Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Confcooperative Emilia Romagna, Milza riconfermato presidente

Francesco Milza presidente confcooperative regione emilia romagna



Francesco Milza riconfermato  alla guida di Confcooperative Emilia Romagna, associazione che riunisce 1.580 imprese cooperative con 228.000 soci, 86.000 addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro.

Cinquantasei anni, socio e amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza che dà lavoro a oltre 1.700 persone, Milza inizia così il suo secondo mandato pieno alla presidenza di Confcooperative Emilia Romagna dopo essere subentrato ‘in corsa’ a fine 2013 e dopo la riconferma nel 2016.
“Ringrazio tutti gli amici cooperatori per la fiducia che hanno nuovamente manifestato nei miei confronti – ha dichiarato Milza al termine delle operazioni di voto -. Negli ultimi quattro anni (2016-2019) le imprese del sistema Confcooperative Emilia Romagna hanno creato oltre 10.000 nuovi posti di lavoro (+13,4%), dimostrando tutta la loro vitalità economica e capacità di resilienza. Ma oggi il futuro si presenta molto più incerto. Ci aspettano quattro anni difficili, caratterizzati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria Covid-19. Dovremo ripensare modelli organizzativi, produttivi e di erogazione dei servizi, dimostrando di essere costruttori di bene comune anche in questa situazione”.
Da un’indagine interna al sistema Confcooperative Emilia Romagna condotta nelle settimane scorse su un campione rappresentativo di circa 300 cooperative, è emerso come il 64% abbia attivato gli ammortizzatori sociali a causa dell’emergenza sanitaria e oltre la metà preveda importanti riduzioni di fatturato per il 2020. In particolare, il 35% prevede un calo di un terzo del volume d’affari, il 20% addirittura parla di un calo del 50%. Inoltre, per il 40% delle cooperative queste riduzioni non saranno recuperabili.
“Questi dati ci confermano la drammaticità del momento che stiamo vivendo – ha detto Milza –, eppure è proprio davanti alle difficoltà che la cooperazione ha sempre dimostrato la validità del suo modello economico inclusivo e mutualistico. Le cooperative nascono e si sviluppano laddove intercettano i bisogni delle comunità e vi rispondono generando un’economia sostenibile capace di redistribuire le risorse e ridurre le disuguaglianze. Lo abbiamo visto in questi quattro anni con le cooperative di comunità sorte nei borghi dell’Appennino, con le cooperative di workers buyout nate per salvare aziende, con la cooperazione sociale che inserisce nel lavoro persone con disabilità generando ogni anno 20 milioni di euro di risparmi per la Pubblica amministrazione in regione, e ancora lo abbiamo visto con la cooperazione agroalimentare che anche grazie alla crescita dell’export è riuscita a garantire un adeguato reddito agli agricoltori. Questa mission al servizio delle comunità va portata avanti anche nella ‘nuova normalità’ in cui oggi siamo immersi, dove i bisogni a cui dare risposta sono incredibilmente aumentati.
“La cooperazione – ha sottolineato Milza - deve farsi trovare pronta sin da subito per questa sfida, insieme agli altri attori economici e alle Istituzioni di ogni livello, alle quali chiediamo sostegno concreto alle imprese a partire da liquidità, investimenti pubblici, vera sburocratizzazione e valorizzazione del sistema integrato pubblico-privato dei servizi”.
Sottolineando l’importanza del Patto per il Lavoro adottato dalla Regione Emilia-Romagna come modello di condivisione costante con le Organizzazioni di categoria, il presidente di Confcooperative Emilia Romagna ha inoltre auspicato la prosecuzione di questo metodo anche in futuro, ricordando come “le decisioni economiche più importanti prese dalla Regione durante questo periodo così drammatico, così come le posizioni nei confronti del Governo, sono sempre state oggetto di confronto”.
 La votazione si è svolta al termine dell’Assemblea “Costruttori di bene comune. Bisogni che sfidano il futuro” alla quale sono intervenuti in video-collegamento l’arcivescovo di Bologna card. Matteo Maria Zuppi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Presenti, tra gli altri, anche i vertici nazionali di Confcooperative (il presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Fabiola Di Loreto, il segretario Marco Venturelli) e i rappresentanti regionali di Legacoop e Agci.
Rinnovato nel corso dell’Assemblea anche il consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna composto da 60 membri (un terzo le donne) e anche il collegio dei revisori dei conti.

Gli inteventi dell'assemblea

CARD. MATTEO MARIA ZUPPI – ARCIVESCOVO DI BOLOGNA E PRESIDENTE CONFERENZA EPISCOPALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
“Ci dimentichiamo troppo facilmente che siamo tutti sulla stessa barca e che qualcuno su questa barca ha bisogno di aiuto, una consapevolezza che invece è propria del Movimento cooperativo. Lo abbiamo imparato durante la pandemia, ma purtroppo già adesso tendiamo a scordarcelo. Non c’è niente di peggio che sprecare la pandemia e restare nella nostra autoreferenzialità.
Papa Francesco nell’omelia di Pentecoste ci ha messo in guardia da tre rischi: il vittimismo che non ci fa cercare con convinzione, il narcisismo che non ci fa guardare negli occhi gli uni degli altri, il pessimismo che ci toglie fiducia e speranza. Sempre il Papa ha accostato la cooperazione all’immagine evangelica delle quattro persone che accompagnano il paralitico: abbiamo bisogno della forza e del contributo della cooperazione per vivere la Dottrina Sociale della Chiesa con un’unione profonda tra spirituale e sociale”.


STEFANO BONACCINI – PRESIDENTE REGIONE EMILIA-ROMAGNA
“Il Patto per il Lavoro in questi 5 anni ci ha aiutato a recuperare 150.000 posti di lavoro e portare fino al 2019 la disoccupazione al 4,7%, vicino alla soglia fisiologica. Ma con le conseguenze dell’emergenza sanitaria ci troveremo entro fine anno tra i 40 e i 60.000 posti di lavoro perduti. Adesso come non mai la velocità degli interventi è una variabile fondamentale per ricominciare a crescere già nel 2021.
Serve un nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima che dobbiamo scrivere insieme per uno sviluppo sostenibile, perché a fare insieme si sbaglia meno. Per questo a breve riconvocheremo le parti sociali. Occorre anche la collaborazione del Governo: abbiamo 4 miliardi di cantieri, opere e infrastrutture da sbloccare e sarebbe gravissimo non utilizzare i fondi del Mes per la nostra sanità”.


ON. PAOLA DE MICHELI – MINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE E AI TRASPORTI
“Un piano Marshall europeo che arriva nelle nostre case con questa potenza numerica e valoriale deve essere trasformato dalla nostra intelligenza collettiva in una progettualità che abbia una concretezza maniacale. Dobbiamo sapere che tutto quello che abbiamo pensato in questo tempo deve avere sviluppo concreto nei prossimi mesi per poter diventare progetti finanziabili dai fondi, perché questi progetti devono diventare opportunità di lavoro e di cambio del nostro modello di sviluppo e di organizzazione della società. Rispetto a questa sfida, con tutte le risorse che abbiamo nella nostra disponibilità, chiedo a Confcooperative, al sistema delle imprese dell'Emilia-Romagna e alla filiera del lavoro di essere protagonisti di una progettualità possibile, di una concretezza che ha sempre caratterizzato il nostro mondo della cooperazione”.

Pubblicato il 1° agosto 2020

Ascolta l'audio   

Strade e scuole: i cantieri della Provincia

raineri

Dalle scuole alla rete stradale: tanti i cantieri estivi della Provincia di Piacenza. I lavori - che non era stato possibile svolgere prima a causa dell'emergenza Covid-19 - permetteranno di migliorare le condizioni di percorribilità e la sicurezza delle strade provinciali, nonchédelle scuole superiore gestite dall'Ente di via Garibaldi.

Entro ferragosto, lungo le strade della Provincia, saranno avviati  21 interventi, per circa 3,5 milioni di euro, inclusi i lavori appena terminati della tangenziale Sud-Ovest. Sono invece 25 gli ulteriori cantieri che verranno avviati entro la fine di settembre, per lavori da 4,3 milioni di euro. Dalla Provincia fanno inoltre sapere che 15 nterventi  riguarderanno la sistemazione del piano viabile per circa 40 chilometri di strade provinciali, 5 importanti manufatti, tra cui il ponte della cantoniera lungo la Valnure e il Ponte Tidone lungo la strada Mottaziana, mentre i restanti andranno per lo più a  ripristinare i danni causati dall'ondata di maltempo del 2019 e degli anni precedenti. Tra questi, la sistemazione della frana dei Folli, la strada provinciale n. 412 e altri lavori sulle strade dell'Appennino.
“Far ripartire i cantieri per rilanciare l’economia del nostro territorio, migliorando la sicurezza e le condizioni di transitabilità delle strade provinciali, seppur con la consapevolezza che spesso comportano piccoli disagi all’utenza - rimarca la presidente Patrizia Barbieri -. Il miglioramento continuo della fruibilità delle nostre infrastrutture stradali e scolastiche è, infatti, il principale compito della Provincia”.

Cantieri a pieno ritmo anche per le nuove palestre scolastiche, sia a Piacenza che a Castel san Giovanni, e per gli interventi di ripristino e messa in sicurezza di pareti esterne e locali del liceo scientifico Respighi e l’Istituto tecnico agrario Raineri-Marcora.
La Provincia di Piacenza ha ottenuto dal Ministero dell’Istruzione 750mila euro dai fondi FESR – PON, già inseriti nel bilancio con provvedimento di urgenza. D'intesa con i presidi, questi fondi saranno utilizzati per adeguare, allestire o migliare la sicurezza degli spazi in diversi istituti, in vista del nuovo anno scolastico che deve fare i conti con le misure di distanziamento legate all'emergenza sanitaria.

Pubblicato il 31 luglio 2020.

Ascolta l'audio

Sostenibilità, un nuovo corso di laurea in Cattolica. Aziende italiane a confronto

prof. Davide Galli Universita Cattolica


Parte all’Università Cattolica di Piacenza il corso di laurea triennale in Management per la sostenibilità, attivato da quest’anno accademico dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza. Il corso, coordinato dal professore di Management Davide Galli, nasce per rispondere alle evoluzioni del mercato del lavoro formando professionisti nella sostenibilità, attraverso la collaborazione con importanti partner nel mondo delle imprese, della finanza e del terzo settore.
Esponenti di Dallara Automobili, Salvatore Ferragamo, Intesa San Paolo, Ferrero, Eni, Iren, e della no profit americana “Robert F. Kennedy Human Rights”(tutte società partner nel corso) hanno portato la loro testimonianza di come la sostenibilità sia necessaria alle imprese, in un webinar di presentazione che si è tenuto mercoledì 29 luglio alle 15.30 sulla piattaforma Blackboard, dal titolo “Imprese e sostenibilità: l’impatto del Covid-19”, organizzato dal professor Marco Allena, docente di Politiche fiscali e sostenibilità nel nuovo corso di laurea, e mediato da Laura La Posta, capo redattrice de “Il Sole 24 Ore”, in collegamento dalla sua abitazione a New York.


preside Anna Maria Fellegara Universita CattolicaLaura La Posta Il Sole 24 Ore copia

Nelle foto: in alto, Davide Galli coordinatore del corso sulla Sostenibilità in Cattolica; sopra, Anna Maria Fellegara, preside di Economia e Giurisprudenza e Laura La Posta del Sole 24 Ore


Cambiamento, trasparenza e governace i pilastri del nuovo corso
“La crisi causata dalla pandemia da Covid - ha detto la professoressa Anna Maria Fellegara, preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza - ci ha mostrato che viviamo in un momento storico di grandi cambiamenti globali, e finalmente ci ha fatto capire che nessuna delle sfide più urgenti oggi può essere interpretata da una sola disciplina o da una sola prospettiva, o dalla politica di un solo paese. È necessaria collaborazione, e in questo l’Università cerca di rispondere con la sua offerta formativa”. “Mentre a luglio 2019 progettavamo questo corso di laurea - ha detto il prof. Galli presentando l’incontro - guardavamo al 2030, 40, 50, pensando ai problemi che si sarebbero presentati in futuro per il mondo delle imprese, e cercando di partire da tre principi fondamentali: uomo, ambiente ed economia. La pandemia da Covid-19 ha accelerato le esigenze, e ci ha portato ad affrontare subito una serie di questioni. La prima è il cambiamento: la capacità di gestire i cambiamenti è diventata determinante, dopo che le cose sono cambiate in poche settimane; la seconda è la trasparenza, perché la pandemia ci ha insegnato che è necessario condividere in modo trasparente degli indicatori per identificare i fenomeni; la terza è la governance, cioè la capacità di prendere le decisioni non come singoli, ma insieme, e di farle funzionare”.

Donato Tramuto Robert F. Kennedy Human Rights Italia copia

Sostenibilità economica, sociale, e ambientale: parlano i grandi gruppi italiani
Laura La Posta, aprendo lo spazio per gli interventi, ha ricordato che negli Stati Uniti il nostro paese è stato additato come best practice internazionale nella gestione dell’emergenza sanitaria, e che le difficili condizioni degli ultimi mesi hanno cambiato il modo di pensare alla sostenibilità.
La parola è passata a Donato Tramuto (nella foto sopra), Vicepresidente di Robert F. Kennedy Human Rights Italia, in collegamento dal Maine, U.S.A. Tramuto ha creato e venduto aziende nel settore della salute, e affianca all’attività di imprenditore quella di filantropo e attivista sociale. Il suo intervento ha chiarito come quando si parla di sostenibilità si pensi soprattutto all’ambiente, ma non va dimenticata la sostenibilità sociale, che è una necessaria premessa a quella ambientale, e che vede sullo sfondo quella economica. Fra i nuovi problemi che ha messo in luce in campo sociale spiccano quelli sul piano della salute e dell’isolamento e solitudine delle persone. Sul piano del lavoro spicca il neologismo “collabovation” (collaboration and innovation), che porta in primo piano l’innovazione raggiunta grazie alla collaborazione con il team di lavoro.
Andrea Pontremoli, A.D. di Dallara Automobili S.p.A ha detto: “Certamente l’innovazione passa dalla collaborazione perché un’azienda innovativa deve essere aperta a idee esterne, che possono arrivare da fornitori, clienti e università e ricerca. Riguardo la sostenibilità, ciò che non consideriamo mai è il fattore tempo: non hanno senso progetti sostenibili indefinitamente, ma dobbiamo sempre considerare i tempi in cui si succedono le cose. Vuol dire occuparsi delle tre sostenibilità, economica, sociale e ambientale, proprio in questo ordine. La sostenibilità economica nasce se teniamo presente che l’azienda non deve fare utile, ma deve essere utile. Come imprenditore non devo trascurare clienti e fornitori, e, per esempio, mi devo preoccupare di come stanno durante la pandemia, in modo da creare una forte fidelizzazione. Per la sostenibilità sociale dobbiamo ricordare che noi non abbiamo il consumo, ma l’uso del pianeta. Questo ci porta ad essere molto più responsabili verso quello che possiamo fare. Prendiamo ad esempio la plastica: non è possibile che un materiale di fatto indistruttibile venga utilizzato per produrre per lo più oggetti monouso”.

Veronica Tonini Salvatore Ferragamo copiaSelina Xerra Iren copia

Sopra, da sinistra Veronica Tonini di Ferragamo  e  Selina Xerra di Iren.

