“Con la 42esima edizione della Fiera provinciale dell’agricoltura, industria e artigianato torniamo ad animare il nostro territorio comunale dopo due anni di stop forzato. Nuovo periodo, 27, 28 e 29 maggio, e una nuova veste grazie ai numerosi eventi, ma senza tradire tradizioni e punti di forza”, così Marica Toma, sindaca di Cadeo ha presentato la Fiera Provinciale che per la prima volta sarà realizzata nel mese di maggio anziché ad aprile.
“Questa Fiera è il prodotto di un grande lavoro di squadra: Comune, Istituto Comprensivo, Parrocchia, associazioni locali e Coldiretti - prosegue la sindaca Toma -. Grande è l' importanza che diamo al settore agricolo, per questo abbiamo chiesto aiuto a Coldiretti che sarà presente con gli stand di produttori locali e promuoverà laboratori di carattere alimentare per i nostri studenti dell’Istituto Comprensivo di Cadeo”. “Siamo ben felici di aderire - ha sottolineato Roberto Gallizioli, direttore di Coldiretti Piacenza -. È nel nostro DNA: noi oltre che organizzazione sindacale, siamo anche una realtà vicina al territorio con attenzione particolare verso l’alimentazione e l’ambiente. Parteciperemo con i nostri stand “Campagna Amica con circa dieci realtà agricole e realizzeremo laboratori didattici per coinvolgere bambini e ragazzi.
“Domenica in sede di inaugurazione della Fiera conferiremo il premio “Cadeo nel cuore” a tutti i sanitari del territorio che si sono spesi durante la pandemia. Inviteremo i presidenti degli ordini, medici, farmacisti infermieri residenti sul territorio oltre ai volontari”, aggiunge la vicesindaca Donatella Amici. Tra gli eventi confermati nella tre giorni fieristica, le serate gastronomiche realizzate grazie al “gemellaggio” della parrocchia di Roveleto con quella salentina di Santa Cesarea Terme, l’inaugurazione della nuova sede della Polizia Municipale, la consegna ai maggiorenni della Costituzione Italiana in Piazzetta del Pellegrino e l’iniziativa “Passo dopo Passo” di Fiorenzuola in movimento con la camminata di domenica 29.
Nella foto, la presentazione della Fiera a Roveleto di Cadeo.
Un aiuto concreto per ricominciare, riprendendo in mano la propria vita. La Regione Emilia-Romagna rilancia il Reddito di Libertà, la misura rivolta alle donne vittime di violenza che prevede l’erogazione di un assegno mensile fino a 400 euro per un periodo massimo di un anno. E lo fa con un impegno forte: 1,3 milioni di euro per il 2022, stanziamento regionale che integra in modo significativo i 200mila euro stanziati dallo Stato, portando le risorse già disponibili a 1,5 milioni di euro. E sono in arrivo ulteriori finanziamenti. Nelle prossime settimane, infatti, verrà assegnata all’Emilia-Romagna un’ulteriore tranche di risorse statali pari a 667mila euro, che permetterà di superare i 2 milioni di euro. Un plafond tale da dare risposte a una platea importante di donne. Il Reddito di Libertà è una misura nazionale che le Regioni possono decidere di integrare con propri finanziamenti. Da qui la scelta della Regione Emilia-Romagna, a fronte di una pratica, la violenza contro le donne, da contrastare con sempre maggiore efficacia, insieme alle condizioni di isolamento e difficoltà economico-sociale che ne seguono, ulteriormente aggravate durante la pandemia. Istituto nel 2020, il Reddito di Libertà è diventato operativo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, dopo la circolare applicativa dell’Inps, con una prima disponibilità per l’Emilia-Romagna di circa 200 mila euro di risorse nazionali. Un budget limitato che ha permesso di finanziare solo 42 sulle 290 domande presentate nei primi tre mesi dell’anno. Ora, grazie all’impegno aggiuntivo della Regione, tutte le domande verranno accolte e lo stesso si potrà fare anche con eventuali nuove istanze.
