Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Carcerati: preghiamo per il loro cammino di vita

s.franca1

“Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che sono maltrattati, perché anche voi avete un corpo”. Questa frase della Lettera agli Ebrei cap .13, è stata lo sfondo della veglia di preghiera svoltasi il 23 febbraio, nella chiesa di Santa Franca a Piacenza, preceduta dalla liturgia eucaristica celebrata da don Pier Giovanni Cacchioli, parroco del Corpus Domini, e don Maurizio Noberini, parroco di Santa Franca.

La testimonianza di Policarpo

La liturgia, memoria di San Policarpo, ha permesso a don Pier Giovanni di ricordare il Santo, uno dei primi martiri cristiani, nato intorno al 70 e morto, bruciato vivo, nel 155 o nel 167. Vescovo di Smirne, ora Izmir in Turchia, alcune fonti lo dicono discepolo diretto dell’apostolo Giovanni, fu padre apostolico, insieme a San Ignazio di Antiochia, della chiesa d’oriente.
“La sua testimonianza - ha aggiunto - è un seme fecondo del cristianesimo che ancora oggi ricordiamo. In questa celebrazione vogliamo riconoscere come la storia ci conduce a Dio che manda avanti ogni evento e bisogna cercare di vedere il bene dove c’è, non solo quello da noi misurato”.

Liberaci dal male

Dopo la messa davanti è proseguita l’adorazione: una veglia di preghiera per i carcerati sul tema “Liberaci dal male” che è stata scandita dalla lettura di testi biblici e riflessioni. La Lettera agli Ebrei indica quale sia il modo più vero di fare memoria dei fratelli detenuti.
“Come se foste loro compagni”. Compagni: Cum panis! Espressione antica che deriva dal latino. Si tratta di coloro che mangiano lo stesso pane e che condividono l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lotta, sofferenze, attese, speranze. Il compagno è colui che condivide la stessa sorte, la medesima condizione dell’altro; come se si trovasse nella stessa situazione.

Profonda comunione con i carcerati

Questo atteggiamento di prossimità della lettera agli Ebrei, ha aiutato i presenti a mettersi in profonda comunione con tutti i carcerati, privati della libertà, per concedere loro la grazia di una conversione e la possibilità di un vero reinserimento nella società. L'iniziativa prosegue ogni ultimo mercoledì del mese dalle ore 18.30.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 24 febbraio 2022

Ascolta l'audio

Nel libro della Furlanetto un'inchiesta sul lavoro degli stranieri in Italia

furla

Valentina Furlanetto, giornalista di Radio 24, è stata l’ospite del corso Cives, dove ha presentato il suo ultimo libro “Noi schiavisti, come siamo diventati complici dello sfruttamento di massa”.
Un libro inchiesta sul lavoro di uomini e donne straniere nel nostro paese, che compiono mestieri duri, sottopagati e troppo spesso privi di diritti. L’articolo 1 della nostra costituzione definisce l’Italia una repubblica fondata sul lavoro ed il nostro paese è l’unico in Europa a sancire questo principio, sottolineando quale sia il valore del lavoro per diventare cittadini a pieno titolo ed acquistare un maggior livello di benessere personale.
Purtroppo le necessità di molte imprese che si trovano a competere in un mercato globale, oltreché l’esigenza di usufruire di servizi e merci a basso prezzo da parte dei consumatori hanno creato nuove forme di schiavismo talvolta legalizzate.
Attraverso le storie di spaccapietre cinesi, braccianti macedoni, badanti ucraine, rider africani, allevatori Sikh e bengalesi impiegati nei cantieri navali, la Furlanetto nel suo libro ha raccontato un paese che manda avanti gran parte della sua economia con il lavoro di schiavi e manovalanza in nero. La complicità tra padroni e consumatori è data dall’esigenza di voler spendere sempre meno per poter consumare sempre di più e nessuno può essere assolto da questa responsabilità, né le aziende, né la politica, né i sindacati, né le istituzioni e nemmeno i cittadini consumatori. Le ideologie progressiste e quelle populiste si dissolvono di fronte alle merci sottocosto e alla manodopera sottopagata. I migranti stessi, inseriti in questo ingranaggio, diventano sfruttatori dei connazionali in un meccanismo perverso alla luce del sole che pare non scandalizzare più nessuno.

