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UN LIBRO AL GIORNO/22 Dal graphic novel alla musica

luci sul palco libro

L'estate sta finendo, come diceva un tormentone di alcuni anni fa. Ma perché non continuare a dedicare tempo a quella che è una vera e propria cura, la lettura? Forse non lo avete mai considerato prima, ma potreste sperimentare un genere che sta prendendo piede anche da noi, il graphic novel, il racconto illustrato a fumetti. E non un racconto qualunque, perché è uno dei capolavori del nostro Novecento: “Il deserto dei Tartari”, uscito la prima volta nel 1940, del grande Dino Buzzati (1906-1972), la storia di un uomo stregato da un luogo da cui all’inizio vorrebbe andar via, un avamposto militare in cui si attende da tempo l’arrivo del nemico, e poi resta affascinato da quello spazio e da quel tempo. Una storia che oggi si apre, grazie alla riduzione letteraria di Michele Medda e ai disegni di Pasquale Frisenda (Sergio Bonelli editore), al godimento di tutti, dagli amanti dei classici ai più giovani in cerca di nuovi modi di avvicinarsi al continente libro.

Tra cinema e canzoni

Per gli amanti delle connessioni interdisciplinari, in questo caso tra cinema e canzone, c’è un’altra chicca che ci riporta indietro, a quando Gianni Morandi, Laura Efrikian, che diverrà di lì a poco sua moglie, Bobby Solo, il compianto Little Tony, Mal -già voce del gruppo inglese dei Primitives, poi da solo e amatissimo dalle ragazzine del tempo-, Iva Zanicchi, Al Bano, Romina Power, Mina, Rita Pavone e Shel Shapiro, voce e chitarra dei Rokes, un altro gruppo inglese che divenne italianissimo grazie a hit del beat come “Che colpa abbiamo noi”, cover di un brano del cantautore americano Bob Lind, “Cheryl’s Goin’ Home” diventarono anche, si fa per dire, attori. Perché “Musicarelli” (edizioni Vololibero), di Marta Cagnola e Simone Fattori ci riporta ai favolosi anni Sessanta, quando da una canzone di successo si tirava fuori un film, che in gergo veniva chiamato appunto musicarello, che prendeva spunto da quel titolo per aumentare le vendite del 45 giri con storie d’amore quasi sempre a buon fine. Lo specchio di un’età irripetibile, se non su You Tube, ma è proprio, inevitabilmente, un’altra storia.

La musica dei cantautori, spiragli di infinito

Se vogliamo rimanere in terra musicale, allora abbiamo un libro dell’editore Àncora, benemerito promotore della altrimenti ignorata dimensione dei rapporti tra letteratura e canzone: si tratta di “Luci sul palco. La musica dei cantautori, spiraglio sull’infinito” di Claudio Zonta, che, collaborando -suona la chitarra battente- con l’Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna, scrivendo per la Civiltà Cattolica ed essendo lui stesso gesuita, di rapporti tra cantautorato e profondità dello spirito se ne intende. In questo libro Zonta affronta gli abissi nascosti dietro le etichette abusate per affrontare direttamente i contenuti e le storie di Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lucio Dalla, e soprattutto dimensioni ancora non ben esplorate da questo tipo di ricerca, ad esempio l’esperienza mistica di Giuni Russo e il femminile nella creazione musicale, e quindi Alice, Paola Turci, Fiorella Mannoia, Giorgia e molte altre. La creazione non conosce limiti e confini, tanto per restare in terra di citazioni “canzonettare”.

E, a proposito di contaminazioni tra racconto e fumetto, ecco che dalla collaborazione tra Amedeo Gavazzi e l’artista Francesco Bartolini vede la luce in questi giorni “Attimi fulgenti. Storie fra gli amici miei” (Fuorilinea) in cui i ricordi delle avventure dell’adolescenza tra provincia romana e Europa, speranze amorose e addii diventano un fluire commosso e divertente di una stagione che non torna, ma che lascia profonde tracce. Un graphic novel che parla a e di tutti noi.

Marco Testi

Pubblicato il 1° settembre 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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