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Notizie Varie

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“Illuminiamo Gragnano”, premiati i vincitori del concorso

 Illuminiamo Gragnano

Sono stati premiati a Gragnano i cittadini che hanno partecipato al concorso natalizio “Illuminiamo Gragnano”, indetto dalla ProLoco e che vedeva protagoniste assolute le luminarie e gli addobbi delle abitazioni private. Lo scopo dell’iniziativa era quello di rallegrare gli animi e rendere un po’ meno buio questo Natale così particolare. Alla piccola cerimonia , in rispetto delle norme anti-Covid erano presenti anche i rappresentanti di altre associazioni del paese e il sindaco Patrizia Calza che ha espresso i ringraziamenti dell’Amministrazione Comunale per il contributo dato da Pro Loco e associazioni sia in termini di solidarietà concreta durante tutto l’anno che di attività volte a mantenere lo spirito natalizio anche in tempi di pandemia. L’adesione al concorso è stata superiore alle aspettative degli organizzatori. Giurati d’eccezione, otto ragazzi compresi tra i 12 e i 18 anni, molto attivi nella comunità gragnanese, nel Consiglio Comunale Giovanile e nell’Oratorio parrocchiale. Il loro giudizio ha determinato la classifica finale dei vincitori: 1° Roberto Orrei,

2° Rachele Audi e 3° Ivana Manstretta. I premi in palio erano certamente “buoni”, non solo per il palato ma anche per la loro solidarietà intrinseca: si trattava infatti di pranzi pagati presso i ristoranti e gli agriturismi del territorio comunale, categoria purtroppo molto penalizzata dalla situazione epidemiologica, e alcuni prodotti alimentari di un piccolo negozio di pasta fresca che ha aperto i battenti proprio nello sfortunato periodo della pandemia. Piccoli gesti che raccontano però tanto; un segnale di sostegno alle realtà territoriali più in difficoltà. Tutti i partecipanti fuori dal podio sono comunque stati premiati con una bottiglia di spumante.

Pubblicato il 28 gennaio 2021

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Sostenibilità ambientale e alimentare, «Acqua da Mangiare» inizia dal Gioia

 gioia

I temi della sostenibilità ambientale e di quella alimentare rivestono a 360° una rilevanza straordinaria che interessa ognuno di noi nel corso della propria esistenza e oggi, essere informati sulle complesse dinamiche che le regolano significa diventare cittadini e consumatori consapevoli; è per questa fondamentale ragione formativa/educativa che, in periodo emergenziale come quello che stiamo vivendo, è assolutamente prioritario fornire alle giovani generazioni tutti gli elementi di giudizio possibili direttamente da coloro che operano a diversi livelli in questi ambiti.
Ed è proprio in quest’ottica che ANBI Emilia Romagna e i Consorzi di bonifica della nostra regione, in fattiva collaborazione con Eikon Communication, hanno ideato un progetto educativo che contribuirà a portare nelle classi degli istituti di secondo grado un format multimediale che unirà la didattica a distanza a quella in presenza e sarà integrato dagli studenti attraverso la loro interazione grazie ai social media. ANBI e il Consorzio sono riusciti in quest’occasione a dare concretezza ad una missione ambiziosa rappresentata dall’aver unito, in un unico sguardo d’insieme, enti ed associazioni che molto spesso operano singolarmente con le loro competenze per arricchire la didattica nelle classi.
Acqua da Mangiare può contare infatti sul patrocinio e sui contributi operativi dell’Ufficio Scolastico Regionale Ministero Istruzione Pubblica e Università, Regione Emilia Romagna, dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po Ministero dell’Ambiente, di Aipo Agenzia Interregionale per il Po, Anci Emilia Romagna, Uncem unione dei comuni e delle comunità montane, Coldiretti, Cia, Confagricoltura e presidio Slow Food. Il battesimo del progetto Acqua da Mangiare è avvenuto oggi al Liceo Scientifico Gioia di Piacenza dove sono intervenuti il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi e il coordinatore regionale Alessandro Ghetti, il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli, l’Assessore all’Ambiente e della Costa regionale Irene Priolo, Carlo Cacciamani climatologo di ARPAE, l’ing.Mirella Vergnani di Aipo, il professor Edoardo Fornari dell’Università Cattolica, Chiara Gemmati e Gianluca Fulgoni del Consorzio di Bonifica di Piacenza e Irene Lenci di Eikon Communication. I lavori sono stati introdotti dalla docente del Liceo Gioia Lucia Dodi, mentre il giornalista Andrea Gavazzoli ha coordinato il dibattito sulle tematiche ambientali e alimentari emerse nel corso della mattinata di confronto.
Ora la parola passerà ai ragazzi del Liceo Gioia che per tre settimane, supportati dal Consorzio e dalla docente/tutor Manuela Veneziani, avranno l’opportunità di diventare loro stessi editor dei contenuti delle pagina Facebook e Instagram del progetto Acqua da Mangiare.

