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Notizie Varie

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Telethon, fino al 31 luglio si sostiene la ricerca

CUORE biscotto telethon

Fino al 31 luglio è possibile continuare a sostenere la ricerca scientifica finanziata da Fondazione Telethon donando, con sms o da rete fissa, al numero solidale 45510.

Nell’attuale contesto che vede tutti impegnati ad affrontare l’emergenza coronavirus e a organizzare la ripresa, un messaggio risuona in maniera ancora più forte: la ricerca scientifica non deve fermarsi. Questa situazione ha infatti reso ancora più fragili le persone con una malattia genetica rara, aumentando le difficoltà che questi pazienti devono affrontare, ma ha anche fatto comprendere il valore universale e l’importanza della ricerca.
Da trent’anni Fondazione Telethon finanzia la migliore ricerca scientifica italiana per trovare risposte in termini di cure e terapie per chi vive con una malattia genetica rara, ed è grazie al sostegno e alla generosità degli italiani e all’eccellenza dei ricercatori che ogni giorno profondono le loro energie e le loro competenze, se ha raggiunto fino a oggi traguardi eccezionali. È possibile donare il 5 x 1000 nella dichiarazione dei redditi mettento la firma sul finanziamento della ricerca scientifica e delle università, e inserendo il codice 04879781005.

PRENOTAZIONI ANCHE A FIORENZUOLA. Inoltre, si può sostenere la campagna Telethon con l’acquisto di “Cuori di biscotto”. Purtroppo non ci saranno i tradizionali banchetti, dice il coordinatore provinciale prof. Italo Bertuzzi, ma è possibile sostenere prenotando i biscotti al numero 349.5152019.
La preziosa scatola con i buonissimi biscotti è ad offerta minima di 12 euro; offerta due scatole a 20 euro.
In provincia è attiva la promozione anche presso la sede della Concessionaria Bussandri di Fiorenzuola d’Arda (via Umbria, 7/9), tel. 0523.982044.

Pubblicato il 27 luglio 2020

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Piacenza Expo vuole recuperare Cascina San Savino

 assemblea expo piacenza

L’Assemblea dei Soci di Piacenza Expo ha approvato all’unanimità il bilancio 2019. L’Assemblea, su proposta del Comune di Piacenza - socio di maggioranza con il 54% del capitale sociale - ha anche riconfermato Giuseppe Cavalli, all’unanimità, nel ruolo di Amministratore Unico per il prossimo triennio. Il consuntivo del 20° esercizio, nonostante un fatturato in crescita rispetto al 2017 - anno preso come riferimento vista la mancanza nel calendario fieristico, proprio come nel 2019, di Geofluid, il più importante e redditizio evento organizzato da Piacenza Expo - si è chiuso con un disavanzo di 1.498.320 euro. Il fatturato complessivo si è attestato al 31 dicembre 2019 a 2.026.687, facendo registrare un progresso del 9,13% rispetto al 2017, anno in cui la produzione aveva raggiunto la cifra di 1.841.635. L’Ebidta si è attestato su valori positivi in questi anni anche negli esercizi in cui non era presente Geofluid, segnale di una buona sostenibilità della struttura.
“Il bilancio - ha detto l’amministratore Unico Cavalli, presentando i dati in Assemblea - è stato segnato in maniera incisiva dall’imprevista situazione debitoria venutasi a creare a seguito della notifica, da parte del Comune di Piacenza, di cartelle esattoriali per il pagamento dell’Imu relative al 2013 e al 2014 per un valore di 278.795. Una situazione debitoria non imputabile all’attuale governance di Piacenza Expo che, in previsione della sicura notifica, già dai prossimi mesi, delle altre cartelle per il pagamento dell’Imu per gli anni 2015 e 2016 - anch’essi non relativi all’attuale Amministrazione - e 2017, 2018 e 2019, ha prudenzialmente inserito in bilancio, alla voce “altri accantonamenti”, la somma di 814.980. E’ una situazione che, seppur con proporzioni diverse, coinvolge tutti i quartieri fieristici italiani. Per questo la nostra associazione di riferimento, Aefi, si sta adoperando già da tempo per giungere ad una diversa soluzione con il Governo, evidenziando il ruolo strategico delle fiere per i territori, ruolo ancor più importante in questo periodo per una ripresa efficace dell’indotto generato a favore dei settori maggiormente colpiti dalla crisi come l’ospitalità, il turismo d’affari e i servizi”.
L’Amministratore Cavalli ha anche fatto un’accurata disamina sul positivo andamento delle presenze registrate a Piacenza Expo nel 2019: gli espositori sono infatti passati dai 2.046 del 2017 a 2.473, con un progresso del 17,26%, mentre i visitatori hanno fatto segnare un saldo positivo di 44.031 unità, passando dai 149.627 del 2017 a 193.658 (+ 22,73%). “L’emergenza sanitaria che in questi ultimi mesi ha duramente colpito anche il nostro territorio – ha detto Cavalli, dopo aver ringraziato i soci per la fiducia dimostratagli con il rinnovo dell’incarico – inciderà ovviamente anche sul prossimo bilancio. Quest’anno, oltre agli eventi tradizionalmente in programma e che siamo stati costretti a posticipare o a cancellare, avevamo messo in calendario sette nuove fiere che speriamo di recuperare nel 2021 così come Geofluid, che è già stato riposizionato all’autunno del prossimo anno.

Aumentare le aree espositive
Il mercato si preannuncia sempre più competitivo; per questo Piacenza Expo dovrebbe investire per potenziare ulteriormente le proprie strutture e la propria offerta espositiva, per offrire nuove opportunità fieristiche ma anche per svolgere nel migliore dei modi quel suo ruolo naturale di agenzia di marketing territoriale, a cui già da anni assolve informalmente promuovendo il territorio e le eccellenze piacentine”. E proprio orientando lo sguardo al futuro prossimo, Cavalli ha presentato all’Assemblea un “piano di sviluppo” che prevede l’aumento delle aree espositive coperte attraverso la realizzazione di un nuovo padiglione da 1.800 mq, e il recupero della Cascina S. Savino che, da anni, giace in stato di abbandono proprio di fronte all’ingresso di Piacenza Expo. Per questo l’Amministratore Unico ha presentato ai soci una proposta di aumento di capitale da un milione di euro; proposta accolta con favore dalla compagine sociale, ma che verrà approfondita e votata in una successiva assemblea di prossima convocazione. Piano di sviluppo che, unitamente alla crescita fatta segnare da Piacenza Expo negli ultimi anni nell’ambito del panorama fieristico italiano, pare aver convinto anche la Regione Emilia Romagna, a cui Cavalli ha recentemente presentato il lavoro svolto dal 2017 ad oggi alla guida della società di Le Mose. Contrariamente alla scelta, annunciata poco più di un anno fa, di uscire dal capitale sociale di Piacenza Expo, l’Ente di viale Aldo Moro pare infatti intenzionato non solo a riacquistare l’1% del pacchetto azionario precedentemente dismesso, ma anche a consolidare ulteriormente la propria presenza nella fiera piacentina.
“I risultati di bilancio presentati all’assemblea dei soci – ha commentato l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Emilia Romagna, Vincenzo Colla – sono positivi al netto delle partite straordinarie e dimostrano il buon lavoro svolto. In una situazione difficile come quella causata dalla pandemia la Regione Emilia-Romagna è fortemente impegnata a rilanciare l’intero sistema delle sue fiere, valorizzando le diverse e specifiche vocazioni.
Per questo, secondo il mandato ricevuto dal Presidente Bonaccini, che si sta adoperando anche con il Governo per il rilancio del sistema fieristico, posso assicurare che non solo non abbandoniamo Piacenza Expo, ma valutiamo di aumentare la nostra partecipazione nella compagine societaria. Ogni realtà espositiva rappresenta per noi un irrinunciabile moltiplicatore di valore che concorre in maniera fondamentale allo sviluppo del territorio attraverso la promozione delle sue eccellenze e delle sue filiere, sia a livello nazionale che internazionale, e la creazione di lavoro. Il patrimonio di rapporti commerciali e di relazioni con enti e realtà produttive gestito dalla fiera di Piacenza è una ricchezza che vogliamo non solo preservare ma implementare, per essere pronti a cogliere le opportunità di crescita che arriveranno con la ripresa economica. Concordiamo pertanto con la proposta del nuovo piano di sviluppo presentato dall’Amministratore Unico”.

Pubblicato il 27 luglio 2020

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Bus e treni, arrivano i rimborsi per il mancato utilizzo di abbonamenti e biglietti

bus nella stazione di piacenza 

In arrivo i rimborsi agli abbonati e utenti del servizio ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale (bus urbani ed extraurbani) per il mancato utilizzo dei titoli di viaggio durante il periodo del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale che fissa gli indirizzi destinati alle aziende di trasporto pubblico per uniformare l’applicazione sul territorio regionale dell’articolo 215 del Decreto Rilancio, convertito in legge in via definitiva la scorsa settimana dal Parlamento italiano.
“Si tratta di una misura di ristoro sollecitata dalle stesse Regioni - afferma l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini - che va incontro alle legittime aspettative dei pendolari e, più in generale, degli utilizzatori dei mezzi pubblici, oltre a definire un quadro di riferimento certo ai fini del riconoscimento dei mancati ricavi delle aziende di trasporto pubblico locale. Nella stesura della delibera abbiamo tenuto conto delle osservazioni avanzate dalle stesse aziende di Tpl e dalle principali associazioni dei consumatori dopo un approfondito confronto e vigileremo affinché i rimborsi arrivino nel modo più veloce e senza complicazioni burocratiche ai cittadini interessati”.

Domanda entro il 30 novembre
Hanno diritto al risarcimento, precisa la delibera regionale, gli studenti e i lavoratori-pendolari titolari di abbonamento mensile e annuale, rispettivamente per il periodo 23 febbraio-3 giugno 2020 e 8 marzo-17 maggio 2020. La richiesta va presentata entro il 30 novembre prossimo all’Azienda di trasporto pubblico che ha emesso l’abbonamento, preferibilmente on line sul portale della stessa azienda, allegando alla domanda l’autocertificazione della condizione di studente, se richiesta. Il rimborso sarà effettuato mediante l’emissione di un voucher rilasciato al massimo entro 30 giorni dalla richiesta, come disposto dal Decreto Rilancio. L’entità sarà calcolata in rapporto ai giorni di mancato utilizzo dell’abbonamento, sia mensile che annuale. In alternativa, possono richiedere il rimborso in contanti, secondo modalità definite da ciascuna azienda di Tpl, gli studenti under 14 già titolari di abbonamento annuale che a partire dal prossimo mese di settembre non lo pagheranno più per la decisione presa dalla Giunta regionale di renderlo per loro gratuito.

Biglietti ferroviari
Per quanto riguarda i biglietti ferroviari di corsa semplice acquistati prima dell’8 marzo e con scadenza 8 marzo-17 maggio 2020, sarà riconosciuto un voucher di pari valore. Nessun rimborso invece per i biglietti di corsa semplice e i carnet validi sui bus urbani ed extraurbani in quanto per questi titoli di viaggio non è prevista una scadenza di utilizzo. I voucher rilasciati dalle aziende di trasporto saranno validi fino ad un anno dall’emissione, sono spendibili in un’unica soluzione, non si possono cedere e vanno utilizzati preferibilmente come sconto sull’emissione di un nuovo abbonamento o per l’acquisto di singoli biglietti o carnet di biglietti. Regole particolari valgono per alcune tipologie di abbonamento. Per quelli mensili, annuali e annuali per studenti della tipologia “Mi muovo anche in città” è previsto il rimborso per la sola tratta ferroviaria pagata dall’utente. La richiesta di rimborso va presentata all’azienda Trenitalia Tper anche se gli abbonamenti sono stati emessi da Tper. Per gli abbonamenti riconducibili a politiche di “mobility management”, le modalità di rimborso saranno definite direttamente tra società di trasporto pubblico e azienda o altra istituzione convenzionata. Per quanto riguarda gli abbonamenti ferroviari a tariffa sovraregionale, modalità e misura dei rimborsi dovranno necessariamente essere coordinate a livello nazionale e quindi al momento esulano dagli indirizzi regionali.

Pubblicato il 27 luglio 2020

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Alla Farnesiana il presidio del nucleo di Protezione civile

Un incontro acer

Ha ufficialmente preso il via il progetto di Acer Piacenza che vede impegnato il nucleo di Protezione Civile EC Terra dei Santi nella presenza costante in uno dei quartieri più difficili dell’edilizia residenziale pubblica, il Peep alla Farnesiana.
I sei garage dati in affitto ai volontari del nucleo sono stati occupati dai loro mezzi e dalle loro attrezzature: in cambio, gli uomini e le donne della Protezione Civile garantiscono un presidio attivo sul territorio. Non solo. “Effettueremo un servizio di pulizia delle corsie di manovra nelle autorimesse, nonché un servizio di prevenzione e gestione di possibili rischi derivanti da episodi di vandalismo o piccola criminalità che possono insorgere nel quartiere, attraverso una sorveglianza attiva e passiva delle aree in questione. In particolare – specifica Davide Rossi, presidente del Nucleo EC Terra dei Santi - ci adopereremo affinché il nostro personale, rendendosi visibile mediante divisa istituzionale, senza uso di armi o strumenti atti ad offendere, sia punto di riferimento per le segnalazioni e di deterrenza, impegnandosi a segnalare prontamente alle forze dell’ordine, eventuali comportamenti che possono costituire reato o che, comunque, possono pregiudicare la sicurezza e il decoro del quartiere”.
Un accordo unico in Italia, nel suo genere, come sottolinea il presidente nazionale della Federazione italiana Ricetrasmissioni (a cui il nucleo di Protezione Civile è affiliata) Patrizio Losi (omonimo del presidente di Acer Piacenza). “Abbiamo 180 sezioni in tutta Italia per un totale di 4mila volontari. E’ normale che la Protezione Civile firmi dei protocolli con le amministrazioni locali, ma quello sottoscritto con Acer è il primo in assoluto perché prevede lo svolgimento di compiti che vanno ben oltre quelli usuali di soccorso in situazioni di emergenza. Normalmente, infatti, i cittadini ci conoscono nei momenti di grandi difficoltà: Covid a parte, noi siamo in prima linea nei terremoti, nelle alluvioni. Il servizio che effettueremo per Acer invece ci permetterà, con una presenza costante, non solo di contribuire a creare un senso civico oggi troppo dimenticato, ma anche a cementare il rapporto tra i nostri volontari e tra i volontari e i cittadini”.

A breve il progetto delle telecamere di videosorveglianza
Soprattutto per questi ultimi, il nucleo si impegna a realizzare nelle prossime settimane vere e proprie esercitazioni dimostrative, informando e sensibilizzando gli abitanti sui rischi derivanti da comportamenti superficiali o inopportuni. Paolo Zanoli, segretario nazionale della Federazione, concentra l’attenzione sul tema della cittadinanza attiva. “Troppo spesso si cita questo concetto in modo improprio: da quest’anno l’educazione civica tornerà finalmente come materia anche a scuola. Questa collaborazione ci permette di infondere ai cittadini il senso civico quotidianamente e non solo in occasione delle giornate dedicate al tema ad esempio dei rischi”. Da parte sua, il presidente di Acer Piacenza Patrizio Losi esprime la soddisfazione per un primo ma importante passo nella direzione di venire incontro alle esigenze dei residenti del quartiere. “Sono diverse le iniziative che, non solo oggi, ma in realtà da anni stiamo portando avanti, soprattutto nei termini di diffusione dell’educazione civica. Questo è un aiuto concreto agli abitanti che hanno bisogno di accrescere il proprio senso di sicurezza vivendo nel quartiere. Ora siamo in attesa di portare a compimento il progetto delle telecamere di videosorveglianza a cui Acer tiene in modo particolare, soprattutto per i risultati positivi riscontrati sia a Barriera Farnese che a San Sepolcro, dove il servizio è attivo da un paio di anni”. Una nota positiva arriva addirittura da Manuel Radaelli, presidente di “Rete”, che commenta così l’iniziativa. “Siamo contenti per l’avvio di questo progetto, che riteniamo essere un’opportunità e un passo importante per andare nella giusta direzione. Gli abitanti hanno bisogno di essere rassicurati e un presidio dei volontari di Protezione Civile sicuramente è un valido aiuto. Abbiamo anche letto con piacere della soluzione del progetto delle telecamere, che sappiamo non riguardare solo la Farnesiana, e attendiamo di vedere i primi riscontri positivi soprattutto da parte dei residenti”.

Pubblicato il 27 luglio 2020

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Un bando per sostenere le Pro loco: disponibili 200mila euro

 Un momento di festa paesana

Nuove risorse in arrivo dalla Regione per promuovere in chiave di sviluppo dell’offerta turistica le bellezze naturali, il patrimonio artistico e culturale, oltre ai prodotti dell’artigianato e alle eccellenze enogastronomiche dell’Emilia-Romagna, attraverso l’attività delle Pro Loco iscritte all’apposito registro regionale. Semaforo verde dalla Giunta regionale al bando che sostiene i programmi delle associazioni locali di volontariato per l’anno in corso. A disposizione un bugdet di 200.000 euro per la concessione di contributi che arrivano a coprire fino all’80% delle spese sostenute per la realizzazione dei progetti. Le domande devono essere inviate entro il 31 agosto prossimo all’indirizzo di posta elettronica certificata comtur [AT] postacert [DOT] regione [DOT] emilia-romagna [DOT] it.
“Le Pro Loco - afferma l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini - hanno un ruolo strategico per lo sviluppo turistico locale, soprattutto nelle aree interne del nostro Appennino. Un ruolo che, attraverso il lavoro di migliaia di volontari, rappresenta un valore aggiunto per la promozione del territorio in tutti i suoi aspetti e, in particolare, per la valorizzazione dei tanti tesori storico-artistici presenti nei piccoli centri. Grazie ad una legge regionale che risale al 2016 per il quarto anno consecutivo finanziamo direttamente i loro programmi di attività che, in un momento così critico, possono dare un contributo molto importante per ripartire in sicurezza dopo l’emergenza Covid”. I contributi finanziano progetti che spaziano dalla promozione dei prodotti e servizi turistici alla valorizzazione del patrimonio culturale, delle aree di pregio ambientale, oltre che dei prodotti tipici del territorio. Spazio anche alle attività ricreative ed educative rivolte a bambini e giovani e a progetti per lo sviluppo di sistemi innovativi di diffusione delle informazioni territoriali.
Per partecipare al bando le Pro Loco dovranno aggregarsi in “cordate” di non meno di quattro associazioni locali, con la Pro Loco capofila che presenterà la domanda di contributo per conto dell’aggregazione. I programmi devono avere un budget previsionale di spesa compreso tra un minimo di 10 mila e un massimo di 50 mila euro. Per la formazione della graduatoria dei programmi sarà data priorità agli interventi per lo creazione di nuovi prodotti turistici come gli itinerari naturalistici e i cammini, con particolare rilievo ai territori appenninici, lo sviluppo di attività innovative e il livello di sinergia organizzativa con gli enti locali.

Pubblicato il 27 luglio 2020

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