L'esempio dell'azienda Ferragamo
La dottoressa Veronica Tonini, Chief Risk Officer & Sustainability Coordinator di Salvatore Ferragamo S.p.A., ha esposto come progetti sostenibili facciano parte della casa di moda Fiorentina da diversi anni a questa parte. “Dal 2014 - ha spiegato - la nostra azienda ha preso impegni di lungo termine sul piano della sostenibilità, che intendiamo come «passione responsabile». Sul paino della sostenibilità ambientale nel 2017 abbiamo firmato il «Fashon Pact», accordo voluto dal presidente francese Macron a cui hanno aderito più di 350 brand di moda, che stabilisce regole sul piano del clima, gli oceani e la biodiversità. Sul piano sociale abbiamo sempre tenuto come prioritario il legame con la comunità e il territorio: Ferragamo è Firenze, e Firenze è Ferragamo, il nostro legame con la città è storicamente forte, e durante la pandemia ci siamo impegnati per aiutare la comunità, ad esempio attraverso la ristrutturazione di ospedali con l’aiuto di Crocerossa. Il Covid, come si diceva, ha accelerato un impegno che avevamo già intrapreso da diversi anni”.


Iren, l'integrazione d tre dimensioni
“Per noi - ha detto Selina Xerra, Selina Xerra, Direttore Corporate Social Responsibility e Comitati Territoriali di Iren S.p.A. - l’integrazione delle tre dimensioni economica, sociale e ambientale, è stata necessaria per apportare le modifiche che ci ha imposto la pandemia per continuare ad offrire un servizio di qualità. Gestiamo servizi essenziali, come acqua, rifiuti ed energia, e non ci siamo fermati neanche durante il Covid. Creare equità tra azienda, clienti e fornitori grazie a politiche sostenibili è necessario per noi oggi, anche per senso di responsabilità verso il Paese. Per farlo al meglio avremmo bisogno di tutto il supporto possibile da parte della governance di sistema, che non significa avere più soldi, ma nel nostro caso una deburocratizzazione dei processi”.



Marco Marchetti Ferrero copiaAlessandra Testoni Eni copia

Sopra, da sinisitra Marco Marchetti di Ferrero e Alessandra Testoni del gruppo Eni.

L'impegno alla sostenibilità di Ferrero
L’impegno alla sostenibilità di Ferrero è stato esposto da Marco Marchetti, Industrial Sustainability Environment and Energy Director del Gruppo. “Michele Ferrero, nostro fondatore - ha detto Marchetti - ha sempre avuto la fama di imprenditore illuminato, e sul piano di filantropia e sostenibilità ha sempre dato il suo contributo, aprendo fabbriche in Camerun, India, Sudafrica, per dare lavoro alle popolazioni locali. Il nostro impegno alla sostenibilità si può vedere nella cura dei dipendenti, che hanno a disposizione asili aziendali, o pullman per i pendolari che permettono tra l’altro un risparmio delle emissioni. La pandemia ci ha messo di fronte a situazoini che non eravamo abituati ad affrontare, e ci ha fatto imparare cose nuove. Improvvisamente abbiamo dovuto mettere tutti in smart working, e questo ci ha fatto capire che non era così necessario partissero 30 persone al giorno da Alba per la nostra sede del Lussemburgo. Questo ha significato un grande risparmio di emissioni, a cui si aggiunge quello di stampe e fotocopie per la digitalizzazione del lavoro”.


