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La mostra al Meeting di Rimini: un viaggio spirituale e culturale attraverso sette secoli di storia e speranza

giubi



La mostra "Giubilei. Il perdono che ridona la vita", curata da Danilo Zardin con la collaborazione di Cecilia De Carli e Michela Valotti, si presenta come un'opportunità unica per i visitatori del Meeting di Rimini di esplorare il significato profondo e trasformativo dei Giubilei nel corso dei secoli. Il Giubileo, periodo di perdono e rinascita, rappresenta un momento di grazia e misericordia che invita tutti a riflettere sul proprio cammino spirituale e personale.


Una narrazione accessibile a tutti

Il percorso espositivo, accompagnato da una guida, conduce i visitatori come pellegrini in un viaggio che spazia dal 1300 fino ai giorni nostri, offrendo una narrazione accessibile a tutti che sottolinea l'importanza storica e attuale dell'evento del Giubileo. Attraverso opere d'arte antiche e contemporanee, la mostra crea un dialogo suggestivo tra passato e presente, evidenziando il valore universale della promessa di bene e speranza che il Giubileo porta con sé.

Divisa in quattro macro-sezioni che si concentrano sui momenti salienti della storia dei Giubilei, l’esposizione, offre ai visitatori la possibilità di immergersi in un percorso emozionale e informativo che culmina con un'attenzione particolare al prossimo Giubileo del 2025. Quest'ultimo è presentato non solo come un evento religioso, ma come un'occasione di riflessione e speranza per il futuro, invitando a riconsiderare le relazioni e il modo di vivere la vita.


Un invito al cambiamento interiore

La dimostrazione della fragilità umana e del desiderio di bene, esposta dalla mostra, spinge a interrogarsi sulla nostra capacità di accoglienza e di risoluzione dei conflitti che affliggono la società. Il Giubileo diventa così un invito al cambiamento interiore e alla trasformazione delle relazioni, facendo comprendere il perdono e la compassione come strumenti per costruire un mondo migliore.
In conclusione, la mostra "Giubilei. Il perdono che ridona la vita" si configura come un'esperienza coinvolgente e illuminante che celebra la forza rigeneratrice del perdono per l’umanità.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 21 agosto 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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