Pubblicato il 28 gennaio 2021

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Celebrata la giornata della Memoria

basini

In forma raccolta nel rispetto di tutte le normative vigenti per l'emergenza sanitaria in atto, si è svolta la cerimonia di commemorazione delle vittime della Shoah, nella cornice del Giardino della Memoria al civico 6 di Stradone Farnese.
Al saluto del Prefetto Daniela Lupo è seguito l'intervento del Sindaco e Presidente della Provincia Patrizia Barbieri; un  momento di preghiera è stato  affidato al parroco della basilica di Sant'Antonino, don Giuseppe Basini.

Il discorso del sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri

Nella ricorrenza che rende omaggio, in tutto il mondo, alle vittime della Shoah, celebriamo in forma necessariamente raccolta – ma ugualmente sentita, nella commossa partecipazione di tutte le istituzioni che oggi rappresentano la comunità piacentina – il Giorno della Memoria, ripercorrendo le pagine più buie della nostra storia per condividerne il significato e il profondo insegnamento.
Era la seconda metà del 1944, quando le autorità al comando delle SS di stanza ad Auschwitz decisero di evacuare circa 65 mila prigionieri verso altri lager, interni al Reich tedesco. Incalzati dall'avanzata del fronte orientale, cominciarono a distruggere le prove dei crimini contro l'umanità commessi all'interno del campo di concentramento. Bruciarono documenti ed elenchi di prigionieri, uccisero i detenuti ebrei del Sonderkommando che, tra quelle mura, erano stati testimoni oculari dello sterminio. E, preparandosi a far saltare in aria gli edifici, iniziarono a smantellare fornaci, crematori e camere a gas, che rimasero in funzione almeno sino al gennaio del 1945.
Non riuscirono, tuttavia, a nascondere ogni evidenza dell'orrore perpetrato nel corso degli anni. Le prime tracce, mute e indelebili nell'interrogare ancora oggi la nostra coscienza, giacevano nelle pieghe di centinaia di migliaia di vestiti e scarpe accatastati, tra quasi otto milioni di tonnellate di capelli. Quello stesso “mucchio di riccioli biondi, di ciocche nere e castane” che Joyce Lussu ha descritto di Buchenwald, ricordandoci con amarezza che “servivano a far coperte per i soldati”, perché – nell'agghiacciante pianificazione di ogni dettaglio – “non si sprecava nulla...”.
Quando le truppe sovietiche varcarono la soglia di Auschwitz, nel complesso rimanevano poco più di 7000 detenuti, in gran parte malati, stremati dalla fame, dal freddo e dagli stenti, ma ancor prima dalla brutalità dell'accanimento contro i più deboli. Tra le baracche abbandonate, mentre il fuoco devastava le strutture ancora esistenti, non c'era più acqua né elettricità. Chi ancora restava, cercava disperatamente nei magazzini qualcosa da mangiare, abiti o coperte: molti caddero fucilati dai soldati di guardia, altri perché il loro fisico scheletrico e denutrito non poteva più sopportare neppure il cibo che, finalmente, avrebbe dovuto restituire loro la vita.
Persone ombra, le definì il fotografo polacco che poco dopo la liberazione si addentrò oltre il filo spinato per filmare un documentario: “La guerra – raccontò – mi aveva già preparato al dolore, ai corpi feriti, alla morte. In trincea, scattavo senza che mi tremassero le mani; ma non qui, dove in me cresceva un disagio al quale pensavo di essere immune: solo attraverso il filtro dell'obiettivo, potevo spingermi ad aprire gli occhi su ciò che era intorno”.

