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Notizie Varie

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A Piacenza si alza il sipario di Teatri Aperti

teatri aperti

In Emilia, i teatri sono delle vere e proprie opere d’arte da ammirare e da vivere.
In 4 weekend di maggio 2021, a partire da sabato 8 e domenica 9, torna l’iniziativa Teatri Aperti, un viaggio esperienziale nel cuore di 23 teatri storici delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, con la regia di Visit Emilia. «Un’iniziativa dedicata ai turisti, ma anche agli abitanti del territorio emiliano – spiega il Presidente di Visit Emilia Cristiano Casa - che mette al centro il teatro come luogo di cultura, ma anche come patrimonio storico ed artistico, rivelando al pubblico aneddoti e vicende per lo più sconosciute e dando la possibilità ai visitatori di accedere nei luoghi normalmente aperti solo agli addetti ai lavori, per scoprire l’anima dei teatri storici emiliani da inediti punti di vista. Ma un’occasione anche per scoprire altre eccellenze del territorio come i giacimenti gastronomici e le occasioni di attività in outdoor e benessere».

PIACENZA
Desta stupore per la sua magnificenza, il Teatro Municipale di Piacenza, che Stendhal, non a caso, definì il più bel teatro d’Italia. Elegante, raffinato, la sua sala ha la forma di tre quarti d’ellisse, un’innovazione nell’Ottocento, opera di Lotario Tomba che rivoluzionò i principi della canonica architettura teatrale europea. Nel tempo, il Teatro è stato arricchito dalle opere di Alessandro Sanquirico e dei suoi allievi. Nel 1895 divenne il primo del Paese ad essere interamente illuminato da lampade a energia elettrica. Bellissimo il Secondino di scena di Domenico Menozzi, restaurato nel 2007. Si può visitare l’8, il 9, il 22 e il 30 maggio.
Platea con pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e un loggione caratterizzano il Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda, inaugurato secondo il progetto di Giannantonio Perreau nel 1853. Un tempo, la struttura era un’abbazia, che fu poi trasformata. Le decorazioni furono affidate al pittore Bertolotti, di cui si conservano i bozzetti firmati con le tinte originali del palco reale e del sipario. La visita guidata è prevista l’8 e il 9 maggio.
In un vicolo tra via Castello e via Taverna, il Teatro San Matteo di Piacenza rivela nella propria architettura le origini sacre di tempietto protoromanico. Divenuto sala cinematografica tra le due guerre e caduto in rovina, venne restaurato negli anni ’80 del secolo scorso e presenta oggi una platea di 200 posti. Si può visitare l’8, il 9, il 16, il 23 e il 30 maggio.
Ha solo 12 posti a sedere e per questo è considerato tra i più piccoli al mondo, il Teatrino del Castello di Vigoleno, realizzato per volontà della principessa Maria Ruspoli Gramont (proprietaria del maniero tra il 1922 e il 1934) dall’artista russo Alexandre Jacovlef che ha decorato le pareti della sala con tinte vivaci e disegni esotici rappresentando animali, maschere, figure danzanti dalla connotazione simbolica, musici e dame in abiti settecenteschi, tra cui ritrasse la stessa principessa e una fitta vegetazione con tralci. Al centro della scena una rappresentazione stilizzata del borgo medioevale riconduce al realismo magico di Gino Severini. Si può visitare l’8, il 9, il 15, il 16, il 22, il 23, il 29 e il 30 maggio.
Spostandosi a Pontenure, si scopre il teatrino bomboniera con palcoscenico in muratura e decorazioni floreali del Teatro Serra di Parco Raggio, accanto alla dimora denominata "Villa Fortunata", che fu fatta edificare da Armando Raggio, tra il 1882 e il 1885. Spettacolare è la modanatura curvilinea che separa le due aree di copertura: in ferro la platea, in tegole il palcoscenico. Le visite guidate ci sono l’8 e il 9 maggio.
C’è un altro bellissimo teatro intitolato a Giuseppe Verdi e si trova a Castel San Giovanni. Qui debuttò Anna Maria “Marietta” Baderna, regina della danza nota in tutto il mondo, nel 1841, pochi anni dopo l’inaugurazione che avvenne nel 1823. Il Teatro Verdi di Castel San Giovanni stupisce per il foyer con le antiche volte a crociera, invece la sala è stata riadattata all’aspetto della chiesa originaria. Si può visitare il 9 maggio.
C’era una chiesa anche dove oggi si può ammirare il Teatro dei Filodrammatici di Piacenza, chiamato anche “teatro di Santa Franca”, perché l’edificio era stato inizialmente costruito per ospitare la patrona delle monache circestensi. La sua lunga storia, che comincia nel ‘500, lo vide destinato ad usi militari, a scuola di musica e tipografia, finché nel ‘900 fu trasformato in teatro con una platea con un elegante loggiato e un grande palcoscenico. La facciata, invece, è in stile Liberty. Le visite si svolgono il 15, 16, 22 e 23 maggio.
Una vicenda simile è accaduta anche al Teatro Gioia, a Piacenza, nato come chiesa intitolata al Sacro Cuore e sede dell’Ordine dei Gesuiti, poi convertito nel teatro Romagnosi, smantellato e finalmente destinato all’attuale funzione intorno al 1990. Le visite ci sono il 22 e 23 maggio.
Alla celebre attrice che già conquistava il palcoscenico a 10 anni, è dedicato il Teatro Eleonora Duse di Cortemaggiore. Le sue origini risalgono al 1826, quando Maria Luigia d’Austria volle trasformare il precedente convento in un luogo di cultura e di spettacolo. La piccola platea a ferro di cavallo è dominata da due ordini di palchi e da una sala decorata in stile rinascimentale a fiori e ghirlande. La visita guidata è possibile il 30 maggio.



