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Notizie Varie

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Croce Rossa di Piacenza: Federico Bozzetti è stato nominato vice presidente del Comitato

Federico Bozzetti ed Alessandro Guidotti


Il Consiglio Direttivo della Croce Rossa di Piacenza, che si è riunito in seduta straordinaria giovedì 28 luglio ha nominato Federico Bozzetti quale nuovo vice presidente.
Bozzetti succede così a Pilade Cortellazzi, che si è dimesso nei giorni scorsi.
Federico Bozzetti, 28enne, è un commerciante di professione e dal 2020, mentre imperversava la fase più acuta della pandemia da Covid-19, ha scelto di mettersi a disposizione della collettività prestando tempo ed energie come volontario in Croce Rossa di Piacenza.

“Nel pieno della pandemia ho letto un articolo riguardante il reclutamento di volontari temporanei da parte della CRI di Piacenza - spiega Bozzetti -. I miei primi servizi sono stati di carattere sociale, all’interno del progetto denominato “Il tempo della gentilezza”: assieme ad altri volontari mi sono occupato delle consegne di beni di prima necessità e farmaci da consegnare alle persone in quarantena e impossibilitate ad uscire di casa. Mi sono formato poi in diversi ambiti, dai trasporti socio-sanitari fino a prestare servizio sulle ambulanze di emergenza”.
“Federico è un ragazzo con tante idee ed energie - commenta Alessandro Guidotti, presidente della Croce Rossa di Piacenza -; si è già fatto apprezzare all’interno del Consiglio Direttivo della Croce Rossa di Piacenza dove da due mesi ricopre il ruolo di Consigliere e rappresentante dei giovani; da qui, con questo nuovo impegno che gli è stato dato, sono certo che si farà rappresentante e portavoce non solamente dei giovani ma di tutti gli oltre 1400 volontari, che - insieme ai nostri dipendenti - sono il pilastro portante e fondamentale dell’associazione”.

Contestualmente, entra a far parte del Consiglio Direttivo della Croce Rossa di Piacenza  Franco Livera; avvocato piacentino di 58 anni, esercita la professione forense dal 1988. Livera ha rivestito per numerosi mandati la carica di Consigliere e di Consigliere Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza. È volontario della Croce Rossa di Piacenza dal 2017 e, precedentemente, ha prestato il suo tempo libero anche in altre associazioni di volontariato, dove ha ricoperto ruoli apicali. È, inoltre, autore di volumi e articoli, di natura tecnico-giuridica e non solo. “Sono ovviamente onorato e responsabilizzato dall’incarico - commenta Franco Livera - sono pronto a rimboccarmi le maniche e mettermi a disposizione della CRI di Piacenza sotto questa nuova veste, nello spirito di rendere, se possibile, sempre migliore lo straordinario servizio che Croce Rossa assicura quotidianamente a tutta la nostra collettività”.
“Conosco Franco da trent’anni - dice Alessandro Guidotti -. È una persona che gode della mia stima sia a livello umano che professionale, e ritengo che porterà un contributo costruttivo nella nostra associazione, anche grazie alla sua esperienza maturata come dirigente di un’altra importante realtà di volontariato”.

Nella foto, Federcio Bozzetti e Alessandro Guidotti.

Pubblicato il 1° agosto

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Inizia la «6 Giorni delle rose» al velodromo di Fiorenzuola

6 giorni delle rose 2021

È ormai tutto pronto al Velodromo “Attilio Pavesi” di Fiorenzuola per la 25^ edizione della 6 Giorni delle Rose internazionale, manifestazione di ciclismo su pista con diverse gare di classe 1 Uci, che assegnano punti per i ranking delle varie discipline (ranking dal quale dipende la qualificazione a mondiali e olimpiadi).
Il primo agosto la prima giornata di competizioni.
Come sempre, saranno al via grandi campioni e campionesse del panorama internazionale, in quello che da molti addetti ai lavori viene definito come vero e proprio “mondiale estivo” della pista. Da Benjamin Thomas a Roger Kluge, da Filippo Ganna a Wojciech Pszczolarski e a tutti gli Azzurri che sempre più recitano un ruolo di primissimo livello nel panorama internazionale. Così come le Azzurre, che non mancheranno a Fiorenzuola e dovranno vedersela con una concorrenza assai agguerrita.

Un grande evento completamente ad ingresso gratuito e trasmesso anche in
live streaming tutte le sere dalle 20.30 sulla pagina Facebook “6 Giorni delle Rose – Fiorenzuola”.

La formula è sostanzialmente invariata rispetto all’edizione precedente: uomini e donne disputeranno le medesime prove, tutte di classe 1 Uci. Le specialità saranno quelle della corsa a punti, dell’omnium (disciplina che aprirà la manifestazione nella prima giornata), dello scratch, dell’eliminazione e della madison (o“americana”), per la cui classifica finale varrà anche la prova del giro lanciato.
Madison e giro lanciato che dunque vanno a dare vita ad una sola classifica, con le prove che saranno ripetute per tre serate dalle donne e per altrettante dagli uomini. La finale della gara a coppie femminile è in programma il 4 agosto, quella maschile il 6 agosto.
Una delle novità di questa 25^ edizione sarà la festa in programma giovedì 4 agosto. Una data speciale per tre motivi: il 4 agosto del 1932 Attilio Pavesi (ciclista piacentino a cui è intitolato il Velodromo) vinse le Olimpiadi di Los Angeles nella prova cronometrata di ciclismo. Stessa data nella quale l’anno scorso il quartetto azzurro composto da Ganna, Lamon, Consonni e Milan (tutti atleti in gara almeno una volta a Fiorenzuola) ha conquistato l’oro ai Giochi di Tokyo. E sempre il 4 agosto, del 1998, andò in scena la prima serata di gare della primissima edizione della 6 Giorni delle Rose.
Motivo per cui quella del prossimo 4 agosto sarà una serata d’onore, dal titolo “Quattro agosto, Rose e Oro”.

Pubblicato il 1° agosto 2022

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Transizione digitale, 25 milioni di euro a disposizione delle imprese

 transizione digitale

Progetti innovativi per introdurre le nuove tecnologie nei processi produttivi e organizzativi, nei prodotti e servizi, nelle catene di distribuzione e vendita e nelle relazioni con i diversi attori delle filiere. Sono i principali obiettivi del nuovo bando per il sostegno alla transizione digitale approvato dalla Giunta regionale, che ha stanziato contributi per 25 milioni di euro, risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale Pr-Fesr 2021-2027, per un sostegno a fondo perduto fino al 45% degli investimenti. Una misura a supporto in particolare delle Pmi del territorio emiliano-romagnolo per accrescerne la competitività a livello nazionale e internazionale, promuovendo sia la fase di progettazione sia quella di realizzazione e adozione di soluzioni innovative in campo digitale. Tutti interventi che dovranno necessariamente avere una specifica attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale. E’ stato infatti introdotto il principio DNSH, ovvero l’obbligo di sostenibilità per contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici. Sono inoltre previste premialità, in particolare per le attività che si trovano nelle aree interne e in quelle montane. La Regione punta così a favorire la transizione digitale delle aziende dell’Emilia-Romagna tramite il sostegno alla realizzazione di progetti innovativi che guardino non solo agli impatti economici delle proprie attività ma anche a quelli ambientali e sociali. Dopo i buoni esiti del bando dello scorso anno per favorire la digitalizzazione delle imprese artigiane, nell’ambito della nuova programmazione si allarga il perimetro alle imprese emiliano-romagnole di tutti i settori di attività.

