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Notizie Varie

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Zamagni: occorre promuovere il capitale umano da parte dello Stato e della Politica

zamagni

L’associazione "Città dell’uomo" sezione di Piacenza, in collaborazione con la Scuola di Economia Civile, ha organizzato un incontro per parlare di politica, economia e religione, ospite della serata il professore Stefano Zamagni, docente di economia politica all’Università di Bologna. Il professore ha posto in evidenza le nuove esperienze che stiamo vivendo e che ci stanno conducendo verso radicali cambiamenti.

La fine della globalizzazione
“Stiamo assistendo alla rottura strutturale dell’ordine globale che abbiamo conosciuto dalla caduta del muro di Berlino del 1989 all’avvio del conflitto russo-ucraino. Il ciclo della globalizzazione sta esaurendosi con gli eventi tragici di cui siamo spettatori. La globalizzazione iniziata al principio degli anni ‘80 del secolo scorso, nasce dal concetto di liberismo economico che prevede il libero transito di merci, di capitale e di forza lavoro senza porre vincoli o controlli. Questa libertà avrebbe dovuto mettere a tacere gli impulsi di guerra dei diversi paesi. I fatti recenti e i numerosi focolai di guerra sparsi nel mondo, mettono in evidenza quanto fosse sbagliata questa ipotesi. Un’ipotesi fallace perché non tiene conto del fatto che le guerre possono avere due differenti origini, l’interesse (economico) o l’identità. Le prime sono superabili dal liberismo economico, ma le seconde, legate ad identità culturali, religiose ed etniche, evidentemente no. Oggi i conflitti più importanti sono appunto d’identità e anche quello russo-ucraino nasce dal desiderio della cultura russa e della Chiesa ortodossa di affermare la propria area d’influenza sull’Europa”.

La quarta rivoluzione industriale
“Oggi assistiamo alla quarta rivoluzione industriale, in ragione delle nuove applicazioni sull’intelligenza artificiale. Mi pare che non stiamo però capendo le implicazioni e le conseguenze, sia sul mercato che sulla forza lavoro e dal punto di vista etico, dell’affermazione del movimento culturale ispiratore di questa rivoluzione, il transumanesimo, la cui sede principale si trova in California. Lo scopo di questa ricerca scientifica portata all’estremo, potrebbe essere quello di voler soppiantare l’essere umano a favore di un’intelligenza artificiale, non solo con maggiore capacità cognitive, ma anche con una propria coscienza. In Europa al contrario si è sviluppato il progetto neoumanista, che non beneficia purtroppo degli stessi finanziamenti di quello americano: questa visione afferma che il modo più efficace per conseguire il miglioramento della società consista nel miglioramento del comportamento etico piuttosto che nello sviluppo tecnologico spinto all’estremo”.

Il neoliberismo e l’individualismo libertario
“Le conseguenze negative delle teorie neoliberiste che si sono affermate negli ultimi quarant’anni, si sono dimostrate insostenibili, sia per le società, sia per i sistemi politici ed economici internazionali. Il ruolo dello Stato e della Politica dovrebbe essere quello di trovare nei diversi momenti storici il migliore equilibrio per permettere maggior integrazione ed inclusione promuovendo il capitale umano. Abbiamo inoltre assistito alla diffusione a macchia d’olio dell’individualismo libertario, che pone il singolo al centro della società a scapito del comunitarismo, il cui esempio principale è proprio la famiglia”.  

Educare non è solo istruire
“Oggi la scuola non è più luogo di educazione ma solo d’istruzione, pare sia vietato educare per non violare la libertà della persona. La necessità è quella d’inserire ogni genere di conoscenza nello studente, il quale deciderà poi autonomamente la via educativa da intraprendere. Credo sia una delle lacune più devastanti di oggi, non proporre più itinerari educativi che permettono di far conoscere alle giovani generazioni le virtù civili ed i principi democratici”.

