Nel 76° anniversario della strage di S. Anna di Stazzema, il presidente del Consiglio comunale Davide Garilli ha partecipato, in rappresentanza dell’Amministrazione, alla cerimonia di commemorazione dell’eccidio nel borgo toscano, accompagnando il Gonfalone della città insieme agli agenti della Polizia Locale Lorella Gregori e Andrea Lucenti. “Piacenza – sottolinea Garilli – è sempre presente in questa ricorrenza, perché tornare qui vuol dire toccare con mano una pagina di storia che nella sua inaudita violenza si erge, per il nostro Paese, a simbolo dell’orrore e della brutalità della guerra. Onorare la memoria delle 560 vittime innocenti, in gran parte bambini, donne e anziani, che il 12 agosto 1944 caddero sotto i colpi delle truppe naziste, significa coltivare la memoria affinché vi sia la piena consapevolezza, anche per le generazioni più giovani, di ciò che avvenne quel giorno. Perché nessuno possa dimenticare, o restare indifferente, di fronte all’atrocità di un crimine che nega e cancella ogni umanità”. Alla celebrazione religiosa, officiata dall’arcivescovo di Pisa monsignor Giovanni Paolo Benotto, sono seguiti gli interventi del sindaco di Stazzema Maurizio Verona, del presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna Enrico Pieri e del ministro per le Politiche Europee, Vincenzo Amendola.
«Ben più di un terzo della popolazione italiana, il 38% per la precisione, trova molto difficile cambiare le proprie abitudini di vita, anche se in gioco c’è la tutela dalla pandemia». Con queste parole la professoressa Guendalina Graffigna, docente di Psicologia dei consumi della facoltà di Scienze agrarie, alimentarie ambientali, e direttore del centro di ricerca EngageMinds HUB, sintetizza la problematicità dell’adattamento della popolazione alle regole ancora necessarie dopo la Fase 1 e la Fase 2 dell’emergenza da Covid-19: indossare la mascherina, igienizzarsi spesso le mani e rispettare il cosiddetto distanziamento sociale. La percentuale di persone che è riluttante a cambiare le proprie regole di vita è molto elevata e va a incrociare variabili socio-demografiche. Questi numeri emergono da uno studio del centro di ricerca dell’Università Cattolica - condotto con un sondaggio con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione di 1000 italiani rappresentativo della popolazione italiana. La difficoltà ad adeguare le proprie abitudini alla nuova normalità imposta dalla convivenza con il nuovo coronavirus è sentita maggiormente dagli uomini (43% contro il 38% medio complessivo), soprattutto se giovani (44% nella fascia tra i 18 e i 34 anni), residenti al sud e nelle isole (42%) e con un reddito di livello medio (47%). E tra coloro che vantano un titolo di studio elevato (laurea o oltre), la quota di italiani “in difficoltà” sale al 49%. Ma c’è di più. La ricerca dell’EngageMinds HUB ha incrociato il dato di base con altri fattori psicologici. Coloro che percepiscono un rischio di contagio da Covid-19 elevato mostrano maggiore problematicità ad adattarsi alle misure di comportamento contro la pandemia rispetto alla popolazione generale, tanto che alla domanda “Sarà molto difficile per me cambiare le mie abitudini di vita durante la Fase 3?” rispondono “abbastanza vero” o “totalmente vero” il 47% degli intervistati» - precisa Graffigna.
Il livello psicologico delle persone A fare la differenza è anche il livello di coinvolgimento psicologico delle persone nella prevenzione (tecnicamente detto “patient engagement”): i ricercatori di EngageMinds HUB hanno studiato e validato scientificamente un indicatore che permette di misurare il livello di proattività e coinvolgimento delle persone nella salute e questo parametro spiega anche le differenti reazioni degli italiani alle misure di contenimento del contagio da nuovo Coronavirus. Infatti, secondo lo studio, coloro che risultano avere un alto livello di “patient engagement” percepiscono il cambiamento delle proprie abitudini di vita nel corso di questa Fase 3 come meno difficile rispetto alla popolazione generale, mentre coloro che sono in una posizione di basso coinvolgimento percepiscono più difficoltà nel cambiamento. «Questa ultime elaborazioni, e in particolare il dato che attribuisce proprio alle persone più spaventate dal rischio di contagio una maggiore refrattarietà ad adottare comportamenti di protezione dallo stesso contagio - continua la docente - mettono in luce la complessità psicologica delle reazioni degli italiani alle prescrizioni preventive. Gran parte degli approcci tradizionali alla comunicazione preventiva ha puntato sull’emozione della paura quale leva principale per sensibilizzare la popolazione ad un cambio comportamentale. Tuttavia, come mostrato da questi dati, il processo di educazione e sensibilizzazione è molto più complesso sul piano emotivo e psicologico, soprattutto per le fasce della popolazione più giovani e culturalmente più evolute. In questo caso spaventare o assumere toni troppo punitivi e severi può generare l’effetto opposto, di chiusura e di disattenzione verso il comportamento preventivo predicato. Al contrario veicolare una comunicazione valorizzante la possibilità delle persone di diventare protagoniste nella gestione della propria salute e che coltivi il loro coinvolgimento attivo nella prevenzione, può risultare più efficace», conclude Graffigna.