Le domande per i progetti che sosterranno almeno il 20% della spesa nel 2022 possono essere inviate dalle ore 10 del 13 settembre fino alle ore 13 del 20 settembre 2022. Per i progetti senza vincolo di spesa nell’anno in corso, invece, dalle ore 10 del 21 settembre alle ore 13 del 20 ottobre 2022. Le richieste di contributo dovranno essere compilate, validate e inviate alla Regione esclusivamente online, tramite l’applicazione web Sfinge 2020. Tra le premialità quella per le imprese che si trovano nelle aree interne e in quelle montane dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di ridurre gli squilibri e le diseguaglianze territoriali regionali che tendono a pesare soprattutto sulle aree più lontane dalle maggiori direttrici di sviluppo. Confermate le premialità previste per l’assunzione di personale con competenze nel settore Ict o dell’organizzazione aziendale, per l’impresa femminile o giovanile, per il rating di legalità.

Si tratta del primo bando che utilizzerà il supporto della rete istituita con delibera regionale (DGR 1089 del 27/06/22) al fine accompagnare le imprese regionali nel processo di trasformazione digitale. Ogni progetto, infatti, dovrà essere accompagnato da una specifica check list, compilata da uno degli oltre 40 soggetti in corso di accreditamento, in grado di far emergere il valore strategico dell’investimento proposto in termini di crescita digitale dell’impresa. Tale rete, che si andrà via via a consolidare nei prossimi mesi, in modo capillare sull’intero territorio, rappresenterà un punto di riferimento per trasmettere, soprattutto alle micro e piccole imprese, l’importanza della digitalizzazione nel complesso processo di trasformazione in corso. Per tutte le informazioni sul bando è possibile consultare il sito del Programma e rivolgersi allo Sportello imprese, aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13 e raggiungibile al numero 848.800.258 (chiamata a costo tariffa urbana, secondo il proprio piano tariffario) o tramite e-mail all’indirizzo:

Pubblicato il 31 luglio 2022

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Ok alla legge regionale sulle cooperative di comunità

cooperative di comunita



Insieme per le comunità locali. Quelle nelle aree montane, nelle aree interne e in quelle meno servite. Per aumentare l’attrattività e frenare lo spopolamento, riqualificare gli spazi pubblici e le aree urbane, contribuire alla loro coesione sociale, sviluppo sostenibile, arricchimento culturale. Guarda a questi obiettivi il progetto di legge regionale firmato dalla Giunta sulle Cooperative di comunità, approvato oggi dall’Assemblea legislativa: soggetti cooperativi spesso avviati dai residenti di piccoli centri, nei quali è fondamentale la coesione, lo spirito di condivisione e la messa in comune di risorse della comunità stessa. Un modello di innovazione sociale recente, anche se le prime si sviluppano negli anni Ottanta e Novanta nella provincia di Reggio Emilia, che va sempre più affermandosi ma che, ancora oggi, nel nostro Paese non ha un riconoscimento giuridico specifico. Con la nuova legge regionale, che ricordiamo essere uno degli obiettivi individuati dal Patto per il Lavoro e il Clima, l’Emilia-Romagna colma questa lacuna nel proprio territorio.

Cittadini produttori e fruitori

Le Cooperative di comunità trovano spazio soprattutto in contesti territoriali fragili, comprese le periferie più vulnerabili delle città, dove i servizi alla persona e le occasioni occupazionali sono minori, e rappresentano una risposta della collettività dove i cittadini sono ad un tempo produttori e fruitori di beni e servizi. Spesso con il supporto degli Enti locali. Nascono infatti per produrre vantaggi a favore di una comunità territoriale definita. Sono composte dai soci promotori, che vi appartengono o che la eleggono come propria, e portano avanti iniziative a sostegno dello sviluppo economico, della coesione e della solidarietà sociale. Imprese regolate in base ai principi della cooperazione mutualistica così come regolata dal Codice civile. “Le Cooperative di comunità- sottolineano il presidente della Regione e l’assessora regionale alla Montagna- hanno un ruolo importante per le aree più fragili del territorio, a partire da quelle interne e montane, e la centralità del capitale umano in questo tipo di impresa ne fa uno strumento di grande impatto in contesti spesso piccoli e problematici”. “La legge approvata- proseguono- consentirà alla Regione di sostenere le Cooperative di comunità dentro un quadro normativo più certo. Da tempo, infatti, sul nostro territorio sono presenti esperienze interessanti che producono ottimi risultati”. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2021 in Emilia-Romagna si contavano 33 Cooperative di comunità associate: 26 in area interna/rurale, 5 in area urbana e 2 in Comuni di cintura. Varie le attività svolte, dalla promozione turistica alle attività agricole, sociali, culturali e altre ancora.