Stefania Micheli

Pubblicato il 24 febbraio 2022

Ascolta l'audio

I ragazzi di Gragnano: «Mettiamo a confronto il paese di ieri e quello di oggi»

 gragnano

Come sarà stato questo angolo di Gragnano all'inizio del secolo? O come appariva la campagna gragnanese qualche decennio fa? Queste le domande che incuriosivano i ragazzi e le ragazze del Consiglio comunale dei Ragazzi che, in occasione dell'ultimo incontro con il sindaco Patrizia Calza, hanno proposto una nuova iniziativa: la realizzazione di un calendario 2023 che metta a confronto la Gragnano di ieri con quella di oggi. Un’idea che è che è stata accolta immediatamente dalla sindaca che, fin dall'inizio del mandato, insieme agli amministratori, ha cercato di recuperare pezzi di storia locale.

Nel centro culturale che si sta ristrutturando, come è noto, per volontà dell'Amministrazione comunale, troverà sede la casa della Memoria dove collocare documenti, atti, fotografie del paese e dei suoi abitanti dei decenni passati perché non se ne perda la memoria. L'iniziativa dei giovani concittadini va pertanto nella direzione del recupero di tale memoria. I gragnanesi grandi e piccoli sono invitati a far pervenire all'amministrazione comunale foto o cartoline del passato nonché fotografie della Gragnano attuale. Successivamente una giuria gli esperti fotografi locali procederà alla scelta delle foto da utilizzare per la realizzazione del futuro calendario. Quelle che non troveranno spazio in esso verranno comunque messe a disposizione della cittadinanza attraverso un'esposizione affinché possano essere ammirate da tutti gli interessati.
Le migliori foto dei ragazzi verranno premiate dagli esperti. La Proloco avrà un ruolo fondamentale perché provvederà alle operazioni li Stampa del calendario. Il materiale potrà essere inviato al seguente indirizzo:

Chi non potesse provvedere all'invio potrà telefonare al numero 0523-788560. Personale del comune o della Pro Loco provvederà al ritiro. “Confidiamo in una grande partecipazione di pubblico - dichiara Patrizia Calza -, sarebbe un meraviglioso segnale di affetto per la propria comunità”.

Pubblicato il 23 febbraio 2022

Ascolta l'audio

Università Cattolica, 2 milioni di euro per l'agricoltura del futuro

cattolica 

«In occasione del 30° anniversario della sua istituzione la Fondazione Invernizzi ha promosso un intervento straordinario a supporto degli studenti meritevoli e bisognosi che coprirà l’intero percorso di studi» ad annunciarlo è Giuseppe Bertoni, docente emerito dell’Università Cattolica e Vice-Presidente della Fondazione. «Un’iniziativa che si pone nel solco tracciato dai fondatori, interessati a supportare la scienza, anche sostenendo i giovani meritevoli».
Le borse saranno destinate agli studenti delle lauree triennali in Scienze e tecnologie agrarie, in Food production management e in Scienze e tecnologie alimentari del campus di Piacenza e Cremona e agli studenti delle lauree magistrali attive presso il campus di Cremona in Food Processing: innovation and tradition e in Agricultural and Food Economics.

«Siamo molto grati a Fondazione Invernizzi per l’attenzione speciale che riserva al settore agro alimentare» afferma il preside di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica professor Marco Trevisan. «La Fondazione sostiene da tempo le attività di ricerca afferenti al settore lattiero caseario promosse dalla nostra facoltà, attraverso borse per giovani ricercatori e contributi ordinari, a cui si aggiungono quelli straordinari, come il supporto per la creazione della stalla sperimentale universitaria e – nel passato – per attivare un Centro per lo sviluppo dei Paesi poveri. Oggi, con questo nuovo cospicuo investimento, la Fondazione sostiene i nostri studenti lungo tutto il loro percorso: un segnale importante anche perché si colloca in un tempo che impone un’iniezione di fiducia verso le nuove generazioni».