Un dovere morale e civile verso tutte le vittime della Shoah
Uno spettacolo incredibile per chi lo volle guardare, ha ribadito la senatrice Liliana Segre di fronte al Parlamento Europeo un anno fa, sottolineando che qualcuno non vuole vedere neanche adesso, proprio come allora “le finestre restarono chiuse sul male altrui”. E' a maggior ragione per questo, che oggi siamo chiamati a ricordare, contro ogni negazionismo. E' il dovere morale e civile che abbiamo nel nome di tutte le vittime della Shoah, di cui un milione e 300 mila bambini, donne e uomini deportati ad Auschwitz; non più di 200 mila, tra loro, sopravvissero.
Ogni giorno, il Memoriale del campo pubblica i loro volti, per ciascuno una breve nota biografica. Pochi termini, tristemente ricorrenti: “Ucciso dopo la selezione”. Dopo la selezione. Teniamole a mente, queste tre parole, serbiamone l'enormità indicibile, perché è racchiuso qui, nello spazio apparentemente minimo di una piccola frase, il baratro della soluzione finale. L'estrema deriva dell'odio antisemita e dell'ideologia nazista della supremazia razziale, che si abbatté con violenza disumana su ogni forma di diversità: religiosa, politica, etnica. Sulle persone disabili e omosessuali. Sulla ricchezza dell'individualità che richiede sempre e comunque rispetto.
All'impossibilità di accettare, restare indifferenti o sminuire in qualsiasi modo l'aberrazione di ciò che è stato, ha dato voce tante volte, in questi anni, Franco Pesaro, la cui scomparsa abbiamo pianto pochi mesi fa. Fratello più giovane di Tina, morta il 31 dicembre del 1944 nel campo di concentramento di Landsberg, durante la guerra scappò da Castelsangiovanni e trovò rifugio in Svizzera, sottraendosi al destino quasi certo della deportazione e delle violente persecuzioni contro la popolazione ebraica, che già lo avevano costretto, a seguito delle leggi razziali, a non poter più frequentare la scuola. Solo in età matura, come lui stesso spiegava, poté trovare la forza di fare i conti con la sofferenza che si portava dentro, condividendola con gli altri. “Credo che sia giusto lasciare un segno visibile anche nei confronti di chi verrà”, diceva, richiamando il bisogno di conoscere la storia e di trasmetterne l'insegnamento alle giovani generazioni.
Accogliamo quel messaggio e facciamolo nostro, oggi più che mai, nell'onorare il Giorno della Memoria. Perché non venga mai meno la consapevolezza, la coscienza nell'agire, la responsabilità nei confronti degli altri, la necessità di difendere i diritti e la dignità che costituiscono il patrimonio della nostra umanità.

Pubblicato il 27 gennaio 2021

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Innovare le imprese, bando da 5 milioni di euro per gli enti di formazione

 formazione, enti

La formazione delle persone come leva per far decollare i processi di innovazione delle imprese, per puntare ad una economia verde e digitale. Per questo la Regione finanzia con 5 milioni di euro del Fondo sociale europeo un bando che invita gli Enti di formazione a realizzare un’offerta formativa modulare e flessibile, per qualificare e aggiornare le competenze delle persone, e rispondere alla richiesta delle imprese di nuovi profili lavorativi, per un nuovo sviluppo del sistema produttivo. “Nel Patto per il lavoro e per il clima abbiamo condiviso un progetto di rilancio e sviluppo dell’Emilia-Romagna fondato sulla sostenibilità - spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Green economy, Vincenzo Colla -. Una strategia volta prioritariamente a generare lavoro di qualità, contrastare le diseguaglianze e accompagnare l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica, attraverso un investimento senza precedenti sulle persone e sulle loro competenze e capacità”. “Per questo, il primo obiettivo strategico assunto nel Patto- aggiunge Colla- è fare dell’Emilia-Romagna una regione della conoscenza e dei saperi investendo in educazione, istruzione, formazione, ricerca e cultura, che ci consentano di non subire il cambiamento bensì determinarlo. Sapendo che con l’operazione ambientale, insieme a quella digitale, possiamo innovare la nostra manifattura e i servizi creando al tempo stesso buona occupazione”.

