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UN LIBRO AL GIORNO/3 L'ultimo ring

l'ultimo ring libro

L'ultimo ring

Brianza, anni Cinquanta. Augusto è un pugile, ha le mani piene di rabbia e un’infanzia grama; la trasforma in energia per tirar su una famiglia, una bottega, una casa. Con Maria, di cui ha bisogno come l’aria. Si incontrano sulla strada per il lavoro, lei in fabbrica, lui al salumificio. Maria, vincendo le sue paure, si unisce al sogno di Augusto, ne condivide le sfide e ne smussa le asprezze, soprattutto quando i figli stanno stretti nel posto da lui pensato per loro.
L’istintiva positività nei confronti della vita – il cuore che scoppia di desiderio, a dispetto di ogni fallimento – prende forma in una narrazione epica dall’andamento percussivo, che registra l’incalzare dei colpi, l’affanno della lotta, l’esultanza della vittoria, il silenzio del dolore, l’umiltà della fiducia. Mentre la vita si snoda dura, sorprendente.
Il romando “L’ultimo ring”, pubblicato da Ares, è la rielaborazione poetica della storia familiare dell’autore, Corrado Bagnoli, che talvolta fa capolino, come bucando la pagina, per sbirciare i suoi genitori da bambini, giovani, nonni. Per carpire il segreto della loro irriducibile speranza.


Corrado Bagnoli tiene corsi di lettura e scrittura; ha diretto collane di poesia e curato libri d’arte, suoi saggi compaiono in riviste e opere antologiche; collabora con il quotidiano ilsussidiario.net. Tra le sue pubblicazioni: Terra bianca (2000); Nel vero delle cose (2003); Uichendtuttoattaccato (2003); Fuori i secondi (2005); La scatola dei chiodi (2008); In tasca e dentro gli occhi (2009); Casa di vetro (2012); Il cielo di qua (2018); La casa visitata (2021).

L'ultimo ring

di Corrado Bagnoli

Edizioni Ares

176 pagine - euro 15

Pubblicato il 27 luglio 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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    5

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