A Castione grazie all’8xmille le campane tornano a suonare
Tante case sparse su un territorio collinare: Castione, a pochi chilometri da Ponte dell’Olio, oggi conta circa un centinaio di anime. Il boom economico del dopoguerra ha portato un grave spopolamento, riducendo la comunità a un quinto degli abitanti. Grazie all’opera di don Mauro Bianchi e di alcuni laici, la chiesetta di San Giovanni Battista continua a vivere e ad accogliere una quarantina di fedeli alle messe che si tengono nelle ultime due domeniche del mese alle 9 del mattino. “Con l’aiuto dei volontari la chiesa è stata ripulita – spiega don Bianchi -; dall’anno scorso nel mese di maggio ogni martedì nei vari mistadelli dedicati a Maria recitiamo il rosario insieme ad alcuni fedeli. Ogni anno il 24 giugno si tiene la festa del patrono San Giovanni Battista”.
Lo spopolamento dovuto al boom economico
Da quindici anni Piera Reboli e il marito Stefano Pronti, autore nel 2018 del libro “Castione. Storia ritrovata di un piccolo borgo della Val Nure”, hanno abbracciato la causa di Castione, prendendosi cura della chiesa e della comunità.
“Fino agli anni ’50 – spiega Piera Reboli – Castione era un centro importante per Ponte dell’Olio. Dal ‘60 in poi ha perso gradualmente abitanti: i giovani sono emigrati in cerca di nuove opportunità causando un invecchiamento del paese e la perdita di forza lavoro in agricoltura e nel settore allevamento”.
Le origini del piccolo centro della Valnure risalgono al Medioevo: sappiamo che il feudo di Castione è stato di proprietà delle famiglie Rizzoli, Anguissola, Benzoni e Salvatico.
“La chiesa di San Giovanni Battista, inserita nel castello trecentesco – prosegue Reboli -, ha visto un susseguirsi di interventi in questi anni, partiti dalla volontà di un gruppo di persone che avevano interesse a mantenerla; una serie di restauri molto importanti, dalla Via Crucis alla Madonna del Rosario. La chiesa ha un importante valore storico e architettonico, testimoniato dagli affreschi interni.
L’aiuto dell’8×1000
Anche un piccolo intervento necessario, in una chiesetta di collina, può aspettare anni prima di essere effettuato a causa della mancanza di risorse.
L’8xmille alla Chiesa Cattolica serve soprattutto a questo, a offrire un aiuto anche minimo ma indispensabile per qualcuno.
“Avevamo un grosso problema con la cella campanaria – spiega don Mauro Bianchi – a Castione così come a Riva, altra comunità vicina. Ho chiesto allora un contributo alla diocesi ed è stato concesso”. Dai fondi 8xmille sono giunti 5mila euro, sufficienti a dare speranza al paese.
“È stato un aiuto a un lavoro di squadra che va avanti da 13-14 anni”, conclude Piera Reboli.
Francesco Petronzio
Pubblicato il 6 luglio 2022