Gruppo Eni, importante collaborare
L’impegno alla sostenibilità è parte integrante del business del gruppo Eni, come ha spiegato Alessandra Testoni, responsabile per la sostenibilità: “Per noi è fondamentale la collaborazione a lungo periodo con i paesi partner in cui siamo presenti, con cui abbiamo instaurato un programma di sviluppo integrato con la nostra linea di business. I nostri settori di intervento vanno dall’accesso all’energia, alla diversificazione economica, all’accesso all’acqua, all’educazione e salute, e sono tutti sviluppati in partnershp con agenzie delle Nazioni Unite. La crisi causata dalla pandemia ci ha visto già pronti e stabili sulla distribuzione di cibo e acqua e sull’educazione, come di è visto in territori come Iraq e Messico”.
Ha dato spiegazione dei rapporti tra sostenibilità e finanza Anna Maria Roscio, della direzione Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo: “Oggi esiste una forte correlazione tra performance finanziaria e sostenibilità delle imprese. Le grandi aziende hanno l’obbligo di certificare gli interventi sostenibili nei bilanci, ma non ce l’hanno le piccole e medie imprese, di cui personalmente mi occupo all’interno di Intesa San Paolo, e che sono più presenti in Italia. Il nostro gruppo cerca di accompagnarle in questo proponendo investimenti sostenibili”.

Alberto Gabbiani

Pubblicato il 30 luglio 2020

Ascolta l'audio   

A Cerignale «l'Appennino resistente»

il sindaco di cerignale Castelli all' incontro in Provincia



“Resistere significa reagire e, nonostante tutte le difficoltà del periodo che stiamo vivendo, riuscire ad organizzare degli eventi”. Sono le parole di Massimo Castelli, sindaco di Cerignale che, il 29 luglio nella sala Garibaldi della Provincia di Piacenza, ha presentato la manifestazione “L’Appennino Resistente”, che si svolgerà nel suo comune nel mese di agosto.
“Si è pensato di non perdere lo spirito delle nostre iniziative – ha aggiunto - per promuovere la cultura e il territorio dell’appennino piacentino”.
L’altro significato – per il sindaco – è quello di dare la possibilità a dei gruppi teatrali, circensi e artisti vari di potersi esibire perché, a causa del Covid 19, sono la categoria che ha avuto maggiori difficoltà.
“Siamo una piccola comunità di 120 abitanti, – ha commentato Castelli – ma siamo molto ambiziosi e vogliamo che il nostro territorio sia valorizzato al meglio e non volevamo perdere gli appuntamenti dell’estate 2020”.
“Ripartiamo dalla montagna, e ripartiamo dalla voglia di tenerci strette le emozioni e le amicizie”. A parlare sono Sonia Galli e Sara Marenghi libraie di passione e di professione che partecipano all’organizzazione dell’agosto a Cerignale.
Sonia gestisce Fahrenheit 451, da più di 20 anni, ed è diventata un punto di riferimento per molti lettori e autori. Sara gestisce Bookbank libri d’altri tempi, dove si ritrovano gli appassionati del profumo delle pagine ingiallite.
“Abbiamo pensato ad un programma molto vario - continuano -  che coniugasse la nostra mission di portare le persone a riscoprire quell’oggetto tanto amato quanto temuto e che pare essere in odore di estinzione, come libro, con la riscoperta del territorio, il teatro, la musica, i mercatini…”.
Anche l’Associazione “Nuovi Viaggiatori” di Piacenza partecipa all’organizzazione dell’evento. L'Associazione di promozione sociale, attiva a Piacenza da oltre dieci anni, è impegnata nella promozione del turismo sociale e responsabile,  nella valorizzazione dei territori, sia urbani che extraurbani, comprese le aree marginali e nella promozione della qualità della vita in generale.
“Crediamo molto in un modo diverso di ripartire dopo i mesi drammatici alle nostre spalle. Noi di “Nuovi Viaggiatori”, ricominciamo parlando di Appennino, perché questo dev'essere l'anno del nostro Appennino e delle aree interne italiane”. Così si sono espressi i referenti dell’Associazione.
L’Appennino Resistente 2020 a Cerignale, nella piazzetta dei Diritti e delle Tolleranze, prevede giorni di incontri, workshop, musica, teatro, spettacoli, libri, favole, giocolieri, mangiafuochi, ed escursioni naturalistiche.

