Il cardinale Coccopalmerio: «Il compito dei cristiani è seminare il bene»
“Ai cristiani non è chiesto di fermarsi a contemplare il male, ma di continuare a seminare il bene”: è il messaggio lasciato dal cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, che, nei giorni della festa della Madonna del Carmine, ha condiviso con i fedeli della comunità di Borgo Val di Taro, momenti di incontro, preghiera e riflessione.
La celebrazione in Sant’Antonino
Il cuore della visita è stata la celebrazione eucaristica del 18 luglio nella chiesa di Sant’Antonino, dove la statua della Madonna del Carmine, esposta per la festa, ha raccolto attorno a sé l’intera comunità civile e religiosa. In un clima di intensa partecipazione, il cardinale Coccopalmerio ha presieduto la messa, concelebrata da don Lelio Costa, don Enrico Zazzali, don Paolo Gasparini e dal parroco di Borgo Val di Taro, don Angelo Busi.
Ad accogliere il porporato è stato proprio don Angelo Busi, che ha spiegato il significato della sua presenza: un gesto di affetto verso due figure molto care alla Valdi Taro, monsignor Bruno Bertagna e monsignor Giorgio Corbellini, entrambi legati da un rapporto profondo con questa terra. Bertagna, nato a Tiedoli, non ha mai dimenticato le sue origini e ha continuato a manifestare riconoscenza verso la sua comunità; Corbellini, dopo gli anni trascorsi come collaboratore del parroco di Borgo Val di Taro, tornava volentieri in valle anche durante il servizio prestato in Vaticano, mantenendo vivo un legame che il tempo non ha mai affievolito.
La memoria del 1944
La festa della Madonna del Carmine, a Borgo Val di Taro, non è soltanto una ricorrenza liturgica. È anche una memoria – ha ricordato don Busi – che attraversa la storia della comunità e riporta ai giorni più difficili della guerra.
Alla vigilia della festa, il 15 luglio 1944, il parroco di allora, monsignor Carlo Boiardi, venne a sapere che le truppe tedesche avevano deciso di distruggere il paese. Scese allora in un Borgo ormai quasi deserto, svuotato dai bombardamenti e dall’occupazione militare, e invitò le poche persone rimaste a raccogliersi davanti alla statua della Madonna del Carmine, esposta per la novena. Le esortò a pregare con fiducia, certo che la Vergine non avrebbe abbandonato la sua gente, così come aveva fatto in tante altre occasioni. “È la sua festa – disse – e sono sicuro che, come sempre ci ha aiutato, ancora ci aiuterà”.
Lo stesso parroco fu arrestato insieme ad altri cinquanta borgotaresi e rinchiuso nell’albergo Roma. Dopo tre giorni di prigionia tutti vennero liberati e Borgo Val di Taro fu risparmiato dalla distruzione. Nel suo diario monsignor Boiardi annotò: “Forse non abbiamo mai passato una Madonna del Carmine così preziosa, perché mai così tribolata”. Da allora quel ricordo continua a vivere nella memoria della comunità.
Il bene va seminato e fatto crescere
Nell’omelia il cardinale Coccopalmerio ha preso spunto dalla parabola evangelica del grano e della zizzania per invitare i fedeli a guardare con speranza la realtà.
“Oggi – ha sottolineato – è più facile mettere in evidenza il male che certamente esiste, mentre il bene rischia di essere dimenticato. Il compito dei cristiani non è soffermarsi continuamente sul male, ma proporre e testimoniare il bene”.
Premiati i cittadini benemeriti
Un messaggio che ha trovato immediata conferma nella manifestazione civile svoltasi, dopo la messa, in piazza La Quara, dove l’Amministrazione comunale ha conferito le tradizionali benemerenze ai cittadini che si sono distinti nei campi economico, culturale e sportivo. Sono stati premiati esercizi commerciali storici, le società sportive di basket, calcio e pallavolo e il professor Corrado Truffelli per il lavoro di riscoperta della figura di Ermanno Truffelli, esploratore borgotarese dell’Ottocento che percorse l’Amazzonia con spirito scientifico e di conoscenza, lontano dalle logiche coloniali del suo tempo.
La cerimonia è stata anche occasione per consegnare borse di studio agli studenti meritevoli degli istituti superiori di Borgo Val di Taro, Berceto, Solignano e di altri comuni della valle, grazie al sostegno della Valtarese Foundation, costituita dagli emigrati valtarese negli Stati Uniti.
Prendendo la parola, il cardinale si è complimentato con l’Amministrazione comunale per un’iniziativa capace di valorizzare il bene presente nella società. Ha osservato come quel momento, pienamente civile e laico, rappresentasse una concreta traduzione della parabola evangelica: “il bene esiste, anche se spesso si parla soprattutto di ciò che non funziona. Il buon seme continua invece a germogliare”. La giornata si è conclusa con il concerto del Corpo bandistico borgotarese, che ha eseguito celebri colonne sonore di film d’animazione, accompagnate dalla proiezione delle immagini sul grande schermo allestito nella storica piazza.
La visita a San Pietro Canalvona
Il 19 luglio il cardinale ha raggiunto anche la piccola comunità di San Pietro Canalvona, dove si celebrava la festa della Madonna del Carmine. Una realtà numericamente piccola ma ricca di storia, poiché nel suo territorio sorge l’antica pieve di San Cristoforo, da cui prese avvio, nella seconda metà del primo millennio, l’evangelizzazione della valle del Taro grazie ai monaci di san Colombano provenienti da Bobbio.
Durante la celebrazione è stato ricordato Luigi Rinaldi, recentemente scomparso, che ha dedicato gran parte della sua vita al recupero e alla valorizzazione della pieve di San Cristoforo, situata lungo la storica Via degli Abati.
Al termine della messa il cardinale ha instaurato un dialogo spontaneo con i bambini e i ragazzi presenti, ricordando loro che il Vangelo si trasmette soprattutto attraverso la testimonianza concreta delle persone. Sono gli adulti, ha detto, i primi annunciatori della fede alle nuove generazioni.
Successivamente ha visitato la chiesa di San Cristoforo, immersa in uno scenario naturale di grande bellezza e custode di secoli di storia, fede e cultura, prima di condividere con la comunità un momento conviviale all’ombra dei castagni.
Un seme che continua a crescere
Al termine della visita, don Angelo Busi ha raccolto il significato più profondo di questi giorni. “Il buon seme del Vangelo di cui ci ha parlato il cardinale – ha osservato – sta già portando frutto nel nuovo cammino di comunione che coinvolge tutte le parrocchie dei comuni di Borgo Val di Taro, Albareto e Valmozzola, secondo le indicazioni del vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto al termine della Visita pastorale. Ogni comunità ha bisogno delle altre: le parrocchie più grandi delle più piccole e viceversa. Solo insieme possiamo far crescere il buon seme del Vangelo nel campo del mondo di oggi”.
La visita del cardinale Francesco Coccopalmerio ha così lasciato alla Val di Taro un messaggio semplice e concreto: riconoscere il bene già presente nelle comunità, custodirlo e continuare a seminarlo con fiducia, perché è proprio da quel seme che nasce il futuro della Chiesa e della società.