PARMA
Nella Capitale Italiana della Cultura 2021 ci si immerge nella storia del Teatro Regio, considerato uno dei templi italiani della lirica. Un monumento dell’opera costruito in stile neoclassico a partire dal 1821 per volere della duchessa Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone. Si può ammirare il foyer e la platea decorata da Magnani e sovrastata dal lampadario in bronzo dorato forgiato dalle officine Lacarrière di Parigi, fino all’eccezionale sipario dipinto e alla Sala del Ridotto. Si può visitare l’8, il 9, il 15, il 16, il 22, il 23, il 29 e il 30 maggio 2021.
Maestoso e di grande prestigio, il Teatro Farnese, all’interno del Complesso della Pilotta, offre uno scenario straordinario ai visitatori che potranno osservare da vicino la sua costruzione lignea, risalente al 1618, immaginando i fasti di corte dei Duchi Farnese. Le visite guidate si svolgono l’8, il 9, il 15, il 16, il 22, il 23, il 29 e il 30 maggio 2021.
L’Emilia è la terra del grande Maestro Verdi ed è a lui che è dedicato il Teatro Giuseppe Verdi della rocca di Busseto (PR), sua città d’origine. Attraversando il portico e salendo lo scalone, si viene accolti da decorazioni di Giuseppe Baisi e Alessandro Malpeli e dai medaglioni di Gioacchino Levi raffiguranti la Commedia, la Tragedia, il Melodramma e il Dramma romantico. Si può visitare l’8, il 9, il 15, il 16, il 22, il 23, il 29 e il 30 maggio 2021.
A Girolamo Magnani è dedicato il teatro d'opera di Fidenza. Artista ed autore di molte scenografie verdiane, curò diverse decorazioni, come quella della Sala del Ridotto. Il Teatro Magnani stupisce anche per la sala degli spettacoli, a tre ordini di palchi, con un boccascena arricchito da oro e stucchi bianchi. Si può visitare l’8 e il 15 maggio 2021.
Le opere verdiane si scoprono anche nel teatro Arena del Sole di Roccabianca, inaugurato nel 1946. Al suo interno sono presenti le nove statue che un tempo facevano parte del monumento di Ettore Ximenes eretto in onore del Maestro nel piazzale della stazione di Parma. Danneggiate durante la Seconda Guerra Mondiale, le raffigurazioni delle opere di Giuseppe Verdi sono state ricollocate in sala. Si può visitare il 22 e il 23 maggio.
Solo 12 palchetti, ma uno scenario di grande suggestione si apre ai visitatori del Teatro Pallavicino di Zibello, voluto originariamente dal Marchese Antonio Pallavicino nel 1804. La sala è stata decorata da Pietro Piazza e Giovanni Azzi, del quale si conserva ancora il sipario a tendone con fantasie floreali. Le visite guidate ci sono il 22, il 23, il 29 e il 30 maggio.


REGGIO EMILIA
Nella città del Tricolore, dove già dalla seconda metà del Seicento ogni palazzo nobiliare aveva uno spazio adibito alle recite, si può visitare il Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia, inaugurato nel 1857, con il suo porticato dominato da un cornicione decorato con 14 statue. La grandiosità del palco, sul quale è installato un organo del 1815, e l’ampiezza del retropalco, rendono l’idea dell’importanza attribuita da Reggio Emilia all’arte della rappresentazione. Le visite si svolgono il 22 e il 29 maggio.
La struttura del Teatro Franco Tagliavini di Novellara ripropone in miniatura quella del Teatro Municipale di Reggio Emilia con la pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi con loggione e un’ampia scena sormontata da un orologio. Fu intitolato al tenore della città solo nel 2012, ma le sue radici risalgono alla sala per spettacoli esistente fin dal Cinquecento nella rocca dei Gonzaga. Poi nell’800, Antonio Tegani si occupò della realizzazione del teatro così come si può osservare ora, con le splendide decorazioni di Cesare Cervi. Si può visitare l’8 e il 9 maggio.
La platea a ferro di cavallo sul quale si elevano due ordini di palchi e una galleria sostenuti da colonnine in ghisa caratterizza il Teatro Sociale di Gualtieri, una ricostruzione in grande scala del piccolo teatro barocco in legno realizzato da Giovan Battista Fattori nel 1775 all’interno della cinquecentesca fortezza-palazzo voluta dai Bentivoglio. Fu inaugurato nel 1907 ed inondato dalla piena del Po nel 1951. Dopo un periodo di chiusura, è stato riaperto nel 2009. Le visite si tengono l’8 e il 9 maggio.
A Guastalla si trova uno dei dieci teatri più antichi d’Italia: il Teatro Ruggero Ruggeri, costruito nel 1671 su progetto di Antonio Vasconi per ordine di Ferrante III, duca di Guastalla. Nonostante gli interventi di restauro subiti nel corso dei secoli, l’aspetto attuale mantiene la pianta a ferro di cavallo e l’originale assetto della facciata. È possibile vivere la sua affascinante storia l’8 e il 15 maggio.
Più recenti sono le vicende del Teatro Comunale di Rio Saliceto, originale esempio di convivenza tra edilizia privata ed edilizia pubblica. Fu inaugurato nel 1911 grazie al supporto di Clina Sacchetti, che volle investire il denaro inviatole per acquistare terreni dal marito Pietro Montanari, proprietario della struttura. Le visite guidate si svolgono il 9 maggio.
Nacque da un antico granaio dell’800 il Teatro sociale Danilo Donati di Luzzara, inaugurato nel 1852, seppure nell’antico Palazzo dei Gonzaga esisteva già un piccolo teatro di corte e un altro fu realizzato nei locali poi occupati dalla scuola d’arte. Il teatro poteva contenere fino a 400 persone, con 47 palchi divisi in tre ordini. Il sipario, disperso, rappresentava la Fiera di Luzzara coi Principi Gonzaga e fu dipinto dal Casali. L’edificio subì un radicale restauro nel 1919 e la pianta fu modificata in forma semicircolare. Nel 2006 sono stati effettuati lavori di restauro al soffitto della platea, in legno rivestito di cannicciato intonacato e dipinto. Il Teatro sociale di Luzzara si può scoprire il 9, il 16 e il 23 maggio.
Sono tante le vicende che delineano la storia del Teatro Asioli di Correggio, realizzato nel punto in cui Niccolò Postumo fece erigere il proprio palazzo sul finire del XV secolo. Fu più volte ricostruito, ma conserva ancora il disegno originario della sala, inaugurata nel 1852 con pianta a ferro di cavallo, 60 palchi ordinati su tre ordini, un loggione e un palco reale. Le visite guidate sono possibili il 15 e 16 maggio.
Con un nome che richiama l’antico toponimo di Rubiera, il Teatro Herberia aprì il sipario nel 1926, mostrandosi in una struttura tardo Liberty ideata da Antonio Panizzi e Italo Costa. Molto attivo anche come cinema, venne chiuso e poi riattivato, previo restauro, a fine anni ’80. È possibile visitarlo il 22 e 23 maggio.

Tutte le informazioni
Per partecipare alle visite guidate, gratuite o a pagamento, di Teatri Aperti, è necessario prenotare contattando direttamente il teatro di interesse. Tutte le informazioni sulle singole date di apertura, gli orari, i costi, sono sul sito www.visitemilia.com

Parma: https://www.visitemilia.com/eventi/teatri-aperti-a-parma/
Piacenza: https://www.visitemilia.com/eventi/teatri-aperti-a-piacenza/
Reggio Emilia: https://www.visitemilia.com/eventi/teatri-aperti-a-reggio-emilia

Pubblicato il 6 maggio 2021

Vaccini, prenotazioni al via per i 60-64enni

Vaccini 60 64

È la volta dei 60-64enni: in Emilia-Romagna dal 6 maggio, agende aperte per la prenotazione del vaccino anti Covid-19 dei nati dal 1957 al 1961 compresi - circa 250mila persone - che potranno fissare l’appuntamento utilizzando i consueti canali disponibili, dai Cup alle farmacie che effettuano servizio Cup, dal telefono a tutti gli strumenti online a partire dal Fascicolo sanitario elettronico. Con le prime vaccinazioni che saranno effettuate già nei prossimi giorni.
Si anticipa dunque una partenza che era stata inizialmente prevista per lunedì 10.
Semaforo verde anche per un’altra importante fascia di cittadini considerata prioritaria nel Piano nazionale, quella identificata con categoria 4, a cui appartengono “le persone con comorbidità di età inferiore ai 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per i soggetti estremamente vulnerabili”. In questa fase le vaccinazioni interesseranno chi ha un’età compresa tra i 51 e i 59 anni (anni di nascita dal 1962 al 1970): i cittadini non dovranno prenotarsi perché saranno contattati direttamente dalle Aziende sanitarie di appartenenza. Entro maggio, inoltre, si apriranno le prenotazioni anche per la fascia 55-59 anni e per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro, in quest’ultimo caso con modalità già in corso di definizione al tavolo regionale del Patto per il Lavoro e per il Clima.

E proprio in queste ore dalla Struttura commissariale nazionale, “alla luce del positivo andamento della campagna vaccinale in favore dei cittadini appartenenti alle categorie prioritarie”, è arrivato il via libera a ripartire con le vaccinazioni al personale scolastico e universitario, docente e non docente, non ancora sottoposto alla prima vaccinazione. Una ulteriore accelerazione della campagna vaccinale in Emilia-Romagna, che si conferma una delle regioni nella quale viene effettuato il maggior numero di somministrazioni. Alcuni dati: è del 30,2% la percentuale di emiliano-romagnoli vaccinabili (quindi con più di 16 anni) che hanno già ricevuto in Emilia-Romagna la prima dose, il 15,3% quella di chi ha completato il ciclo. Ancora: il 93,3% delle persone con più di 80 anni ha ricevuto la prima dose, lo stesso per il 71,8% dei 70-79enni. Complessivamente, è stato utilizzato il 90,6% dei quasi 2 milioni, esattamente 1.953.670, di dosi consegnate da inizio campagna, quindi con la sola giacenza minima prevista di scorta per garantire il richiamo.