Gli studenti che intendono concorrere all’assegnazione della borsa di studio devono presentare la domanda con relativa documentazione a: Direzione di Sede – Università Cattolica del Sacro Cuore – Via E. Parmense 84 – 29122 Piacenza – email: – entro il 28 febbraio 2022.
Per partecipare al bando, occorre aver conseguito un diploma di scuola secondaria superiore con una votazione non inferiore a 95/100 in caso di iscrizione alla laurea triennale e, in caso di iscrizione alla laurea specialistica, aver conseguito la laurea triennale con una votazione non inferiore a 108/110. Occorre inoltre avere un reddito “equivalente” non superiore a euro 38.000,00.
Per poter beneficiare della borsa anche al secondo anno del corso di laurea gli studenti devono aver acquisito, entro il 31 ottobre 36 CFU riportando una votazione media non inferiore a 26/30.
Per l’anno accademico 2022-2023 il bando sarà pubblicato nel mese di maggio e chiuderà il 15 luglio, in modo da poter assegnare le borse entro fine luglio, prima dell’iscrizione.

Pubblicato il 23 febbraio 2022

Ascolta l'audio

Dal Moto Club della Polizia di Stato, l'abbraccio di solidarietà alla Casa di Iris

 

motoclub

Un contributo di 2000 euro, “preziosissimo sostegno all'attività della Casa di Iris e, idealmente, all'intera comunità piacentina”: così, con grande riconoscenza, il sindaco e presidente della Fondazione “Casa di Iris”, Patrizia Barbieri, ha accolto accanto a Sergio Fuochi, presidente dell'Associazione “Insieme per l’Hospice” E.T.S., la donazione del Moto Club della Polizia di Stato, consegnata in Municipio da Michele Mauro, delegato diPiacenza del sodalizio. Ad accompagnarlo, nell'occasione, i soci Arcangelo Marullo, Antonio Chimenti e Luigi Cimmino.


La raccolta fondi è il frutto delle iniziative di solidarietà organizzate dal Moto Club nel corso del 2021: “Cene e momenti di convivialità – ha spiegato il sostituto commissario
coordinatoreMauro,responsabiledell'Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili della Questura di Piacenza– a cui tutti i partecipanti hanno aderito anche con la consapevolezza e l'orgoglio di condividere un gesto di generosità, aiutando diverse realtà del territorio e, in particolare, l'Hospice di Piacenza”.
Un'attenzione rimarcata con gratitudine dal sindaco Barbieri, nel sottolineare “la sensibilità e il costante impegno sociale dell'associazione. In un periodo difficile come quello che stiamo attraversando da due anni a questa parte, è ancor più importante l'esempio di chi, come il Moto Club della Polizia di Stato, è sempre presente, con spirito di servizio e umanità, quando si tratta di sostenere chi ha bisogno di aiuto”.

L'incontro a Palazzo Mercanti è stato occasione anche per rilanciare la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza al volante, avviata nei mesi scorsi in memoria di Sonia Tosi e Daniele Zanrei, rinnovando congiuntamente l'appello alla responsabilità di chi guida e ricordando, come recitano manifesti e locandine, che anche l'assunzione di una modesta quantità di alcolici può moltiplicare il rischio di un incidente. “Prendersi cura di una comunità – ha evidenziato Patrizia Barbieri – significa non restare mai indifferenti a ciò che accade intorno a noi. In questo senso, dal supporto alla Casa di Iris alla vicinanza nei confronti delle famiglie che hanno perso i loro cari sulla strada, il Moto Club della Polizia di Stato testimonia cosa significhi essere parte attiva e integrante della collettività. Per questo so di dare voce a tanti cittadini nell'esprimere il mio più sincero ringraziamento a Michele Mauro e a ciascuno dei 110 soci del sodalizio”.

Pubblicato il 23 febbraio 2022

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente