29 Aprile 2015

Cortemaggiore accoglie don Chiapparoli e don Plessi

Cortemaggiore accoglie
don Chiapparoli e don Plessi

Domenica 20 settembre alle ore 16 messa d’ingresso alla presenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Nella parrocchia magiostrina 
e nell’Unità pastorale sarà l’avvio di un cammino
dove unità, condivisione e reciproca accoglienza saranno gli elementi essenziali della vita pastorale

“Vi aspettiamo per condividere con noi questa nuova e impegnativa missione nella nostra amata Chiesa”. Questo l’invito lanciato da don Giancarlo Plessi e don Paolino Chiapparoli per domenica 20 settembre, data fissata per il loro ingresso come parroci presso la parrocchia di S. Maria delle Grazie e S. Lorenzo in Cortemaggiore. Sarà presente il vescovo mons. Gianni Ambrosio. Alle ore 16 nella Chiesa dei frati si ritroveranno le comunità di Besenzone, S. Martino, Chiavenna, S. Pietro, Bersano, Mercore, Vigolo Marchese e Diolo ed in processione si recheranno davanti alla Basilica, dove i due sacerdoti saranno accolti dalle autorità civili e dalla comunità di Cortemaggiore. Con don Chiapparoli e don Plessi sarà l’avvio di un cammino dove unità, condivisione e reciproca accoglienza saranno gli elementi essenziali della vita pastorale. Dalle parole di don Giancarlo Plessi, un’anticipazione della pastorale che a giorni prenderà il via.

DUE ANIME PER UN UNICO SERVIZIO DELLA CHIESA. “Un’esperienza nuova e anche necessaria vista la carenza di sacerdoti”, così ha commentato don Plessi la chiamata ad essere parroco di Cortemaggiore a fianco di don Paolino Chiapparoli. “Io mi occuperò dell’Unità pastorale composta da Cortemaggiore, Chiavenna Landi e San Pietro in Cerro, Besenzone e San Martino in Olza. Don Paolino ed io abbiamo caratteristiche differenti e questo ci permetterà di occuparci anche di ambiti diversi, di impegnarci in ciò per cui siamo più portati”.
Don Giancarlo metterà in gioco competenze e successi maturati nelle molteplici esperienze oratoriali mentre don Paolino si metterà al servizio in particolar modo nella catechesi e nell’approfondimento delle Scritture.

L’UNITÀ PASTORALE CAMBIA VOLTO. A Cortemaggiore si ragionerà in termini di Unità pastorale e non di singole parrocchie, dove le singole comunità faranno famiglia in occasione dei momenti liturgici, come per esempio il triduo pasquale. Unità non solo nelle celebrazioni: “avremo un unico Consiglio pastorale, una sola Caritas e un unico Gruppo missionario”.

UNA NUOVA MISSIONE COL GUSTO DELLA CONDIVISIONE. “Quella che intraprenderemo a Cortemaggiore sarà una bella esperienza di condivisione, di vita insieme, non solo tra me e don Paolino ma anche con gli altri sacerdoti del territorio. Vita fraterna tra presbiteri ma anche molto di più: “Non vogliamo lavorare da soli, ma desideriamo lavorare con i laici. Il nostro sogno? Una canonica aperta”.
La canonica accoglierà infatti incontri, gruppi, momenti formativi con gruppi ristretti; mentre le attività con numerose presenze saranno realizzate presso l’oratorio.

SI (RI)PARTE CON I GIOVANI. “In questi anni lo spazio dedicato ai giovani è forse quello che ha sofferto di più. Occorre ripartire da zero”.
Da una prima mappatura fatta sul territorio dai sacerdoti è infatti emersa la complessa situazione giovanile. “A Cortemaggiore ci sono molte problematiche, problemi di dipendenze, giovani lontani dalla parrocchia; giovani che hanno bisogno di risposte, anche soprattutto di contatto e accoglienza. Il punto di partenza sarà il catechismo, così avremo l’occasione di incontrare i ragazzi ma anche i loro genitori. Questo approccio mi ha sempre dato molte soddisfazioni perché quando i ragazzi si appassionano le famiglie si incuriosiscono e desiderano conoscere meglio”.

LA SPIRITUALITÀ IN PRIMIS. Catechesi, adorazioni e celebrazioni sono in cima alle priorità dei due parroci. “C’è bisogno di ritrovare la spiritualità nelle persone, dobbiamo saper parlare alle nostre comunità, tirar fuori le domande che si portano dentro”. Tra i progetti, vi è quello di porre l’accento sull’Adorazione eucaristica che in particolare potrebbe trovare spazio nella chiesa dei frati.

La parrocchia e la città: scuola e patrimonio culturale. “Siamo stati contattati dalla dirigenza della scuola media di Cortemaggiore, qui la situazione è molto difficoltosa”. I locali dell’Istituto non sono adatti alle esigenze odierne e i nuovi parroci sono intenzionati a valutare la possibilità addirittura di ospitare le attività scolastiche nei locali dell’oratorio.
Cortemaggiore è anche una città d’arte per eccellenza, una città che ha nelle sue radici una grande apertura, un grande patrimonio di opere d’arte, e la sua valorizzazione è ancora oggi una grande sfida. Tra i tesori da valorizzare vi è la biblioteca della parrocchia. “In canonica abbiamo numerosissimi testi, molti dei quali risalenti al 1500, vorremmo istituire una borsa di studio, dedicata a studenti, per riportare alla luce tesori inesplorati del nostro archivio storico”.

CAMMINEREMO TUTTI INSIEME, STIMANDOCI A VICENDA. “La base per operare insieme sarà la stima: la cosa più difficile è certamente quella di non guardare ai difetti altrui, ma sarà necessario. Per lavorare insieme occorre l’ammirazione vicendevole. Bisogna proprio partire da qui”.

Erika Negroni

Due sacerdoti il cui cammino si è già incrociato più volte

 

Il loro cammino si è già incrociato più volte, basta pensare ad “Agorà”, i colloqui pubblici nati per risvegliare la coscienza civica, che edizione dopo edizione hanno animato la Valdarda. Ora don Chiapparoli e don Plessi, condivideranno ben di più di un percorso, una grande e impegnativa missione a Cortemaggiore. Conosciamoli da più vicino.

Nato il 22 giugno 1966, Paolino Chiapparoli (nella foto a sinistra) viene ordinato sacerdote il 12 giugno 1993. Successivamente diviene vicario parrocchiale a Gragnano e presta servizio pastorale a Padri, Rossoreggio e Groppoducale. In questi anni emerge con forza anche l’amore per gli ultimi: l’Africa è nel suo cuore e nel 1998 diviene anche presidente di “Vivere Africa”, un’associazione ONLUS impegnata in progetti di aiuto in zone del Terzo mondo, con un occhio di riguardo al continente africano.
Nel marzo del 2004 diviene parroco di Vigolo Marchese: la valorizzazione del patrimonio artistico con i festeggiamenti del millenario nel 2008, i concerti nella chiesa parrocchiale fanno trapelare il suo desiderio di valorizzare arte, fede e cultura.
Dal 2006 è anche amministratore parrocchiale di Diolo e nel 2013 a fianco di don Umberto Ciullo e don Alessandro Mazzoni dà vita ad un nuovo modo di operare nella Pastorale giovanile: un unico cammino giovani per i ragazzi dai 18 ai 22 anni di Fiorenzuola, Roveleto e Vigolo Marchese.

Per Giancarlo Plessi (nella foto a destra) la vocazione fa capolino a 9 anni, ma deve attendere i 12 anni per entrare in Seminario, dove gli aspiranti sacerdoti erano ben venti ma all’ordinazione arriva solo lui: era il 25 marzo 1983.
Inizia come curato a Pianello Valtidone dove rimane per sette anni e crea la “Consulta giovani Valtidone” su ispirazione del vescovo Manfredini.
Lasciato Pianello arriva a Salsomaggiore: otto anni di servizio dove si prende a cuore l’oratorio e fa nascere i centri estivi che ancora non vi erano. Anche l’Happening dei giovani prende vita in quegli anni: oltre 200 giovani e aperto all’intera popolazione. A Salsomaggiore grazie a numerose attività culturali mette in luce la forza in cui tanto crede del binomio fede-cultura.
Il 1997 è l’anno della svolta: diviene parroco di Vernasca e rimane tale fino al 2012. Tante esperienze interparrocchiali e soprattutto la nascita della “Consulta Giovani Valdarda” fatta da ventidue parrocchie, tutte visitate da don Giancarlo.
Salutata Vernasca nel 2012 viene nominato parroco di Besenzone, Mercore e Bersano.

E. N.

Articoli pubblicati a pagina 22 dell’edizione de “il Nuovo Giornale” di venerdì 18 settembre 2015
Altri servizi a pagina 23 della stessa edizione