Cos'è il reddito di libertà e a chi è rivolto
Accompagnare le donne che hanno subito violenza in un percorso di autonomia per sé, ma anche per i propri figli. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo fondamentale del Reddito di Libertà, un assegno cumulabile con altre misure di sostegno, come il reddito di cittadinanza, che viene erogato dall’Inps, cui la Regione Emilia-Romagna trasferirà già dai prossimi giorni la propria quota di 1,3 milioni di euro. Destinatarie: le donne con figli minori o senza figli, seguite da un Centro antiviolenza ufficialmente riconosciuto e in condizioni di bisogno economico. Per questo, la domanda che le interessate possono fare al proprio Comune di residenza deve essere corredata oltre che da un’attestazione del Centro antiviolenza relativa al percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso, anche da una certificazione dei Servizi territoriali che attesti le condizioni di difficoltà socio-economica. L’assegno viene erogato in un’unica soluzione per un massimo di 12 mensilità, pari dunque a 4.800 euro. Tra le spese che possono essere coperte anche quelle per l’istruzione e la formazione dei figli. Spesso il primo passo verso l’autonomia parte dalla casa. É per questo che la Regione affianca al Reddito di Libertà anche contributi per aiutare le donne vittime di violenza a coprire le prime spese per l’affitto e la gestione di un’abitazione. Dal 2017 ad oggi sono stati stanziati 1.298.400 euro. Risorse distribuite tra Comuni capofila dei 38 ambiti distrettuali socio-sanitari dell’Emilia-Romagna che possono servire per erogare alle donne, inserite in un progetto specifico che preveda l’uscita dalle case rifugio o da alloggi di transizione, forme di sostegno economico fino ad un massimo di 6 mila euro.
Aumentare l’efficienza energetica e coprire sempre di più i consumi con fonti rinnovabili, sulle quali è prevista una accelerazione già nel triennio 2022-24: un terzo in più rispetto alla copertura attuale. Sono le azioni che la Regione Emilia-Romagna intende sviluppare nei prossimi tre anni, con investimenti pari a oltre 8,5 miliardi di euro. Che saranno in grado di incidere sulla transizione ecologica mobilitando le amministrazioni pubbliche e il mondo delle imprese, della ricerca e della formazione. Con un impatto positivo sui comportamenti individuali e collettivi dei cittadini verso consumi più consapevoli e sostenibili. È quanto si ricava dalla proposta di Piano triennale di attuazione 2022-2024 del Piano energetico regionale 2030 presentata oggi dalla Regione al Patto per il Lavoro e per il Clima, insieme alla proposta di legge regionale della Giunta finalizzato alla promozione e al sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo collettivo.
Presenti, oltre ai rappresentanti delle parti sociali e delle componenti la società regionale, la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, l’assessore regionale allo sviluppo economico e green economy, Vincenzo Colla, e il sottosegretario alla presidenza della Giunta, Davide Baruffi. Il Piano aggiorna il Piano Energetico Regionale approvato nel 2017 partendo dalla forte accelerazione a livello europeo, nazionale e regionale che ha interessato il processo di transizione energetica ed ecologica. Recepisce quindi tutti i più recenti provvedimenti assunti dall’Unione europea e dal Governo che hanno progressivamente reso via via più ambiziosi gli obiettivi in materia di clima ed energia e intende metterli in pratica attraverso un impiego integrato e complementare di tutti i fondi disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo. “All’accelerazione legata al Pnrr- ha spiegato l’assessore Colla - si associano gli effetti di accelerazione indotti dalla crisi energetica che sta colpendo l’Europa e il nostro Paese ormai da mesi, comportando costi crescenti delle materie prime e dei processi ad elevato consumo energetico, con significative ripercussioni su importanti filiere del sistema produttivo regionale. Per questo motivo-ha concluso l’assessore- il Piano triennale di attuazione si colloca all’interno di uno scenario energetico in rapido cambiamento e di traiettorie tecnologiche che dovranno rispondere con celerità a sfide sempre più grandi, sia di carattere ambientale che economico”.
Sulla base delle analisi condotte risulta che il livello di copertura dei consumi finali attraverso l’impiego delle fonti rinnovabili potrà raggiungere al 2024 un valore di circa il 22%, che rappresenta nel triennio di riferimento un tasso di crescita di tali fonti prossimo al 3% annuo, portando ad un incremento del contributo delle rinnovabili di oltre un terzo del valore attuale già nel triennio 2022-24. Un contributo a questi obiettivi potrà senza dubbio arrivare dalla costituzione di un crescente numero di comunità energetiche anche sul territorio, nonché dell’attivazione di gruppi di autoconsumo consapevole di rinnovabili. Ed è proprio per animare e sostenere questa leva diffusa sul territorio per cittadini, imprese e mondo del Terzo settore che la Regione ha scelto di dotarsi di una propria legge e di una specifica politica per le comunità energetiche. Utenti pubblici e privati che si uniscono per la produzione, la condivisione e lo scambio di energia a impatto zero prodotta attraverso impianti di energia rinnovabile. Il testo, ora all’esame dell’Assemblea legislativa, è stato illustrato al tavolo del Patto per il Lavoro e per il Clima dalla vicepresidente Schlein, che ha fatto il punto anche rispetto al Percorso per la neutralità carbonica che l’Emilia-Romagna ha scelto di intraprendere. “La transizione energetica non è più rinviabile - ha affermato Schlein -, il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti e colpisce soprattutto i più deboli. L’indipendenza energetica è, ora più che mai, una questione democratica e di credibilità geopolitica. E per proseguire nella direzione tracciata dalla normativa europea e nazionale, coerentemente con gli impegni assunti con il Patto per il Lavoro e per il Clima che oggi stiamo rilanciando insieme a tutte le parti che l’hanno sottoscritto, vogliamo dotare l’Emilia-Romagna di uno strumento importante, innovativo, che ponga cittadini, imprese, enti locali al centro della transizione energetica: le comunità energetiche. La proposta di legge della Giunta regionale è già in discussione in Assemblea legislativa e stiamo collaborando attivamente coi relatori di maggioranza e minoranza, Piccinini e Occhi. L’interesse suscitato da questa proposta di legge è notevole, lo testimoniano le numerose osservazioni al testo che continuano a pervenire. È il segnale di quanta voglia ci sia nell’investire sull’auto produzione e l’autoconsumo di energie pulite e rinnovabili”. “Come Regione - ha concluso la vicepresidente - vogliamo sostenere lo sviluppo capillare in tutto il territorio di queste comunità che realizzano un risparmio energetico e in bolletta e al contempo riducono le emissioni climalteranti e la dipendenza energetica, con una forte valenza sociale e comunitaria”.
Paolo Voltini è riconfermato nel ruolo di presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro. Si è svolta nella sede di Rivarolo del Re (Cremona) l’assemblea ordinaria del Consorzio, con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio di esercizio 2021 e la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale per il prossimo triennio 2022-2024. “I soci - riferisce il Consorzio Casalasco - hanno approvato all’unanimità il bilancio caratterizzato da un volume d’affari in crescita che sfiora i 350 milioni di euro e sviluppa il 70% dei ricavi nell’Export, sui mercati Europei ed Extra Europei, confermandosi l’elemento portante delle attività del Casalasco e delle sue controllate. La commercializzazione ha registrato un ulteriore incremento del segmento dei derivati del pomodoro, sughi e condimenti e vede ancora il canale distributivo del retail come il più importante (83% del totale) sia coi prodotti a marchio Pomì e De Rica, sia con le produzioni per conto terzi”. “Nel corso dell’assemblea è stato, inoltre, sottolineato come il 2021, oltre che per gli ottimi risultati, sia stato un anno caratterizzato dall’importante operazione straordinaria – prosegue - finalizzata con il fondo QuattroR che ha dato vita alla Casalasco Società Agricola S.p.A., con l’obiettivo di sposare i valori della filiera agricola italiana con quelli di un operatore specializzato nell’accompagnare la crescita di aziende italiane eccellenti sui mercati internazionali. Il piano industriale condiviso si articolerà nei prossimi cinque anni. I soci hanno riconfermato, nella quasi totalità, il Consiglio di Amministrazione uscente e il collegio sindacale presieduto da Bignami”.
