Ogni figlio ha talenti unici: aiutalo a sbocciare
di Cecilia Galatolo  
26 Ottobre 2026
I 10 comandamenti in famiglia - 9°: Non desiderare la donna d’altri

Ogni figlio ha talenti unici: aiutalo a sbocciare

Il nono comandamento recita “Non desiderare la donna d’altri”. Vediamo come può essere coniugato in famiglia.

 

 

No a modelli ideali

Riprendiamo in esame il nono comandamento
(“Non desiderare la donna d’altri”),
declinandolo nell’esperienza
dei genitori.
In un articolo precedente si invitava
ad evitare
il confronto tra i propri figli e quelli degli altri,
perché questo atteggiamento genera frustrazione e ferite interiori.
Quando
si paragona il proprio figlio a un modello ideale,
si smette
di vedere il suo valore unico.
I confronti, infatti, non fanno crescere:
umiliano e scoraggiano, alimentando senso di inadeguatezza.
Dietro questi atteggiamenti si nasconde spesso
una forma sottile di insoddisfazione o di invidia dei genitori.

Il problema non è il figlio, ma lo sguardo del genitore, che deve convertirsi.
Ogni figlio è unico, con tempi, limiti e talenti diversi,
e va accompagnato nella sua originalità.
Anche i figli più difficili
sono una chiamata all’amore autentico e gratuito.

 

La genitorialità è un continuo, inarrestabile, impervio e meraviglioso cammino di crescita interiore per gli stessi genitori. Amare un figlio significa accoglierlo per ciò che è, non per ciò che si vorrebbe che fosse. È proprio da questo amore paziente e fedele che nasce, nel figlio, il coraggio di diventare sé stesso.
Per poter amare così, però, è importante che il genitore riconosca le proprie ferite e difficoltà proprio nella propria capacità di amare.
Per crescere un figlio occorre che cresca, con lui, il genitore.

 

Scopri le meraviglie di Dio in tuo figlio

Ci sarà capitato di sentir dire da un padre o una madre: “Perché tuo figlio è così bravo, mentre il mio no?”. Una frase che può essere declinata nella scuola, nell’ambito dell’educazione, nello spazio delle amicizie.
Ci sono poi figli con patologie o difficoltà comportamentali.
Una volta una madre ha detto, probabilmente presa dalla stanchezza di gestire delle difficoltà: “Non auguro a nessuno una figlia come la mia”. Sono frasi spesso dette in momenti di stress e per le quali nessun genitore va giudicato. Eppure lasciano segni: in chi le pronuncia e in quel figlio che percepisce il desiderio dell’adulto di “sostituirlo” con uno meno difettoso.
Se un figlio non percepisce l’amore incondizionato di cui ha bisogno, potrebbe rimanere ingabbiato nell’insicurezza e nella sfiducia.

La Parola di Dio ci viene in aiuto: non è opprimente, ma liberante.
Al di là delle imperfezioni e della stanchezza che possono averci spinto a desiderare un’altra vita e persino un altro figlio, possiamo riprendere un cammino di crescita interiore e un percorso di fede, ricentrandoci sulla vocazione che abbiamo ricevuto: amare questi figli e non altri, figli reali, forse difficili, ma affidati proprio a noi.

 

La terribile Leonia

Una testimonianza luminosa ci viene dalla famiglia di Santa Teresa di Lisieux. I suoi genitori, Luigi Martin e Zelia Guérin, oggi santi, non ebbero soltanto figli docili e straordinari. Una delle loro figlie, Leonia, attraversò anni molto difficili: aveva comportamenti aggressivi, ribelli, profondamente problematici. Faticava nelle relazioni, non riusciva a stare serenamente con gli altri bambini e creò ai genitori grandi preoccupazioni.
Sarebbe stato facile etichettarla come “la figlia impossibile”. Sarebbe stato comprensibile scoraggiarsi o prendere le distanze emotivamente da lei.
Invece Luigi e Zelia continuarono ad amarla con una pazienza instancabile, unendo fermezza e dolcezza, rigore educativo e tenerezza, preghiera e perseveranza. Non negarono le difficoltà, ma non smisero mai di credere che dentro quella figlia inquieta abitasse un bene da custodire e far fiorire.

Ed è proprio questo lo stile di Dio con noi.
Il Signore non ama per confronto, non preferisce i figli “più facili”, non ritira il suo amore quando deludiamo le aspettative. Dio guarda ciascuno come unico, irripetibile, degno di essere accompagnato con misericordia e verità. E i genitori cristiani sono chiamati a rendere visibile questo sguardo nelle loro famiglie.

 

 

E gli altri comandamenti coniugati in famiglia?
Quelli già pubblicati li trovi qui: https://www.ilnuovogiornale.it/categoria/rubriche/genitori-e-figli/

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