Percorso partecipato

L’approvazione del provvedimento è stata preceduta da un ampio confronto con tutti i soggetti regionali durante l’iter in Assemblea legislativa, in particolare nell’udienza conoscitiva della Commissione Politiche economiche. Nove articoli per un impianto snello, che fissa regole minime senza rischiare di limitare un’attività che, per propria natura, si basa sulla collaborazione fra cittadini e spazia fra settori, obiettivi e utenti diversificati. Richiamandosi ai principi alla base della cooperazione mutualistica così come regolata dal Codice civile, la legge definisce il ruolo e la funzione delle Cooperative di comunità. Il provvedimento prevede la possibilità che le Cooperative di comunità possano individuare forme di raccordo delle attività svolte con quelle delle amministrazioni pubbliche, anche attraverso l’adozione di specifiche convenzioni. Oltre a una serie di incentivi, ulteriori a quelli già conseguibili dalle cooperative. Tra questi, la possibilità di ottenere l’utilizzo di aree o beni immobili pubblici inutilizzati o confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa e, nel rispetto e nei limiti posti dalla normativa vigente in materia, l’affidamento di lavori e servizi. La legge approvata prevede un finanziamento di 500mila euro nel triennio 2022-2024.

Pubblicato il 1° agosto 2022

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Da settembre anche a Piacenza la laurea per gli insegnanti del futuro

Universita Cattolica novita copia


Aperte fino al 12 settembre le iscrizioni alla prova di ammissione per la laurea in Scienze della formazione primaria, fissata per il prossimo 20 settembre. 100 i posti disponibili. A partire da settembre la facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica attiva a Piacenza la laurea magistrale a ciclo unico (5 anni) in Scienze della formazione primaria, destinata ai futuri insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
I posti disponibili per il corso attivato presso il campus di Piacenza sono 100, a cui si accede tramite una prova di ammissione nazionale che quest’anno si terrà il 20 settembre e a cui è possibile iscriversi già da oggi -e fino al 12 settembre-utilizzando il Portale Iscrizioni sul sito www.unicatt.it dove occorre caricare la documentazione richiesta. Dopo il superamento della prova, i posti saranno assegnati sulla base di una graduatoria di merito.

A coordinare questa nuova laurea sarà il professor Pierpaolo Triani, Antonino d’oro 2022, pedagogista dell’Università Cattolica che da anni collabora in maniera fattiva con le scuole e le istituzioni formative del territorio. Triani delinea così le caratteristiche essenziali dello studente di Scienze della formazione primaria: «Si tratta di un corso che forma futuri insegnanti della scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria, che devono essere dotati di un’alta motivazione a lavorare con e per i bambini, di una predisposizione vocazionale all’insegnamento e di alte competenze relazionali e didattiche, per tradurre in maniera efficace le conoscenze in modalità di insegnamento».
Le caratteristiche di questa laurea, dove la dimensione teorica si fonde con quello pratica, sono definite attentamente dall’ordinamento ministeriale, che prevede sia insegnamenti in aula, sia un elevato numero di laboratori e molte ore tirocinio pratico, che inizieranno a partire dal secondo anno: «Per affrontare le sfide che i tempi complessi che stiamo vivendo fanno emergere nel campo dell’educazione sono necessari docenti disposti a lavorare insieme, a investire sulla propria formazione durante la professione e a vivere la propria attività professionale come ricerca continua di innovazione. Per questo serve una formazione seria e specifica».

Con Scienze della formazione primaria si completa la proposta formativa in campo educativo del campus di Piacenza, che diventa un «polo ideale dove creare sinergia nella formazione sia iniziale che “in servizio” delle professioni educative, su cui, come tutti sperimentiamo ogni giorno, occorre investire in modo costante e dedicato». 

Pubblicato il 30 luglio 2022

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