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Notizie Varie

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A Gragnano è operativa la nuova «Casa del Dono»

 casa del dono a gragnano

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo”. Con questa frase dell’artista Pablo Picasso, incisa sulla targa dell’edificio posto in piazza Verdi, si è compiuto un altro passo avanti del progetto voluto dall’Amministrazione di Gragnano sul valore del “dono”. Insieme ai bambini delle elementari, agli anziani ospiti del centro diurno, a Umberto Morelli (presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori) e a don Andrea Campisi, parroco di Gragnano, si è scoperta la targa della “Casa del Dono”, il luogo in cui vengono conservati i prodotti alimentari che l’Mcl e l'Amministrazione Comunale provvedono a distribuire alle famiglie in difficoltà non solo gragnanesi ma anche residenti in comuni limitrofi.

La stessa sede del dono è frutto di una donazione della parrocchia di San Michele Arcangelo al Comune che ha provveduto nel tempo alla ristrutturazione di tutti gli edifici, realizzando tra l'altro l'attuale Centro Diurno. Quest'anno il valore del dono è al centro di un vasto progetto educativo   che coinvolge le scuole ma anche tutta la comunità, come è accaduto con l'iniziativa delle scatole di Natale. Dono significa gratuità, relazione, scambi reciproci come quelli che stanno avvenendo tra i bambini della quarta elementare e gli anziani ospiti del centro che nell’occasione, dopo tanti incontri online, si sono potuti vedere fisicamente.

“È di questa reciprocità generativa di benefici effetti sia sulla tenuta del tessuto sociale che sul sistema economico che l’Amministrazione - spiega il sindaco Patrizia Calza con i consiglieri Matteo Provini e Andrea Capellini - investire per una crescita comunitaria che non lasci indietro nessuno”. “Per questo vogliamo creare le occasioni perché i nostri ragazzi conoscano i luoghi e le iniziative dove la generosità si esprime, perché le cattive notizie non oscurino il bello e buono che pure esistono nella comunità e che spesso purtroppo rimangono ignorate. Ringraziamo le insegnanti della scuola e le operatrici dei servizi sociali comunali per l’impegno profuso in questa direzione”.

casa del dono gragnnao 2022

Nelle foto, alcuni momenti dell'inaugurazione della "Casa del dono" a Gragnano.

Pubblicato il 3 febbraio 2022

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Due settimane di vacanza e socialità per gli anziani gragnanesi

Gragnano anziani

Sono stati baciati dal sole e dal bel tempo gli anziani gragnanesi che hanno partecipato al soggiorno invernale a Varazze, organizzato dai servizi sociali del comune di Gragnano. Da 10 al 24 gennaio mentre nel Piacentino imperversavano nebbia e freddo intenso, il gruppo di gragnanesi ha potuto godere di due intere settimane e tempo magnifico fatto di giornate soleggiate e temperature quasi primaverili. Inizialmente iscritti in 17, in realtà gli anziani sono partiti in otto a causa delle rinunce intervenute da parte di chi si preoccupava per gli effetti della pandemia. Con i biglietti di augurio di buone vacanze preparati dai nostri ragazzi sono partiti fiduciosi, salutati dal personale del Servizio Sociale e dall'assessore Marco Caviati.

“Con la responsabile dei servizi sociali, dottoressa Luisa Zioni, ci siamo domandati se riattivare il servizio dopo la pausa dello scorso anno. Sui timori ha infine prevalso la fiducia”, commentano soddisfatti la sindaco Patrizia Calza e l'assessore ai servizi sociali Marco Caviati.
“Gli anziani, tutti alla terza dose, manifestavano l'esigenza di vivere ancora l'esperienza del soggiorno invernale non solo per motivi di salute ma anche per gli aspetti legati alla socializzazione. Siamo felici di non aver rinunciato all'organizzazione”. Come è noto il comune organizza da anni, per gli over 65, soggiorni marini invernali ed estivi condividendo con gli anziani le località di destinazione. I partecipanti usufruiscono del trasporto gratuito e di prezzi di soggiorno calmierati grazie all'intervento del Comune.
“A causa della chiusura dell'albergo che per tanti anni li ha ospitati, quest'anno la scelta è ricaduta su un'altra struttura ricettiva. Il giudizio dei villeggianti su cucina, personale e servizio alberghiero, è stato davvero lusinghiero. Un buon viatico per ripetere l'esperienza il prossimo anno”, concludono gli amministratori.

