«Dio mi ha conquistato con un pacchetto di caramelle»
di Davide Maloberti  
27 Settembre 2026

«Dio mi ha conquistato con un pacchetto di caramelle»

Da piccola sognava di fare la ballerina, ma anche la cantante e poi la pittrice. In terza elementare, a otto anni, è avvenuta la svolta. Quello di suor Anna Maria Pinton, classe 1952, è un cammino che viene da lontano e che oggi, dopo gli ultimi anni vissuti a Lodi in una comunità per donne in difficoltà, l’ha condotta a Piacenza nella Casa Madre sullo Stradone Farnese per essere la provinciale per tutta l’Italia delle Figlie di Sant’Anna (nella foto sopra è a destra, insieme a suor Lettechristos Ghebrenicael, superiora della comunità della Casa madredi Piacenza).

Incontrarsi in treno

Ma torniamo a quegli inizi. Il padre Mario, padovano di Santa Giustina in Colle, catechista con l’Azione Cattolica in parrocchia, aveva incontrato in treno l’allora madre generale delle Figlie di Sant’Anna, suor Anna Sebastiana Pifferi.  A lui non sembrava vero: aveva una sorella, al secolo Mercede, già consacrata in quello stesso ordine. Ne nasce un appassionato dialogo con la Madre generale che non si lascia sfuggire l’occasione: “Ha figlie? Vorranno fare anche loro la suora?”.

“Vado io!”

Tornato a casa, Mario racconta tutto in famiglia: “Chi di voi – chiede alle figlie – vuole farsi suora?”.
“Io!”, esplode in un grido convinto la piccola Anna Maria. “Ma tu no, sei troppo cattiva, le suore non ti vogliono!”, sbotta la madre Gulia.

Il padre non demorde e promette ai suoi figli che, se alla fine dell’anno scolastico sarebbero stati tutti promossi, avrebbero fatto insieme una gita sul monte Grappa e poi una visita nel convento delle Figlie di Sant’Anna.  Qui accade l’imprevisto che conquista definitivamente la piccola Anna Maria. La superiora della comunità, di origine siciliana, fa una grande festa per l’arrivo di quei bambini. Apre un armadio che custodiva due grandi sacchi di caramelle. “Questo è il Paradiso!” – commenta Anna Maria. A casa i suoi non sanno più come frenarla e le propongono un patto: “finisci la terza media e poi vai”. Ma l’insistenza è irrefrenabile e dopo la prima media la lasciano partire.

In Italia e poi in Africa e Asia

“Abbiamo iniziato in 15 e siamo arrivate in due”: nel 1978 per suor Anna Maria giunge la professione solenne. Il primo impegno è a Piacenza, negli anni del vescovo Manfredini, all’Istituto Scalabrini per sordomuti, in via Borghetto, al lavoro con il metodo verbo-tonale messo a punto dalla Scuola di Zagabria. Poi nel novarese, tra i giovani e i genitori e nei primi corsi di preparazione al matrimonio. Infine, si parte per la missione nelle Filippine.

La nascita dei Figli di Sant’Anna

Suor Anna Maria al capitolo generale del 1990, con la coraggiosa madre generale Virginia Sinagra, vede i primi passi dei Figli di Sant’Anna, giovani di varie nazioni che desideravano vivere secondo il carisma della fondatrice, madre Rosa Gattorno.
L’esperienza era già nata di fatto con la Gattorno a fine ’800, ma poi tutto era finito per questioni di rapporti ecclesiastici e politici, in un’Italia nascente e ancora fragile. Madre Rosa fu decisa: “Che muoia fino a quando Dio lo farà resuscitare”. Di tutto ciò però si era persa memoria e solo l’abilità dell’archivista della congregazione ha riportato ala luce quel progetto della fondatrice.

 

Madre Rosa Gattorno fondatrice delle Figlie di Sant'Anna

Madre Rosa Gattorno mentre distribuisce il cibo ai poveri.

Il carisma  di Rosa Gattorno e le Figlie di Sant’Anna oggi

Qual è il carisma di Madre Rosa, proclamata beata nel 2000? “Prima di tutto, l’amore alla Croce. Per lei, soffrire con Cristo è l’autostrada per il Cielo. Chi non patisce, non ama, diceva. E poi, la povertà di cuore, la donazione materna come Sant’Anna, la mitezza e la semplicità”.

Suor Anna Maria, forte della sua esperienza in diversi continenti, ha ricoperto per diversi anni l’incarico di consigliera generale delegata alla formazione delle religiose. Oggi le nuove vocazioni per l’ordine provengono dall’America del Sud (Brasile, Perù e Bolivia), dall’Africa (Kenya, Etiopia, Angola) e dall’Asia (Indonesia, India e Filippine). In Italia le religiose sono 178.

Il tempo  della malattia

Nel 2016 suor Anna Maria ha fatto i conti con la malattia: “Avevo di fronte a me – racconta – un anno molto impegnativo. Mi sono rivolta a Dio: «Padre, tu mi hai preso fin da piccola, mi hai chiesto tutto e io ti ho dato tutto. Ora vuoi che faccia l’esperienza della malattia, eccomi, sono pronta»”. Il cammino continua, sempre con l’entusiasmo degli inizi.