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UN LIBRO AL GIORNO/21 Quando arte e letteratura si intrecciano

libro la crocifissione di picasso

Papa Francesco lo ha ricordato nella sua recente Lettera sulla letteratura: non solo vacanze, ma qualche volta sacrificio, mancanza, o noia e abbandono. E il Pontefice ha sottolineato come il libro possa aiutare, perché trasmette speranze, endorfine, fa comunicare, e restituisce un senso ad una vita che sembrava averlo perso. E riesce a mettere in comunione la parola con l’immagine.

La crocifissione di Picasso

Lo fa ad esempio l’editrice Ancora con un volume firmato da Yvonne Dohna Schlobitten, da Giulio Osto e dal compianto Luigi Missaglia, “Invocata redenzione. La crocifissione di Picasso”. Qui emerge un elemento che una lettura superficiale del Novecento ha spesso messo in ombra: la tensione religiosa di molti degli artisti e degli scrittori protagonisti delle rivoluzioni delle avanguardie. Come faceva notare giustamente Missaglia, il discorso su Picasso è molto profondo e articolato, e l’elemento religioso ne fa parte integrante: basterebbe riguardare, oltre alla Crocifissione, le Damoiselles d’Avignon o la celeberrima Guernica dove è evidente il richiamo alle icone, alle sculture africane o alla Pietà. La grande potenza dell’arte sta proprio nella sua capacità di rileggere e reinterpretare il passato alla luce delle sensibilità emergenti nel presente.

Emmaus

Ma c’è un altro episodio evangelico che ha affascinato i lettori e gli artisti nel corso dei secoli, l’incontro di Emmaus narrato da Luca. Pezzini Editore ha dato alle stampe “Gesù e i discepoli di Emmaus nell’arte” scritto da François Bœspflug, teologo e storico dell’arte che ripercorre il cammino della raffigurazione artistica dell’episodio: si parte dalla Ravenna del mosaico centrale di Sant’Apollinare Nuovo, 561 della nostra era, dalle vetrate della cattedrale di Chartres, e siamo a metà del XII secolo, si passa attraverso la visione esplicita, del pittore e di chi guarda, della vera natura del passante, che invece è ancora misteriosa per i due compagni di viaggio, in una tela di H. F. Olivier oggi a Londra, e siamo nel 1827, per riscoprire le interpretazioni di Rubens e quelle di Caravaggio nella Pinacoteca di Brera a Milano e alla national Gallery di Londra.

La natura fatata di Stifter

E infine una sorta di romanzo di formazione, come andava nell’Ottocento, e in effetti questo “Il vecchio scapolo” di Adalbert Stifter, proposto da Carbonio Editore con la traduzione di Margherita Carbonaro ci riporta in una natura fatata eppure reale, perché lo scrittore austriaco, scomparso nel 1868, guarda ai boschi, ai laghi, al cielo con la meraviglia e la profondità che diverranno di lì a poco i nuclei fondamentali della poetica di Pascoli come lo erano stati nel ritorno alla Grande Madre dei trascendentalisti americani come Thoreau, Whitman, Emerson. L’incanto del creato fa da sfondo ad un cammino di crescita e del ritrovamento del proprio sé attraverso l’incontro con gli altri, i quali non sempre appaiono come vorremmo noi. Eppure sono proprio loro ad aiutarci nel nostro cammino.

Marco Testi

Pubblicato il 31 agosto 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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