Immunità entro l'estate

L’annuncio delle nuove platee di cittadini vaccinabili è stato dato in video conferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, che ha anche fatto il punto sull’andamento della campagna vaccinale e la consegna delle dosi. “Con il via alle prenotazioni per queste due fasce di cittadini e l’apertura entro maggio ad altri target significativi della popolazione, diamo un’ulteriore accelerata alla campagna vaccinale, rispettando in pieno le indicazioni del Piano nazionale sia per quanto riguarda le classi d’età, sia per le categorie considerate prioritarie perché più fragili - ha sottolineato l’assessore Donini -. Possiamo velocizzare ulteriormente il passo perché finalmente i vaccini stanno arrivando, e speriamo che le consegne programmate siano rispettate. Già oltre il 30% di cittadini ha ricevuto la prima dose, e siamo tra le regioni che le utilizzano appieno, con più del 90% di vaccino inoculato. L’Emilia-Romagna tuttavia ha una potenzialità significativamente più ampia rispetto a quella che stiamo mettendo in campo, non solo grazie ai nostri Hub ma anche da parte dei medici di medicina generale, che sono pronti ad estendere ulteriormente la vaccinazione sul territorio, e delle tante farmacie e aziende del mondo del lavoro che hanno già dato la propria disponibilità a cominciare a vaccinare, una volta esaurita la fascia dai 60enni in su. Se avremo le dosi- ha aggiunto Donini- siamo fiduciosi di riuscire a immunizzare tutti gli emiliano-romagnoli che lo vorranno entro l’estate”.

 11 le aree di "elevata fragilità"

A questa platea appartengono, come indica il Piano nazionale, cittadini “affetti da patologie o situazioni di compromissione immunologica che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di Covid-19”; le patologie previste sono perlopiù le stesse della categoria 1 “Elevata fragilità”, ma con un livello di gravità, appunto, considerato inferiore. Undici le aree interessate: malattie respiratorie, cardiocircolatorie, neurologiche, diabete/altre endocrinopatie, Hiv, insufficienza renale/patologia renale, ipertensione arteriosa, malattie autoimmuni/immunodeficienze primitive, malattie epatiche, cerebrovascolari e patologie oncologiche.
Tocca il 93,3% la percentuale degli over 80 che hanno già ricevuto la prima dose di vaccino, mentre sono l’81,5% quelli che hanno avuto la seconda. Per gli ospiti delle Rsa e delle Cra la percentuale dei vaccinati con prima dose è del 95,7% e dell’84,1% quella relativa alle seconde dosi. Per le altre categorie, le percentuali di chi ha ricevuto la prima e la seconda dose sono: operatori sanitari e sociosanitari 86% e 70,9%; estremamente vulnerabili 48,5% e 21,2%; 70/79enni 71,8% e 15,5%; 60/69enni 28,4% e 5,3%; operatori scolastici: 71,1% e 0,9%.