Conclusioni
“Possiamo accettare che tutto questo avvenga al di sopra di noi o possiamo reagire, spiegando alla gente queste cose, c’è troppa disinformazione e diseducazione. Dobbiamo passare ad un livello di sviluppo e di prosperità inclusiva non solo economica e sociale, ma anche culturale, in primis recuperando la scuola ed i valori che essa può esprimere. Lo Stato deve prendersi cura dei propri cittadini insieme alla società (volontariato, ong, fondazioni, ecc..) e alla famiglia, secondo i principi di sussidiarietà. Occorre porre al centro la persona, non solo i suoi bisogni fisici ma anche quelli spirituali, lo Stato è al servizio del bene comune, non lo statalismo che al contrario è nemico della democrazia. Poi c’è il tema ambientale, che deve essere portato avanti insieme a quello sociale. Cadiamo spesso in un dualismo ideologico, come nel caso della perenne lotta tra pacifisti e bellicisti. Per risolvere le guerre non basta invocare la pace, bisogna eliminarne le cause, se vuoi la pace prepara la civilizzazione, bisogna battersi per realizzare istituzioni di Pace e pacificatori, agire sulle cause e sui fattori scatenanti delle guerre. Il peccato più grande per un Cristiano è quello dell’omissione, che riguarda il concetto di responsabilità. Non si deve solo dare conto delle proprie azioni ma anche di ciò che si poteva fare e non si è fatto. Infine ritengo sia necessario tornare a dare fiducia agli uomini, non vedere nell’altro sempre un nemico e pensare che le diversità siano necessarie all’evoluzione dell’essere umano. Nessun uomo è un isola, il tempo vola e la vita sfugge, ma può scorrere dalle mani come sabbia o come fertile semente”.

Stefania Micheli

Pubblicato il 27 aprile 2022

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Al via a Piacenza il progetto sperimentale «Cultura in affido»

 Zambarbieri Sgorbati Barbieri Veneziani

Ispirata al progetto nazionale “Affido culturale”, già operativo in altre città italiane, parte a Piacenza la sperimentazione dell’iniziativa “Cultura in affido”, con l’obiettivo di creare una rete di solidarietà e sostegno a minori e famiglie in condizioni di difficoltà, attraverso il coinvolgimento in attività culturali e ricreative.
Il progetto dell’assessorato ai Servizi Sociali si fonda sulla sinergia tra Unità operativa Minori – le cui assistenti sociali indicheranno inizialmente i nominativi di 5 bambini (al massimo 10, qualora vi siano fratelli) i cui nuclei familiari siano già seguiti dalle strutture comunali – e Centro per le Famiglie, le cui operatrici avranno un ruolo fondamentale nell’abbinamento con i 5 nuclei familiari (anche monoparentali, single e senza figli) che si renderanno disponibili ad accompagnare i bambini e/o l’intera famiglia assistita a un evento ogni mese, per un totale di 10 nel corso dell’anno.
E’ prevista la copertura assicurativa per i partecipanti e il rimborso – per gli accompagnatori – dei biglietti acquistati.
Il Centro per le Famiglie sarà punto di riferimento costante per il monitoraggio dell’iniziativa, così come per la raccolta di adesioni da parte della cittadinanza e la collaborazione con la rete territoriale delle associazioni già impegnate nel percorso dell’affido familiare, per individuare cittadini e nuclei che vogliano eventualmente dare la disponibilità anche in quest’ambito culturale.
Un primo evento pubblico per promuovere la nuova iniziativa è in calendario per il 14 giugno, ai Giardini del Sole, con letture animate e attività per i più piccoli e le famiglie.

Nella foto, la presentazione in Comune del porgetto "Cultura in affido": da sinistra, Zambarbieri, Sgorbati, il sindaco Barbieri e Veneziani.

Pubblicato il 26 aprile 2022

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A Gragnano ricordato Giuseppe Nespi e tutti coloro che persero la vita nella Liberazione

 nespi

Il viaggio nella memoria della Resistenza gragnanese si è svolto in anticipo rispetto alla Festa della Liberazione.
Partendo dal municipio dove sono ricordati i morti gragnanesi delle due grandi guerre, un folto gruppo formato dalla sindaca Patrizia Calza e da altri rappresentanti dell’Amministrazione, da Filippo Cigalini, sindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi e da numerosi studenti delle scuole locali nonché rappresentanti di associazioni, tra i quali molti alpini, si è recato ad omaggiare i caduti della Resistenza presso i cippi che si trovano nel territorio.
Di fronte alla ex Gragnanese, a Castelbosco e nel cimitero di Gragnano, si sono richiamati alla memoria i giovani che fecero la scelta della lotta alla Liberazione. Diversi tra loro, quanto a estrazione culturale e sociale ma uniti dalla volontà di restituire l’Italia alla libertà e alla democrazia, optarono per una scelta coraggiosa che li portò alla morte.

Paraboschi, Nespi, Barattieri, Fontanella, Pozzi, Rossi, Corini, don Giuseppe Beotti, sono simboli di valori ancora oggi fondanti la nostra democrazia. A Giuseppe Nespi, che dà il nome a una via del paese oggetto di un importante intervento di riqualificazione, l'Amministrazione comunale ha dedicato una targa. Questa riporta l'immagine del giovane partigiano, ucciso il 26 luglio del 1944 a 21 anni a Castelbosco insieme ad altri due compagni, e la frase di Pietro Calamandrei, Padre della Costituzione rivolta dal famoso giurista partigiano agli studenti dell'Università di Milano nel 1955: «Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità andate lì, o giovani, con il pensiero perché lì è nata la Costituzione». Davvero ammirevoli le considerazioni svolte dai ragazzi del Consiglio Comunale che hanno riproposto, tra l'altro, un parallelo tra la guerra di Liberazione e la guerra che stanno portando avanti i cittadini ucraini aggrediti. Un segnale dell'attenzione e della preoccupazione con cui anche i più giovani stanno seguendo l'evolversi della situazione in Europa.

Pubblicato il 26 aprile 2022

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L’antivirale Paxlovid contro il Covid sarà presto disponibile in farmacia

Farmacie Covid

Ammalarsi, contattare il medico, ricevere una prescrizione e ritirare i medicinali in farmacia per curarsi a casa: una pratica comune, che si avvia a diventare una consuetudine anche nella lotta al Coronavirus, per tutti quegli assistiti che contraggono il Covid in forma leggera, ma che rischiano di peggiorare a causa delle preesistenti condizioni di salute. È stato infatti firmato in questi giorni un protocollo di intesa nazionale, valido fino al 31 dicembre, tra Ministero della salute, Aifa, Federfarma, Assofarm, FarmacieUnite, Federfarma servizi e A.d.f. per la distribuzione e dispensazione del farmaco antivirale orale Paxlovid (di Pfizer) direttamente in farmacia. Fino ad ora è stato possibile utilizzarlo solo se prescritto dagli specialisti ospedalieri e veniva distribuito unicamente nei centri Covid individuati dalle Regioni (farmacie ospedaliere). Via libera, dunque, anche in Emilia-Romagna a questa nuova possibilità, che si aggiunge alla precedente. “L’emergenza sanitaria causata dal SARS-CoV-2- afferma l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- ci ha insegnato quanto sia fondamentale che il Servizio sanitario fornisca risposte tempestive e soluzioni vicine agli assistiti. Questo protocollo si propone dunque di agevolare ancora di più la cura e la prevenzione, grazie al contributo dei farmacisti e dei medici di medicina generale, che ringrazio per la preziosa collaborazione e l’attenzione sociale che hanno sempre dimostrato durante questi anni di pandemia. Tramite la rete delle farmacie sarà disponibile e facilmente reperibile, laddove necessario, il farmaco antivirale per curare a casa le persone a rischio di evoluzione negativa della malattia. Sarà il medico curante, che conosce bene la storia e le condizioni dei suoi pazienti, a individuare i casi in cui la terapia domiciliare è consigliabile”.

COS’È L’ANTIVIRALE PAXLOVID

Si tratta di una pillola che - come spiega l’Agenzia italiana del farmaco - è indicata per il trattamento della durata di 5 giorni di pazienti adulti, con infezione recente da Sars-CoV-2 con malattia lieve-moderata, che non hanno bisogno di ossigenoterapia e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid severo. Il farmaco inibisce la replicazione del virus e pertanto va somministrato - se il medico lo ritiene necessario - ai primi sintomi, non appena si ha la conferma della propria positività. Alcuni principi attivi del Paxlovid potrebbero avere interazioni con altri medicinali, tra cui quelli utilizzati per diverse patologie croniche: per questo motivo il suo utilizzo deve essere valutato caso per caso dai medici di medicina generale che assumono un ruolo attivo e come sempre fondamentale in questo processo. Come prevede una determinazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco del 20 aprile, saranno infatti chiamati a compilare il piano terapeutico Aifa contenente le indicazioni necessarie a selezionare i pazienti eleggibili e a garantire un uso sicuro del farmaco. Le farmacie e le aziende della distribuzione intermedia non solo garantiranno le condizioni di conservazione, distribuzione e dispensazione del farmaco, ma si impegnano eccezionalmente a svolgere gratuitamente le attività previste dal protocollo. I farmacisti erogheranno pertanto sull’intero territorio nazionale il farmaco, a fronte di idonee prescrizioni che non potranno riportare farmaci diversi dal Paxlovid. Il costo del farmaco sarà completamente a carico del Sistema sanitario.

Pubblicato il 26 aprile 2022

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Disponibili 373mila euro di contributi regionali per i centri estivi

 CentriEstivi2022

Tornano i Centri estivi, e per il quinto anno consecutivo tornano i contributi della Regione Emilia-Romagna: 6 milioni di euro di ‘bonus rette’ per sostenere le famiglie nei costi di frequenza. Risorse provenienti dal Fondo sociale europeo che la Giunta ha confermato anche per il 2022: vengono ripartite tra i Comuni e le Unioni di Comuni dell’intero territorio per favorire la più ampia partecipazione di bambini, bambine, ragazze e ragazzi all’offerta educativa estiva e offrire ai genitori servizi di conciliazione dei tempi vita-lavoro. I fondi servono infatti a finanziare i bonus per le famiglie con figli dai 3 ai 13 anni (17 se con disabilità certificata), quindi nati dal 2009 al 2019, che potranno contare su un contributo massimo di 336 euro a figlio - nel limite di 112 euro a settimana- per la frequenza ai Centri estivi. I contributi concorreranno alla copertura totale o parziale, in funzione del costo effettivo, della rata di frequenza settimanale. L’atto con il quale la Giunta definisce il pacchetto di aiuti alle famiglie è stato presentato in Commissione assembleare dalla vicepresidente con delega al Welfare e Politiche giovanili, Elly Schlein.

A CHI E COME VENGONO ASSEGNATI I CONTRIBUTI

Anche nel 2022, come per gli anni precedenti, i contributi vengono concessi alle famiglie (anche affidatarie) composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie monogenitoriali, occupati e residenti in Emilia-Romagna, che intendono iscrivere i loro bambini e ragazzi di età compresa tra 3-13 anni, nati cioè dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2019, alle attività estive. Possono chiedere il bonus anche le famiglie nelle quali uno o entrambi i genitori siano in cassa integrazione, mobilità, disoccupati purché abbiano sottoscritto un Patto di servizio, quale misura di politica attiva del lavoro (strumento utilizzato dai Centri per l'impiego per formalizzare un accordo con disoccupati ed occupati sul progetto per l'inserimento lavorativo o la partecipazione ad un percorso formativo). Infine, se anche un solo genitore è impegnato in modo continuativo in compiti di cura, se nel nucleo familiare è presente una persona con disabilità grave o non autosufficiente. Per fare richiesta è necessario presentare l’attestazione Isee 2022 o, in alternativa per chi non ne fosse in possesso, quella 2021, con limite massimo di reddito entro i 28mila euro. Inoltre, potranno essere ammessi al contributo per l’abbattimento della quota di iscrizione i bambini e i ragazzi con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992 di età compresa tra i 3 e i 17 anni (nati all’01/01/2005 ed entro il 31/12/2019) indipendentemente dall’attestazione Isee delle famiglie.

LE PROCEDURE PER INDIVIDUARE LE FAMIGLIE BENEFICIARIE

I Comuni e le Unioni di Comuni pubblicano entro il 30 giugno 2022 l’elenco dei Centri estivi pubblici e privati cui le famiglie potranno iscrivere i bambini e i ragazzi. La richiesta di contributo va presentata al Comune o all’Unione di Comuni di residenza. Gli elenchi delle famiglie ammesse al contributo saranno trasmessi all’Ente capofila del Distretto, che elaborerà la graduatoria distrettuale delle famiglie individuate come possibili beneficiarie del contributo. In caso di domande superiori alla disponibilità finanziaria, dovrà essere elaborata una graduatoria in funzione del requisito Isee.
I beneficiari potenziali del bonus rette sono circa 431.500. A livello territoriale, i 6 milioni di euro sono stati assegnati ai Comuni capofila dei Distretti in base al numero dei bambini residenti e in età compresa tra 3 e 13 anni (nati dal 1^ gennaio 2009 al 31 dicembre 2019), e vengono così ripartiti nelle province: Bologna 1.330.135 euro; Modena 1.002.740 euro; Reggio Emilia 778.770 euro; Parma 623.610 euro; Forlì-Cesena 532.924 euro; Ravenna 503.429 euro; Rimini 465.268 euro; Ferrara 389.183 euro; Piacenza 373.941 euro.

REQUISITI RICHIESTI AI GESTORI

Con il venir meno dello stato di emergenza non è ad ora previsto il rinnovo del Protocollo nazionale con misure specifiche per l’organizzazione dei centri estivi, che era invece stato adottato negli anni scorsi. Rientra quindi in vigore la direttiva regionale dedicata (469/2019). I gestori dovranno comunque rispettare le norme generali attualmente previste per il contenimento della pandemia e quelle che eventualmente dovessero entrare in vigore per il periodo di organizzazione delle attività. Inoltre, dovranno disporre e rendere pubblico alle famiglie un progetto educativo e di organizzazione del servizio, garantire l’accoglienza di tutti i bambini richiedenti fino ad esaurimento dei posti disponibili, e dei bambini e ragazzi con disabilità, in accordo con il Comune di residenza, per garantire le appropriate modalità di intervento e sostegno. Ancora, i gestori dovranno garantire l’erogazione di diete speciali per le esigenze dei bambini accolti nei casi sia servito il pasto.

Pubblicato il 26 aprile 2022

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