Si è concluso il Centro Estivo di Bobbio: sette settimane di vita insieme per bambini e ragazzi. L'iniziativa ha visto coinvolti il Comune, la parrocchia, il Polo per l'Infanzia San Raimondo e la generosità di aziende e privati. La testimonianza degli organizzatori.
Quando a maggio scorso si è pensato di proporre anche quest’anno il Centro estivo per bambini e ragazzi a Bobbio, alle parrocchie e al Comune della Città sembrava un’utopia, anzi un semplice pensiero su cui dire la parola “fine” prima ancora di cominciare e su cui rimuginare con un po’ di malinconia, pensando con rispetto alle rinunce di varie realtà parrocchiali e non, con cui, di fronte alle regole imposte dai Decreti Ministeriali in relazione alla situazione del Covid-19, ci eravamo febbrilmente confrontati. Eppure, il desiderio di poter essere a servizio di bambini, ragazzi e famiglie non ci ha lasciati e, con l’aiuto determinante del Polo per l’Infanzia San Raimondo di Piacenza, poco a poco si è reso concreto il sogno accarezzato. Sette settimane di vita insieme guidati da educatrici responsabili ed entusiaste e da assistenti pienamente dedicati alla cura dei piccoli... un “gioco” di passione educativa e amicizia sincera, che ha permesso a tutti di crescere nell’intessere relazioni forti, conoscendosi meglio e aprendosi agli altri nel segno del Vangelo. «Per educare bisogna amare» diceva Giovanni Paolo II... e certamente ogni gesto, ogni parola, ogni fare per noi è stato ed è abitato da questo desiderio grande di amare e quindi di accompagnare chi ci è affidato dentro il percorso della vita. Abbiamo sperimentato che, quando questo sentire diventa condiviso, come lo è stato in occasione del Centro Estivo, diventa una grande risorsa e una grande forza: quella che ci ha permesso di affrontare le nuove situazioni dettate dal Coronavirus!
Laudato Si' di papa Francesco Avendo come punto di riferimento la lettera enciclica Laudato si’ di papa Francesco, il percorso del Centro Estivo si è snodato dalla presa di coscienza del dono che è il creato per giungere a comprendere la bellezza dei rapporti reciproci di comunione tra le persone, punto di sintesi del progetto di Dio Padre. Le regole del distanziamento e della mascherina da indossare in molti momenti non hanno impedito a bambini e ragazzi la serenità del gioco e della vita insieme, suggellata anche da alcune uscite in mezzo alla natura, dove avventura e vicinanza al creato (con incontri con lepri, cinghiali, caprioli e pipistrelli! E tutto in pieno giorno!) si sono intrecciate e hanno donato ai piccoli protagonisti mattinate impegnate e spensierate, con la fantasia a farla da padrona e ad allontanare il ricordo dei mesi di necessaria, ma pesante costrizione in casa.
Dall'Asilo nido alla Scuola media Hanno partecipato ragazzi e bambini di Bobbio e di altri luoghi (oltre a villeggianti di varie città anche amici di diverse prove- nienze) nell’arco di età che va dall’Asilo Nido alla Scuola Media. Il sostegno reciproco tra Comune e Parrocchie di Bobbio e Polo per l’Infanzia San Raimondo è sfociato anche nella bella iniziativa di un bonus di 70€ a settimana per ogni partecipante, che l’Amministrazione Comunale ha voluto erogare dai fondi Covid-19 ricevuti. La generosità di aziende e privati ha fatto da corona allo svolgi- mento dell’iniziativa e ha mostrato la bellezza del prendersi cura dell’altro. La soddisfazione dei bambini è stata la nostra ricompensa più grande, ma avere unito le forze di Amministrazione Comunale, Parrocchie e Agenzia Educativa privata ha reso l’avventura avvincente, dicendo atutti noi e alla comunità che è solo insieme che si può crescere, è solo insieme che si può vincere.
