Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Piacenza da scoprire: la chiesetta di Maiano

maiano




Continuiamo il nostro cammino nei dintorni di Piacenza alla scoperta di bellezze nascoste e dopo Podenzano, appena prima di Grazzano Visconti, incontriamo sulla statale la piccola chiesa di Maiano. Immersa nella tranquillità della campagna piacentina, la chiesetta di Maiano, con dedica ai Santi Ippolito e Cassiano, rappresenta un autentico tesoro dell'architettura romanica. Risalente all'XI secolo, questo edificio sacro ha una storia ricca di significato e di fascino che si riflette nella sua struttura e nei suoi dettagli architettonici.


Ospizio per i pellegrini

Appartenente ai monaci e dotata di un ospizio per i pellegrini, la chiesetta di Maiano ha svolto un ruolo importante nel corso del medioevo come punto di riferimento e rifugio per i romei che percorrevano il cammino della fede verso Roma. Questo legame con il pellegrinaggio si manifesta ancora oggi nella monofora est della torre campanaria, dove sono conservati una scodella e un coltello, segnali tangibili della generosità e dell'accoglienza offerta ai viandanti.


La facciata e la torre

La chiesetta, nel corso degli anni, arrivò ad essere in condizioni fatiscenti e nel secolo scorso, tra il 1944 e il 1949, venne fortemente ristrutturata. Il lavoro è stato affidato a degli artigiani locali che hanno cercato di preservare i caratteri originali dell'edificio, mantenendo intatta la sua autenticità e il suo fascino senza tempo.

Uno degli elementi più suggestivi della chiesetta di Maiano è la sua posizione isolata e suggestiva, preceduta da un ampio sagrato con orientazione Est-Ovest. La facciata romanica, realizzata in pietra a vista, si presenta come un capolavoro di equilibrio e armonia, con la sua struttura tripartita e le lesene in mattoni a vista che incorniciano l'ingresso principale. La torre campanaria si erge sul lato sinistro del presbiterio. A pianta quadrata, in pietra a vista, con lesene d'angolo in mattoni, termina con una cella campanaria forata sui quattro lati da basse monofore a tutto sesto. La torre è decorata con cornici ad archetti pensili ed è coperta con tetto a quattro falde in coppi.

maiano2


La navata interna

L'interno della chiesa segue uno schema planimetrico ad aula, con un'unica navata divisa in tre campate. Le campate sono scandite da eleganti lesene doriche in mattoni a vista, mentre i dettagli decorativi arricchiscono l'atmosfera sacra dell'edificio. Le cappelle votive sono dedicate a San Giuseppe e alla Madonna delle Grazie che conserva un affresco trecentesco, oggetto di grande devozione. Il presbiterio, sopraelevato di un gradino in marmo rosso di Verona, sul piano della chiesa, è a pianta rettangolare, a unica campata, voltata a botte. Da evidenziare è l’altare maggiore in marmo con decori bronzei.

Bellezza intramontabile

La chiesetta di Maiano si presenta così con la sua storia millenaria e la sua bellezza intramontabile. Tra le mura di questa piccola gemma romanica si respira un'atmosfera di pace e di serenità, che invita i visitatori a contemplare la bellezza del passato e a riflettere sulla spiritualità e la fede che hanno ispirato generazioni di fedeli nel corso dei secoli.

Riccardo Tonna

Nelle foto, la chiesa di Maiano e il suo interno.

Pubblicato il 22 agosto 2024

Ascolta l'audio

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente