La Festa della Madonna del Carmelo: preghiera e rinascita nello spirito
di Riccardo Tonna  
17 Luglio 2026

La Festa della Madonna del Carmelo: preghiera e rinascita nello spirito

Madonna del Carmelo: è festa in ogni comunità carmelitana del mondo.

Il canto e la musica delle suore carmelitane hanno accompagnato, il 16 luglio,  la liturgia anche nella chiesa del monastero del Carmelo, in via Spinazzi a Piacenza, nel giorno della Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

 

La messa per la festa della Madonna del Carmelo

Un’atmosfera raccolta e intensa ha caratterizzato la celebrazione eucaristica presieduta da don Umberto Ciullo, parroco di Roveleto di Cadeo, che nell’omelia ha offerto ai fedeli una profonda riflessione spirituale attorno a tre verbi: nascere, stare, accogliere. Tre parole semplici, ma capaci di racchiudere un intero cammino di fede. Don Ciullo ha invitato l’assemblea a rileggere le letture della liturgia attraverso queste tre azioni fondamentali, presentandole come pilastri della vita cristiana e della piena realizzazione della persona.

Nascere

Il primo verbo su cui si è soffermato don Ciullo è stato “nascere”, un filo rosso che attraversa tutte le letture della liturgia. Nella pagina dedicata al profeta Elia, la pioggia che finalmente torna a cadere dopo un lungo periodo di siccità diventa immagine della vita che rifiorisce, di una terra che torna a respirare e a generare frutti.  Anche san Paolo, nella lettera ai Galati, parla di una nascita nuova quando ricorda ai credenti che non sono più schiavi, ma figli. È il dono di una relazione rinnovata con Dio, che apre a una vita vissuta nella libertà e nella fiducia. L

a stessa dinamica emerge nel Vangelo, dove ai piedi della croce Gesù affida sua madre al discepolo amato e il discepolo a Maria. In quel momento, segnato dal dolore, nasce una famiglia nuova: Maria diventa madre e il discepolo figlio, in un legame che abbraccia ogni credente. “Non si tratta della nascita biologica – ha spiegato il sacerdote – ma di una nascita nello Spirito che si rinnova ogni giorno”. Una rinascita che accompagna il cammino di ogni cristiano e che non conosce il limite della morte, perché orientata verso la pienezza della vita eterna.

 

Fedeli nella chiesa del monastero delle Carmelitane in occasione della festa della Madonna del Carmelo.

Stare

Il secondo verbo, stare, prende avvio dalle parole dell’evangelista Giovanni: “Stavano presso la croce di Gesù”. Per don Ciullo è una delle espressioni più dense del Vangelo. Stare significa rimanere nella realtà in cui Dio ci ha posti, senza fuggire, senza lasciarsi trascinare da un continuo vagare della mente o dal rifiuto della propria condizione. È il segreto della fedeltà, della consapevolezza, della preghiera contemplativa e della fecondità del lavoro e dell’amore. Ma il luogo più difficile in cui stare è proprio la croce, simbolo di tutte quelle situazioni di sofferenza, sacrificio e prova che sembrano oscurare il bene, la bellezza e la giustizia. Eppure – ha sottolineato il celebrante – è proprio lì che si può ascoltare la parola d’amore di Dio. Solo chi non fugge dalle proprie croci può lasciarsi raggiungere da quella voce capace di trasformare il dolore in speranza.

Accogliere

Infine il verbo accogliere, che conclude il racconto evangelico: “Da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”. Un invito che Giovanni rivolge a ogni credente. Accogliere Maria significa accogliere l’amore stesso di Dio che si manifesta attraverso di lei.
L’accoglienza, ha osservato don Ciullo, appartiene alla natura più profonda dell’uomo. Non ci realizziamo plasmando la realtà secondo i nostri desideri o selezionando soltanto ciò che ci piace, ma imparando a ricevere ciò che ci viene donato. Come si accoglie una madre. Un atteggiamento che genera libertà interiore, pace e serenità del cuore.
L’accoglienza riguarda gli altri, in una prospettiva di riconciliazione e fraternità, ma coinvolge anche le dimensioni più profonde e talvolta più fragili di noi stessi. Quelle parti che spesso fatichiamo ad accettare, ma che Dio accoglie senza riserve.
Al termine dell’omelia, il sacerdote ha affidato alla Vergine del Carmelo una preghiera semplice e intensa: ottenere per tutti la pace del cuore che nasce dall’accogliere il dono di Dio, dalla capacità di rimanere presso la croce e dalla consapevolezza che solo così si può continuare a nascere nello Spirito.

 

L’incontro di alcuni fedeli con le monache Carmelitane del monastero di via Spinazzi a Piacenza.

Lo scapolare della Madonna del Carmelo

La celebrazione si è conclusa in sagrestia con un momento particolarmente significativo per alcuni devoti, che hanno ricevuto lo scapolare della Madonna del Carmelo. Il rito di consacrazione prevede l’imposizione di un piccolo abitino di stoffa marrone, segno dell’alleanza con Maria, della sua protezione materna e dell’impegno a vivere una vita cristiana ispirata al Vangelo.
Un gesto semplice e antico che, al termine della festa, ha lasciato  il segno concreto di una fiducia rinnovata nella materna intercessione della Vergine del Carmelo.