Piacenza: San Giovanni, una festa per camminare insieme
L’espressione “camminare insieme “ è stata il leitmotiv, il 24 giugno, della celebrazione a San Giovanni in Canale a Piacenza. Nella chiesa dedicata al Precursore, la festa patronale di San Giovanni Battista ha rappresentato il segno concreto di un cammino condiviso tra le parrocchie di una parte del centro storico.
La Comunità pastorale “Al pozzo di Sicar”
A presiedere la liturgia è stato don Paolo Mascilongo, fresco del suo 25° anniversario di ordinazione sacerdotale, moderatore della Comunità pastorale 2 del vicariato di Piacenza, “Al Pozzo di Sicar”. Con lui hanno concelebrato il parroco di San Giovanni don Paolo Capra e il diacono Matteo Dell’Orto.
Attorno all’altare di San Giovanni in Canale si sono ritrovate le realtà parrocchiali che compongono la comunità pastorale: San Giovanni in Canale, Santa Brigida, San Sisto, Sant’Eufemia, Santo Sepolcro e Santa Teresa. Sei parrocchie diverse per storia, tradizioni e quartieri di riferimento, ma unite dal desiderio di procedere in modo coordinato, condividendo un percorso pastorale comune.
La messa per il patrono in San Giovanni in Canale.
La vita come dono
Nell’omelia, don Mascilongo ha richiamato proprio il valore del “camminare insieme”, indicato anche dal vescovo mons. Adriano Cevolotto, come prospettiva per la Chiesa piacentina. La festa del patrono – ha osservato Mascilongo – può apparire oggi come una consuetudine meno sentita rispetto al passato, ma conserva una forza particolare: riconduce a una Chiesa concreta, fatta di mura e di persone, e alla figura spirituale che ne custodisce l’identità.
Giovanni Battista, in questo senso, è un testimone di eccezionale rilievo. La Chiesa celebra infatti – ha puntualizzato don Paolo – soltanto tre natività: quella di Gesù, quella di Maria e quella del Battista. Una singolarità che racconta la sua statura nella storia della salvezza: Giovanni è il ponte tra Antico e Nuovo Testamento, l’ultimo dei profeti e colui che prepara la strada all’incontro con Cristo.
La liturgia della Natività di San Giovanni Battista ha riportato al centro anche il mistero della nascita. Ogni nascita, ha ricordato il sacerdote, è motivo di gioia e di gratitudine: ogni persona è conosciuta e voluta da Dio fin dal grembo materno. Il riferimento al profeta Isaia ha offerto così uno sguardo capace di riconoscere la vita come dono, non come possesso, e ogni volto come una grazia affidata alla comunità.
Nel racconto evangelico, la nascita di Giovanni è segnata dall’annuncio dell’arcangelo Gabriele a Zaccaria. Persino il nome è già una promessa: Giovanni, infatti, richiama il Dio che fa grazia e misericordia. È il nome di una missione: portare nel mondo l’annuncio della grazia di Dio, preparando i cuori alla venuta di Gesù.
Da sinistra, il diacono Matteo Dell’Orto, don Paolo Mascilongo e don Paolo Capra.
Giovanni ci porta a Gesù
Don Mascilongo ha quindi proposto Giovanni Battista come figura necessaria anche per l’uomo di oggi. Ognuno – ha detto – ha bisogno di qualcuno che lo accompagni alla fede, di un “Giovanni Battista” capace di indicare Cristo senza mettere al centro se stesso. È la lezione dell’umiltà del Precursore, riassunta nelle parole del Vangelo: “Lui deve crescere, io invece diminuire”.
Una frase che, secondo la tradizione richiamata da sant’Agostino, trova un suggestivo riflesso nel calendario: dopo il 24 giugno, giorno della nascita di Giovanni, le giornate iniziano lentamente a diminuire; dopo il 25 dicembre, Natale di Gesù, tornano invece a crescere. Giovanni è la voce che grida e prepara lo spazio; Cristo è il Verbo che entra nella storia e nel cuore delle persone.
Cena di fraternità sul sagrato di San Giovanni a Piacenza
La celebrazione si è così conclusa con un invito alla gratitudine: per l’unità della Comunità pastorale “Al Pozzo di Sicar”, per il dono della vita e per tutte le persone che, lungo il cammino, hanno aiutato altri a incontrare Gesù. Un ringraziamento che è diventato anche preghiera: continuare a camminare insieme, perché nella vita delle comunità e dei singoli possa crescere sempre di più il Signore.
Al termine della Messa, la festa è proseguita in un clima semplice e familiare con la Cena di Fraternità sul sagrato di San Giovanni a Piacenza, accompagnata dall’animazione musicale. Un momento conviviale che ha dato corpo alle parole ascoltate in chiesa: una comunità non è soltanto un insieme di parrocchie, ma una rete di relazioni, di tavole condivise e di passi compiuti insieme.
