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Notizie Varie

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A Sant'Anna di Stazzema è morta l'umanità

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Il Comune  di Piacenza alla commemorazione, nel  77° anniversario  della strage

“La  reazione  istintiva  sarebbe  un  silenzio  carico  di  rispetto  e  commozione,  ma  è giusto  e  doveroso  invece  che  di  Sant'Anna  di  Stazzema  si  continui  a  parlare,  per conservare  la  memoria  come  monito  e  insegnamento  della  storia”. 
A  sottolinearlo  è  il consigliere   Sergio   Pecorara,   chiamato   a   rappresentare   oggi   l'Amministrazione comunale  nel  borgo  toscano,  dove  si  è  tenuta  la  cerimonia  a  ricordo  delle  560  vittime nel  77° anniversario  dell'eccidio  nazifascista.  Come  sempre,  tra  i  labari  e  gli  stendardi di  tante municipalità italiane,  non mancava il  gonfalone  di  Piacenza, retto dagli  agenti Calogero  Bonaventura e Sara Chiappini  della Polizia Locale.

“Rendere  il  nostro  tributo  alle  vittime  innocenti  di  quella  strage  –  rimarca  Pecorara - significa  riflettere  sulla  brutalità  e  sugli  orrori  della  guerra:  nel  massacro  che  il  12 agosto  1944  ha  colpito  al  cuore  una  comunità  intera,  infierendo  innanzitutto  su bambini,  donne  e  anziani  inermi,  c'è  la  negazione  di  ogni  scintilla  di  umanità.  In quelle  esecuzioni  impietose,  nelle  case  incendiate  e  nella  devastazione  di  quel  giorno c'è  un  dolore  che  oggi  sentiamo  anche  nostro,  in  cui  possono  riconoscersi  tutti  coloro che  credono  nella pace, nella libertà, nell'inviolabilità della vita”.

Alla  celebrazione  della  messa,  officiata  dall'arcivescovo  di  Pisa  monsignor  Giovanni Paolo  Benotto,  è  seguito  il  corteo  sino  al  Sacrario,  dove  sono  intervenuti,  tra  gli  altri, il   sindaco  di  Stazzema  Mauro  Verona,  il  presidente  dell'associazione  Martiri  di Sant'Anna  Enrico  Pieri  e  il  sottosegretario  ai  Rapporti  con  il  Parlamento  Deborah Bergamini.  Alla  presenza  del  giornalista  Sandro  Ruotolo,  è  stata  inoltre  inaugurata  la simbolica  panchina per  la libertà di  stampa.

Pubblicato il 12 agosto

Risorse del bando di promozione e condivisione dei valori europei

Europa

Favorire la conoscenza della cultura e dell’identità europea, condividerne i valori, accrescere l’informazione e la comunicazione sui diritti che la cittadinanza dell’Unione conferisce a cittadini e cittadine, per migliorarne la consapevolezza e per incoraggiare una reale cittadinanza attiva. E ancora, rafforzare la partecipazione degli enti territoriali alle politiche comunitarie e la loro capacità di intercettare le risorse europee, soprattutto relative alla nuova programmazione dei Fondi comunitari e all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Sono questi gli obiettivi che la Regione Emilia-Romagna si è posta con il bando rivolto a enti locali, associazioni e fondazioni senza scopo di lucro con almeno una sede operativa sul territorio regionale, che ha messo a disposizione 270mila euro per cofinanziare progetti specifici, con un contributo fino a 20mila euro a progetto. 19 i progetti approvati e finanziati, di cui 11 presentati da enti locali e 8 dall’associazionismo. Dei 270 mila euro a disposizione, 153.398 sono stati riconosciuti come cofinanziamento a progetti degli enti locali e 116.584 a progetti del mondo dell’associazionismo. Il valore complessivo del parco progetti approvati, contributo regionale e quota a carico dei beneficiari, supera i 370mila euro. Laboratori sul Green Deal europeo, sviluppo sostenibile ed economia verde, attività sugli ecosistemi e le geografie europee che prevedono il coinvolgimento di performer di street art, e ancora attività culturali con la presenza di giovani scrittori europei sono solo alcune delle iniziative progettate e finanziate. “Se vogliamo progettare concretamente il nostro futuro, dobbiamo farlo con lo sguardo sempre volto a quel che accade intorno a noi e all’Unione europea- afferma la vicepresidente con delega ai Rapporti con l’Ue, Elly Schlein - perché di fronte a sfide comuni, servono risposte condivise. Con questo bando ci siamo posti l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la vocazione europea dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo le cittadine e i cittadini, l’associazionismo e i territori. Vogliamo contribuire a far conoscere le nuove opportunità europee, che orientano gli investimenti verso l’inclusione sociale e la transizione ecologica e digitale. È una sfida - conclude la vicepresidente - che si può affrontare solo se si lavora tutti insieme, ognuno per la propria parte. Il bando rientra nell’ambito delle strategie definite nel Programma triennale per la promozione della cittadinanza europea 2019-2021 e nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima fondato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, a cui la Regione Emilia-Romagna ha destinato più di 800mila euro nel triennio 2019-2021.

 I progetti che riceveranno il sostegno della Regione si dividono in due tipi: iniziative per la diffusione della conoscenza del progetto di Unione, del processo di integrazione europea e dei diritti e doveri derivanti dalla cittadinanza europea; iniziative di institutional building per la promozione della conoscenza dei processi di formulazione e attuazione delle politiche dell’Unione e il rafforzamento della partecipazione degli enti locali alla progettazione europea ed alle sue opportunità. Questi ultimi hanno l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari a cogliere le opportunità di finanziamento della nuova programmazione europea, sostenendo un nuovo corso delle politiche territoriali che dia ampio spazio alla sfida della transizione ecologica.

Nei progetti di diffusione e divulgazione dei temi legati alla cittadinanza europea molta attenzione è riservata agli adolescenti e agli under 30. La distribuzione geografica dei progetti approvati vede 4 interventi nella provincia di Bologna, 3 in quella di Modena, 3 in quella di Forlì-Cesena, 2 in quella di Ravenna, 2 in quella di Parma e 2 in quella di Reggio Emilia, mentre le province di Ferrara, Parma e Rimini ottengono 1 intervento finanziato ciascuna. I progetti presentati dovranno essere realizzati e concludersi nell’arco del 2021.

Pubblicato l'11 agosto 2021

Al via il programma regionale sugli affitti per aiutare le famiglie

Aiuti affitti

Dalla Regione Emilia-Romagna un aiuto in più alle famiglie e alle persone in difficoltà economica, anche a causa dell’emergenza Covid, che non riescono a pagare le spese di locazione. Ma anche un vantaggio per i proprietari degli immobili che possono evitare di incorrere in problemi dovuti ai mancati pagamenti e ritardi nella riscossione dei canoni. Nasce su queste basi e guarda a quest’obiettivo il “Programma per la concessione di contributi destinati alla rinegoziazione dei contratti di locazione” approvato in questi giorni dalla Giunta regionale, che prevede una serie di incentivi per la rinegoziazione dei canoni esistenti o la sottoscrizione di nuovi contratti a canone concordato: a disposizione, per il 2021, 1 milione di euro. “Un provvedimento concreto e innovativo con cui vogliamo sostenere persone e famiglie con problemi economici, anche a causa dell’emergenza sanitaria, e al tempo stesso i proprietari degli immobili - spiega la vicepresidente con delega al Welfare e Politiche abitative, Elly Schlein -. Le difficoltà a pagare i canoni di locazione, a causa della mancata liquidità necessaria per affrontare le spese fisse di casa, si sta rivelando un’emergenza nell’emergenza. Per evitare problemi dovuti a mancati pagamenti e ritardi, è nel comune interesse di proprietari e inquilini trovare, con le giuste modalità, un accordo per rendere la situazione meno gravosa. Intervenire in tempi rapidi e in maniera tangibile anche su questo aspetto della vita delle persone è indispensabile per la piena ripresa economica e sociale”. A disposizione c’è 1 milione di euro per concedere contributi - da un minimo di 1.500 a un massimo di 4.000 euro - ai proprietari degli alloggi situati nel territorio regionale, che accettano di rinegoziare il contratto d’affitto regolarmente registrato da almeno un anno, riducendo il canone a favore dell’inquilino; oppure, che convertano il contratto di locazione in canone concordato. Unico requisito è che l’inquilino residente nell’alloggio abbia un valore Isee ordinario o corrente non superiore ai 35.000 euro.