Programma iniziative estate 2020
SABATO 1 AGOSTO
ore 15.30: Inaugurazione mostra di incisioni IL VIAGGIO di Luigi Ferrari. Spazio espositivo stalle dei Barbetti.
Ore 16,30: anteprima TRANSUMANZA e VIVA L’APPENNINO 2020. Umanesimo d’appennino: nuovi stili di vita, turismo lento. Moderatrice: Anna Leonida, Associazione Nuovi Viaggiatori. Relatori: Marci Boschini, responsabile dell’Associazione Comuni virtuosi, Giuseppe Magistrali, esperto di turismo sociale e responsabile, Francesca Benassai, Associazione “Walden, viaggi a piedi”.

SABATO 8 AGOSTO
ore 15,30: Apertura mercato del libro.
Ore 16: Apertura dei MERCATINI DELLE CANTINE nelle vie del paese.
Ore 16: RACCONTI DEL BOSCO: Teatro per bambini “vecchie fiabe, racconti e leggende: cosa succede nel bosco?”. A cura di Filippo Arcelloni – Piacenza Kultur Dom Teatro.
Ore 17: ROSA - STORIA CULTURALE DI UN FIORE. L’autrice Claudia Gualdiana dialoga con Antonella Lenti.
Ore 18: LA TERRA SALVATA DAGLI ALBERI. L’autore Ludovico del Vechio conversa con Marco Barozzi.
Ore 19 e 21: L’ASPETTO. Spettacolo poetico di acrobazia aerea e risate di e con Tatiana Foschi.

DOMENICA 9 AGOSTO
ore 9: ESCURSIONE NATURALISTICA con guida a cura di WALK The Nature. Ritrovo al parcheggio di Cerignale. Percorso aperto a tutti, sosta, pranzo al sacco e ritorno a Cerignale. Prevista quota di partecipazione. Per info e prenotazione: Nadia 3397845381 - Silvia 3331326864.
Ore 15.30: Apertura mercato del libro.
Ore 16: Apertura dei MERCATINI DELLE CANTINE nelle vie del paese.
Ore 16: LETTURA ANIMATA. Favole e avventure raccontate dagli attori dell’Associazione Pane d’Oro.
Ore 17: COSA SEI DIVENTATO? Un libro non solo per bambini. L’autrice e illustratrice Samantha Torri ne parla con Elisa Bussandri, psicologa.
Ore 18: IL COMMISSARIO E LA BADANTE. Si parla di giallo italiano con l’autore Andrea Fazioli e con Sara Marenghi.
Ore 21: CUAUHTLI. Spettacolo di percussioni e fuoco di e con l’artista messicano Rulas Quetzal. Contributo “a cappello”.


LUNEDÌ 10 AGOSTO
ore 15.30: Apertura dei MERCATINI DELLE CANTINE nelle vie del paese.
Ore 15.30 REMOTO COME L’APPENNINO: VIAGGIARE E LAVORARE NELLE AREE INTERNE. Anna Leonida e Adele Boncorso (Associazione Nuovi Viaggiatori), dialogano con Giorgio Boatti (giornalista e scrittore) e Claudio Visentin (docente di Storia del trsimo, scrittore e giornalista del Sole 24 Ore).
Ore 17: presentazione del libro L’ITALIA È BELLA DENTRO. STORIE DI RESILIENZA, INNOVAZIONE E RITORNO NELLE AREE INTERNE. L’autore Luca Martinelli dialoga con Giovanni Crotti (Associazione Nuovi Viaggiatori).
Ore 18.30: presentazione del libro PIACENZA, GUIDA ALLA CITTÀ E AL TERRITORIO. L’autrice Jonne Bertola dialoga con Gaetano Rizzuto, ex direttore di Libertà.

MERCOLEDÌ 12 AGOSTO
ore 18 e 21: STOOOP. Performance di intrattenimento e cultura per le vie del paese a cura di Ta Dam.

GIOVEDÌ 13 agosto
ore 21.30: 18° FESTA DELLE AIE. Cori spontanei della tradizione dell’Appennino.

VENERDÌ 14 agosto
ore 18: presentazione del libro LA NOTTE PIÙ BUIA di Mauro Molinaroli. COVID E TERRITORIO. Ne parlano: Aldo Bonomi (sociologo), Pier Luigi Bersani (deputato), Vincenzo Colla (assessore regionale), dott. Luigi Cavanna (oncoematologo), Giangiacomo Schiavi (editorialista Corriere della Sera), Michele Serra (scrittore).
Ore 21.30: SUMMERTIME IN JAZZ. Tiziano Chiappelli fisarmonica, Giuliano Ligabue chitarra, Alessandro Bertozzi sax, Enzo Frassi basso, Max Pieri batteria.

DOMENICA 16 AGOSTO
ore 18: TITUS E ROMEK – Teatro ragazzi. Pian dei Mulini. Una fiaba di e con Mauro Mozzani e Rolando Tarquini.
Ore 21: Performance InandOUT, di e con Andrea Cerrato e Leonardo Tannoni.
Ore 21.30: RIO Bum Bum! Di e con Hugo Sanchez – Teatro Clown.

SABATO 22 AGOSTO
FESTA DEL MONSTE. Camminata e pranzo al sacco al Piano di Salvarezza.
Ore 21: Cori e falò.

Pubblicato il 31 luglio 2020

                                                                                                                                   Riccardo Tonna

Ascolta l'audio   

Lupi o pecore?

umiltà scegliere se siamo lupi o pecore

«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno, daranno falsa testimonianza, vi consegneranno, ma non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora lo Spirito del Padre vostro che parla in voi».
La nostra partita per vivere degnamente queste parole è riconoscere se siamo l’una o l’altro.
Se siamo pecore, abbiamo Cristo come pastore e affronteremo la vita con qualcuno che ci indica la via.
Se siamo lupi invece, ci dimostreremo incapaci di accettare il minimo rimprovero, sordi ai messaggi del Signore, troppo reattivi a causa dell’orgoglio ferito mascherato da eccessiva sensibilità.
Una parola allora diventerà una montagna da scalare.

Il Signore ci dà una cura: essere semplici come colombe, retti. Il nostro parlare sia chiaro, prudente, il nostro comportamento sia selettivo per non ricadere nell’idolatria cercando aiuti diversi da Dio Padre.
Il rischio è inciampare nelle proprie iniquità, nel peccato, nella propria cecità che nasconde la nostra vera identità e non ci consente di accogliere l’aiuto dal Cielo.
Quando incontriamo ostacoli dall’esterno, prima di accusare gli altri, analizziamo noi stessi.
Noi siamo la causa della nostra caduta e anche questo ci fa essere lupi, portandoci a diventare aggressivi.
Se si è pecore invece, in qualsiasi difficoltà reale o faticosa che ci colpirà, il Signore sarà al nostro fianco e noi lo permetteremo.

L’umiltà ci difende prima di tutto da noi stessi e poi dagli altri, ci fa riconoscere le nostre tenebre e le nostre ombre.
Ognuno ha un morto sulla propria coscienza, tra parole e sguardi cattivi, giudizi espressi malamente, bugie celate; il Signore può liberarci dal sangue versato, ci offre il suo aiuto per vedere i segni che lasciamo per strada perché prima di tutto noi siamo attori, anche perfidi e colpevoli.
Rivediamo la nostra vita e guardiamo il nostro peccato, senza temere chi ci calunnia, ma avendo cura del male che noi possiamo fare ma che non sappiamo vedere.
Il Signore di fronte alla morte fisica ci dona vita eterna e Paradiso, il nostro dovere è vigilare sulla morte della nostra anima.

Estratto dalla Lectio mattutina
di madre Maria Emmanuel Corradini,
abbadessa del Monastero benedettino di San Raimondo,
del 10 luglio 2020, Matteo 10,16-23

a cura di
Gaia Leonardi


Pubblicato il 29 luglio 2020

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente