Il diritto di fiorire nella propria patria: il progetto delle Scalabriniane in Angola
di Suor Eleia Scariot  
15 Agosto 2026

Il diritto di fiorire nella propria patria: il progetto delle Scalabriniane in Angola

 

Le celebrazioni per i 90 anni della Provincia San Giuseppe aprono un nuovo capitolo nell’impegno per l’ecologia integrale. Dopo l’avvio in Guinea-Bissau e Mozambico, l’attenzione si rivolge a Menongue-Cubango, in Angola, dove sta nascendo un Centro di formazione per la produzione alimentare sostenibile. L’obiettivo è rafforzare le capacità di donne e giovani migranti vulnerabili, promuovendo l’autosufficienza e l’occupazione rurale per contrastare la povertà e l’esodo verso le grandi metropoli.

L’autonomia contro l’abbandono della terra

«Se l’emigrazione è un diritto umano inalienabile, lo è altrettanto il poter vivere dignitosamente e prosperare nella propria patria». L’intuizione storica del Vescovo di Piacenza, San Giovanni Battista Scalabrini, che nell’Ottocento analizzò con lungimiranza i flussi migratori, trova oggi un’applicazione pragmatica. La strategia mette al centro la missione globale della congregazione: l’iniziativa vede infatti la collaborazione attiva con due comunità appartenenti a un’altra provincia delle Scalabriniane, unendo le forze per offrire un’opportunità di emancipazione a donne e giovani laddove finora prevaleva la necessità dell’esodo forzato.

Le direttrici dello sviluppo locale

Il Centro coniuga la tutela ambientale dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco con lo sviluppo economico, articolandosi su tre precisi pilastri operativi:

  • Inclusione e genere: l’intervento si rivolge direttamente a 35 giovani donne in condizioni di vulnerabilità, estendendo i benefici a oltre 150 residenti.
  • Competenze tecniche: corsi di agricoltura biologica e gestione resiliente ai mutamenti climatici.
  • Obiettivi occupazionali: contrasto alla migrazione interna verso la capitale attraverso la microgenerazione di reddito rurale.

Seminare saperi per investire sul futuro

Il riscatto sociale del territorio passa dal trasferimento di competenze stabili, superando la logica del puro assistenzialismo. Oltre alla distribuzione di sementi, il nucleo del progetto risiede nella formazione. Trasmettere saperi legati all’agricoltura familiare significa restituire alle comunità locali gli strumenti per l’autosufficienza economica, garantendo alle nuove generazioni la dignità e il diritto di restare e costruire il proprio futuro nella terra d’origine.