Un incontro per promuovere e sensibilizzare i giovani al dono del sangue: si è svolto nella serata di ieri 21 di marzo, organizzato da Avis Comunale di Piacenza in collaborazione con la consulta degli studenti del Collegio Sant’Isidoro dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. All'incontro era presente la direzione del Collegio. Alla serata è intervenuto sul tema "Il dono di sé" il dottor Davide Carini, responsabile dell'Unità di Raccolta dell’ Avis Provinciale di Piacenza, mentre alcuni studenti hanno portato la loro esperienza di neo donatori di sangue. Il presidente dell’ Avis Comunale di Piacenza, Giovanni Villa, accompagnato dal consiglieri Andrea Roverselli, organizzatore dell’evento, Dante Lambri, Alice Cigala e Daniela Magnani, si è rivolto ai ragazzi presentando l’attività dell’Associazione.
Per coniugare solidarietà e divertimento, l'evento proseguirà il 3, 4 e 5 aprile con un torneo di Pallavolo misto al quale i ragazzi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore potranno aderire con 4 squadre. Il torneo, organizzato da Avis Comunale di Piacenza, si svolgerà nella palestra dell'ISII Marconi. La fase finale si giocherà domenica 7 aprile dalle ore 10 alle 12.30 al Centro Sportivo Universitario di Piacenza (via dell'Anselma 7/C). L’ingresso è gratuito ed è aperto a tutti. Per informazioni: andrea [DOT] roverselli [AT] unicatt [DOT] it oppure piacenza [DOT] comunale [AT] avis [DOT] it. L'evento, si concluderà con la premiazione delle prime due squadre e la consegna delle Coppe da parte di un testimonial di rilievo.
Proseguono senza sosta i lavori di ampliamento e ristrutturazione del Punto di Primo intervento dell’Ospedale di Borgotaro. L’opera di riqualificazione consegnerà al “Santa Maria” una struttura dedicata all’emergenza-urgenza, completamente rinnovata ed altamente funzionale, con termine previsto a fine giugno. Il Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Borgotaro ha registrato, nel 2018, poco meno di 9.400 accessi (sono stati circa 9.200 nel 2017) e ha assicurato oltre 10.600 prestazioni ambulatoriali. Il progetto, che ha preso avvio lo scorso dicembre, è strutturato in tre fasi, per garantire le normali attività del servizio e quindi arrecare il minor disagio possibile ai cittadini. La prima fase, che si avvia alla conclusione, vede la realizzazione di nuovi spazi più confortevoli e rispettosi della privacy, tra cui ambulatori per i codici verdi e bianchi, un locale per il triage ed una sala d’aspetto con venti posti a sedere, oltre a depositi e locali accessori per il personale. La seconda e la terza fase dei lavori, sono invece dedicate alla costruzione di un accesso riservato ai pedoni e di una nuova camera calda. Per quest’ultimo locale è previsto il completo rifacimento della struttura attualmente esistente e la realizzazione di un nuovo ambiente, più spazioso ed attrezzato per consentire il passaggio del paziente dall’ambulanza alla struttura ospedaliera, in una situazione di confort termico e climatico. Con l’obiettivo di assecondare le manovre delle ambulanze, la camera calda assumerà una configurazione a settore circolare; per la sua realizzazione saranno utilizzati materiali esterni di finitura tecnologici, come la lamiera grecata, mentre la struttura portante sarà in acciaio. L’intervento di ristrutturazione e ampliamento del Punto di Primo Intervento - del valore di circa 490 mila euro - è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna che ha stanziato per la riqualificazione complessiva dell’Ospedale Santa Maria di Borgotaro 2 milioni e 692mila euro.
Martedì 26 marzo alle ore 20.45 al Centro Culturale di San Nicolò (Sala Rossa, via Alighieri) con l'intervento di Jamal Ouzine dell'Associazione Alam sul tema "Per un approccio interculturale" prende il via il corso di formazione per i volontari del progetto "ConNETtiamoci. Punti e ponti fra le famiglie di Ponente". Il progetto si propone di creare una rete di sostegno tra famiglie attivando iniziative di sostegno e supporto sia alla gestione della vita familiare, sia all'esercizio del ruolo genitoriale. Inizialmente sarà attivato nei Comuni di Rottofreno, Calendasco e Castel San Giovanni. Capofila del progetto è l'Associazione "Abracadabra. Progetto Famiglie". Coordinatori e garanti ne sono Uffici odi Piano e Svep e al momento vi partecipano l'Associazione "Vitamina L" di Castel San Giovanni, Avis di San Nicolò-Rottofreno-Calendasco e Croce Rossa Italiana di San Nicolò-Rottofreno. Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. All'iniziativa collabora l'Associazione La Ricerca e lungo il percorso saranno attivate altre collaborazioni e sinergie con parrocchie, enti e associazioni presenti sul territorio.
