17 Giugno 2015

Buon cammino

Il messaggio del Vescovo per la Quaresima 2015

Buon cammino

Risuona per noi, in questo tempo di Quaresima, l’invito alla conversione che caratterizza l’intera predicazione di Gesù: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1, 15). Questo è il “tempo favorevole” per rinnovare la nostra vita volgendo lo sguardo al Signore, ascoltando la sua Parola e contemplando la sua Croce. Riscopriamo il grande dono della fede in Gesù Crocifisso e Risorto, un dono che è l’autentica ricchezza della nostra vita, un dono che siamo chiamati ad offrire ai fratelli e alle sorelle. Anche questa missione è un dono grande: siamo chiamati a donare la vita, e cioè a donare Gesù, la sua parola e la sua grazia.

La Quaresima vuole aiutarci a mettere al centro della nostra vita ciò che è essenziale per vivere. È dunque il tempo per una seria revisione di vita, per un esame di coscienza alla luce del Vangelo. È il tempo propizio per gustare la dolcezza del perdono: nella sua misericordia il Signore non si stanca mai di attenderci, di guarirci dal male, di darci la forza per camminare con Lui. Siamo chiamati a vivere il sacramento della Riconciliazione, preparato e celebrato in modo che la luce e la grazia del Signore possano scendere nel profondo del cuore.

Nella nostra diocesi la proposta quaresimale di quest’anno è un invito ad “appassionarci”: è rivolto a ciascuno di noi, alle nostre famiglie e alle nostre comunità. Innanzi tutto appassionarci di Dio: “Fa’ che io desideri te solo”, invocava san Colombano, esprimendo così il suo ardente desiderio del Signore. Ravviviamo il desiderio, che è attesa e vigilanza, è riconoscimento di un vuoto che sospinge la ricerca e tende verso l’incontro. Favoriamo la crescita di questo desiderio negli altri, sapendo che il seme del desiderio si semina con la testimonianza, per contagio.

Appassionati di Dio e appassionati dei fratelli. La nostra passione per Gesù, come ci ricorda Papa Francesco, diventa passione per gli uomini, perché ogni uomo è figlio di Dio e noi siamo chiamati ad amare ogni persona, con un’attenzione particolare a chi è bisognoso, ferito, sofferente. Ma prima di tutto lasciamoci ancora una volta affascinare dall’amore di Dio per noi, sostiamo ai piedi della croce di Gesù e riscopriamo il suo amore per il Padre e la sua dedizione per noi.

Avvolti dall’amore di Cristo, ci avviciniamo ai fratelli con il cuore trasformato, un cuore accogliente e appassionato come il cuore di Gesù. Le molte difficoltà che vediamo e sperimentiamo ci aiutino a vivere la vita di carità: il farsi prossimo diventi uno stile di vita e si traduca in gesti concreti. Mi permetto un consiglio pratico che può aiutarci a fare scelte rivolte all’essenziale e a favorire la cura della vita spirituale e l’impegno della fraternità: viviamo la domenica nel suo vero significato. Non un puro “fine settimana” che ci rinchiude in un orizzonte tanto ristretto da impedirci di vedere il cielo, ma il giorno in cui “fare festa”, il giorno che Dio ci dona per la nostra crescita umana e spirituale, il giorno in cui viviamo nella comunità familiare ed ecclesiale l’incontro con Cristo, morto e risorto. Desidero anche suggerire un segno semplice e facile: nelle domeniche di Quaresima mettiamo sul nostro tavolo il libro del Vangelo e un piatto vuoto. Possiamo così ricordare che “non di solo pane vive l’uomo” (Mt 4, 4) e, nello stesso tempo, ricordiamo che molti, mentre noi siamo a tavola, non hanno da mangiare.

Buon cammino quaresimale, benedetto dal Signore.

† Gianni Ambrosio
vescovo di Piacenza-Bobbio

(il Nuovo Giornale, n. 7/2015 – 20 febbraio)