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Notizie Varie

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Le scuole piacentine visitano il Nicolini con il «Progetto Annalisa»

 

nicolini

È partito nei giorni scorsi al Conservatorio Nicolini il “Progetto Annalisa”, una serie di visite guidate per le scuole di ogni ordine e grado di Piacenza e provincia. Il progetto è dedicato ad Annalisa Mannella, direttrice amministrativa del Nicolini recentemente e prematuramente scomparsa, la cui figlia Diana, di cinque anni, frequenta proprio una delle scuole che visiteranno il Nicolini all’interno della serie di incontri. “Da qui è nata l’idea di dedicare alla collega queste iniziative – spiega Patrizia Bernelich, docente di pianoforte al Nicolini e responsabile del progetto – Da anni le scuole del comparto piacentino visitano il Conservatorio, durante l’anno scolastico, per far scoprire questo mondo ad alunni e studenti; gli incontri, organizzati su appuntamento con classi singole o gruppi di classi, si sono sempre svolti grazie alla collaborazione di insegnanti ed allievi di volta in volta disponibili a dare saggio dei rispettivi strumenti. Un interesse sempre maggiore, tanto che da quest’anno si è deciso di dare ‘forma’ a questi incontri, ricomprendendoli in un programma strutturato: è così nato il ‘Progetto Annalisa’”.
Ciascuna attività è realizzata tenendo conto dell’età dei partecipanti, prevedendo momenti di ascolto, gioco, spiegazione e contatto diretto con gli strumenti musicali: pianoforte, arpa, violino, contrabbasso, e molti altri.
Dopo la prima visita da parte degli alunni di 5 anni della Scuola dell’Infanzia di Agazzano, si è svolto  il secondo appuntamento con i piccoli di 4 anni dello stesso Istituto; presenti la presidente del Conservatorio Paola Pedrazzini, il direttore Lorenzo Missaglia e il sindaco di Agazzano Mattia Cigalini, ex alunno ed ora insegnante di sassofono jazz al Nicolini; con lui, il vicesindaco di Agazzano Mario Braghieri.
Hanno collaborato all’incontro, accanto a Patrizia Bernelich, i docenti Guido Campana, Silvia Falavigna, Stefania Carrani e gli studenti Im Sun Tae, Kaho Miyamura, Eleonora Cotti, Andrea Prandi, Fabiola Ciccone, Luciano Grassini, Elisa Tait, Virginia Bernardoni, Federico Martinel, Clara Franguelli.
La presidente Pedrazzini ha sottolineato il valore dell’iniziativa notando come “gli istituti scolastici piacentini, per avvicinare bambini e ragazzi alla musica e magari allo studio di uno strumento, si rivolgono al Conservatorio Nicolini per il suo ruolo di massimo ente preposto alla formazione musicale; siamo felici di poter fornire un ulteriore servizio di orientamento attraverso questo tipo iniziativa scolastica. Si tratta, per i più piccoli e per i ragazzi, di un momento di scoperta diretta e apertura verso nuove discipline, fondamentale per orientarsi e magari scegliere di intraprendere nuovi percorsi formativi”.

Pubblicato il 25 febbraio 2019

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A Palazzo Galli il «Diario di politica e di banca» con il prof. Nicolosi

NicolosiPalGalli

Il ruolo del banchiere Anton Dante Coda e la sua frequentazione con Einaudi per la ricostruzione dell’Italia nel secondo dopoguerra: se ne è parlato a Palazzo Galli nell'incontro organizzato dalla Banca di Piacenza nell'ambito della Primavera culturale, durante il quale è stato presentato il “Un malinconico leggero pessimismo. Diario di politica e di banca (1946-1952)” (Olschki editore) curato dal prof. Gerardo Nicolosi, docente di Storia dei movimenti politici dell’Università di Siena.
Insieme al curatore del volume è intervenuto l'avv. Corrado Sforza Fogliani, presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza.

"Coda, banchiere umanista, nel suo diario ci fa entrare nell’atmosfera di grande speranza sul futuro dell’Italia che c’era a quel tempo", ha affermato l'avv. Sforza Fogliani, che ha definito il diario di Coda "puntiglioso" e "ricco di fatti straordinari finora assolutamente sconosciuti".
Dalla lettura del testo scopriamo che Einaudi - nel 1945 Governatore della Banca d’Italia e strenuo difensore della stabilità monetaria - non voleva saperne di entrare nel Governo: fu una telefonata furibonda di Benedetto Croce da Napoli a imporgli di dire sì a De Gasperi.