Ribadito dall’assessore il piano delle consegne previsto entro fine mese, che in 30 giorni, dal 27 aprile al 27 maggio, porterà in Emilia-Romagna oltre 1 milione di dosi di vaccino. In particolare, per maggio è previsto l’arrivo di 843.590 dosi dai quattro diversi produttori, le prime già arrivate a inizio settimana: complessivamente 610.740 di Pfizer-Biontech, 150.600 di Astrazeneca- Vaxzevria, 70.850 di Moderna e 11.400 di Johnson&Johnson. Quantitativi che permetteranno di superare per la fine del mese i 2,5 milioni di dosi inoculate in Emilia-Romagna. In una rete che, tra grandi e piccoli centri diffusi su tutto il territorio, può contare su 141 Punti vaccinali: 6 a Piacenza, 6 a Parma, 11 a Reggio Emilia, 17 a Modena, 66 a Bologna - Imola compresa - 9 a Ferrara e 25 in Romagna (Forlì Cesena 10, Ravenna 8 e Rimini 7), ai quali andranno poi ad aggiungersi tutti quelli messi a disposizione dal mondo delle imprese, per cui Regione ed Ausl stanno raccogliendo la disponibilità di Associazioni di categoria e aziende.

Pubblicato il 6 maggio 2021

Più di 30 anni di restauri curati dalla Banca di Piacenza

Copertina volume

Venerdì la presentazione in streaming del libro di Valeria Poli.

Venerdì 7 maggio, alle ore 18, dalla Sala Ricchetti della Banca di Piacenza, prima giornata (di quattro) dedicate all’editoria della Banca con la presentazione del volume “Dal cancello di San Sisto alla Salita al Pordenone: più di 30 anni di interventi di recupero curati dalla Banca di Piacenza”. Il libro - edito dall’Istituto di credito di via Mazzini e stampato dalla Tipolito Farnese - sarà illustrato dall’autrice Valeria Poli in dialogo con Giovanni Dotti, assessore alla Cultura del Comune di Alta Val Tidone, e con don Davide Maloberti, direttore de “Il Nuovo Giornale”.
All’evento, che si svolgerà in streaming, si potrà partecipare collegandosi al sito www.bancadipiacenza.it.

Il volume ripercorre tutti gli interventi di recupero del patrimonio storico-artistico del nostro territorio effettuati dalla Banca di Piacenza dal 1987 ad oggi. La Banca, come ha scritto il presidente esecutivo Sforza Fogliani nella prefazione del volume, è legata in modo indissolubile al territorio - basti pensare che si riversano sul territorio circa 60 milioni di euro all’anno, più di ogni altro ente piacentino - e valorizzare il territorio significa prendersi cura del patrimonio storico-artistico dello stesso, cosa che la Banca di Piacenza fa da più di 80 anni.

Le prenotazioni del libro si effettuano telefonando all’Ufficio Relazioni esterne (0523 542137), dove potrà essere poi ritirato.

Pubblicato il 6 maggio 2021

Le città d’arte dell’Emilia-Romagna nello spot tv con Stefano Accorsi

Turismo Accorsi

Oltre cinquecento musei, più di duecento teatri, cento chilometri di portici, piazze, un patrimonio di bellezza vastissimo. Un tesoro unico, raccontato da Stefano Accorsi in 30 secondi capaci di conquistare e svelare l’altro lato della nostra regione, quello della cultura e dell’arte, per lui il vero piacere da scoprire e riscoprire. È il nuovo spot dedicato alle Città d’arte e cultura dell’Emilia-Romagna, in cui l’attore emiliano gioca sulla grande reputazione enogastronomica della regione per poi accompagnare lo spettatore in un viaggio che unisce luoghi straordinari e suggestivi. Il messaggio è potente e sottile al tempo stesso: questa terra ti sorprenderà sempre. Promosso da Apt Servizi, in collaborazione con le Destinazioni Turistiche Bologna-Modena, Visit Emilia e Visit Romagna, il video sarà al centro di una campagna di comunicazione che dal 9 maggio al 5 giugno prevede oltre 800 passaggi sulle più importanti reti televisive nazionali. Si tratta di un investimento complessivo di oltre 500mila euro, che rientra in una più vasta strategia di comunicazione su tv e web avviata nel 2020 con Stefano Accorsi in veste di testimonial delle nostre Città d'arte e del Cineturismo in Emilia-Romagna. Lo spot è stato presentato in video conferenza stampa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dall’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, e dallo stesso Stefano Accorsi, in un video col suo saluto e le sue riflessioni. In collegamento sono intervenuti anche i presidenti di Destinazione Romagna - Visit Romagna, Andrea Gnassi, Destinazione Emilia - Visit Emilia, Cristiano Casa e, per la Destinazione Bologna-Modena, Matteo Lepore. “Un biglietto da visita perfetto per dare il benvenuto alla nuova stagione turistica dopo un anno così difficile segnato dalla pandemia - afferma Bonaccini -. Il presidente Draghi ha ragione: il turismo è fondamentale per la ripartenza del Paese e l'Emilia-Romagna è pronta. Dalla montagna alla Costa, dai borghi all'enogastronomia, dalla cultura alle Città d’arte, così ben narrate da Stefano Accorsi, che ringrazio, invitiamo tutti a prenotare le prossime vacanze da noi, ovviamente nel pieno rispetto delle regole di sicurezza”.

