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Notizie Varie

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Con 160mila euro la Provincia installa 34 telecamere alle superio

 telecamere scuole

La Provincia di Piacenza ha stanziato la cifra di 160mila euro in un triennio per garantire la sicurezza delle scuole superiori di sua competenza, prese di mira dai ladri e dai vandali nelle ultime settimane. Si tratta di 34 telecamere e due impianti di allarme che sono in fase di installazione a Piacenza e provincia. Dei 160mila euro, 50mila euro serviranno per le tecnologie, 110mila euro per la collaborazione con la società di vigilanza privata “Metronotte Piacenza”. “È un problema già evidenziato da tempo – ha dichiarato la presidente Monica Patelli, illustrando l’importante iniziativa dell’ente già avviata la scorsa estate -, le scuole hanno subito incursioni, furti, problemi. I dirigenti scolastici sono allarmati”. Le telecamere e gli impianti d’allarme saranno collegati con la centrale di “Metronotte Piacenza”. “In un momento nel quale - ha aggiunto anche la vicepresidente Patrizia Calza - le risorse dovrebbero essere utilizzato per migliorare la didattica degli studenti, in particolare degli istituti tecnici, siamo costretti ad usare questi fondi per gli impianti di sicurezza”.

In questi giorni di chiusura delle scuole è in corso il completamento dell’installazione delle infrastrutture (telecamere, impianti di collegamento e ponti radio) negli edifici. “Nel corso del 2023 - ha aggiunto Patelli - gli uffici provinciali ne monitoreranno l’efficacia, per poi fare valutazioni concrete sulla base dei risultati effettivi. La speranza, ovviamente, è che queste azioni svolgano una efficace azione di deterrenza rispetto ad effrazioni e furti”. Degli ultimi episodi di questo tipo si era parlato anche nel più recente Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, presieduto dal Prefetto: “Anche in quella sede potrebbe essere utile - ha osservato Calza - un momento di analisi e di confronto sulle misure varate dalla Provincia, coinvolgendo - con le Forze dell’Ordine - anche le Polizie locali. In questa fase preventiva saranno preziosi contributo ed esperienza delle realtà, come Confindustria, che si sono sempre dimostrate sensibili e di aiuto di fronte ai casi di furti di attrezzature utilizzate in aule e laboratori scolastici”. Telecamere e allarmi saranno collegati con la centrale operativa di Metronotte Piacenza.

Gli interventi

Al polo scolastico di Castel San Giovanni 4 telecamere. Al polo scolastico “E. Mattei” di Fiorenzuola d’Arda: mantenimento e potenziamento degli impianti di allarme sui tre edifici scolastici, con servizio di pronto intervento di pattuglia in caso di allarme scattato. Il potenziamento prevede l’installazione di rilevatori presso punti strategici (ad esempio i laboratori) degli edifici.
Diversamente da altri istituti, a Fiorenzuola d’Arda si è deciso di mantenere, potenziandoli, gli impianti di allarme, in quanto già presenti in tutte le palazzine del campus scolastico.

Presso la scuola superiore di Borgonovo Val Tidone (sede staccata dell’istituto “A. Volta” di Castel San Giovanni): mantenimento e potenziamento dell’impianto di allarme con servizio di pronto intervento di pattuglia in caso di allarme scattato. Come a Fiorenzuola d’Arda, anche a Borgonovo si è deciso di mantenere, potenziandolo, l’impianto di allarme, in quanto già presente nell’edificio della scuola superiore. Al polo scolastico “Raineri-Marcora” di Piacenza 4 telecamere. Al liceo “G. M. Colombini”, sede principale di viale Beverora a Piacenza, 3 telecamere. Al liceo “L. Respighi, sede principale di piazzale Genova, 7 telecamere. Al liceo “M. Gioia”, sede principale di viale Risorgimento a Piacenza, 5 telecamere. All’istituto commerciale “G. D. Romagnosi” di Piacenza, 3 telecamere. Presso le palestre scolastiche di largo Brigata, 2 telecamere. Presso i laboratori tecnici dell’istituto “Marconi-Leonardo” in via Negri a Piacenza, 2 telecamere. All’interno dell’immobile “Ex-Leonardo” (sede staccata dei licei “G. M. Colombini” e “L. Respighi”) 2 telecamere. Presso l’istituto professionale “A. Casali” di Piacenza, 2 telecamere.

Pubblicato il 31 dicembre 2022

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Africa Mission: il ricordo di Daniele Vignola, collaboratore del Movimento

 vignola

“Daniele è stato fra i primi a sostenere don Vittorio. Una persona presente fin dall’inizio della storia di Africa Mission, ma soprattutto una persona buona che sempre ha cercato di conciliare e far andare d’accordo persone e visioni diverse”.
Così Carlo Ruspantini, direttore di Africa Mission Cooperazione e Sviluppo, ricorda Daniele Vignola, 79 anni, informatore medico in pensione ma a lungo componente del Comitato direttivo e storico collaboratore di Africa Mission. Quanto lui fosse presente fin dall’inizio dell’avventura del Movimento lo si capisce dal fatto che proprio a Vignola fosse stata assegnata la tessera numero 2, datata 8 dicembre 1973, di socio effettivo dell’associazione Africa Mission Safari Club, da cui poi sarebbe nata Africa Mission Cooperazione e Sviluppo.