Il prof. Nicolosi - che ha dedicato tre anni alla preparazione del volume - ha spiegato l’importanza dell’opera nell’offrire uno spaccato della storia "dimenticata" dell’alta borghesia e dell’aristocrazia liberale, a cui era giusto restituire dignità.
"Coda, oggi poco conosciuto, era un personaggio autorevole - ha evidenziato l’autore -. Fu uno dei più attivi esponenti politici del liberalismo in Piemonte; durante il regime fu in contatto con Luigi Einaudi e con la cerchia liberale moderata di Croce".
Grazie al diario di Coda (l’originale è conservato all’Istituto storico della resistenza di Torino) si ricostruisce la vita di quella stagione.
Nell’aprile del 1946, per volere di Einaudi, Coda venne nominato presidente dell’Istituto San Paolo di Torino. Il diario 1946-1952 è una testimonianza del ruolo di Coda nella conduzione di una delle più prestigiose banche italiane ma, più in generale, è anche un’importante fonte per la ricostruzione dei rapporti tra banche, mondo imprenditoriale e politica nell’Italia del dopoguerra.
"Einaudi - ha evidenziato il prof. Nicolosi - di Coda apprezzava le doti organizzative, la dirittura morale e il carattere deciso nel dire “no” alle pressioni dei partiti per ottenere finanziamenti, anche a quelli della parte politica a lui vicina". I
l curatore del volume ha sottolineato come "Einaudi sia onnipresente nelle pagine di questo diario" e come lo stesso ricostruisca la sua vita politica "come ministro del bilancio, costantemente impegnato ad evitare spese inutili, e come Presidente della Repubblica, con un ruolo non notarile, come spesso si crede, ma molto politico, garante del centrismo".

Un’ultima riflessione del prof. Nicolosi sul titolo del libro: "Sono stato combattuto sulla scelta, perché non volevo dare di Coda l’immagine di un pessimista, che non era. Volevo sottolineare, invece, che in lui era andato maturando un sentimento di disillusione, vedendo prevalere logiche di parte anziché di interesse generale. Col senno di poi, possiamo dire che la sua disillusione è stata premonitrice, visto ciò che sta accadendo oggi".

Pubblicato il 22 febbraio 2019

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Visita guidata ai tesori della Biblioteca Passerini Landi

 

passerini landi

La Biblioteca è uno scrigno: i tesori della Passerini Landi è il titolo della visita guidata gratuita alla Biblioteca comunale, in calendario sabato 23 febbraio con inizio alle 11.
Il ritrovo sarà all’ingresso di via Carducci 14, mentre l’itinerario seguirà un percorso storico, con ingresso dal loggiato a fianco della chiesa di San Pietro.

Verrà proposto, a cura della bibliotecaria Cecilia Magnani, un percorso della durata di circa un'ora, attraverso le opere d'arte custodite in Biblioteca; non soltanto le riproduzioni dei pezzi più preziosi delle collezioni librarie, ma anche testimonianze d'arte custodite nelle sale: dal Salterio di Angilberga al Codice landiano della Commedia di Dante, a pezzi contemporanei come il Libro poetario di Gutenberg di Giorgio Milani e Il Nido di Romano Bertuzzi.

Pubblicato il 20 febbraio 2019

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«Un'altra montagna», convegno ad Albareto di Parma

lupo

L'Associazione "Io non ho paura del lupo", che dal 2016 promuove il lupo e gli altri animali selvatici con eventi dedicati, campi didattici, monitoraggio sul campo e tramite una continua attività di informazione, annuncia la prima edizione dell'omonimo festival che si terrà il 16 e 17 marzo ad Albareto (PR), nel cuore della Val Taro, nell'Appennino Parmense.
Un festival dedicato in questa sua prima edizione al tema “Un’altra montagna” con lo scopo di raccontare come i cambiamenti che la montagna sta vivendo negli ultimi anni non siano necessariamente negativi, ma possano invece diventare l’occasione per la nascita di nuove opportunità per tutti, attirando giovani alla ricerca di una nuova rinascita a contatto con la natura, mutando il contesto montano e restituendo ad esso una nuova forma al passo coi tempi.
Molti ospiti illustri si alterneranno nei due giorni, raccontando non solo il lupo, magnifico predatore dei nostri boschi che sta riprendendo i suoi spazi nel suo processo naturale di espansione su Alpi e Appennino, ma dando anche ampio spazio alle realtà locali che con esso convivono.
Tra gli ospiti spicca la presenza di Bruno D'Amicis, biologo e fotografo naturalista professionista, con uno spiccato interesse per i temi della conservazione degli ambienti naturali e della biodiversità che al festival presenterà il suo progetto "Tempo da Lupi".
Le sue fotografie hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi internazionali, tra cui il prestigioso World Press Photo e il BBC Wildlife Photographer of the Year, e i suoi servizi sono pubblicati su riviste come National Geographic, GEO, BBC Wildlife.
Socio onorario dell’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani e membro della prestigiosa International League of Conservation Photographers ci racconterà i suoi anni a contatto con i lupi dell'Appennino attraverso i suoi magnifici scatti.
Ancora tra gli ospiti spiccano Elisa Berti del Centro Monte Adone, eccellenza del nostro paese per il recupero e le cure alla fauna selvatica, che insieme allo scrittore Giuseppe Festa presenteranno "I figli del bosco" libro edito da Garzanti, che narra la storia di Ulisse e Achille, due cuccioli di lupo trovati in difficoltà e affidati ai volontari del Centro Monte Adone che proveranno a restituire al bosco i suoi "figli", ridando loro la possibilità di una vita senza recinzioni.
Ad accompagnare i ragazzi di Monte Adone in questa sfida del coraggio, dell’ostinazione e della passione è Giuseppe Festa: trascorre con loro quindici mesi tra le cime innevate e selvagge dell’Appennino, ne condivide entusiasmi e delusioni, e oggi racconta in queste pagine l’avventura loro e di Ulisse e Achille, fino al sorprendente finale.
Il fotografo e videomaker Paolo Rossi sarà invece tra i protagonisti della domenica, per la presentazione in anteprima nazionale del cortometraggio "La vendetta del lupo monco", la vera storia di un lupo che, a causa di un atto di bracconaggio, ha adottato comportamenti anomali e per anni insieme al suo branco ha suscitato spavento negli abitanti di una valle dell’Appennino settentrionale.
Ma saranno molte anche le attività dedicate ai più piccoli, come la presentazione del libro “Patagonio e la compagnia dei randagi del sud” a cura dello scrittore Bruno Tecci, o il workshop dedicato al riconoscimento delle impronte che aprirà il festival nella mattina di sabato 16.
Il programma completo è disponibile su http://www.iononhopauradellupo.it/festival/

Pubblicato il 21 febbraio 2019

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Spazio a musica e giovani a Saliceto di Cadeo

sala

Nel Comune di Cadeo è stata inaugurata una nuova sala di registrazione. Uno studio musicale ha infatti preso vita presso gli spazi dell'ex-scuola di Saliceto grazie alla disponibilità dell'Amministrazione comunale e alla passione "musicale" della Proloco giovani di Roveleto.
"Il nostro per essere precisi è un project studio, uno studio musicale in cui si lavora anche sulla post produzione audio - spiega Davide Marsala, giovane fonico che insieme a Gianluca Marazzi guida la sala - qui è possibile incidere la voce, gli strumenti e fare post produzione. Siamo dotati di una stanza acustica insonorizzata per rendere il suono il più fedele possibile".
Lo spazio, sarà aperto all'intera comunità: "Siamo a disposizione di chiunque sia interessato, dalle attività comunali fino a quelle dei singoli cittadini".
"Abbiamo concesso con piacere gli spazi comunali per un'iniziativa musicale che può aprire nuove opportunità per i nostri giovani - sottolinea Marco Bricconi, primo cittadino di Cadeo -. L'intraprendenza e la voglia di esplorare nuove strade, sono elementi essenziali per far crescere il nostro territorio".
"Questo studio è per noi un bel traguardo - aggiunge Marica Toma, vicesindaco di Cadeo -; dopo il medico di base e il ripristino dopo tanti anni della fermata del bus, questa è un'altra iniziativa tesa a migliorare la quotidianità e a valorizzare la frazione di Saliceto".

Pubblicato il 20 febbraio 2019

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