Paolo Voltini imprenditore agricolo di 49 anni (da venti anni alla guida del Consorzio Casalasco) è stato rieletto presidente con Marco Sartori, vicepresidente. Voltini ha evidenziato come, in un momento di così forte crescita dei costi che gravano sul comparto agricolo, nei giorni scorsi è stato concluso un accordo con le organizzazioni di produttori socie del Consorzio Casalasco, che ha fissato il prezzo del pomodoro per la campagna 2022 a 111 euro/tonnellata. “Ringrazio il Consiglio di Amministrazione – ha detto Voltini - e tutta la compagine sociale sia per la fiducia dimostrata, sia per il lavoro svolto negli ultimi tre anni che ci ha portato alla realizzazione di un’importante operazione per creare valore lungo la filiera agroalimentare italiana, dalla fase agricola alla distribuzione a livello mondiale”.
“Con l'aiuto di giovani leve vogliamo proiettare verso il futuro la nostra associazione dei Piacentini nel Mondo”. Questo l'appello del presidente Giovanni Piazza, durante l'ultima assemblea generale del sodalizio piacentino. “In questo mondo in rapida trasformazione – ha aggiunto Piazza - riteniamo fondamentale l'apporto dei giovani in una associazione come la nostra, per questo, anche con l'aiuto dei Soci, desideriamo avviare una campagna per fare conoscere la nostra Associazione e coinvolgere attivamente nuove risorse”. È ancora possibile iscriversi all’associazione tramite il modulo disponibile sul sito internet www.piacenzanelmondo.it. Durante l’assemblea, che ha approvato il bilancio consuntivo dello scorso anno e quello preventivo del 2022, sono state ripercorse le attività messe in campo nel corso dello scorso anno, in particolare il “Viaggio virtuale alla scoperta dei sapori e dei saperi della cultura piacentina”. Un progetto sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, che ha permesso di valorizzare il territorio piacentino con la lente della eno-gastronomia, con quattro puntate girate nelle quattro principali vallate, Valdarda, Valnure, Valtrebbia e Valtidone, dove il focus sono stati i tutorial con la preparazione dei piatti tipici piacentini, come i maccheroni alla bobbiese, la torta di patate, la bortellina e così via”, ha proseguito Piazza, sottolineando che i video sono fruibili sul canale YouTube Piacenza nel Mondo Tv.
L'assemblea ha anche approvato il regolamento per la tutela, la promozione e la valorizzazione degli esercizi e delle botteghe piacentine nel mondo, ultima iniziativa lanciata dal sodalizio piacentino, “lo scopo è quello di tutelare, promuovere e valorizzare le attività artigianali, commerciali e ricettive a livello globale grazie alla identificazione della piacentinità con un logo dedicato, che esercizi commerciali, ristoranti e strutture ricettive a livello internazionali potranno utilizzare dopo averne fatto richiesta”. Sul sito internet di Piacenza nel Mondo saranno elencate tutte le realtà che aderiscono. Numerose sono le iniziative messe in campo dalla associazione guidata da Piazza, “oltre a riproporre il calendario, abbiamo fissato alcune date come la promozione della festa dei Piacentini nel Mondo a Morfasso, del prossimo 13 agosto, la partecipazione alla festa di Londra il 21 maggio”. “Quest'anno, come Consulta degli Emiliani Romagnoli nel Mondo, stiamo lavorando per istituire la Giornata Regionale dell'Immigrante, da celebrare il 2 luglio, in ricordo della tragedia dell’Arandora Star, la nave da crociera britannica, requisita per esigenze belliche, caricata di internati civili italiani e tedeschi e diretta in Canada. Il 2 luglio del 1949 fu affondata dal sommergibile tedesco U-47, nelle acque dell'Atlantico Settentrionale quando furono registrate oltre 860 vittime, di cui 446 erano italiani, in maggioranza originari dell’Appennino piacentino e parmense”. Il 30 ottobre prevista la partecipazione alla 52sima festa delle comunità piacentine a New York.
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