Il programma prevede due tipologie di intervento. Si tratta infatti della possibilità di concordare con il proprietario dell’abitazione una riduzione non inferiore al 20% e di durata minima di sei mesi sull’importo del canone di locazione; oppure di modificare il contratto, passando da quello libero a concordato (3+2 anni). Nella prima ipotesi il contributo regionale viene riconosciuto al proprietario dell’alloggio che potrà ricevere, nel caso di durata del contratto tra 6 e 12 mesi un contributo del 70% del mancato introito, fino a un massimo di 1.500 euro; nel caso di durata tra 12 e 18 mesi un contributo dell’80%, fino a un massimo di 2.500 euro, e nel caso di durata oltre 18 mesi il contributo può salire al 90%, fino a 3.000 euro. Il contributo è cumulabile con la misura nazionale di sostegno alle rinegoziazioni e per questo nei Comuni Ata, solo per i mesi rimanenti del 2021, il contributo regionale sarà del 30% del mancato introito. Se il contratto passa da libero mercato a concordato, il contributo è l’80% del mancato introito, calcolato sui primi 24 mesi del nuovo contratto, fino a un massimo di 4.000 euro all’anno. I cittadini (inquilini e proprietari di alloggi) interessati alla rinegoziazione del contratto di locazione devono rivolgersi al proprio Comune di residenza oppure alle sedi territoriali delle associazioni degli inquilini o dei proprietari. Tutte le informazioni sul Programma sono sul sito della Regione Emilia-Romagna a questo link: https://url.emr.it/sc830j6q.

Pubblicato l' 11 agosto 2021

Aperti due bandi per aiuti alle associazioni e società sportive

bando sport

Favorire l’attività sportiva per ridurre la percentuale di popolazione sedentaria e soprattutto incoraggiare i più giovani all’attività fisica, anche realizzata all’aperto. Promuovere lo sport quale strumento per favorire azioni di integrazione sociale e per sostenere gli eventi e le manifestazioni sportive che svolgono una strategica funzione di aggregazione delle comunità locali e di promozione dei territori. Sono questi alcuni degli obiettivi della Regione che con due bandi mette a disposizione di associazioni e società dilettantistiche, enti pubblici, istituzioni scolastiche e aziende sanitarie complessivamente 2 milioni di euro. Le misure sono state varate dalla Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini nell’ambito delle politiche per lo Sport, attività di raccordo seguita dal capo della segreteria politica della presidenza della Giunta, Giammaria Manghi. “Puntiamo a valorizzare l'attività sportiva come strumento indispensabile per la promozione e tutela della salute e del benessere psicofisico e per la promozione di valori educativi e sociali, di integrazione e socializzazione, parte integrante della creazione di coesione sociale e di comunità inclusive, oltre che di creazione di sani stili di vita – commenta il presidente Stefano Bonaccini -. Anche nel 2021, dunque, la Regione si impegna a sostenere finanziariamente un significativo numero di eventi e manifestazioni sportive, per proseguire sulla strada intrapresa per la formazione di una vera e propria ‘cultura dello sport’ con un obiettivo in più, quello di non lasciare nulla di intentato per aiutare il ritorno alla normalità e lasciarsi alle spalle la drammatica pandemia causata dal Covid-19”. Una delle due misure è rivolta alle associazioni di promozione sociale e alle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro del Coni e del Cip per la realizzazione di eventi sportivi, riconoscendo l’importante lavoro delle realtà associative che organizzano tante manifestazioni e incontri. Iniziative che costituiscono una opportunità anche di socializzazione per migliaia di persone e che rappresentano una occasione di promozione per tutto il territorio regionale. Un altro intervento punta a sostenere la diffusione della pratica motoria e sportiva. E si rivolge a enti pubblici, associazioni, istituzioni scolastiche, aziende Usl, per la realizzazione di attività orientate al miglioramento del benessere fisico, psichico e sociale della persona, per progetti che individuino nello sport un fondamentale strumento di educazione e di inclusione sociale, di prevenzione, mantenimento e recupero della salute. Sarà ammissibile la richiesta di contributo per la realizzazione di un solo evento che abbia carattere prevalentemente sportivo e che sia organizzato nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2021 e realizzato sul territorio dell’Emilia-Romagna.

La domanda di contributo dovrà comunque essere obbligatoriamente firmata digitalmente dal legale rappresentante e avvenire esclusivamente per via telematica tramite l’applicativo web ‘Sib@c’, le cui modalità di accesso e di utilizzo (Linee-guida per la compilazione e la trasmissione online delle domande di contributo) saranno rese disponibili sul portale regionale all’indirizzo: https://www.regione.emilia-romagna.it/sport . La presentazione della domanda di contributo, avverrà tramite la compilazione, validazione e invio della stessa sull'applicativo web appositamente predisposto, attivo dalle ore 10 del 9 agosto 2021 alle ore 15 del 6 settembre 2021. La data di ricevimento della domanda, obbligatoriamente sottoscritte con firma digitale, è determinata dall’applicativo web, che non permetterà l’invio delle domande al di fuori del periodo temporale sopracitato. Per informazioni relative al presente avviso è possibile scrivere a: sport [AT] regione [DOT] emilia-romagna [DOT] it oppure telefonare ai numeri 051.527 7698 – 3103- 3198 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30.

Pubblicato il 11 agosto 2021

Banca di Piacenza, andamento positivo nel primo semestre 2021

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