Pubblicato il 2 febbraio 2022

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A Piacenza oltre seimila imprese femminili

comitato imprenditoria femminile piacenza

Le imprenditrici del Comitato per la Promozione dell'Imprenditorialità Femminile con la presidente Nicoletta Corvi (quarta da sinistra) e il presidente della Camera di Commercio Filippo Cella.

Il Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile della Camera di commercio, pur nella situazione transitoria e di incertezza che caratterizza, in questo momento storico, il sistema delle Camere di commercio, si è riunito al fine di progettare nuovi interventi a favore delle imprese femminili. Preliminarmente, ha tuttavia ritenuto di soffermarsi su un’analisi dei dati riferiti all’andamento delle imprese femminili nel territorio piacentino, elaborati dall’ufficio Studi e Statistica dell’Ente camerale, in modo da prendere coscienza del quadro che si delinea dopo due anni di emergenza sanitaria.
Alla fine di Settembre 2021 lo stock delle Imprese femminili registrate alla Camera di Commercio di Piacenza è composto da 6.273 imprese e resta sostanzialmente invariato rispetto al dato di Settembre 2020 (pari a 6.275 unità), facendo segnare una piccola riduzione di 11 unità rispetto allo stock del 2019. La movimentazione anagrafica relativa ai primi nove mesi del 2021 riscontra 253 iscrizioni di nuove imprese a guida femminile, a fronte di 242 denunce di cessazione e il saldo che ne deriva risulta collocato in campo positivo per 11 unità.

Nel 2021 si sono iscritte 237 nuove realtà
Le iscrizioni di nuove imprese hanno registrato una modesta crescita rispetto alle 237 che erano state registrate nello stesso periodo del 2020, ma restano ancora molto al di sotto dei valori rilevati nei periodi precedenti la pandemia, considerato che il numero medio relativo al triennio 2017/2019 era di 291 iscrizioni. L’incidenza delle nuove imprese femminili sul totale delle iscrizioni pervenute al Registro imprese risulta in calo di oltre due punti percentuali rispetto ai dati precedenti la pandemia e si attesta al 24,4%.
Il dato di Piacenza risulta di poco inferiore al dato regionale (24,8%) e distaccato di un punto dal valore medio italiano (25,4%). Nei primi tre trimestri del 2021 non si è riscontrato un aumento delle denunce di cessazione di attività, anzi, il dato evidenzia un calo di 14 unità rispetto allo scorso anno e risulta molto più esiguo del dato medio del triennio 2017/2019, pari a 361 cessazioni. Anche nei contesti territoriali limitrofi le cessazioni risultano molto al di sotto dei valori rilevati nei periodi precedenti la pandemia.

Il commercio resta il settore con più imprenditrici donne

Lo stock complessivo delle Imprese Femminili della provincia di Piacenza non ha subito riduzioni significative rispetto alla consistenza dello scorso anno (-2 unità) e nemmeno rispetto al dato del 2019 (-11 unità), ma vale la pena di mettere a fuoco le dinamiche registrate all’interno dei diversi settori di attività rispetto alla situazione pre-pandemia. Il Commercio si conferma settore prediletto dalle imprenditrici piacentine e in questo comparto si concentrano 1.607 realtà imprenditoriali, corrispondenti al 25,6% del totale. Rispetto al dato di settembre 2019 si registra la perdita di 33 imprese femminili, per lo più riconducibili ad attività di commercio al dettaglio.
Il comparto dell’Agricoltura mantiene il secondo posto per consistenza numerica, con 1.043 imprese agricole guidate da donne, ma accusa un calo di 39 unità rispetto al dato del settembre 2019. La quota di imprese femminili attive nel settore primario a Piacenza resta comunque molto alta e si attesta al 16,6% del totale, distaccandosi nettamente dal dato regionale, fermo al 12,5%, e dal dato nazionale che si attesta al 15,4%.

Lieve calo tra estetiste, parrucchiere, ristorazione 
Nel gruppo delle Altre attività di servizi si osserva la perdita di 21 unità rispetto al dato pre-pandemia, all’interno delle quali almeno 18 sono riconducibili a chiusure di attività di Parrucchiere ed Estetiste avvenute nel corso del 2020. Si registra un piccolo arretramento anche per il settore dei Servizi di Alloggio e Ristorazione, che nel biennio rileva la chiusura di 12 esercizi. Il nucleo delle imprenditrici locali che operano nel settore delle Attività manifatturiere si accresce di 10 unità rispetto al 2019, ma l’incidenza di imprese “rosa” in questo comparto resta la più esigua fra gli ambiti territoriali di confronto e si ferma al 6,5%. Molto più consistenti i dati delle province che siamo soliti monitorare, su tutte Reggio Emilia che svetta con il 12,6% e traina il dato regionale che si colloca all’8,8%, mentre il dato italiano si attesta al 7,3%. Una nota positiva viene dalle Attività professionali, scientifiche e tecniche, che registrano un incremento di 27 unità rispetto al dato del 2019.
Lo stock complessivo delle imprese femminili è composto da 1.346.531 unità, che costituiscono il 22% del sistema economico italiano, mentre l’incidenza media in Emilia Romagna si ferma al 20,9%. La provincia di Pavia riscontra un’incidenza analoga al dato nazionale, seguita dalla provincia di Piacenza, con una quota di “imprese rosa” che si attesta al 21,6%. Seguono le province di Cremona e Parma con quote rispettivamente del 20,5% e del 20,3%, mentre per le province di Reggio Emilia e Lodi si rileva una presenza femminile molto più contenuta, con valori del 18,6 % e del 19,3%.

Le imprenditrici straniere sono il 13% 
La componente delle attività artigianali nell’insieme delle realtà imprenditoriali a guida femminile conta 1.241 unità (corrispondenti ad una quota del 20% delle imprese “rosa”) e al suo interno il nucleo più numeroso è quello afferente le Altre attività di Servizi, con 676 unità. Risulta ancora in crescita il numero delle imprese gestite da imprenditrici di origine straniera e alla fine di Settembre 2021 se ne contano 835 (67 in più rispetto al dato del 2019), corrispondenti al 13% del totale. Per queste imprenditrici i settori di elezione sono: il Commercio (con 196 unità), le Attività di alloggio e ristorazione (con 163 esercizi) e le Altre attività dei Servizi (con 114 unità). Le imprenditrici nate in Cina sono le più numerose, con un totale di 98 titolari di impresa, a seguire poi ci sono le imprenditrici nate in Romania (con 72 soggetti), Albania (61) e Marocco (44).
La stragrande maggioranza delle imprese femminili locali risulta costituita come ditta individuale e sono 4.129 le realtà imprenditoriali aventi questa elementare forma giuridica, corrispondenti ad una quota del 66% del totale. Negli ultimi anni si è registrato un ampliamento della platea delle realtà aziendali costituite nella forma di Società di capitali e questo aggregato di imprese “più strutturate” nell’ultimo biennio si è incrementato di 72 nuove attività, raggiungendo una consistenza di 1.198 imprese (pari ad una quota del 19% del totale). Dinamica calante invece per le Società di persone, che raggruppano 810 imprese (pari al 13% del totale) e registrano la perdita di 43 unità dal settembre 2019. Completano il quadro 104 imprese cooperative e altre 32 unità che risultano sono costituite con altre forme giuridiche.

I progetti del Comitato
Il comitato nel corso del 2021 ha puntato sulla realizzazione di interventi tecnici mirati a sostenere l’imprenditorialità femminile ed a stimolare le imprese verso nuove prospettive. In particolare il Comitato ha aderito e promosso a livello locale, alcuni importanti progetti realizzati da Unioncamere: “Women Exporters Program” un ciclo di webinar gratuiti, destinati a imprenditrici interessate ad affrontare il commercio internazionale e l'e-commerce; il progetto pilota “Donne in attivo – La tua guida all’educazione finanziaria”; il progetto «E-WOMEN LAB» promosso da e-Bay Italia, Dintec e oltre che dai Punti Impresa Digitale e da Si.Camera.
Grande interesse è emerso anche dall’incontro di presentazione del “Fondo regionale per l’imprenditoria femminile e women new deal”, realizzato con la partecipazione di Artigiancredito Emilia-Romagna e dal progetto “Un Disegno di Impresa" strutturato in diversi percorsi formativi concernenti la Comunicazione digitale, le Strategie e gli strumenti digitali, la Leadership Communication, l’individuazione di un Brand di valore e la Smart leadership.
“L’impegno del Comitato – sottolinea la Presidente Nicoletta Corvi – è quello di trasferire alle imprenditrici, alle lavoratrici autonome e alle professioniste, le tecniche e gli strumenti concreti per affrontare, in chiave positiva e con nuove idee progettuali, la nuova sfida derivata dall'emergenza sanitaria, riconoscendo il nuovo equilibrio attraverso i propri talenti, valori e passioni, al fine di raggiungere così nuovi traguardi sia personali che professionali”. Concretezza, potenziamento e innovazione sono quindi le parole chiave che spingono il Comitato anche nel corso del 2022, a realizzare un nuovo progetto a favore delle imprese femminili.