Un grazie alle famiglie A conclusione del Centro Estivo si è voluto consegnare al Signore il percorso fatto in una messa e don Roberto Isola, parroco di Bobbio, ha continuamente avuto parole di gratitudine per tutti; sia questa l’occasione per ringraziare le famiglie per avere creduto nella possibilità di farcela, con l’augurio che ognuna possa essere sempre di più presenza che custodisce, sostiene e accompagna al Signore non solo i propri figli, ma in un clima di vera reciprocità, tutta la Comunità di Bobbio. In fondo, per tutti questa esperienza è stata un ritorno alla normalità... ciò che semplicemente ci voleva... per i più giovani e per tutti noi, che guardiamo i prossimi tempi con incertezza, ma, alla luce di quanto vissuto, con grande speranza.
Elisa Ghezzi, di Gragnano, promotrice di una delle iniziative di raccolta fondi sulla piattaforma “Gofundme”.
Il crowdfunding (dall’inglese crowd «folla» e funding «finanziamento») è un processo collaborativo di un gruppo di persone, che utilizza il proprio denaroin comune, per sostenere gli sforzi di persone e di organizzazioni. Le piattaforme di finanziamento collettivo sono siti web che facilitano l'incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l'offerta di denaro da parte degli utenti. A Piacenza, durante l’emergenza Covid 19, si è raggiunto il risultato di oltre 7300 cittadini coinvolti, per più di mezzo milione di euro di fondi raccolti. Le piattaforme on line hanno mostrato così il loro potenziale, permettendo a migliaia di persone di contribuire a sostenere la sanità piacentina. Il 7 agosto, nella sala riunioni della Azienda Sanitaria di Piacenza, il Direttore Generale Luca Baldino, durante la conferenza stampa, organizzata da Silvia Barbieri, Responsabile Ufficio stampa e Social media manager, ha voluto esprimere il “grazie” di tutti gli operatori e illustrare come sono state utilizzate le donazioni.
Le raccolte fondi tramite social “Sono rimasto colpito come dal niente, semplicemente con della buona volontà, si è riuscito a raccogliere una quantità notevole di risorse”. Ha così esordito, Baldino. “È stato un aiuto fondamentale per riuscire a superare, da subito, sopratutto la fase critica della pandemia”. Ha poi espresso sentimenti di profonda gratitudine ai promotori delle piattaforme di crowdfunding che, dalla fine di febbraio a oggi, hanno raccolto fondi per gli ospedali del territorio. Molteplici sono state a Piacenza le campagne, organizzate tramite rete web, ecco l’elenco:
“Emergenza Covid 19 Ospedale di Piacenza”, organizzata da Elisa Ghezzi, con 5.800 donatori per un importo di 332.699 euro;
“Riparty Piacenza”, organizzata da Luca Tiramani, con 219 donatori, per un importo di 8.809 euro;
“Respiratore per l’Ospedale di Fiorenzuola”, organizzata da Jonathan Ghirardelli, con 94 donatori, per un importo 6.282 euro;
“Aiutiamo l’ospedale di Castel San Giovanni”, organizzata da Akshay Adheen, con 93 donatori, per un importo di 6.231 euro;
“FIAIP ( Federazione Italiana agenti Immobiliari Professionali)”, organizzata da Gianluca Giordani, con 15 donatori, per un importo di 1.000 euro;
“Per Azienda Ospedaliera Piacenza”, organizzata da Rebecca Ricifari, con 18 donatori, per un importo di 744 euro;
“Una canzone per l’ospedale di Piacenza”, organizzata da Roberto Reale, con 17 donatori, per un importo di 370 euro;
“Io sostengo il mio ospedale”, organizzata dall’Azienda Usl, con 1.048 donatori, per un importo di 157.734 euro. Si è raggiunta così complessivamente la quota di 513,869 euro.