“Abbiamo tutto ciò che serve per soddisfare ogni esigenza, per incuriosire e conquistare- prosegue- anche grazie a una capacità ricettiva e dell’accoglienza che nonostante tutto ha visto gli operatori moltiplicare i loro sforzi per permettere soggiorni sicuri. Il loro impegno, insieme alla campagna vaccinale che prosegue a ritmo serrato, rappresentano una vera e propria garanzia”. “Dopo le campagne per la Costa con Paolo Cevoli e per l’Appenino con Alberto Tomba- aggiunge Corsini- non era semplice riuscire a raccontare in trenta secondi che l’Emilia-Romagna oltre al mare, al divertimento, alla buona tavola e al turismo attivo, offre un patrimonio artistico e culturale eccezionale. Ma Stefano Accorsi ci è riuscito molto bene, dosando bellezza e ironia, due caratteristiche che contraddistinguono la nostra terra da sempre. Un risultato che è il frutto del talento di un attore di fama internazionale, ma soprattutto della conoscenza profonda e dell’affetto sincero che legano da sempre Stefano alla sua terra di origine”.

“Quando abbiamo ideato questo spot, scritto con Fabio Bonifacci e diretto da Paolo Freschi - spiega Accorsi - ci siamo chiesti come fare per trasmettere in pochi secondi il carattere e le unicità dell’Emilia-Romagna e abbiamo cominciato a fare l’elenco di quante cose incredibili ci sono nella nostra Regione, quindi abbiamo pensato che unire poesia, ironia e leggerezza, oltre alla bellezza delle immagini fosse la strada migliore”. Il video è prodotto da The Solo House, su script di Fabio Bonifacci e Stefano Accorsi e con la regia di Paolo Freschi. Si susseguono istantanee di piazze, porticati, chiese, teatri, cupole affrescate e sale museali da Piacenza a Rimini. Ad unire le immagini la voce e il volto di Accorsi che presenta i numeri della cultura emiliano-romagnola: 202 teatri, 530 musei, oltre 100 km di porticati e migliaia di spettacoli nelle sere d’estate. Nel video trovano spazio anche le eccellenze enogastronomiche dei territori che diventano il pretesto per scoprire le eccellenze culturali. Dal 9 maggio al 5 giugno previsti oltre 800 passaggi tv sulle reti Rai, del digitale terrestre e satellitare (Canale 4, Rete 4, La7, TgCom24, LaEffe, Real Time, Nove, DMax, Food Network, Sky Tg 24, Sky Cinema, Sky Arte, Classica, Cine 34, Premium Cinema), con programmazione all’interno di alcune delle trasmissioni di intrattenimento più seguite. Il 26 maggio lo spot andrà in onda su Rai Uno all'interno della trasmissione ‘Ulisse’ di Alberto Angela; su Rai Tre il 15 maggio prima di ‘Sapiens - Un solo pianeta’ di Mario Tozzi e, sempre su Rai Tre, il 23 e 30 maggio sarà trasmesso all’interno di ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio. A questi passaggi si aggiungono le messe in onda nell’ambito di ‘Propaganda Live’ su La7 e ‘Fratelli di Crozza’sulla Nove.

Pubblicato il 6 maggio 2021

Domande fino al 15 giugno per i contributi a favore di botteghe, negozi rurali e di montagna

Sostegni e aiuti per la monragna dalla regione

La Regione punta sui negozi di vicinato, e lo fa destinando ad essi contributi a fondo perduto. Si tratta, spiega la Regione, di essere a fianco concretamente a quelle botteghe polifunzionali che, soprattutto nelle zone di montagna e in località rurali, rappresentano un riferimento per le esigenze quotidiane delle comunità in aree ad alto rischio di spopolamento. E che sono tra le attività economiche danneggiate a causa dei lockdown e dell’emergenza legata al Covid-19. Con un bando, che mette a disposizione risorse per 800mila euro per due annualità, la Regione intende dare una spinta ai progetti di insediamento e sviluppo di esercizi commerciali polifunzionali. I contributi, in regime de minimis, arrivano a un massimo di 40mila euro per impresa, a copertura del 60% delle spese.

“In questo momento di crisi economica legata alla pandemia, intendiamo dare un aiuto concreto a queste imprese, fondamentali per la rivitalizzazione dei paesi e delle aree rurali. - spiega l’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini -. È un investimento per la collettività, per il contributo che questi negozi danno al mantenimento della comunità. Il nostro obiettivo è di contrastare i fenomeni di abbandono delle attività commerciali e di favorire il rilancio della loro trasformazione e diversificazione. Gli esercizi polifunzionali rispondono ai cambiamenti della nostra società e rappresentano una grande risorsa nelle aree meno abitate oltre che presidi per un turismo ambientale e sportivo che sempre più trova casa nel nostro appennino”. “Ci siamo impegnati in un programma di rilancio e valorizzazione della montagna – commenta l’assessora a Montagna, Barbara Lori -, che passa anche attraverso opportunità economiche, lavorative e sociali. Ecco perché acquista ancor più valore questa iniziativa che permette alle piccole attività commerciali di ampliare le proprie offerte e migliorare gli spazi, dando ossigeno e creando opportunità in territori talvolta impervi che combattono quotidianamente con lo spopolamento e la rarefazione dei servizi.

L’intento della Regione è quello di tendere la mano e sostenere percorsi concreti e virtuosi di rilancio del territorio. Un rilancio a tuttotondo, capace di coniugare il rispetto e la riscoperta della montagna, del senso di comunità e delle opportunità lavorative che questa area tanto preziosa della nostra regione racchiude”. Interessati al bando sono gli esercizi commerciali che uniscono all'attività di vendita di alimenti e bevande, quella di sportello per l'informazione turistica, di internet point o servizi postali, bancari, ma anche di accoglienza per i turisti, gestione di campeggi e rifugi escursionistici, biglietterie turistiche e noleggio di attrezzature a scopo escursionistico o sportivo, dispensario farmaceutico, quando consentito dalle disposizioni in materia e ogni altro servizio utile alla collettività, attraverso convenzioni con l’Ente erogatore.

Si potranno richiedere aiuti per interventi di ristrutturazione, adeguamento o acquisizione dei locali, che non potranno avere una superficie di vendita superiore ai 250 metri quadrati; acquisto di attrezzature e di un veicolo ad uso commerciale; realizzazione di zone di accesso pubblico alla rete telematica e di sportelli per servizi di pubblica utilità rivolti alla cittadinanza. Si potrà presentare domanda fino al 15 giugno 2021. Le domande devono essere trasmesse mediante posta elettronica certificata (Pec) all’indirizzo con l'esclusione di qualsiasi altro mezzo di trasmissione. Fa fede esclusivamente la data di invio della Pec.

Pubblicato il 4 maggio 2021

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