Pubblicato il 2 febbraio 2022

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Assistenza agli studenti con disabilità, 564mila euro ai Comuni piacentini

 Studenti disabili

Via libera dalla Regione al riparto sul territorio delle risorse del fondo statale straordinario destinato agli studenti con disabilità delle scuole secondarie di secondo grado (superiori). All’Emilia-Romagna sono attribuiti oltre 9 milioni di euro, che la Regione destina ai Comuni e alle Unioni di Comuni per garantire i servizi di trasporto e le funzioni di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale ai ragazzi e alle ragazze con disabilità fisiche e sensoriali. Per Piacenza si tratta di 564mila euro da distribuire tra gli enti locali.

Un supporto importante per sostenere i Comuni nell’attivare i servizi a favore degli alunni con disabilità, che si aggiungono a quelli resi disponibili dalle istituzioni scolastiche, e consistono in personale per l’assistenza educativa, per l’autonomia e la comunicazione dei ragazzi e delle ragazze, ma anche servizi di qualificazione scolastica e supporto all’istruzione in orario scolastico, oltre che il trasporto casa scuola, la fornitura di ausili per l’integrazione e ulteriori servizi extrascolastici. Le risorse nazionali, che per il 2021 ammontano a 100 milioni di euro, sono state ripartite tra le Regioni sulla base del numero degli alunni con disabilità, e all’Emilia-Romagna sono stati assegnati 9 milioni e 317 mila euro. Nella nostra regione sono 6.259 gli studenti disabili delle scuole secondarie di secondo grado nell’anno scolastico 2020/2021.

Pubblicato il 2 febbraio 2022

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Al via il progetto «Exit» per adolescenti a rischio di ritiro sociale

exit1

Si chiama "Exit" il progetto di Contrasto alla povertà minorile, educativa, relazionale e a contrasto del fenomeno del ritiro sociale di preadolescenti e adolescenti. Progetto che il Comune di Piacenza ha affidato all' Associazione La Ricerca e Cooperativa sociale L’Arco, da realizzarsi entro 31 ottobre 2022, con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare la comunità e strutturare attività specifiche - integrate con la rete dei servizi - per ragazze e ragazzi a rischio o già in situazione di ritiro sociale e le loro famiglie.
La diffusione del Covid-19 e le misure adottate per il contenimento hanno fortemente modificato gli equilibri di tutti. Tra questi sicuramente gli adolescenti, che si sono trovati a vivere condizioni di vita nuove e inaspettate, con un impatto a livello fisico, psicologico, emotivo e sugli apprendimenti.
Seppur negli ultimi anni l'avvento delle tecnologie digitali e della possibilità di comunicare a distanza abbia cambiato il nostro concetto di socialità, soprattutto nelle nuove generazioni, riducendo in parte le occasioni di stare insieme e relazionarsi con l’altro, tuttavia il bisogno di socialità rimane ancora evidente: rimane ancora vivo e forte il desiderio di vedersi, di trovarsi, di comunicare. Va quindi fatta una riflessione puntuale sugli ambiti di maggiore sofferenza che riguardano i minori, per progettare azioni specifiche e capillari a favore di preadolescenti ed adolescenti in situazione di difficoltà, emarginazione, povertà educativa e di ritiro sociale che abbandonano precocemente la scuola.
In questo contesto il fenomeno del ritiro sociale si configura come una manifestazione multifattoriale prodotta dall’interazione di molteplici variabili. Poiché gli individui non nascono con la tendenza all’autoreclusione, è necessario individuare e analizzare i fattori di rischio che possono facilitare l’insorgenza di tale malessere.

Una condivisione tra servizi, famiglie, operatori
Società, famiglia e scuola giocano un ruolo fondamentale poiché costituiscono le principali agenzie educative deputate alla formazione globale dell’individuo. Negli ultimi anni la società è diventata esigente nei confronti delle nuove generazioni, pretendendo da essi risultati ottimali nell’arco di breve tempo, in qualsiasi ambito, ignorando spesso l’appagamento dei propri bisogni personali, comportando degli squilibri psico-socio-emotivi. Questo può causare, soprattutto in soggetti più fragili e con bassa autostima un sentimento di frustrazione dato dalle troppe richieste sociali, costituendo uno stato di confusione e di incapacità nel gestire le emozioni negative che ne derivano. L’unica soluzione che questi adolescenti intravedono per la propria sopravvivenza diventa l’autoreclusione, perché convinti di non aver nessun tipo di capacità per affrontare le avversità del mondo esterno come, ad esempio, la scelta della scuola secondaria, la scelta dell’università o del mondo del lavoro.
Il progetto Exit intende promuovere una condivisione del problema tra servizi, agenzie educative, operatori, famiglie e cittadini, valorizzare le risorse presenti - in termini di progettualità in corso, realtà già operanti sul territorio, risorse umane professionali e volontarie, spazi - per costruire insieme percorsi di inclusione di adolescenti e famiglie nella comunità di appartenenza, predisporre una ricognizione territoriale sul fenomeno del ritiro sociale e offrire interventi qualificati a ragazzi e famiglie in situazione di isolamento e ritiro sociale.

Due i percorsi
Le attività proposte si declinano secondo due traiettorie: il coinvolgimento e la sensibilizzazione della comunità e la strutturazione di attività specifiche, integrate con la rete dei servizi, per ragazzi a rischio e già in situazione di ritiro e le loro famiglie.
Come prima iniziativa, si colloca quella del World Cafè del 3 febbraio, un incontro condotto con la supervisione scientifica e il supporto dei ricercatori di “CODICI Ricerca e intervento”, per avviare un percorso di ricognizione condiviso sul fenomeno, coinvolgendo le filiere organizzative dei servizi territoriali operanti in almeno tre ambiti: servizi scolastici, servizi socio-sanitari, servizi del tempo libero. Un metodo semplice ed efficace per dare vita a conversazioni informali e costruttive su questioni e temi che, come questo, riguardano la vita della nostra comunità. Un modo per focalizzare il tema, ascoltare la percezione del fenomeno degli operatori dei diversi settori e dare maggiori dettagli sul progetto, ponendo le basi la definizione di una rete che convida buone prassi e protocolli di intervento.


Le azioni previste
AZIONE 1
Per i genitori
Parent training/parent coaching
Consulenza pedagogica su problematiche specifiche: contrasto alla dispersione scolastica Consulenza pedagogica su problematiche specifiche: uso delle tecnologie digitali
Per genitori di ragazzi già in situazione di isolamento o ritiro sociale
Percorsi di consulenza psico-educativa
AZIONE 2
Per i giovani
Moduli di empowerment
Training abilità sociali
Uso consapevole delle tecnologie
Borsa del tempo libero e attività coprogettate dai ragazzi Educativa domiciliare
Per ragazzi già in situazione di isolamento o ritiro sociale
Colloqui individuali, anche in forma domiciliare, e laboratori creativi
AZIONE 3
Per famiglie, genitori, giovani
Percorsi di consulenza pedadogica, psicologica e mediazione del conflitto familiare per il singolo, la famiglia e la coppia genitoriale
Per genitori di ragazzi già in situazione di isolamento o ritiro sociale
Gruppi psico-educativi


Formazione
Per famiglie, insegnanti, educatori, operatori sociali e sanitari, docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, psicologi degli sportelli scolastici di scuola secondaria di primo e secondo grado, genitori rappresentati di istituto, medici di base, pediatri
Conferenze
Percorso formativo e definizione di un protocollo di intervento Presa in carico integrata di situazioni di ritiro sociale


Formazione tematica
Per educatori
Formazione sul tema dell’ educativa domiciliare
Per genitori
Formazione sul tema dell’uso delle tecnologie digitali
Per genitori e docenti
Formazione sul tema della dispersione scolastica

Pubblicato il 1°febbraio 2022

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