“Era stata compilata e firmata da don Vittorio con quella delicatezza che ha sempre usato nei miei confronti - aveva spiegato in un’intervista al riguardo - la numero 1 apparteneva al suo vescovo, Enrico Manfredini: sul retro si legge «sono soci effettivi solo coloro che hanno partecipato a uno o più viaggi in Africa»”.
Ed effettivamente Vignola in più di un’occasione era sceso in Africa: lo aveva fatto per il suo viaggio di nozze e anche dopo. Con don Vittorio, Vignola aveva avuto i primi contatti nel giugno del 1972: in agosto ci fu il primo viaggio verso l’Uganda e - spiegò in seguito Vignola - “fu per me uno spartiacque, qualcosa che mi cambiò la vita. In seguito a quel viaggio ho preso delle decisioni importanti, instaurando un rapporto duraturo con Africa Mission. L’associazione era l’incontro tra una fede dotta e una fede semplice, entrambe incrollabili”.
“Oggi che Daniele non c’è più c’è da credere che ci mancherà moltissimo - conclude Ruspantini - negli ultimi tempi era impegnato nel riordino dell’archivio del Movimento. Era una presenza insostituibile e preziosa: una persona buona come difficilmente se ne trovano”.

Vignoa Daniele

Nelle foto, in alto, un primo piano di Daniele Vignola; sopra, con la moglie e don Vittorio Pastori.

Pubblicato il 30 dicembre 2022

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Nella manovra anche i 20 milioni di euro per Villa Verdi

 Villa Verdi

Venti milioni di euro per salvare Villa Verdi, la residenza di Villanova d’Arda nel Piacentino, dove visse per circa cinquant’anni il grande compositore: sono stati stanziati nella nuova legge di bilancio approvata alla Camera. La buona notizia giunge a un mese esatto dalla visita in loco del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che aveva confermato l’impegno del Governo per salvare la residenza, destinata alla vendita all’asta a causa di dissidi tra gli eredi. “Non possiamo che essere soddisfatti e felici per questo importante risultato, che premia lo sforzo congiunto fatto dal Governo, dalla Regione e da tutti gli Enti coinvolti per tutelare un patrimonio italiano ed europeo- affermano il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-. Da subito, quando si era paventato il rischio che questo bene collettivo potesse andare perduto, ci eravamo assunti l’impegno di fare tutto ciò che era in nostro potere per salvaguardarlo. Impegno che siamo pronti a confermare e rinnovare, per esempio garantendo l’apertura al pubblico di questo straordinario luogo dove Giuseppe Verdi trascorse mezzo secolo di vita, che abbiamo peraltro censito tra le realtà dell’Emilia-Romagna interessate dalla legge regionale per il riconoscimento e la valorizzazione delle «Case e studi delle persone illustri». Ringraziamo- chiudono Bonaccini e Felicori - in particolare il ministro Sangiuliano, il Governo e tutte le istituzioni che hanno lavorato, e lavoreranno insieme, per la tutela di Villa Verdi e dei luoghi verdiani: dalla Prefettura alle Province di Parma e Piacenza, dalla Soprintendenza Abap ai Comuni di Villanova d’Arda e Busseto. Insieme continueremo a salvaguardare e valorizzare il grande patrimonio culturale, artistico e paesaggistico che contraddistingue l’Emilia-Romagna”.

Chiusa dal 1° novembre scorso, la casa museo di Giuseppe Verdi, situata nella frazione di Sant’Agata di Villanova, è stata voluta dal compositore come residenza dove tornare dagli impegni in giro per l’Europa. Era il luogo da cui amministrava le sue terre, i vigneti, l’allevamento di cavalli e le stalle. Della tenuta, ampliata e sistemata nel 1849, è stata visibile fino alla chiusura solo una parte dell’edificio: la stanza di Giuseppina Strepponi (seconda moglie di Verdi), con gli arredi originali, la camera da letto-studio di Verdi, e altre due sale dove si conservano documenti, fotografie e copie di opere verdiane. La villa è circondata da un grande parco progettato dal compositore.

Pubblicato il 30 dicembre 2022

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Piacenza, presidio di solidarietà per il popolo iraniano

iran

Questa sera, 30 dicembre, dalle ore 18 alle ore 19.30 in piazzetta San Francesco a Piacenza sarà presente il Comitato "Donna - Vita - Libertà" per esprimere solidarietà con le lotte e le proteste del popolo iraniano. Saranno presenti anche alcuni giovani iraniani.

L'iniziativa segue la fiaccolata che si è tenuta lo scorso 23 dicembre. Gli attivisti piacentini continuano così l'impegno a tenere accesi i riflettori sul territorio su quanto sta accadendo in Iran e ad esprimere solidarictà e sostegno umano alle donne iraniane e al popolo impegnato a chiedere democrazia e rispetto dei fondamentali diritti umani.