Gli enti accreditati per la formazione continua e permanente potranno presentare le proposte formative entro il 17 marzo, tenuto conto che i destinatari dei corsi saranno persone che abbiano assolto l’obbligo d'istruzione, indipendentemente dall’essere occupati o meno. Le proposte dovranno interessare diverse filiere e sistemi di produzione di beni e servizi, dall’agroalimentare alla meccanica, meccatronica e motoristica, dall’edilizia alla moda e tessile, dai servizi Ict al commercio fino al turismo e alla ristorazione. I corsi riguarderanno i diversi processi di impresa come la progettazione, la produzione, l’accesso al mercato e la gestione del servizio e del cliente.

Le informazioni sul bando si possono reperire al link https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi-regionali/2021/formazione-permanente-a-sostegno-della-transizione-verde-e-digitale.

Pubblicato il 28 gennaio 2021

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Jazz Club, concerto per i 90 anni di Gianni Coscia

Gianni Coscia di An2C5A381

Tempo di compleanni al Milestone Jazz Club. Nel mese di gennaio ricorre sia l’anniversario dell’inaugurazione del locale sinonimo di musica dal vivo a Piacenza, avvenuta con una serie di concerti memorabili nel 2007, sia il novantesimo compleanno di Gianni Coscia, uno dei più amati jazzisti italiani che è stato scelto come effigie della tessera del Piacenza Jazz Club per questo 2021.
Non volendo passare sotto silenzio queste felici circostanze, al Jazz Club si è pensato di festeggiare in musica, coinvolgendo quanti più soci e sostenitori possibili, sempre nel pieno rispetto delle regole imposte dalla situazione sanitaria attuale.
Domenica 31 gennaio alle ore 18 sul palco del Milestone si potrà riunire di nuovo, dopo una lunga assenza, un quintetto molto affiatato di musicisti che sono anche docenti della Milestone School of Music: Gianni Azzali al sax tenore, Gianni Satta alla tromba, Giovanni Guerretti al pianoforte, Alex Carreri al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria. I cinque renderanno omaggio all’estro compositivo e alla storia musicale di Gianni Coscia, fisarmonicista simbolo per intere generazioni di musicisti italiani.
Il concerto sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube dell’Associazione (www.youtube.com/channel/UCL-gSNn7jZ9bg7ezkVR8jxA/videos).
Dal momento che ancora non è consentito avere il pubblico presente in sala, l’idea da cui è partita l’Associazione è quella di offrire uno spettacolo dal punto di vista qualitativo il più alto possibile, sia come impatto visivo, con l’ausilio di ben tre telecamere che garantiranno inquadrature sempre differenti del gruppo, sia per quanto riguarda l’audio, che sarà molto curato, come ben sanno i frequentatori del Milestone. Le riprese e la regia dal vivo dell’evento saranno a cura di Fausto Mazza Studio, il creativo che cura da diversi anni ormai l’immagine del Piacenza Jazz Fest.

Parte la campagna tesseramento

La serata sarà inoltre l’occasione per lanciare la campagna di tesseramento 2021 in attesa che si possa tornare a proporre musica dal vivo. Come ben sanno i soci, la tessera del Piacenza Jazz Club offre l’opportunità di seguire tutti gli eventi organizzati dall’associazione sia all’interno del Milestone sia per il festival garantendo un accesso privilegiato. D’altro canto il tesseramento è un aspetto essenziale per la vita di un’associazione culturale non solo da un punto di vista economico, come entrata virtuosa che viene rimessa in circolo creando occasioni di cultura, ma anche come segnale di partecipazione e adesione all’idea che l’associazione ha la cura di promuovere, in questo caso specifico il meglio della musica jazz in circolazione.
Purtroppo per il secondo anno consecutivo il tesseramento è stato messo in crisi dalla pandemia tuttora in corso, andando a debilitare questo apporto essenziale alla vita associativa. La campagna di tesseramento vuole essere quindi un richiamo a tutti i soci del passato e a tutta una più ampia fascia di simpatizzanti, perché diano un segnale di sostegno concreto e importante in grado di dare fiducia non solo a livello simbolico.
La tessera si potrà fare direttamente presso la segreteria del Piacenza Jazz Club, aperta nei pomeriggi dei festivi dalle 15 alle 19.30, oppure con un pagamento online tramite bonifico o con paypal paypal.me/piacenzajazz.
Per maggiori informazioni e per aderire alla campagna di tesseramento si consiglia di visitare il sito www.piacenzajazzclub.it e seguire le sue pagine social su facebook, twitter e instagram.

Pubblicato il 26 gennaio 2021

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