La carezza del Papa alla terra di Santa Cabrini
di Marco Grisoli  
21 Giugno 2026

La carezza del Papa alla terra di Santa Cabrini

 

Ci sono giorni in cui la storia bussa alla porta di una piccola comunità e la trasforma nel centro ideale della Chiesa universale. Sabato 20 giugno 2026 rimarrà una data indelebile per Sant’Angelo Lodigiano, meta della storica visita di Papa Leone XIV. Un evento ecclesiale straordinario che unisce idealmente in festa l’intera Lombardia e le terre vicine, inclusa la nostra Diocesi di Piacenza-Bobbio, storicamente legata alla devozione per Santa Francesca Cabrini, la “madre degli emigranti” nata proprio tra queste contrade.

L’attesa in città si respirava già da settimane, ma ha toccato il culmine nelle ultime ventiquattro ore. Sotto la guida del sindaco Cristiano Devecchi e dei delegati comunali Stefano Pozzi ed Ernesto Racconi, la macchina organizzativa ha lavorato senza sosta. Il centro cittadino è stato blindato con oltre venti varchi di sicurezza e presidiato dal Centro operativo comunale, coordinato grazie alle telecamere collegate al Cupolone. Eppure, la severità dei controlli non ha scalfito la frenesia gioiosa degli abitanti. I giardinieri hanno ultimato splendidi tappeti floreali per abbellire le aiuole del percorso, mentre le vie si sono vestite a festa con i tradizionali drappi bianchi e gialli vaticani. Perfino sulla caserma dei vigili del fuoco volontari è comparso un enorme striscione di benvenuto, punto obbligato del passaggio della papamobile.

“Voi siete l’energia  pulita della Chiesa”

Il Santo Padre è giunto nel Lodigiano poco prima delle 19, a conclusione di un intenso pomeriggio trascorso a Pavia, dove aveva fatto visita ai malati oncologici e venerato le reliquie di Sant’Agostino. Atterrato in elicottero allo stadio “Carlo Chiesa”, il Pontefice è stato travolto da un’ondata di entusiasmo travolgente: ad attenderlo c’erano le grida festose e i colori dei bambini e dei ragazzi dei Grest di tutta la diocesi. Un momento di straordinaria freschezza, in cui il Papa ha voluto abbracciare idealmente il futuro della Chiesa locale, dialogando con la spontaneità che lo caratterizza. Ai giovani che affollavano gli spalti, il Papa ha rivolto un mandato chiaro ed entusiasta: “Voi siete l’energia pulita della Chiesa di oggi, non di quella di domani. Portate la gioia di questi giorni estivi nelle vostre case e siate costruttori di ponti, proprio come vi insegna la grande testimonianza di questa terra”.

 

La calorosa accoglienza della gente verso il Papa in visita a Sant’Angelo Lodigiano.

Il Papa richiama il messaggio di Santa Francesca Cabrini

Successivamente, il corteo papale si è diretto verso il cuore pulsante della cittadina: la Basilica. Qui si è consumato il momento più intimo e spiritualmente denso della giornata. Papa Leone XIV si è raccolto in preghiera davanti a Santa Francesca Cabrini, un omaggio che risuona con forza profonda nel mondo contemporaneo. Ricordare oggi la figura della Cabrini, che spese la vita per l’assistenza ai migranti oltreoceano, rappresenta un monito potente alla carità, all’accoglienza e alla dignità umana, temi carissimi al magistero di questo Papa.

Durante la sua densa omelia, il Pontefice ha richiamato l’attualità sconvolgente della Santa lodigiana, offrendo parole che interpellano da vicino anche la nostra comunità diocesana di Piacenza, da sempre sensibile alle dinamiche della carità e dell’accoglienza sul solco del beato Giovanni Battista Scalabrini. “Santa Francesca Cabrini non ha guardato ai confini geografici, ma alle frontiere del cuore umano”, ha scandito il Papa con voce ferma dall’altare della Basilica. “Oggi più che mai, davanti alle nuove e drammatiche ondate migratorie che scuotono il nostro pianeta, la Chiesa è chiamata a non girare lo sguardo altrove. Accogliere chi bussa alla nostra porta non è una scelta politica o di comodo, ma un imperativo evangelico. La carezza che questa terra ha saputo dare al mondo attraverso la sua Santa diventi la carezza di ciascuno di noi verso gli ultimi della terra”.

Per Sant’Angelo Lodigiano, e per tutti i pellegrini giunti dalle diocesi vicine – tra cui numerosi piacentini –, questa giornata non è stata solo una grande festa di popolo, ma un rinnovato mandato missionario.