Nel mese di gennaio il Comitato "Donna - Vita - Libertà" tornerà con il suo presidio in piazzetta S. Francesco il 13, 20 e 27.

Pubblicato il 30 dicembre 2022

Bando montagna, 19 finanziamenti per 540mila euro nel Piacentino

Case montagna

La Regione Emilia-Romagna per il terzo anno consecutivo offre un sostegno economico a chi sceglie di trasferirsi in uno dei 121 comuni di montagna dell’Appennino emiliano-romagnolo, per comprare una casa da adibire a propria residenza abituale per almeno cinque anni. I contributi a fondo perduto sono compresi tra un minimo di 10mila e un massimo di 30mila euro, e comunque non potranno superare il 50% delle spese sostenute per l’acquisto dell’immobile. La Regione ha infatti approvato in questi giorni la graduatoria del Bando Montagna 2022, pubblicato a ottobre, rivolto a giovani coppie e famiglie, anche composte da una sola persona, in cui il richiedente del contributo regionale non abbia più di 40 anni di età. “Quando parliamo di Appennino emiliano-romagnolo, parliamo di 121 Comuni che coprono il 40% del territorio regionale e in cui vivono 450mila cittadini - affermano l'assessore alla Montagna, Igor Taruffi, e l’assessora alle Politiche abitative, Barbara Lori -. Un'area, dunque, tutt'altro che marginale che è e va vista come un grande propulsore di economia, cultura, enogastronomia, turismo e di tutto ciò che ha da offrire. Non può esserci crescita- chiudono- senza una reale valorizzazione dei territori, delle aree interne e di quelle più svantaggiate, che deve necessariamente passare per nuove politiche di contrasto all’abbandono. Politiche su cui la nostra Regione è impegnata da anni”.
Entro il prossimo marzo saranno dunque finanziate le prime 175 nuove domande di contributo con i 5 milioni di euro stanziati: una dotazione che porta a mille il totale di richieste soddisfatte per 25 milioni di euro complessivi messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per questa iniziativa, che punta a sostenere la rivitalizzazione e il ripopolamento delle aree montane, e a favorire nuove opportunità di sviluppo e valorizzazione dei Comuni appenninici. Il nuovo intervento finanzia solo interventi di acquisto e non di riqualificazione (come avveniva nei bandi precedenti). Una scelta dettata dalla necessità di evitare sovrapposizioni con le diverse misure e benefici nazionali- a partire dal superbonus 110%- che già prevedono agevolazioni soprattutto sul piano fiscale per sostenere interventi di ristrutturazione. Oltre che dalla volontà di rendere più veloci le procedure di erogazione dei contributi, che possono essere assegnati solo a consuntivo. Come previsto nel bando, le domande ammissibili ma non finanziate per esaurimento dei fondi conservano validità per i 12 mesi successivi all’approvazione della graduatoria, per consentire l’eventuale finanziamento delle stesse nel caso di disponibilità di ulteriori risorse finanziarie.

Contributi e beneficiari

Il contributo è a fondo perduto e varia da un minimo di 10 mila euro per alloggio a un massimo di 30 mila euro, comunque non superiori al 50% delle spese sostenute in caso di acquisto dell'immobile. Beneficiari della misura giovani coppie e nuclei famigliari, anche composti da una sola persona, in cui almeno uno dei componenti (ad esclusione dei figli) sia nato dopo il 1^ gennaio 1982 (età massima 40 anni) e abbia la residenza anagrafica in Emilia-Romagna o comunque svolga un’attività lavorativa esclusiva o principale nel territorio regionale; tra i requisiti anche l’Isee inferiore a 50mila euro.

Il bando prevedeva inoltre punteggi aggiuntivi per le famiglie con uno o più figli conviventi; per le persone con meno di 30 anni; per chi svolgeva già un’attività lavorativa in un Comune appenninico; per chi abitava in un Comune non montano, ma disposto a trasferire la propria residenza in un Comune montano. Altri requisiti premianti anche quelli riferiti alla localizzazione dell’immobile. Un punteggio più alto è stato infatti attribuito a chi ha risposto al bando con l’intenzione di acquistare casa in uno dei Comuni con gli indici di decremento demografico, vecchiaia e reddito più svantaggiati. Su 175 interventi al momento finanziati, 32 sono nei Comuni montani di entrambe le province di Modena e Parma, rispettivamente per 929.100 e 885.750 euro di contributo regionale; 28 quelli in provincia di Bologna per 782.500 euro; 21 in provincia di Rimini per 597.300 euro; poi 19 in provincia di Piacenza per 540mila euro, 17 nella provincia di Forlì-Cesena per 494.700 euro e 15 i progetti per 424.500 euro in provincia di Reggio Emilia; infine 11 gli interventi finanziati nel Ravennate, per 330mila euro.

Pubblicato il 30 dicembre 2022

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