Il tempo dei Papi: da Francesco a Leone
di Amalia Usai  
23 Agosto 2026

Il tempo dei Papi: da Francesco a Leone

 

“Tempo dei Papi”:  fermo restando che la realtà sia tale per la vita della Chiesa, per la sua storia, fin dalle origini, da Pietro in poi, la Terza Serata Culturale del 13 agosto presso il Seminario di Bedonia, ha sviluppato questa tematica in forma limpida e fluida con i preziosi interventi di Fausta Speranza, Giornalista dell’Osservatore Romano e scrittrice, e Luciano Ghelfi, giornalista di Rai 2 e quirinalista. A causa di imprevisti l’incontro si è svolto in collegamento, e non in presenza, ma senza risultarne impoverito, perché i contenuti offerti sono stati di profonda intensità e ricchezza.

Dopo le presentazioni di rito e l’apertura di don Lino Ferrari, il discorso ha assunto un po’ la veste di dialogo tra i due relatori: Luciano Ghelfi a porre domande su quanto finora emerso da due esperienze a confronto – il Papato di Francesco e quello di Leone ancora agli inizi – e Fausta Speranza a trasmettere un po’ del cammino attuale della Chiesa guidata dagli ultimi due Papi, con opportuni riferimento agli altri che li hanno preceduti.

I Papi Francesco e Leone: continuità o contrapposizione?

Bisogna tener conto, prima di tutto, della personalità di chi assume e porta avanti un Pontificato, con i molteplici risvolti su ogni aspetto della realtà umana: da quello antropologico. A quello politico, allo sviluppo sociale, e così via. Ogni Papa, come del resto ogni persona, investe di sé e della sua storia personale e delle sue radici, anche, il trascorrere degli eventi che toccano – e feriscono – nel profondo, la grande famiglia umana, sempre tentando di custodirne la speranza.

Continuità, quindi, non contrapposizione, come taluni vorrebbero far credere, con quel deleterio prurito di scovare, accentuandole, differenze e contraddizioni, mentre si tratta, semplicemente, di affrontare in modalità nuove e diverse le problematiche attuali, perché diverse sono le sensibilità che le accostano e contemplano, attente solo e unicamente a collocare al centro la persona umana, con le sue esigenze, le sue aspirazioni, i suoi drammi e le sue attese.

Temi quali emigrazione, pace, giustizia – già Paolo VI, il 4 ottobre 1965, nel suo celebre discorso all’ONU, aveva fatto risuonare alta la sua voce, in merito all’impossibilità che la pace sussista senza la giustizia – fame, guerre, discriminazioni etniche e religiose… risuonano con un’unica forza carismatica derivante dal mandato ricevuto. E non dimentichiamo che Francesco e Leone hanno alle loro radici esperienze migratorie con tutte le prospettive e le difficoltà che ne derivano.

L’attenzione a questo problema di spostamenti, costantemente ribadito, non manca di gesti coraggiosi e concreti che accompagnano le parole, in Leone come in Francesco, prima di Lui, nel riconoscere e affermare che, lungo i secoli, storia e nuove civiltà si sono costruite e hanno assunto nuovi connotati, proprio in base a popolazioni che si sono spostate da una parte all’altra della terra.

Lo sguardo alla fratellanza

Molto significativo, il primo viaggio apostolico di Papa Leone, che ha scelto l’Africa, come prima meta, toccando nazioni in cui si parlano diverse lingue europee e si professano diverse religioni, come a significare, una volta di più, se occorresse, il valore della persona in sé, non i suoi confini territoriali e culturali, e nemmeno le differenze sociali, le conquiste, le povertà.
Incessante e profondo lo sguardo alla “fratellanza”, non solo da far crescere come urgenza per superare le guerre che mietono vite e futuro, ma bisogno inalienabile della nostra essenza umana.

Lo richiama il Documento sulla Fratellanza Umana, firmato ad Abu Dhabi nel 2019 da Papa Francesco insieme al Grande Imam di Al-Azhar; ne sono susseguite una Chiesa, una moschea, una sinagoga, testimonianza di fratellanza possibile. In tal senso, costante anche l’appello di Papa Leone.

La salvaguardia del Creato

Comune, intensa e vigile, la premura di entrambi i Papi alla salvaguardia del creato, con particolare accento agli sviluppi della tecnologia, chiamata a servire l’uomo e migliorarne le condizioni, non a soggiogarlo privandolo di autonomia e capacità critica, il grande rischio e la sfida che pone oggi l’Intelligenza Artificiale.

Ciò che non serve l’uomo nei bisogni inalienabili di spirito, mente, corpo, aspirazioni più profonde… annienta e distrugge. Sono i pericoli da prevedere e arginare, perché non si abbia a smarrire – o alienare – questa “Magnifica Umanità” che siamo. Sorprendente continuità, dunque, tra gli ultimi due Papi, e non solo! Ognuno a portare avanti, rivestendolo di nuova luce e nuova profezia, in risposta alle urgenze di umanità e di fede che via via si presentano, il magistero petrino di condurre alla salvezza il genere umano di cui è fatto pastore.

A noi aprirci con fiducia scoprendo e accogliendo la diversa bellezza dell’amore che ci giunge attraverso i mutamenti della storia, nelle tragedie e speranze che la abitano… lasciandoci condurre e rispondendo ai richiami di chi ci guida con la forza dello Spirito che lo ha scelto.

A Muradolo torna la Festa della Zucca
Territorio
di Redazione 
21 Agosto 2026
Da venerdì 21 agosto a lunedì 24 agosto quattro giorni di festa al circolo Anspi Muradolo di Caorso per l’11esima edizione della Festa della Zucca. St...
A Coli la festa di Sant’Agostino
Territorio
di Redazione 
21 Agosto 2026
A pochi chilometri da Coli si raggiunge Sant’Agostino dove è situato il Santuario omonimo, circondato dalla fitta pineta. Costruito per volere del ves...