato della Terra, si potrà fare una spesa sana e genuina, acquistando direttamente dai produttori, allevatori e trasformatori delle nostre valli: dietro ai banchi ci saranno infatti le piccole aziende che praticano agricoltura sostenibile, biologica e naturale nel piacentino, felici di presentare i propri prodotti realizzati con metodi naturali e biologici, a km 0.
Si troveranno come sempre tantissimi prodotti diversi: dai più invernali polenta e cotechino, a frutta, verdura, formaggi di capra e vaccini, prodotti da forno, salumi, yogurt, marmellate, uova, confetture, legumi, farine, pasta, miele, birra, spezie, erbe aromatiche, carni bovine e di maiale al pascolo, oli, vino, e tanto altro.
Aggiunge Luca Modolo, dell’Azienda Agricola Biologica Modolo, dove produce miele della Val Nure: “Novità di questa edizione, sarà possibile prenotare i cesti natalizi targati Contadini Resistenti, per regalare bontà prodotte con metodi biologici, naturali, ecosostenibili e rispettosi del benessere animale, e sostenere le piccole aziende piacentine che credono in tutto questo”.

L'ingresso è consentito solo con il Green pass. L’evento è svolto con il supporto di Fondazione Bertuzzi Losi.

 Per info: - 349 1236851, Pagina Fb Contadini Resistenti, profilo Instagram: @contadini_resistenti

Pubblicato il 3 dicembre 2021

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In ricordo di don Angelo Adami

don angelo
Nei giorni scorsi, dopo un lungo periodo si sofferenza, è deceduto all’ospedale di Treviglio don Angelo Adami sacerdote della diocesi di Chiavari ma con radici bobbiesi dove ha frequentato il seminario e vissuto diversi anni del suo ministero.
Nato a Misano di Gera d’Adda in provincia di Bergamo era stato ordinato sacerdote il 14 giugno del 1975 dal card. Giuseppe Siri, Amministratore apostolico nella chiesa cattedrale. 
Per diversi anni ha esercitato il ministero a Trebecco, piccola comunità della Val Tidone che ha saputo rivitalizzare con il suo dinamismo pastorale. Nominato in seguito parroco di Borzonasca, appartenente allora alla diocesi di Bobbio, ha scelto di incardinarsi a Chiavari in seguito alla fusione di Bobbio con Piacenza, quando le parrocchie di Borzonasca, Caregli e Brizzolara divenivano parte della diocesi di Chiavari. 

Il suo legame affettivo con Bobbio e con Piacenza, dove aveva compiuto gli studi teologici, non è mai venuto meno, anche se le distanze e le condizioni di salute aggravatesi negli ultimi anni gli hanno reso difficile il continuare a coltivare rapporti d’amicizia instaurati nel periodo bobbiese.
Oltre alla parrocchia di Borzonasca, che ha servito per lunghi anni, ha svolto il ministero anche a San Lorenzo in Levaggi e per un certo periodo nell’Abbazia di Borzone.
Lo ricordiamo per il suo temperamento aperto, cordiale, immediato, gioviale e per il suo servizio puntuale e appassionato alle comunità via via affidategli, mentre lo affidiamo al Padre della gloria perché gli doni la ricompensa riservata ai servi buoni e fedeli che hanno lavorato con assiduità al servizio del Regno.
Aldo Maggi

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Pubblicato il 30 novembre 2021

Globalizzazione, gli studenti della "Virgilio" di Lugagnano in dialogo con Daloli

progettolugagnano

La Scuola Secondaria di Primo Grado dell'Istituto Comprensivo di Lugagnano ha ospitato nei giorni scorsi  “Dal marketing alla solidarietà”, il Progetto tenuto da Marcello Girone Daloli che, ancora una volta, ha intrattenuto gli studenti di terza media.
Il tema trattato in questo secondo e ultimo incontro è stato "Il fenomeno della globalizzazione economica".

Dopo aver mostrato e commentato le eloquenti immagini dei suoi viaggi-pellegrinaggi sull'Himalaya e in Nepal, il relatore si è rivolto al giovane uditorio raccontando la sua esperienza lavorativa presso una fabbrica di jeans a Bangalore dove, nei panni di responsabile del reparto di manutenzione delle macchine, aveva sperimentato una situazione manageriale inedita e drammatica. La mancanza, infatti, di tutela sindacale, di giorni di ferie, di qualsiasi diritto per i proletarian e i soprusi da parte delle maestranze gli avevano offerto uno scenario immemore del rispetto della dignità umana: “Fondata sulla banale logica della riduzione dei costi di produzione così da vincere la concorrenza, nello stabilimento a Bangalore ho potuto vedere una realtà di sfruttamento che si traduce in un dato: il costo della manodopera nel tessile. In Italia era di $ 15,6 l’ora, in linea con Francia e Stati Uniti, nel nord Europa superava i $ 20 mentre in India, in linea con i paesi dell’area asiatica, era $ 0,57. Il 300% di spread rende impossibile qualsiasi concorrenza”.
Questa esperienza lavorativa, durata cento giorni, è descritta con dovizia di particolari nel suo libro/diario Indian Jeans (pubblicato a scopo benefico), ritratto crudo e convincente di un' “altra” India che, se da un lato convive anacronisticamente con le tradizioni e la religiosità, dall'altro paga un alto prezzo allo sviluppo economico che garantisce benessere a pochi e lavoro-schiavitù a molti.

I rischi della globalizzazione

Partendo da questa sua testimonianza, Marcello Girone ha spiegato come la globalizzazione economica sia garantita dalla mancanza di una regolamentazione internazionale del lavoro e dall'ignoranza-complicità del compratore: “In Occidente la globalizzazione sta facendo tabula rasa delle piccole imprese e ha costretto le medie alla dislocazione produttiva in Paesi economicamente più deboli, l'unico modo per sopravvivere alla spietata concorrenza delle multinazionali. Tale dinamica è stata imbastita dalla propaganda del benessere per l'uomo occidentale che in realtà, acquisendo prodotti realizzati senza regole, a basso costo, contribuisce alla rovina del suo stesso sistema economico, un boomerang che fa leva sulla brama di possedere beni materiali in quantità, sull'idea che più acquistiamo più siamo felici e sull'indifferenza o l'ipocrisia di non voler sapere come sono prodotti. Un sistema fondato sulla logica della costante crescita produttiva e sull'aumento dei consumi ha, di fatto, aumentato le disuguaglianze”. Come affrontare il problema?

Una nuova idea di globalizzazione

Il relatore ha aggiunto che un cambiamento tuttavia è possibile e ha indicato una nuova direzione: “Un antidoto alla dittatura mediatica è tornare a comunicare in modo diretto, a condividere idee e testimonianze che possano offrire spunti di riflessione. Negli ultimi anni ho partecipato a diversi incontri con economisti ed esperti di vari settori che mi hanno dato la possibilità per esempio di addentrarmi nelle dinamiche macroeconomiche. Siamo in molti a domandarci come affrontare questi tempi difficili sul piano economico e ancor prima etico, evolutivo. Sono convinto che si debba cercare di offrire alle nuove generazioni una chance di emancipazione lasciando aperte le porte al cambiamento, riconoscendo la nostra superficialità, cecità, disinformazione o egoismo nell'abbuffata di consumi che non ci hanno reso né più felici né migliori”. Marcello Girone ha proseguito raccontando come nelle scuole abbia riscontrato in molti ragazzi una gran voglia di cambiamento, spesso inibita da un sistema che non consente loro di confrontarsi, offrendo sedativi mediatici per una comunicazione solo virtuale: “Credo che dovremmo sostenere la loro protesta in quanto è dal cambiamento del modo di pensare che scaturirà una società migliore”. L'inversione di rotta deve partire dal consumatore che, come individuo, è il solo ad essere libero di scegliere. Per poter decidere però dev'essere informato: “In Italia, oltre al Web, libero, ma di conseguenza esposto a ogni tipo di manipolazione, esistono tante iniziative culturali presenti su quasi tutto il territorio. Abbiamo il Manuale per un consumo responsabile che si trova in ogni libreria, costa poco, è aggiornato e attendibile. Molte persone stanno mettendo in pratica un cambiamento di rotta in grado, da un lato di garantire la sopravvivenza del sistema sociale fondato sui diritti delle persone e dall'altro di interagire con i paesi del sud del mondo in modo equo, con la formidabile ambizione di fondare l'economia su una globalizzazione culturale, di scambio reciproco di idee e di merci partendo dal piccolo, dal singolo”.

Per iniziare a mettere in pratica il cambiamento il relatore ha proposto di partire dal controllo degli sprechi e da acquisti ponderati e, concludendo il suo intervento, ha suggerito: “Il primo contributo è banalmente l'attenzione ai quotidiani comportamenti nella vita domestica che può diventare un'azione creativa, mossa da scelte consapevoli, in grado di plasmare la materia, rigenerare la psiche e avvicinarci a una migliore conoscenza di noi stessi”.

Il Progetto “Dal marketing alla solidarietà” ha trovato pieno consenso tra i ragazzi che, grazie alla testimonianza puntuale e incisiva di Marcello Girone Daloli, alla sua preparazione e alla sua forza comunicativa, hanno potuto conoscere, apprendere e riflettere su nuove e inaspettate realtà esistenziali. Una grande e preziosa opportunità per la loro crescita personale.

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Nelle foto: in alto, i responsabili del progetto "Dal marketing alla solidarietà" con il relatore; sopra, un momento dell'incontro svoltosi il 26 novembre nella scuola media Virgilio di Lugagnano.

Pubblicato il 30 novembre 2021

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Castel San Giovanni, Massimo Piepoli è il nuovo responsabile di Cardiologia

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Massimo Piepolida oggi è ilnuovo responsabile della Cardiologiadell’ospedale di Castel San Giovanni.
L’incarico è stato ufficializzato  nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Ausl di Piacenza
Luca Baldino. “Il dottor Piepoli – ha evidenziato – ha unagrande visibilità internazionalee unacapacità scientifica di alto livello. È direttore della più importante rivista di prevenzione cardiologica europea, è autore di centinaia di lavori e abilitato all’insegnamento accademico. Qui potrà affiancare a queste competenze la conduzione di un reparto. Questo incarico va nella direzione dipotenziare l’attività di Castel San Giovanni, come già abbiamo fatto con la scelta di definire un’ulteriore vocazione per questo presidio, identificato comel’ospedale delle donne. La Cardiologia si colloca bene in questo percorso: ovviamente, i pazienti non sono solo quelli femminili, ma è un ambito dove potremo proprio sperimentare anche un approccio di genere”.


Al benvenuto del direttore generale Baldino si è subito aggiunto quello delsindacodi Castel San GiovanniLucia Fontana: “Non posso che esprimere grande soddisfazione per questo incarico. Il dottor Piepoli ha un profilo professionale di altissimo livello che permetterà a questo reparto, che aveva già raggiunto un grado di eccellenza con la dottoressa Daniela Aschieri prima e poi con Lucia Torretta come facente funzioni in questi mesi, di proseguire in una direzione di crescita. Per il nostro presidio è un momento illuminante: l’ospedale di Castel San Giovanni è sempre stato un riferimento non solo per la Val Tidone ma anche per l’Oltrepò pavese. Figure come quella di Piepoli non possono che potenziare ancora il progetto che si è intrapreso: il nostro presidio guarda al futuro in un contesto di rete, che offre diversi punti di eccellenza”. 

Il direttore generale ha infatti annunciato che l’Azienda Usl di Piacenza ha avviato la richiesta alla Regione per ottenere che la Cardiologia do Castel San Giovanni diventi unastruttura complessainvece della semplice dipartimentale attualmente esistente.
“È un onore per me lavorare qui – ha evidenziato il dottorPiepoli– dove ho trovato subito un gruppo di colleghi molto motivato. Questo è un reparto di eccellenza della sanità piacentina, dove già oggi la capacità diagnostica per esami non invasivi è di ottimo livello. Lavoreremo insieme per potenziare ancora la capacità di screening e l’attività di prevenzione primaria e secondaria e per crescere, dal punto di vista culturale, di progetti, di pubblicazioni, di contatti con le università. Negli ultimi anni la mia esperienza professionale si è caratterizzata in particolare per l’attività di clinica e ricerca scientifica sulloscompenso cardiaco, che metterò a disposizione dell’equipe e che diventerà un ambito di specializzazione, insieme agli altri, per questo reparto. In più, questo sarà l’ospedale più attento ai percorsi per la donna e, in questo senso, centreremo il nostro interesse anche sulle patologie che colpiscono in particolare il genere femminile”.

Pubblicato il 30 novembre 2021

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