Cosa può fare la Chiesa per la disabilità? Il Vescovo in ascolto di associazioni e cooperative
“Uno sguardo sulle realtà che operano a favore delle persone con disabilità”. Questo l’obiettivo dell’incontro convocato dal vescovo mons. Adriano Cevolotto nel pomeriggio di venerdì 5 giugno nei locali della parrocchia di San Giuseppe Operaio, a Piacenza. L’ascolto di questa componente della società piacentina si inserisce nel contesto del Cammino sinodale della Chiesa italiana, che ufficialmente si è già concluso: lo scorso febbraio la diocesi di Piacenza-Bobbio ha istituito il Servizio per la pastorale delle persone con disabilità, nominando come referente don Simone Tosetti. “Desideriamo continuare un percorso di confronto e di attenzione verso le persone con disabilità e le loro famiglie”, ha detto il Vescovo nella lettera rivolta alle realtà invitate. Lo scorso 11 aprile si era tenuto un primo incontro, riservato alle parrocchie e alle realtà ecclesiali della diocesi; l’obiettivo dell’incontro svoltosi il 5 giugno era “metterci in ascolto delle associazioni e delle cooperative che quotidianamente operano accanto alle persone con disabilità”, ha fatto sapere mons. Cevolotto. “La vostra esperienza, maturata nel tempo attraverso il contatto diretto con le persone e le famiglie – ha aggiunto – rappresenta per noi un contributo prezioso per comprendere meglio come il nuovo Servizio diocesano per la pastorale delle persone con disabilità possa impostare il proprio lavoro e rendere significativa l’azione della Chiesa diocesana”.
“Una risorsa da valorizzare”
L’incontro, introdotto da don Simone Tosetti, è cominciato con un’introduzione del Vescovo. Poi, i rappresentanti delle associazioni e cooperative presenti si sono divisi in gruppi per presentarsi e condividere le proprie esperienze. Hanno partecipato all’incontro i referenti di diciannove realtà del territorio. “Non abbiamo intenzione di sostituirci a voi – ha chiarito mons. Cevolotto – ma intercettare le vostre domande. L’obiettivo fondamentale è aprire la comunità a queste persone che non appartengono a un’associazione o a una cooperativa alla quale deleghiamo qualcosa, ma appartengono a tutti noi: una comunità le accoglie non come un «qualcosa da fare» o un problema, ma come una risorsa da valorizzare”. Una chiave dell’incontro è stata capire “come queste persone possono aiutare tutti in un cammino di fede, evitando il rischio di considerarli solo come soggetti per cui dobbiamo fare qualcosa”, ha detto il Vescovo, che ha poi riconosciuto la necessità di fondi per sostenere i percorsi. “Se non si hanno le risorse per le persone più fragili, si trasmette un messaggio sbagliato”, ha detto.
Le realtà presenti
All’incontro col Vescovo hanno partecipato i referenti delle seguenti realtà: cooperativa sociale Scacco Matto, Ente Nazionale Sordi Piacenza, associazione Assofa, cooperativa sociale Assofa, associazione Amici di CoopAssofa, associazione Piacenza in Blu, Fondazione Pia Pozzoli per il “Dopo di noi”, cooperativa sociale Unicoop, cooperativa sociale Coopselios, cooperativa sociale Officine Gutenberg, associazione sportiva PiaceBaskin, Piacenza Baskin Club, cooperativa sociale Casa del Fanciullo, cooperativa sociale L’Ippogrifo, associazione Oltre l’Autismo, cooperativa sociale San Giuseppe, cooperativa sociale Auroradomus, associazione La Selce, cooperativa sociale Geocart.