Elisa Ghezzi: dovevo fare qualcosa per aiutare “Avevo sottovalutato il potere dei social media - afferma Elisa Ghezzi, 31enne di Gragnano, promotrice di una delle iniziative di raccolta fondi sulla piattaforma “Gofundme” -. “Sono partita il 7 marzo, con questa campagna e, nel giro solo di qualche giorno, ho raccolto immediatamente 50.000 euro che al termine sono arrivati a 332.699 euro. È stato un tam tam che ha lasciato stupefatta anche me, perché mai mi sarei aspettata una risposta di questo tipo”. “Tutto è partito parlando con un paio di amici radiologi che lavorano all’ospedale – ha raccontato Elisa, che di professione organizza viaggi, e mamma a tempo pieno nei giorni di quarantena forzata -. “C’erano diverse persone ricoverate che conoscevo, - ha aggiunto - per me è stata una cosa molto sentita, ho pensato che dovevo fare qualcosa per aiutare”.
Luca Tiramani: coinvolti i giovani Anche Luca Tiramani, che si occupa di creare format nuovi di eventi, e collabora con società e organizzazioni che operano principalmente sul piacentino e parmense, ha promosso una campagna di crowdfunding. “Riparty Piacenza - ha sottolineato Luca - attraverso il party, la festa, che è ciò di cui mi occupo solitamente, ho voluto dare una mano alla sanità piacentina riunendo 13 organizzazioni di eventi e coinvolgendo un grande numero di giovani dai 15 ai 35 anni”. “Con la scusa di donare - ha proseguito - il controvalore di una birra, di un cocktail e di un ingresso in discoteca, siamo riusciti ad aiutare una causa molto importante”. In questo modo molti giovani piacentini, durante il periodo di quarantena, al posto di uscire e spendere soldi nel divertimento, hanno donato il corrispettivo a chi stava lavorando per il bene degli altri. “È questo il senso della nostra iniziativa - ha aggiunto Tiramani - con cui abbiamo raccolto circa 9.000 euro, un traguardo molto importante per dei ragazzi che, fino al giorno prima, non avevano percepito il rischio della pandemia”.
Jonathan Ghirardelli: un'unione di forze “Ho vissuto il periodo del lockdown con la bambina piccola, facendo il papà a tempo pieno e dalla paura della situazione che si stava vivendo e anche per il senso di responsabilità come padre, è nata la mia iniziativa”. Parla Jonathan Ghirardelli, responsabile commerciale di una ditta di sanificazione , che ha voluto mettere la sua esperienza a disposizione per raccogliere finanziamenti per l’acquisto di respiratori per l’ospedale di Fiorenzuola. “Tante sono le persone che si sono mobilitate e hanno fatto donazioni. È stata un’unione di forze fantastica”. “Questa tragedia ha mostrato il grande senso di comunità dei piacentini”, ha infine commentato Luca Baldino. “Vogliamo rendicontare come abbiamo speso questi soldi perché la generosità dei donatori ha bisogno di estrema trasparenza”. Sul sito dell’azienda sanitaria è infatti riportato nel dettaglio come ogni singolo euro è stato speso.
Prosegue la rassegna “Summertime in Jazz”, l’appendice estiva del Piacenza Jazz Fest. In perenne peregrinare tra alcune perle della provincia di Piacenza, offre un’occasione in più per farle conoscere a coloro che mai le hanno frequentate e apprezzare da chi, pur credendo di conoscerle da sempre, potrà goderne sotto una nuova, inaspettata luce. La direzione artistica è di Gianni Azzali.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
Mercoledì 12 agosto 2020 ore 21.30 a Rivergaro. Giardino Orso Bianco, spettacolo concerto con con la coinvolgente marchin’ band “Bandakadabra”. Evento in collaborazione con il Centro di Lettura di Rivergaro.
Venerdì 14 agosto 2020 ore 21.30 Cerignale Piazza “Tiziano Chiapelli Bostangando Quintet”, ovvero Tiziano Chiapelli (fisarmonica), Alessandro Bertozzi (sax alto), Pino Bifano (chitarra), Carmelo Isgrò (basso), Max Pieri (batteria).
Martedì 1° settembre 2020 ore 21.30 a Castell’Arquato Piazza Monumentale, con l’Orchestra Luigi Cremona “Cinema amore mio!”. I concerti in cartellone avranno inizio alle 21.30 e saranno tutti ad ingresso libero.
Saranno osservate tutte le cautele sanitarie previste dall’ordinanza regionale in vigore, regolamentando gli accessi in base alla distanza di un metro tra le sedie (tranne i congiunti).
Nella foto, la band Bandakadabra. Il complesso sarà a Rivergaro mercoledì 12 agosto.
"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria. "Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.