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Piacenza da scoprire: il presbiterio-santuario della chiesa di San Giovanni in Canale

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Continuando il nostro cammino nelle bellezze nascoste di Piacenza, arriviamo oggi nella chiesa di San Giovanni in Canale, in via Beverora, dove ci soffermiamo sul suo presbiterio che si erge come un vero e proprio santuario all'interno dell'edificio sacro, arricchendo l'ambiente con affreschi di straordinaria bellezza e suggestione. Nella chiesa di radici storiche, dove si insediarono i Domenicani nel XIII secolo, gli affreschi del presbiterio, realizzati tra il 1721 e il 1734 da Giovan Battista e Francesco Natali, insieme ai figuristi Sebastiano Galeotti e Bartolomeo Rusca, rappresentano un vero tesoro artistico e storico.


Effetto prospettico coinvolgente

A Giuliano Mozzani, scultore carrarese, si deve l'altare ornato, del 1733, con le statue dei due santi Pontefici Domenicani, che contribuiscono a creare un'atmosfera di devozione nel santuario. La volta del presbiterio, dei Natali e Galeotti, raffigura l’Apoteosi di San Giovanni Battista. Un’opera dal vigoroso impianto architettonico che, partendo dagli angoli si dispiega in un gioco alterno concavo e convesso di balconi, mensole, balaustre e colonne con un effetto prospettico coinvolgente che culmina con l’immagine estatica del Santo circondato da angeli, creando un risultato visivo di profondità e tridimensionalità.

Il presbiterio, elevato di tre gradini e chiuso da una balaustra in marmo rosso, risplende di maestosità e sacralità. Il pavimento in marmo bianco e rosso di Verona conferisce ulteriore eleganza e raffinatezza all'ambiente, mentre le pareti, con i loro finestroni rettangolari e affreschi riccamente decorati, raccontano storie di fede e miracoli.

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Dettagli pittorici

Le pareti del presbiterio sono adornate da finte architetture di lesene e colonne, dalle quali emergono balconcini e dettagli pittorici finemente studiati. Elementi floreali e lumeggiature dorate impreziosiscono le composizioni artistiche, trasformando le pareti in veri capolavori ornati di simbolismo e significato. Nella parete di destra è raffigurato il miracolo di San Giacinto: il Santo ha miracolosamente messo in salvo la pisside con le ostie consacrate. Nella parete sinistra Papa Onorio III approva la regola domenicana presentata dallo stesso San Domenico inginocchiato.

Esemplare unico

Il presbiterio santuario della Chiesa di San Giovanni in Canale è un concentrato di effetti dinamici, illusionistici e devozionali e la loro buona conservazione ne fanno un esemplare unico nella storia locale. Questo ambiente coinvolgente e suggestivo è una testimonianza tangibile dell'arte e della fede che si intrecciano in un connubio indissolubile di bellezza e spiritualità.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 15 agosto 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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