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Gragnano ricorda Giacomo Matteotti

matteotti locandina

Nel centenario della morte il Comune di Gragnano nella giornata di sabato 12 ottobre ricorderà la figura di Giacomo Matteotti, diventato sinonimo di libertà, con una duplice iniziativa.
Alle ore 17 si svolgerà la cerimonia di intitolazione della via di collegamento con il Nuovo Palazzetto dello Sport al politico di Fratta Polesine. A ricordarlo, dopo i saluti della sindaca Patrizia Calza, si succederanno gli interventi dell’assessore comunale Alberto Frattola e del Presidente dell’ANPCI provinciale Mario Spezia.
A seguire alle ore 18 presso il Centro Culturale gli attori del Centro Teatro Attivo di Milano presenteranno un lavoro dal titolo “La valigia ritrovata”.
Documenti, immagini e canzoni su Giacomo Matteotti su un testo di Magda Poli e con messa in scena di Annina Pedrini.

“A Giacomo Matteotti sono dedicate vie, piazze e monumenti in tutto il mondo eppure credo si possa dire che, a parte il famoso discorso che ne determinò la tragica fine, la sua figura sia poco conosciuta, afferma la Sindaca Patrizia Calza. La sua importanza non sta tanto nella sua tragica fine ma nella sua breve vita. Con grande lucidità vide la demolizione delle libertà garantite dallo Statuto Albertino e ne denunciò le conseguenze, mentre nella restante classe dirigente non si faceva strada analoga consapevolezza. Per certi versi fu una figura profetica e poco capita dai suoi contemporanei. Credo che questo spettacolo sia un’occasione importante per conoscerla meglio”.

Pubblicato l'8 ottobre 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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