Gli altri incontri per i volontari sono in programma il 2 e 13 aprile. Martedì 2 aprile alle ore 20.45 nella Sala del Consiglio del Comune di Calendasco interviene Anna Papagni, referente del Settore Famiglie-Gruppi auto mutuo aiuto-Volontariato dell'Associazione La Ricerca. Tema: "Essere in una relazione d'aiuto: quali significati? Approfondimento condiviso e incontro-testimonianza". Sabato 13 aprile alle ore 9 alla parrocchia di San Nicolò sul tema "Empatia e sguardo sulla fragilità: riflessione guidata sul significato del «mettersi nei panni di...» e condivisione di alcune buone prassi per provare a individuare e gestire situazioni di «fragile complessità»" interviene la dott.ssa Valentina Ghidoni, psicologa-psicoterapeuta dell'Équipe Servizi educativi territoriali dell'Associazione La Ricerca.
La partecipazione al progetto è aperta a tutti; è richiesta solo la volontà di mettere a disposizione un po' del proprio tempo, anche solo un'ora a settimana, e la partecipazione al percorso formativo.
Per informazioni sul progetto ConNETtiamoci è possibile contattare l'Associazione Abracadabra: tel. 328.4260474 (Daniele Righi), e-mail abracadabrapfsannicolo [AT] gmail [DOT] com oppure fami [DOT] righi [AT] gmail [DOT] com.
«Siamo una banca di territorio e come tale operiamo per dare sostegno all’economia locale. Per questo abbiamo accettato volentieri la sollecitazione a predisporre un nuovo prodotto per le Pmi a condizioni particolarmente agevolate. Da sempre guardiamo avanti per dare servizi della massima qualità, siamo attenti alle necessità delle aziende che vogliono investire, facendo da volano alla crescita economica». Questi i concetti espressi dal direttore generale della Banca di Piacenza Mario Crosta nel corso della conferenza stampa - che si è tenuta nella Sala Ricchetti della sede centrale dell’Istituto di credito di via Mazzini - di presentazione di un nuovo prodotto finanziario a sostegno delle imprese, frutto della collaborazione tra la Banca locale e la cooperativa di garanzia tra commercianti Garcom. Il prodotto, fortemente voluto dalle associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti e il cui sviluppo è stato seguito direttamente dall’Ufficio prodotti della Banca, si chiama “Valore ecologia” e permette (a imprese del commercio, dell’artigianato, a liberi professionisti titolari di Partita Iva) di ottenere un finanziamento a tassi particolarmente vantaggiosi (vicini allo zero) per l’acquisto di autovetture e/o furgoni ecologici a basso potere inquinante, con la possibilità di beneficiare - attraverso Garcom - di contributi pubblici in conto interessi. All’incontro con la stampa per la presentazione di “Valore ecologia” sono intervenuti il presidente di Garcom Giovanni Ronchini, il presidente di Confcommercio Piacenza Raffaele Chiappa, il presidente di Confesercenti Nicolò Maserati e il direttore della Cooperativa di garanzia Simona Cavalli. Tutti hanno ringraziato la Banca di Piacenza per la vicinanza che ha sempre dimostrato nei confronti dei commercianti e il vicepresidente di Garcom Claudio Magnelli che ha avuto l’idea del nuovo prodotto.
Il presidente del Tribunale di Parma interviene a Piacenza
“Un’altra riforma del processo civile? No, grazie. Servono personale, risorse finanziarie e autonomia contabile”. È la sintesi dei concetti espressi da Pio Massa (a sinistra, nella foto; al suo fianco il presidente del Tribunale di Piacenza Stefano Brusati), piacentino, presidente del Tribunale di Parma, durante l’incontro sull’organizzazione della giustizia che venerdì 22 marzo lo ha visto protagonista nella sala Panini di Palazzo Galli, ospite della Banca di Piacenza (che da 12 anni gestisce il Servizio di cassa per il Tribunale piacentino). Oltre a Massa è intervenuto Stefano Brusati, parmense, alla prima uscita pubblica da quando lo scorso luglio è arrivato a presiedere il Tribunale di Piacenza.
L’avvocato Corrado Sforza Fogliani (nella foto a lato), presidente del Comitato esecutivo dell’istituto di credito piacentino, nell’introdurre i due ospiti ha scherzato sull’incrocio “ducale” tra un piacentino presidente a Parma e un parmense presidente a Piacenza ricordando che “negli stati pre-unitari le cause di Piacenza erano appellate a Parma” e viceversa. Sforza Fogliani si è anche detto sorpreso - entrando nell’argomento della serata - di vedere identificati i presidenti dei tribunali come “datori di lavoro”. Sì, perché dopo numerose riforme, ai capi degli uffici giudiziari spetta ora il compito non solo di organizzare i magistrati affinché i tempi della giustizia vengano ridotti, ma anche di sovrintendere al personale amministrativo e gestire le strutture.
“Fino al secolo scorso - ha spiegato Pio Massa - il presidente del Tribunale era un magistrato a fine carriera che poteva «godersi» gli ultimi anni prima della pensione. Oggi le cose sono ben diverse. Si diventa presidente anche in un’età più giovane, ma gli oneri sono giganteschi e per organizzare al meglio la giustizia dobbiamo cercare di conciliare i fattori della produzione: magistrati, personale amministrativo e strutture”. Tenendo però presente che i giudici dipendono dal Consiglio Superiore della Magistratura, come previsto dall’art. 105 della Costituzione per garantirne l’indipendenza, mentre personale e strutture rientrano nei “servizi relativi alla giustizia” che “spettano al ministero della Giustizia” (art. 110 Cost.). “Csm e ministero spesso non vanno d’accordo, perciò le cose si complicano”, ha spiegato Massa. Inoltre, fino a settembre 2015 la gestione delle strutture era affidata dal ministero ai Comuni, sgravando così i tribunali. Da allora invece è tutto in carico agli uffici giudiziari che però non hanno “la minima autonomia contabile: anche per lavare le tende del mio ufficio devo chiedere l’autorizzazione a Roma”, ha esemplificato il presidente del Tribunale di Parma.
E poi c’è l’aspetto della carenza di organico sia tra i magistrati, sia tra il personale: “Con il ministro Orlando, nel precedente governo, sono stati assunti 2.700 assistenti giudiziari. Peccato che con «Quota 100» queste assunzioni vengano di fatto vanificate”. Negli uffici giudiziari - tanto a Parma, quanto a Piacenza - ci sono pensionati, oppure volontari di diverse associazioni (Alpini, Croce Rossa) a dare una mano per cercare di smaltire gli arretrati. In media, ogni magistrato in Italia ha mille processi pendenti. Per far funzionare la macchina giustizia, fondamentali sono le scelte gestionali, non solo e non tanto la quantità ma soprattutto la qualità del prodotto. “L’organizzazione della Giustizia - ha osservato Brusati - non è solo compito dei presidenti dei Tribunali ma è anche responsabilità dei singoli magistrati ed è una sfida soprattutto culturale”. Aspetti questi sui quali i due presidenti sono stati in sintonia: "Il rischio - ha continuato Brusati - è quello di passare da una carenza organizzativa a un eccesso di organizzazione, con una sorta di bulimia normativa”. “A Parma, in occasione della vicenda Parmalat fu fatta una scelta profondamente sbagliata - gli ha fatto eco Massa -, quella di scorporare il crac in tanti singoli processi anziché imbastirne uno unico. Con un maxi-processo a quest’ora avremmo finito, invece a 16 anni dai fatti deve ancora iniziare il processo “Bank of America”, dal nome dell’istituto bancario coinvolto”. Una soluzione al problema potrebbe essere quella di avere nei tribunali un dirigente amministrativo che sgravi il presidente degli aspetti legati alla gestione del personale e delle strutture. Figura prevista ma che manca in oltre il 40% dei tribunali italiani, tra cui Parma e Piacenza.“Così - ha chiarito Massa -, fatto cento il tempo di lavoro, 60-70 è quello necessario per la gestione amministrativa, 20 per i giudici e il resto, molto poco, per l’attività di magistrato”. Occorre - a concluso Massa - “uno sforzo dal basso per organizzarci meglio altrimenti ci penseranno i robot e la giustizia diventerà una scienza esatta con le sentenze pronunciate sulla base di algoritmi, come stanno già sperimentando in alcuni Stati degli Usa”.
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